Le lezioni di Christian

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1 Prima lezione
Christian ammirava il suo vicino di casa, Giorgio, da sempre. Giorgio aveva quattro anni più di lui e nel corso degli anni gli aveva insegnato molta roba veramente ‘cool’. Gli aveva insegnato come andare in bicicletta, l’aveva aiutato a rompere il ghiaccio con le ragazze, gli aveva insegnato come nascondere l’erezione quando saltava su all’improvviso.
Agli occhi di Christian, Giorgio era l’epitome del “cool” e veramente lo era. Giorgio era uno di quei ragazzi che si muovono attraverso la vita come un pesce nell’acqua. Era molto bello, sempre vestito alla moda, aveva molti amici (e veniva invitato a molte feste) e poteva uscire con qualsiasi ragazza volesse. Quindi quando gli chiese se voleva andare alla spiaggia con lui, Christian colse al volo l’opportunità.
Giorgio sapeva che Christian non aveva un padre e gli faceva da fratello maggiore. Sapeva che Christian l’adorava e ne era lusingato. Ultimamente tuttavia si era trovato ad immaginare cose sessuali su di lui… Si masturbava frequentemente come lui? Lui già sapeva quanto spesso gli veniva duro. A cosa pensava Christian quando si faceva una sega? Ogniqualvolta si immaginava Christian con l’uccello in mano, il cazzo di Giorgio diventava dolorosamente rigido.
La vita sulla spiaggia cominciò monotonamente, i due ragazzi giocarono nell’acqua per un po’, poi ritornato ai loro asciugamani per stendersi al sole. La spiaggia era molto attiva quel giorno, con molti bei ragazzi e ragazze che mettevano in mostra i loro corpi passando davanti ai ragazzi sdraiati sui loro asciugamani.
Giorgio osservò un movimento improvviso con la cosa dell’occhio e si girò verso Christian appena in tempo per vederlo tentando furtivamente di aggiustare una grossa erezione che spuntava dai pantaloncini da bagno. Sorrise e poi non riuscì a fare ameno di ridere rumorosamente per la lotta di Christian. Lui lo sentì, lo vide guardargli l’uccello ed arrossì in tutte le 18 tonalità di rosso.
“Non potevo resistere!” uggiolò Christian.
“C’è molto da guardare oggi, huh? “ rispose Giorgio di proposito. Guardando Christian che continuava a lottare disse: “Hei, attirerai di più l’attenzione giocandoci. Allarga la cintura.”
“Um, non posso farlo, spunterebbe fuori.”
L’uccello di Giorgio stava già agitandosi, ma quando Christian disse così, sentì il cazzo cominciare a ballonzolare rigido ad ogni battito cardiaco.
Mantenendosi freddo disse: “Bene, penso sia ora di girarci se non vogliamo bruciare.” Rise mentre Christian si girava immediatamente. Anche lui si girò ringraziando la coperta che accogliendolo sdraiato sullo stomaco avrebbe nascosto la sua protuberanza.
Christian dimenò le anche per tentare di mettere l’uccello in una posizione comoda. La sabbia sotto di lui si spostò ed avvolse la protuberanza nel suo calore. “Ehi, fa piacere la sabbia!” disse abbastanza forte perchè Giorgio sentisse.
Questi sorrise, quando era più giovane si sdraiava spesso sulla spiaggia pigiando l’uccello duro nella sabbia calda e venendo nel costume da bagno mentre adocchiava le graziose ragazze in bikini. Spostò le anche per sistemare l’uccello duro, rilassandosi raggiungendo finalmente quella posizione familiare in cui aveva perso tanti carichi.
Christian osservò il movimento. “Ehi, anche tu ce l’hai duro?” chiese.
“No ragazzo, io non lo faccio sulla spiaggia, quello è per i bambini come te.” Rispose Giorgio. Gli piaceva stuzzicarlo così.
“Non sono un bambino!” protestò Christian.
“Bene, allora sarà meglio che impari a controllare il tuo uccello.” disse Giorgio. Christian rimase in silenzio, poi cambiò soggetto indicando una ragazza particolarmente ben dotata che si avvicinava. “Ehi, guarda!”
“Oh, ragazzi! “esclamò Christian piano.
“È nella mia classe di inglese” disse Giorgio. “Si chiama Tiffany. Tutti i ragazzi vorrebbero entrare nelle sue mutande.”
“Anche tu?”
“No. È troppo montata per me. Ma è sicuramente divertente guardarla.”
“Sì! Guarda che tette!” Disse ansando Christian.
Le loro erezioni erano ben dure e spingevano contro i costumi da bagno e la sabbia calda.
“Oh ragazzi, non riuscirò ad alzarmi per un’ora” si lamentò Christian.
Giorgio rise. “Beh, potresti venire nei pantaloncini per farlo andare giù.”
Christian lo guardò ad occhi spalancati. “Realmente?”
Questo colse Giorgio di sorpresa. Lui stava solo scherzando, non intendeva dare al ragazzo un consiglio serio. Ma ora era diviso tra il voler guardare il ragazzo sdraiato sul suo asciugamano finché non schizzava e dargli un consiglio serio. Si chiese se Christian avrebbe proseguito e l’avesse fatto, sarebbe stato capace di controllare abbastanza i suoi movimenti per non richiamare su di se l’attenzione? (Giorgio aveva perfezionato quella tecnica.) Decise non valeva la prova di rischiare.
