l’autobus delle 7.25

Anche stamattina, come tutte le altre mattine, mi sono alzata alle 6,45 per poter prendere l’autobus 48/a che alle 7, 25 mi porterà sul posto di lavoro. Ho sempre preso malvolentieri quell’autobus perche’ credo che sia uno dei piu affollati d’italia. Eppure , sarà la calda mattinata di metà giugno, sarà il sole gia alto nonostante l’ora, ma mi preparo con meno fatica del solito. Indosso la mia solita minigonna di jeans sopra il perizoma e un top che mi tiene scoperte le spalle e l’ombelico.
Esco di casa trafelata, ma l’aria frizzante di questa mattina fiorentina di giugno mi mette una certa eccitazione addosso. Alla fermata dell’autobus osservo compiaciuta che il traffico e’ un po diminuito con la bella stagione e poi penso che e’ naturale, visto che le scuole son finite da una settimana.
Arriva il mio autobus, la mia dose di tortura quotidiana, costretta a farmi mezz’ora di tragitto pigiata come una sardina tra tantissime altre sardine. Ecco l’unica cosa che d’estate (escludendo agosto) non cambia. L’ autobus 48/a delle 7,25 e’ e sarà sempre il piu affollato che circoli a Firenze. Ci monto rassegnata e subito vedo le solite facce (probabilmente sempre le stesse anche se non ci ho mai fatto caso) assonnate, il loro alito sa di caffe’ e dentifricio e quando sono sfortunata a volte devo anche sorbirmi l’odore non proprio idilliaco di qualche ascella che gia soffre il caldo. Ogni tanto mi e’ capitato in tutto questo pigia pigia che qualcuno mostrasse di non essere proprio infastidito dal dover premere per forza il suo corpo contro il mio. E in quei casi faccio finta di niente. D’altra parte che dovrei fare??? Dovrei mettermi a distribuire calci nelle palle in mezzo a tutta questa folla se non sono nemmeno in grado di girare la testa per vedere chi mi ha toccato il culo?? Meglio lasciar perdere e aspettare pazientemente la fermata dove devo scendere io. E’ per questo motivo che anche adesso mentre un uomo in jeans e maglietta sta premendo il suo arnese prigioniero dei jeans sul mio sedere sodo, evito di reagire. Anzi stamattina non riesco a provare fastidio….la cosa mi piace anche se ho a malapena il coraggio di ammetterlo con me stessa. E sento che piu il tipo mi preme il pene sulle chiappe e piu sento salire l’eccitazione. Vorrei voltarmi e vedere che faccia abbia…ma preferisco non farlo. L’idea di farmi palpeggiare sull’autobus da uno che non so nemmeno che faccia abbia, e in mezzo a tutta questa gente, mi riempie di desiderio…mi fa sentire molto porca e la cosa mi piace. Adesso sento la sua mano furtiva…che con circospezione mi entra sotto la minigonna e mi accarezza le chiappe. Non lo biasimo. Il mio sedere e’ sodo e tondo e io stessa quando lo vedo allo specchio lo trovo invitante, se poi a questo si aggiunge il mio abbigliamento semplice ma provocante… capisco chiunque si senta attirato da me. E lui si e’ accorto che io sto al gioco. Adesso la sua mano e’ piu decisa…piu ardita. Le sue dita mi entrano nelle mutandine mentre io mi sto bagnando come non mi capitava da tempo. Per chi mi vede devo avere il viso fuxia da quanto sono eccitata. Infatti cerco di non incontrare lo sguardo di nessuno e mi concentro su quella mano che mi accarezza la figa con discrezione ma con insistenza e desiderio. “E se qualcuno abbassando distrattamente gli occhi ci vedesse?” mi chiedo. Ma poi mi rendo conto che non e’ possibile; stiamo talmente pigiati che il massimo che qualcuno potrebbe pensare e’ che questo signore che mi sta dietro me lo appoggia suo malgrado anche se magari la cosa sotto sotto non gli dispiace. E questo signore intanto mi sta passando un dito sul clitoride ormai fradicio mentre io faccio fatica a non chiuder gli occhi per concentrarmi meglio su questa intrigante quanto inaspettata