l’anniversario

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Da poco piu` di un mese sono diventato maggiorenne e l`anno scarso mi sono abilitato coi migliori voti. Una cugina di mia madre mi ha prospettato la possibilita` di farmi lavorare nel suo ufficio, praticamente mi sto preparando ad una vita da adulto. Tutto fila liscio a parte il fatto che… Mia madre e` sempre stata gelosa di me, possessiva piu` che gelosa colla paura di perdermi e restare da sola, essendo figlio unico e lei vedova appena sa di qualche ragazzina che mi ronza attorno l`affronta e la minaccia anche di botte se non mi lascia in pace. Colla conseguenza che a diciott`anni sono impacciato colle donne sono introverso timido silenzioso ed arrossisco facilmente. A diciott`anni vedo la fica come un miraggio, l`unica che ho sempre visto girare per casa e` quella pelosa di mia madre. Inutile dire che mi son venuti i calli alle mani ed i muscoli del braccio destro sono piu` sviluppati. Martedi` della settimana scorsa e` caduto il dodicesimo anniversario della prematura dipartita di papa`. Abbiamo deciso di far dire una messa di suffragio il sabato successivo e dopo la cerimonia, con mia madre, siamo andati al cimitero a sistemare la tomba e portare i fiori. La mattinata era fresca per cui abbiamo deciso di andarci a piedi ma al ritorno, verso mezzogiorno, il sole alto ha cominciato a picchiare e siamo rientrati stanchi sfiniti. Appena in casa ho cavato pantaloni e maglietta ed a torso nudo mi sono sbragato sul divano mentre anche lei ha lanciato lontano le scarpe ed ha fatto scivolare la gonna e la camicetta nera indossata per l` occasione. Con occhio malizioso ho notato lo striminzito slip bianco a righe oblique dai cui bordi schizzano incolti e folti i peli e perfino dal bordo superiore un ciuffetto si fa notare ed il seno a stento contenuto in un reggiseno a balconcino da cui, appena si abbassa, rotolano fuori i globi gonfi e morbidi. E` successo quando si e` chinata per raccogliere le mie scarpe e riporle nella scarpiera. Con noncuranza li ha lasciati pendere ed una volta rialzata li ha sistemati negli alveoli. – Ti preparo qualcosa? – No, sono troppo stanco, bevo una birretta. Va a cercarla la versa e me la porge dopo averne bevuto un sorso. – Neanche io ho appetito. Poveretto il tuo papa`, nel fiore degli anni. – Gia`! La sua passione per la caccia e per la pesca. Se lo avessi trattenuto…. – E come se l`ho trattenuto. Non mi lasciava in pace un momento, sempre addosso… ma lui era troppo esuberante. Era bellissimo, alto forte aitante occhi scuri e la riga nei capelli. Mia madre e` partita coi ricordi, chiude gli occhi e volteggia per la stanza come se si trovasse davanti al marito. – Non ti devi mai alzare dal letto, mi diceva tu sei un animale da letto, e` li` il tuo regno ed io che ridevo felice quando notavo la sua esuberanza che non si rilassava mai. Era sempre in tiro. Anche io lo ero. Giovani e belli tutti e due, lui molto piu` bello, un adone. La pelle scura, olivastra che nel punto cruciale diventava quasi nera, mi pareva di essere presa da un africano, quanto ridevamo le volte che glielo facevo notare. Mia madre ha smesso di sculettare per la sala ed entrata in camera si lascia cadere sul letto ed abbraccia il cuscino come se abbracciasse il mio papa`. Io la seguo, non ho voglia di chiudermi nella mia stanzetta a pasticciare col cazzo che appena son da solo alza la testa e chiede la sua parte di attenzione. Voglio stare accanto alla mia mamma come quando ero bambino e dormivo nel suo letto. Allungata sulle lenzuola colle gambe aperte come l`Uomo di Leonardo e col cuscino che stringe al petto mi da` l`impressione di un`Arpia che aspetta la sua vittima da ghermire. Osservo i peli che tracimano dallo slip ed immagino di essere io la vittima. Sono attratto da quel ciuffetto come il ferro dalla calamita, allungo la mano ma non oso toccare. Ne sento l`effluvio che ne proviene. Contrariamente alle sue abitudini non ha fatto le solite abluziopni prima di mettersi a letto. Le fara` stasera, intanto questo odore forte di ciprigno mi prende alla testa mi inebria mi piace mi attrae. Il cazzo ritto ha cacciato la capocchia fuori dal buco dei boxer ma non mi decido a rimetterlo a posto. La donna davanti a me e` mia madre, me lo ha visto crescere , lo conosce da quando non era che una lumachina e ora mi ritrovo un membro di tutto rispetto capace di dare piacere e di ingravidare. Gia`, ingravidare. Sai che strano se dovessi ingravidare mia madre? Oddio non sarebbe il primo caso. In paese e` gia` successo. Mia madre mi ha visto in piedi accanto al letto e col cazzo eretto ma e` troppo presa dai suoi ricordi e continua a baciare il cuscino. – Mi diceva, devi essere sempre pronta a ricevere i miei omaggi, devi essere la gallina che