“No!” Disse sdegnato. “Scherzavo. I ragazzi cool non sborrano nei loro pantaloni.”
Christian si sentì imbarazzato per aver pensato che lo scherzo di Giorgio fosse un vero suggerimento. Ma questo non lo aiutava a risolvere la situazione. “Quindi cosa dovrei fare?”
“Potresti metterti la maglietta ed infilarla nei pantaloncini.”
“Sì, potrei tentare, ma se non andrà giù? ” Disse Christian. “Io voglio continuare ad abbronzarmi.”
Ci furono un paio di minuti di silenzio, poi Giorgio chiese “Così non sei mai venuto nei pantaloni?”
“Sì” Ammise Christian.
“L’hai fatto apposta o è stato un incidente?”
“Un incidente, uomo” Disse rapidamente Christian. “È successo troppo velocemente.”
“Bene, devi imparare a controllarti se vuoi diventare ‘cool’” Dise Giorgio. Chiaramente Giorgio aveva sperimentato molti orgasmi fortuiti nei vestiti, ma non l’avrebbe mai ammesso.
“Cazzo! Come puoi controllarti con pollastrelle come quella che si avvicina?” Uggiolò Christian indicando una ragazza scultorea con capelli neri e lunghi che indossava un bikini incredibilmente piccolo.
“Oh sì, quella è Melania. Vuole incontrarla?” Disse Giorgio. Prima che Christian potesse rispondere gridò: “Ehi Melania!”
“No!” Bisbigliò Christian raucamente. “Non mentre ce l’ho duro!”
Giorgio rise. “Non si preoccuparti.”
“Ciao Giorgio” Disse Melania avvicinandosi. Naturalmente Giorgio non si girò o si sedette e neanche Christian. “Chi è il tuo amico?”
“Questo è Christian. Abita vicino a me.”
“Ciao Christian” Disse Melania. Aveva un modo di parlare e muoversi che faceva sembrare ogni frase una seduzione. Ogni parola sembrava essere accompagnata dalle sue mani che si muovevano. Christian ne era affascinato.
“Uh… ciao” Riuscì a balbettare mentre fissava tra le sue gambe.
“Sei qui da tanto?” chiese Giorgio.
“Sì, stiamo per tornare alla macchina.” Lei disse guardando verso una coppia di altre ragazze che stavano scuotendo la sabbia dai loro asciugamani. “E tu?”
“Oh, siamo appena usciti dall’acqua, staremo qui un po’.”
“OK, divertitevi ragazzi!” Disse allontanandosi dando ai ragazzi uno spettacolo del suo bel culo.
Quando fu fuori della portata d’orecchio, Christian disse: “Oh cazzo, pensavo di non riuscire a trattenermi! È così eccitante!”
Giorgio rise, anche se anche lui era stato sul pumto di lasciarsi andare. “Ragazzi! Devi certamente imparare un po’ a controllarti!”
“Ma come fare?” Chiese Christian con sincerità assoluta.
“Ne parleremo quando torneremo a casa. Forse dovresti chiudere gli occhi e rilassarti un po’” suggerì Giorgio. Aveva un’altra ragione, più egoistica per dirlo. Con Christian che parlava della sua erezione ed il suo bisogno continuo di eiaculare, l’uccello di Giorgio stava pulsando dolorosamente e segnalava che voleva fare lo stesso. Doveva riguadagnare la calma.
Dopo circa 10 minuti senza conversazione, l’uccello di Giorgio si era ammorbidito abbastanza per non essere troppo ben visibile se si fosse girato. Si rivolse all’amico e chiese: “Come va?”
“È ancora duro, non scenderà finché starò sdraiato così.”
“Sarà bene che ti giri o brucerai” Disse Giorgio. “Cosa vuoi fare?”
“Possiamo andare a casa?”
“Ok, possiamo fare la doccia e cambiarci.”
Giorgio lo guardò intensamente mentre si girava, il suo uccello puntava verso l’alto sotto i pantaloncini di nailon, facendo una tenda orrendamente evidente. C’era una macchia bagnata della dimensione di una moneta sulla punta per peggiorare la questione. Christian si alzò ed in un paio di secondi chiunque sulla spiaggia avrebbe potuto vedere la protuberanza imbarazzante che stava facendo la sua erezione. Lui scosse rapidamente il suo asciugamano e se l’avvolse intorno.
Giorgio, il cui uccello aveva cominciato a crescere di nuovo non appena il ragazzo vicino a lui si era girato, si alzò tenendo la schiena verso Christian per rendere la cosa meno evidente ma, ancora imbarazzato per la protuberanza dei suoi genitali gonfi, si avvolse l’asciugamano intorno alla vita.
L’acqua fredda delle docce della spiaggia aiutò i due ragazzi a farlo diventare più molle e li aiutò anche il mettersi i vestiti. L’uccello di Giorgio era quasi completamente molle quando uscì dal box del bagno. Christian era ancora mezzo duro, anche se i suoi jeans larghi lo aiutavano a celare il suo problema.
In macchina tornando verso casa, Christian disse: “Non posso credere che tu abbia chiamato Melania mentre ero sdraiato con un’erezione!”
“Ehi, lei non sapeva che ce l’avevi duro. Quale è il problema?”
“Sì, ma lei è così eccitante! Veramente ero a due secondi dall’avere un altro incidente nei miei pantaloncini.”