situazione. Ho resistito anche troppo! La situazione mi ha portato al massimo dell’eccitazione e non riesco nemmeno a controllare la mia mano destra che si stacca dalla maniglia di sicurezza dell’autobus e furtiva ma decisa si porta all’altezza della patta dei jeans e sento premuto sulla mia mano il pene durissimo di questo sconosciuto che mi sta masturbando in un autobus affollatissimo di gente che va al lavoro. Riesco a sganciare i bottoni dalle asole dei suoi jeans e con un pò di difficoltà gli infilo la mano nelle mutande. Il suo cazzo e’ duro e bagnato e continua a premere sul mio sedere e sulla mia mano. Se non ci fosse tutta questa gente non ci penserei due volte e mi chinerei a prenderglielo in bocca, ma invece non posso (e non voglio ) nemmeno voltarmi per vedere che faccia abbia. Ma ormai sono talmente arrapata che senza scostarmi di un centimetro, glie lo tiro fuori e, scansando il peri proprio con la punta del suo cazzo, mi faccio penetrare. Ho la vagina in fiamme, e’ talmente bagnata che ho paura che i miei umori possano scivolarmi lungo le cosce ed essere cosi’ visibili dalle persone che a me sono piu vicine. C’ e’ una signora seduta su un sedile proprio alla mia destra che mi guarda in modo strano. Credo che mi guardi cosi’ perche’ sto ansimando ma a me non interessa. Sono troppo presa da questo tipo che mi scopa in mezzo alla gente e del quale non conosco nemmeno la faccia. L’autobus si ferma ad una fermata frenando un pò bruscamente e io sussulto di piacere sentendomi affondare il pene di questo sconosciuto nella vagina. Mi piego leggermente in avanti mentre sento due mani che mi tengono per i fianchi. Sicuramente saranno le sue. Ma chi puo’ dirlo in mezzo a tutto questo casino? L’autobus riparte e si dirige verso il quartiere periferico in cui lavoro. Il traffico si e’ leggermente diradato man mano che ci siamo allontanati dal centro e l’autobus puo’ procedere a maggior velocità . Ogni buca o cunetta presenti sull’asfalto non fanno altro che provocarmi sussulti di piacere. Le mani dello sconosciuto mi stringono i fianchi come una morsa e sento i miei capezzoli che sono turgidi come chiodi. Chi mi sta davanti se ne e’ accorto probabilmente visto che non toglie gli occhi dai seni che si intravedono sotto la maglietta. E’ questo che mi fa raggiungere l’apice…l’idea di farmi scopare in autobus da uno sconosciuto in mezzo a tanta gente e con l’aggiunta di un guardone che si arrapa vedendomi le tette da sotto il top e’ il massimo…..e difatti sento come se l’anima si staccasse dal mio corpo, ansimo senza poter usare la voce, ma ansimo….ho la fronte imperlata di sudore e non posso fare a meno di passare una mano sotto la gonna e accarezzare i testicoli all’individuo che mi sta scopando. Lo sento mentre estrae il pene dalla mia figa e mi riempie la mano di sperma caldo. Imbarazzo grandissimo: come faccio adesso ad estrarre la mano da sotto la gonna??? Con la mano sinistra frugo nella borsetta e con un pò di abilità riesco a tirare fuori un kleenex…me lo passo sul naso per non dar nell’occhio e poi furtivamente lo abbasso per pulirmi la mano. Lo sconosciuto sta finendo di ansimarmi sul collo. Rientro in me stessa e tra spintoni, gomitate e mani sul culo ricevute con malcelata indifferenza, riesco a guadagnare la porta di uscita. La prossima fermata infatti e’ la mia. Riesco per l’ultima volta a non cedere alla tentazione di voltarmi per vedere la faccia di questo ignoto seduttore. L’autobus si ferma e io scendo e mi avvio a passo svelto verso il lavoro. Anche domani mattina sarà costretta a svegliarmi presto e a prendere questa scatola di sardine per portarmi sul luogo di lavoro… ma forse da oggi avro’ un motivo in piu per non prendere la macchina.

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