aspetta il suo gallo se non vuoi che vada in altri pollai. E come potevo sopportare che montasse altre pollastre, io che non vivevo che per lui? A tutte le ore mi prendeva, mi faceva volare mi sollevava mi portava in giro impalata e non si curava che altri sentissero i nostri sospiri. Le sue mani grandi, avevano un tocco leggero, da pianista, le dita curiose mi possedevano la lingua cercava gli angoli piu` riposti. Con lui mi pareva di essere in paradiso ed ogni notte succedeva il miracolo, anche se tornava stanco dopo aver rincorso per i campi la selvaggina. Piu` era stanco piu` era eccitato. Mamma ha lasciato il cuscino e stropiccia i seni tracimati dalle coppe coi capezzoli ritti e duri. Mi stendo accanto a lei e le sfioro il viso con un bacio. Mi mette il braccio attorno al collo e mi scompiglia i capelli sudati. I suoi lunghi e neri sono sciolti e le fanno da corona sul guanciale. E` bella mia madre, e` la mamma piu` bella che conosca, e quando e` eccitata la luce negli occhi la rende, oltre che bella, sensuale. Le carezzo un seno gonfio e morbido sono scasso da un tremito, non e` la prima volta che le tocco un seno ma questa e` diversa, il suo e` un seno da donna non piu` di mamma, le succhio il capezzolo mentre lei mi schiaccia la testa perche` non lo lasci. Ne succhio uno mentre avvolgo l`altro nella mano. La stessa mano che scivola a carezzarle il ventre piatto malgrado non sia piu`una ragazzina, la mano continua a scendere e s`impadronisce finalmente del ciuffo di peli e vi inanello le dita. Mamma solleva la testa considera la mano che gioca coi suoi peli pubici mi guarda in viso e soprira. Si abbandona sul cuscino e cogli occhi sbarrati fissa il soffitto. Sento la sua mano calda avvolgere la mia erezione e la palpa come per misurare la lunghezza ed il turgore. Mi strizza i coglioni, ahi, piano, li` e` zona delicata. Per vendetta mordo il capezzolo ma lei geme e sospira segno che non le ho fatto male. Raccolgo nella mano l`intero triangolo di pelo e col dito cerco il canale della fessura. E` bagnata, il dito scivola tra le grandi labbra gonfie e strizzo tra due dita il clitoride colla capocchietta eretta. Vi strofino sopra il palmo della mano e mia madre scuote la testa facendo ondeggiare la selva dei capelli. E` affascinante cosi` abbandonata, sembra volare in chissa` quale mondo. Chissa` le ombre che popolano i suoi sogni. Le infilo un dito nella vagina ed annego in un lago di liquido caldo, sollevo la testa la guardo negli occhi lei mi guarda e quando appoggio le labbra sulle sue le trovo socchiuse colla punta della lingua che aspetta la mia. Le lingue iniziano una lenta oscena danza d`amore che prende vigore man mano fino ad affondare una nella gola dell`altro. E` un bacio passionale un bacio che denuncia eccitazione e desiderio. La sua mano smanetta furiosa il cazzo duro come un pezzo di legno, las sento che strappa con furia le mutandine ed una volta nuda mi trascina su di se, mi sento scivolare risucchiato dal suo ventre. Oddio sto chiavando mia madre. O, piuttosto, e ` lei a fottere suo figlio. Solleva il bacino e m`invita a spingere piu` in fondo, sento le caterratte dell`amore spruzzare il cazzo di umore bollente. Mi sento al riparo, protetto dentro di lei. La mia prima donna. Sto chiavando una donna, una che fino al giorno prima non era altro che un fantasma. Appena realizzo che sono dentro le viscere amate schizzo il mio piacere e frusto le ovaie accaldate. Lei risponde con un altro getto ed e` scossa da un violento tremito in tutto il corpo. E` un orgasmo totale, avvolgente. Le bocche si cercano si uniscono ed il bacio e` rabbioso e` focoso e` voluttuoso. I suoi occhi sgranati luccicano come se piangesse. Forse piango anche io o sono gocce di sudore quelle che mi inumidiscono il volto. Finalmente stanchi riprendiamo fiato, lei mi fissa negli occhi, si guarda in giro allunga il collo per rendersi conto che sono inchiodato nelle sue viscere mi fissa ancora e balbetta: – Ma… ma … tu… e che cosa fai… qui, chi ti ha… ma cosa stai facendo? ma… ma tu… mi stai… ma sei dentro… di me? Oddio oddio odiio… Le fermo la testa che sbatte da una parte e dall`altra e la bacio. Dapprima mi respinge, cerca di sputare fuori la lingua che sono riuscito ad infilarle in bocca ma quando le stritolo un capezzolo ed insisto a cercare la sua lingua si rilassa si lascia andare si abbandona e risponde al bacio ma senza passione, cosi`, giusto per gradire. Sono dentro di lei ed appena accenno ad uscirne mi avvolge i fianchi colle gambe e mi abbraccia stringendomi forte si agita sotto di me e la sento godere ancora una volta. Inizia cosi` una lunga galoppata che dura due notti e due giorni ed alla fine ci lascia distrutti ma felici di amarci carnalmente. Mitana

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