Giorgio rise. “Che piccolo bastardo.” Nel loro quartiere, “bastardo”, quando usato con espressione offensiva, descriveva qualcuno dannatamente ‘cool’.
“Hai visto le tette?” Strillò Christian tentando di difendersi. “E giuro di aver visto il peli della figa che uscivano dal suo bikini. Cazzo, mi viene duro solo a pensarci.”
Giorgio guardò i jeans di Christian. Effettivamente la patta puntava verso il cielo, rise ancora. “Cazzo, ragazzi, sporge per un chilometro!”
“Lo so!” Uggiolò Christian. “Mi devi aiutare, uomo. Non so più cosa farci.”
C’era solo una cosa che Giorgio avrebbe voluto fare, voleva sentire l’erezione di Christian, anche se era attraverso i jeans, voleva disperatamente sentire il cazzo duro del ragazzo pulsare sotto le sue dita. In quel momento non gli importava essere ‘cool’.
“Metterò una mano un po’ sui tuoi jeans.” disse Giorgio e rapidamente toccò la protuberanza di Christian. Sentì quello per il quale agognava, l’erezione del ragazzo pulsava selvaggiamente.
“Oh wow. Non penso che questo sia cool, uomo” Disse Christian diffidente. “Non lo dovresti fare.”
Giorgio, rendendosi conto di quello che stava facendo, pensò rapidamente. “Ehi, è OK se lo lasci nei tuoi pantaloni. Voglio dire che non è come se tu lo estrai ed io lo succhio o cose del genere. È solo uno scherzo.”
“Realmente?”
“Sì, l’ho fatto con un gruppo di amici” mentì Giorgio.
“Wow.”
“Bello, non è vero?” Disse Giorgio cominciando lentamente a strisciare sui jeans di Christian contro il suo uccello tenero.
“Sì, credo.” Disse Christian. “Ma cosa farai se schizzerò?”
Giorgio rise di nuovo. “Cosa vuoi dire, non riesci a trattenerti?” Chiese con un grande sorriso furbesco sul viso.
“Bene, sì, posso trattenerlo. Abbastanza di solito, ma se senti che sto per venire, fermati.”
“Bene, devi avere un po’ di self control, bastardo. Quando senti che vuole uscire, devi resistere.”
“Io tento di tenerlo ma esce lo stesso!” Si lagnò Christian. “Ed io non voglio sbattere via questi jeans!”
“Stai veramente per sparare?” Chiese Giorgio ridendo sentendo che l’uccello di Christian stava pulsando in maniera particolare.
“Non penso che potrò tenerlo. Voglio dire che sto tentando di trattenermi, ma vuole uscire!”
Giorgio continuò a a carezzare l’uccello coperto di Christian, era determinato a torturare il ragazzo, con una buona speranza di portarlo all’orgasmo.
“Bene, prova a pensare a qualche cosa d’altro” Disse Giorgio. La sua prima intenzione era di suggerire sua nonna o una partita di baseball, ma poi decise per qualche cosa di più malizioso. “Che genere di mutande porti?”
Christian gemette. “Boxer.” Rispose debolmente.
“Disegnati?”
“Sì. Questo non mi sta aiutando, uomo.”
“Che tipo?”
“Quadretti.”
“Che colore?”
“Blu.”
Ora Giorgio aveva un’immagine chiara dell’uccello duro e gocciolante di Christian avvolto nella stoffa morbida e blu. Cambiò la lenta carezza in modo che i boxer scivolassero sull’uccello di Christian. L’uccello di Giorgio si stava indurendo nella sua gamba. Non l’aveva aggiustato quando aveva cominciato a crescere ed ora stava pigiando su contro i suoi pantaloni come se tentasse di lacerare la stoffa.
“Oh cazzo, fermati uomo!” Gridò Christian.
“Stai per sborrare nei boxer?” chiese Giorgio mantenendo il ritmo della carezza.
“Sì! Non riesco a trattenermi!”
Giorgio rise di nuovo. C’era un che di sadico nella sua risata, stava godendo a far contorcere Christian ed implorare.
“Andiamo, Giorgio! Fermati! Lo sento venire!”
“OK, lo spremerò un po’. Ora resisti!” Disse Giorgio esercitando pressione sul cazzo pulsante del ragazzo. “Così devi imparare a controllarti. Trattieni!”
“Oh Dio! Resisti! “ Disse Christian a se stesso. “Non schizzare. Trattieniti!”
Poi Giorgio fece una cosa che sapeva avrebbe spinto il ragazzo sull’orlo. Rilassò rapidamente e strinse tre volte in successione rapida. Non stava carezzando davvero l’uccello intrappolato di Christian, ma l’effetto era lo stesso.
“Oh cazzo! Non posso resistere!” Gridò Christian. Un ruscello di sperma caldo fu sparato dall’uccello intrappolato bagnando immediatamente boxer e jeans.
Giorgio ne sentì ogni fiotto. Lo sentì pulsare incontrollabilmente alcuni attimi prima del primo getto, sentì lo sperma risalire dalla parte inferiore dell’asta, seguita dalla calda umidità che attraversò i jeans del ragazzo.
“Avanti resisti!” Esclamò Giorgio con un grande sorriso sulla faccia, sapendo bene che era impossibile.
Il corpo intero di Christian tremava mentre sparava colpo dopo colpo di crema nei boxer e nei pantaloni. “Io non posso… resistere… Mff… Mhh!”
Giorgio non riuscì a trattenere una risata mentre cominciava a masturbare l’uccello del giovane. I boxer, ora scivolosi, strofinavano sulla testa porpora dell’erezione, richiamando sempre più sborra dalle palle.
“Oh no, fermati!” Disse Giorgio ghignando come uno sciocco continuando a masturbarlo implacabilmente. “Stai bagnando tutti i jeans.”
Christian respirava affannosamente, non poteva credere alla scena: essere masturbato dall’amico, schizzare nei pantaloni di fronte al bel ragazzo più anziano e, sopratutto, avendo il più grande orgasmo della sua vita. Era troppo!
Giorgio stava ridendo ancora tra di se. “Ha ha ha ha! L’hai fatto realmente! Hai sborrato nei tuoi jeans! Ha ha ha ha! Piccolo bastardo!”
Finalmente l’orgasmo di Christian si calmò. Una massa enorme di sperma caldo riempiva i suoi boxer e stava gocciolando in giù attraverso il pube sulle sue palle. La maggior parte era stata assorbita dai boxer e dai jeans ed un po’ di succo di ragazzo aveva attraversato i due strati di stoffa e stava gocciolando sulla mano di Giorgio.
Giorgio allontanò la mano e guardò il bagnato che c’era sopra, poi si pulì sui jeans di Christian vicino alla grossa macchia di bagnato.
Christian si sentiva completamente esaurito… ed umiliato. Abbassò lo sguardo ed esaminò i suoi pantaloni. “Oh merda! Come farò a nascondere questa macchia?”
“Ha ha ha ha! L’hai fatto, ti sei sporcato tutto! Ha ha ha ha!” Giorgio non gli stava dando aiuto. Ma il suo uccello era più duro che mai alla vista di Christian in boxer e jeans bagnati di sperma.
Poi qualche cosa di strano avvenne a Giorgio. Spostando lo sguardo tra la strada e l’inguine bagnato fradicio di Christian, con l’odore di sperma che cominciava a riempire la macchina, cominciò a parlargli quietamente mentre guidava, borbottando, ridacchiando e, stranamente, agitandosi come fosse tormentato dal piacere.
“Che piccolo bastardo. Sborrare nei jeans. Heh-heh. Sapevo che non poteva resistere… HM! Non è cool come me. Si è bagnato completamente i jeans. Heh-heh-heh.”
Christian non aveva mai visto Giorgio in quello stato, lo guardava con tupore mentre il ragazzo continuava il suo monologo.
“Io so come resistere… HMF! Io non sborro nei pantaloni come un ragazzino. Lui invece l’ha fatto. Proprio davanti a me. Heh-heh-heh. Ho sentito la sborra nei suoi pantaloni. Hah!”
Christian sentì che doveva dire qualche cosa. “Non riuscivo a resistere.” Fu tutto quello che riuscì a pensare.
Questo infiammò Giorgio. “Lui non poteva resistere. Heh-heh. Lui non riusciva a trattenere la sborra. I suoi pantaloni sono completamente bagnati… Hnh! … Oh! Bagnati di sborra. Io l’ho fatto schizzare nei boxer come un ragazzino! Huh-HAH! … UNH!”
A quel punto i ragazzi sentirono un rumore liquido che veniva dal grembo di Giorgio, addirittura superando il rumore della macchina.
“Ehi uomo, sei venuto nei pantaloni” Disse Christian.
“Assolutamente no” rispose Giorgio. “Io sono troppo cool. Io non sborro nei miei jeans come un ragazzino.”
Invece le palle di Giorgio stavano svuotandosi nel suo grembo, siccome non si era toccato l’uccello, non era un orgasmo intenso, convulso, ma piuttosto come un flusso continuo di sperma caldo. Giorgio sapeva bene che lo stava facendo, ma continuò a negarlo per mantenere la sua dignità. Sperava che si sarebbe fermato da solo ed i suoi boxer facessero da schermo prima che la macchia divenisse evidente.
“Lo stai facendo!” Disse Christian incazzato per il fatto che Giorgio negava l’ovvio. “C’è una piccola macchia bagnata sui tuoi pantaloni.”
Giorgio continuò a negarlo. “Pe niente. Sono troppo fico per sborrare nei miei boxer.”
Nel frattempo l’umidità più scivolosa fluiva dalla sua erezione, la sentiva gocciolare sopra la coscia. La macchia sui pantaloni da piccola che era cominciò presto a crescere al punto che era ridicolo negare.
“Guarda i tuoi jeans!” Gridò Christian. “Stanno diventando bagnati! Lo so che lo stai facendo!”
“Sei tu quello che viene nei jeans”, disse Giorgio esercitando un controllo sorprendente sulla sua respirazione mentre sempre più sperma veniva versato nei suoi boxer. “Io so come resistere.”
“Seriamente! Guarda! I tuoi jeans stanno diventando completamente bagnati!” Christian non poteva credere che Giorgio continuasse a negare.
Finalmente Giorgio gettò uno sguardo in giù ai suoi jeans. “Sta sgorgando solo un poco. Non preoccupartene.” La macchia bagnata ora era estremamente luccicante e stava scendendo all’interno della sua gamba sul sedile e sulla coscia.
“Lo so che che stai sparando nei tuoi pantaloni” Disse Christian.
“Ehi, io non sparo nei miei pantaloni”, disse Giorgio, comprendendo che non avrebbe potuto negare ancora per molto, ma volle mantenere in qualche modo la sua immagine. “Mi sono solo stancato di tenerlo, così gli ho permesso di uscire un po’. È fico, non è come se venissi e schizzassi il mio sperma nei miei pantaloni come te.”
“Beh, quindi sei venuto nei pantaloni.”
“Sì, ma come ti ho detto mi ero stancato di tenerlo.” A questo punto Giorgio contrasse i muscoli facendo schizzare lo sperma con forza nei pantaloni. La cima della sua protuberanza saltò, ma poi cominciò a restringersi.
“Hmm” Disse Christian non completamente soddisfatto del chiarimento di Giorgio, ma ancora affascinato dalla macchia bagnata sui suoi jeans. Ma ora c’era un un problema più importante per loro, erano arrivati davanti alla casa di Giorgio.
“Oh merda, come nasconderò questa macchia di sperma a mia mamma?” Chiese Christian . La sua macchia bagnata era molto grande e copriva il grembo su un intero lato della chiusura lampo e parte dell’altro lato.
“Non preoccuparti” Disse Giorgio. Christian lo guardò interrogativamente. “Se tua mamma dice qualche cosa, digli che hai tenuto il costume da bagno sotto i jeans!”
Christian sorrise. “Sì, fico. Ehi, uh, grazie per avermi portato alla spiaggia e… um… per la lezione.” Non aspettò la risposta ed uscì dalla macchina dirigendosi verso casa sua, ripassando uno dei momenti più imbarazzanti ed eccitanti della sua giovane vita.
2 Seconda lezione
Due settimane erano passate da quando Giorgio aveva portato Christian alla spiaggia e gli aveva tenuto una “lezione” su come trattenere lo sperma. Ogni giorno i due ragazzi ricordavano l’eccitante scena e le calde emozioni.
Christian era rimasto imbarazzato per l’incontrollabile eiaculazione nei pantaloni mentre Giorgio gli stringeva l’uccello. Credeva ancora, anche dopo che Giorgio si era bagnato i pantaloni con lo sperma, di aver fallito una prova di virilità, di aver dovuto essere in grado di trattenersi. Ma nonostante questi sentimenti di imbarazzo ed umiliazione, l’evento eccitava la sua giovane vita. Il ragazzo che lui ammirava più di chiunque altro aveva toccato la sua erezione (anche se l’aveva fatto attravero un paio di strati di stoffa) e l’aveva masturato! Tuttavia il ricordo non lo aiutava nei suoi sforzi di prolungare le sue sessioni di masturbazione, infatti veniva subito ogni volta che pensava alla mano di Giorgio sui suoi jeans ed alla macchia bagnata che era apparsa qualche attimo più tardi sui pantaloni del ragazzo.
Giorgio non aveva mai pensato di avere tendenze gay, ma quando ricordava che l’esperienza con Christian era stata la più eccitante che poteva ricordare, veniva nei jeans senza toccarsi l’uccello! Non gli era mai successo con una ragazza. Durante le sue sessioni notturne di masturbazione, dopo essere stati alla spiaggia, tentò di pensare alle ragazze della scuola o anche a quelle delle riviste che nascondeva nell’armadio della sua camera, ma i suoi pensieri ritornavano sempre al cazzo duro di Christian che pulsava nella sua mano mentre lo sperma caldo del ragazzo sprizzava nei jeans. E che sempre lo faceva eiaculare.
Giorgio era anche preoccupato della reazione di Christian a quanto era successo. Non era sicuro che il ragazzo, dopo che lui era venuto nelle mutande, avesse abboccato al suo tentativo di sottovalutare il fatto. E l’ultima cosa che voleva era che Christian ne parlasse con qualcuno!
Si erano rivisti un paio di volte da allora, si erano sorrisi e si erano salutati, ma non avevano avuto tempo di parlare. Giorgio sperava di passare un po’ di tempo con Christian nel fine settimana per riuscire a scoprire quello che stava pensando l’amico. Ma era stato Christian a rompere il ghiaccio.
Il campanello della casa di Giorgio suonò e lui aprì la porta.
“Ciao Giorgio”, disse Christian. “Sei occupato?”
“No, entra.”
“Ho visto i tuoi genitori andare via e ho pensato di venire da te.”
“Certo, come va?”
“Ho molto pensato a quello che è successo ritornando dalla spiaggia…” cominciò Christian.
‘Eccoci.’ Pensò Giorgio.
“… e, io realmente ho bisogno di aiuto in questa cosa” ammise Christian. Giorgio fece un lungo sospiro di sollievo. “Voglio dire, io sono preoccupato che se esco con una ragazza è probabile che io faccia… bene… che accada la stessa cosa ed io sarei imbarazzato.
Giorgio assunse la sua espressione fica e Christian espose i dettagli. “Stai tentando di resistere quando ti fai una sega?”
“Beh, sì! Voglio dire che riesco a smettere di strofinarmi e questo serve, ma un piccolo sfregamento e so che uscirà. E se poi mi fermo ancora, esce da solo.” Uggiolò Christian.
Gli uccelli dei due ragazzi si stavano irrigidendo mentre la conversazione continuava. “Qualche volta penso a qualche cosa di orribile come una vecchia signora” Disse Giorgio e Christian rise. “Ma di solito mi dico di resistere, di avere autocontrollo.”
“Ho tentato ma non funziona. Sono veramente preoccupato!” Disse Christian. “Voglio dire che se eiaculo nei pantaloni di fronte ad una ragazza, a scuola lo sapranno tutti!”
Giorgio accennò col capo, era vero, era quello che era successo a lui. La prima volta che era venuto nei pantaloni ad un appuntamento, non aveva potuto nascondere il fatto alla sua ragazza. Ansava e muoveva incontrollabilmente le anche. Aveva dovuto implorare la ragazza di non dirlo a nessuno e finì per farle un regalo per comprare il suo silenzio.
“Bene, penso che tu abbia bisogno di altro allenamento.” Disse Giorgio intrigato dalla prospettiva di giocare di nuovo con Christian. “Ma non penso che funzionerà se lo farai da solo. Tu riesci a controllarti, sai quando fermarti e ricominciare. Quando una ragazza sta strofinando il tuo uccello, non hai il controllo.”
“Ma io non posso far pratica con una ragazza!” EsclamòChristian. “Voglio dire, se sono con una ragazza è tardi!”
Giorgio aspettò un momento come se stesse pensando alle altre possibilità. Poi disse: “Vuoi allenarti ancora con me?”
Gli occhi di Christian si allargarono. “Vorresti?”
“Nessun problema. Sembri pronto.” Disse Giorgio accennando col capo ai pantaloni tesi del ragazzo. Christian arrossì. “Ehi, è normale per un ragazzodella tua età avere un’erezione quando si parla di sesso.”
“Grazie, Giorgio.” Christian improvvisamente sentì una specie di amore per il suo bel vicino di casa, il ragazzo che era sempre pronto di aiutarlo.
“OK, tu hai fiducia in me?” ChieseGiorgio. Christian accennò col capo. “Ti strofinerò i jeans come ho già fatto, solo che questa volta, quando mi dirai che pensi di non poter resistere, io toglierò la mano.” Christian accennò ancora col capo.
I cuori dei due ragazzi stavano battendo con forza ancora una volta quando Giorgio avvolse la sua mano intorno alla protuberanza del’uccello di Christian. Sentirlo pulsare causò al suo uccello di battere anche più forte. Infatti Giorgio sentì una piccola goccia di pre eiaculazione scappare dalla sua erezione, bagnando i suoi boxer asciutti. Cominciò a muovere la mano su e giù.
“Allora questa ragazza è con te da un po’ e tu cominci a toccargli le tette, ed ora lei sta strofinando la tua erezione. Cosa stai pensando?”
Christian ripetè le parole che aveva sentito precedentemente. “Penso di resistere. Self control. Resistere.”
“Così va bene.” Disse Giorgio. “Sai quello che mi aiuta qualche volta?”
“Cosa?”
“Se io porto dei boxer nuovi ad un appuntamento, penso che devo resistere se non voglio rovinare i boxer nuovi.”
“Oh wow!” Disse Christian. “Ho dei boxer nuovi! Mia mamma me li ha comprati ieri!”
“Vedi? Ora devi resistere.” Disse Giorgio. “Come sono?”
“Umm… Penso che siano Hanes, verdi. Abbastanza fichi.” Christian alzò la maglietta per mostrare la cintura.
“Sì, sono cool” Disse Giorgio mentre il suo uccello che sobbalzava come se potesse vedere la stoffa che avvolgeva l’uccello di Christian. Cambiò la carezza in modo che la stoffa strofinasse sulla testa infiammata dell’’uccello di Christian. L’effetto fu immediato.
“Oh wow Giorgio” Sospirò Christian. “Questo mi farà sicuramente schizzare il carico!”
“Di già?” lo beffò Giorgio. “Forza, ragazzo, resisti!”
“Self control.” Mormorò Christian . “Resiti, resisti.”
“Così.” Disse piano Giorgio. Il suo uccello pulsava ad ogni battito del cure mentre guardava il ragazzo contorcersi nel tentativo di trattenere il carico bollente. Prese un buon ritmo sulla protuberanza di Christian e la sentì diventare dura come l’acciaio sotto le sue dita.
“Difficile trattenersi” Mormorò di nuovo Christian sull’orlo della disperazione. “Io sono fico, posso resistereo. Hunh!” L’ultima esclamazione fu accompagnata da un potente barcollare dell’uccello intrappolato. “Non posso rovinare i miei boxer nuovi!” Disse forte, la tensione nella sua voce divenne più intensa. “Oh cazzo, penso alla vecchia, penso alla vecchia!”
Giorgio ora aveva aumentato al massimo la velocità della carezza, portando Christian all’orlo. Christian ora era silenzioso, i suoi occhi ermeticamente chiusi, tutto il suo corpo teso come una corda di chitarra. Finalmente si lasciò sfuggire: “Oh merda! Fermati, Giorgio! Fermati!”
Fedele alla sua parola questa volta Giorgio tolse la mano. Christian rimase immobile riprtendo le frasi che Giorgio gli aveva insegnato. Giorgio riuscì a sentire: “Self control” e “boxer nuovi” ma non molto altro.
“Forza Christian, resisti. Non lasciarti andare. Sii duro. Resisti” Lo incoraggiò Giorgio sottovoce. Una piccola macchia bagnata apparve sulla punta della protuberanza di Christian e per un momento Giorgio pensò che era tardi. Ma qualche attimo più tardi la tensione diminuì nel corpo del ragazzo che guardò Giorgio con un sorriso.
“Ho resistito!” Disse allegramente. “Un paio di gocce ma non ho sparato.”
“Bravo, uomo! Sei riuscito!” Si congratulò Giorgio. “Ti darò un minuto di riposo prima della prossima prova.”
“Prossima prova?” Chiese Christian .
“Sì. Chiavata asciutta” Disse Giorgio con ghigno sulla sua faccia. “Sai, metti la ragazza sulla schiena e tu ti muovi su di lei e strofini la tua protuberanza sulla sua topa. O qualche volta lei si mette su di te. Quella è la vera prova.”
La faccia di Christian si volse immediatamente da felice ad ansiosa. “Oh wow. Come fai a non sborrare se una ragazza fa una cosa del genere?”“
Giorgio sorrise. “Prova!” Disse alzandosi e frugando in fondo al suo armadio. Estrasse una delle riviste di ragazze e l’aprì ad una pagina di lap dance. “Vedi tutti questi ragazzi? Pagano queste ragazze eccitanti per strofinarsi contro la fronte dei loro pantaloni. E riescono a trattenere i loro carichi.” Non era proprio così e Giorgio lo sapeva. Nell’articolo che accompagnava le immagini una delle spogliarelliste ammetteva che godeva a far venire gli uomini nelle loro mutande. Giorgio aveva sborrato molte volte negli slip leggendo gli articoli a guardando le immagini.
“Wowww” Esclamò piano Christian guardando quelle immagini eccitanti. Il suo uccello che non si era ammorbidito, saltò su di nuovo. “Non penso che riuscirei a resitere.”
Giorgio rise. “Chiaramente no! Ma un giorno o l’altro ci riuscirai. OK, sdraiati sul divano.”
“Sullo stomaco?” ChieseChristian piuttosto confuso su quello che Giorgio aveva in mente.
“No, stupido! Sulla schiena!”
“Ok…”
“Io mi metterò su di te.”
“Um… ne sei sicuro? Voglio dire…”
“È OK” Disse Giorgio. “Siamo vestiti e sappiamo di essere normali.”
“No, voglio dire, i tuoi genitori non torneranno?”
“Ehi, abbi fiducia in me, OK?”
Christian accennò col capo e Giorgio si mise su di lui. I ragazzi sentivano il calore l’uno dell’altro attraverso le magliette. Christian sentiva qualche cosa d’altro, anche-la protuberanza dura dell’erezione intrappolata di Giorgio. Pensò di dire qualche cosa ma poi decise di no.
“Ora quando una ragazza si mette su di te, tenta di incuneare la protuberanza del tuo uccello contro la sua fica così lo fa strofinare contro il clitoride.” Gli spiegò Giorgio, anche se le sue nozioni erano quanto meno vaghe. “Quindi devi spingere le anche contro di lei. Sì, così. Ora continua a farlo.”
Christian fece come Giorgio gli diceva e cominciò a spingere ritmicamente le anche. La sensazione era diversa da quando Giorgio lo masturbava. La testa dell’uccello stava strofinando contro la sua pancia liscia e la parte inferiore era eccitata dai suoi boxer nuovi.
“Sì, così.” Disse Giorgio. “Lei prenderà il ritmo con te e proprio allora dovrai riuscire a trattenerti.” Giorgio cominciò a risponder alle spinte di Christian, amplificando la sensazione nei ragazzi. “E tu la bacerai e la riempirai con la lingua.”
“Non mi bacerai, è?” chiese Christian sospettoso, stavano già andando molto più lontano di quanto avesse mai immaginato.
“Assolutamente no! Io non sono gay!” Disse Giorgio sulla difensiva. “Ma se baci una ragazza ti ecciterai anche di più. Quindi dovrai resistere ancora di più.”
“Bene, cosa ne pensi se andando… voglio dire… se capisci che non riesci a resistere?”
Giorgio non rispose subito. Era assorbito dalla sensazione di strofinare la sua erezione contro Christian e sentire la sua durezza sensibile che batteva contro di lui. Sapeva come sarebbe finita, sapeva che Christian non sarebbe stato capace di trattenere il suo sperma ed appena avrebbe perso il carico anche lui sarebbe arrivato all’orlo.
Alla fine rispose: “Il trucco è fare in modo che il tuo succo esca senza che lei se ne accorga.”
“Come si fa?” Chiese Christian mentre sentiva che il suo orgasmo ancora una volta stava montando.
“Bene, sai come fai quando vieni mentre ti fai una sega, come ti lamenti o respiri forte mentre schizzi il tuo sperma?”
“Sì?”
“Se devi eiaculare nei tuoi pantaloni e sei è con una ragazza, non puoi fare niente del genere. Come quando lo stai trattenendo e sai che comunque uscirà, tu ti trattieni fino all’ultimo momento e poi ti rilassi e non tenti più di tenerlo. Sai quello che voglio dire?”
“Credo.” Disse Christian. Non aveva idea di quello di cui stava parlando Giorgio, ma non voleva ammetterlo.
Giorgio comprese che non sapeva come descrivere la sua tecnica di orgasmo silenzioso, ma aveva l’impressione che glielo avrebbe dimostrato presto.
L’uccello di Christian stava perdendo parecchia pre eiaculazioe sulla sua pancia. Le sensazioni scivolose stavano portandolo rapidamente ad un orgasmo inarrestabile. Alzò lo sguardo alla faccia di Giorgio. Il suo vicino sembrava veramente fico, ma vide anche un bagliore di qualche cosa d’altro. Giorgio guardava… determinato.
Giorgio era determinato, veramene. Voleva che il giovane Christian sborrasse nei pantaloni sotto di lui. Voleva sentire l’uccello di Christian pulsare mentre rilasciava il suo imbarazzante carico di sperma. Voleva divertirsi alla mancanza di controllo del ragazzo come aveva fatto due settimane prima sulla spiaggia. Voleva mostrargli come un ragazzo fico viene nei jeans. Il guaio era che Giorgio stava attivamente trattenendo il carico. Il vero pericolo era sborrare di fronte a Christian!
“Quindi stai per venire nei tuoi boxer nuovi, Christian?” chiese Giorgio.
“Assolutamente no!” Disse Christian tentando di essere fico come Giorgio, ma sapendo che stava mollando. “Ma sarà difficile.”
“Calmati” disse Giorgio intensificando le spinte. “Devi trattenere il carico. Non farlo uscire. Sii un uomo. Risparmia il tuo sperma per una ragazza.”
“Sì, risparmio il mio sperma” intonò Christian. “Resisto, non voglio venire nei boxer nuovi.”
Pensando ai boxer nuovi di Christian anche Giorgio si avvicinò all’orlo. Era una prova estenuante della sua forza di volontà. Gocce di pre eiaculazione stavano bagnando le sue mutande e la sua verga era così dura che pensava che sarebbe scoppiata. Ma lui doveva superare in resistenza l’altro ragazzo.
“Io sto resistendo, Giorgio” disse Christian. “Voglio dire, sento che vuole uscire, ma io sto resistendo con forza e sta funzionando. Forse è perché indosso i miei boxer nuovi.”
“Buon per te, Christian” Riuscì a dire Giorgio aumentando la velocità delle spinte. “Vediamo se riesci a resistere ora.”
“Oh cazzo! Che bello, Giorgio” Disse Christian. “Stai veramente eccitandomi, ma io non rovino i miei boxer nuovi! Io… mmphh… resisto!”
Mentre Giorgio si contorceva contro il ragazzo, mentre lo sperma bolliva nelle sue noci dolenti per uscire, desiderio puro lo raggiunse. Ritornava improvvisamente a due settimane prima nella macchina quando costringeva il suo giovane amico arrapato a schizzare nei suoi pantaloni.
“Non riesci a trattenere il tuo sperma, ragazzo!” Sibilò Giorgio a Christian. “Sei già venuto una volta nei pantaloni e io te lo farò fare di nuovo!” Le anche di Giorgio stavano muovendosi furiosamente mentre il suo carico saliva lungo l’asta della sua erezione intrappolata.
“Ok, Giorgio, sto resistendo. Sta funzionando. Non riesci a farmi sborrare nei boxer nuovi. È self control, come hai detto.” Improvvisamente Christian comprese che Giorgio era quello più vicino a sparare. “Stai per sborrare, Giorgio? Non riesci a resistere?”
Sperma caldo cominciò a fluire dall’uccello di Giorgio e bagnare la sua biancheria intima mentre le domande del ragazzo lo riportavano alla realtà. Riprese immediatamente il suo atteggiamento cool e mentì, “Sicuro che posso tenerlo.” E continuva a spingere mente fiotto dopo fiotto lo sperma veniva pompato nei suoi jeans. “Non vuoi farlo?”
“È veramente vicino, ragazzo” Disse Christian. “Voglio dire che non ho mai resistito così a lungo, ma riesco a resistere ancora, è così fico!”
Ora l’orgasmo di Giorgio stava divenendo una lezione umiliante per lui. Si risolse a fare tutto il possibile per celarglielo. Sentì litri di umidità scivolosa che stavano riempendo i suoi boxer mentre lui continuava a spingere il suo uccello avvolto dalla stoffa contro l suo amico, tentando di costringere Christian a lasciarsi andare, ma mungendo ulteriore succo dal suo cazzo. Quello di cui non si era accorto era che tanta crema che stava colando attraverso i suoi jeans stava bagnando Christian!
Nello stesso momento Christian sentì l’umidità, sentì anche un rumore di bagnato che veniva tra i loro corpi. Lui mise rapidamente insieme due e due. “Sei venuto! Hai sborrato nei jeans!” Esclamò.
“Proprio no, uomo. Sarai stato tu.”
“Ma io non ho eiculato! E sto diventando tutto bagnato!”
Giorgio pensò che non c’era possibilità di negarlo, aveva finito per depositare un carico enorme di sperma nei suoi jeans e poiché era a faccia in giù quando era accaduto, ogni goccia stava attraversando la stoffa. Sospirò e rotolò su di se. La parte anteriore dei suoi jeans era appiccicosa e scivolosa.
“Ha ha ha ha!” Christian rise indicando i pantaloni bagnati di Giorgio. “Sei venuto prima di me!”
La faccia di Giorgio era rosso cremisi, ma riuscì a salvare il momento. “Ricordi che ti avevo detto che bisogna sborrare evitando che la ragazza lo sappia?”
Gli occhi di Christian si allargarono. “Oh sì…”
“Vedi? Io sono venuto nei pantaloni e tu non te ne sei accorto finchè tutto non è finito.”
“Divertente. Ma ora io ho questa erezione e voglio venire.”
La prima reazione di Giorgio fu di dire al ragazzo di andare a casa e finire da solo. Era incazzato per essere venuto mentre il ragazzo era riuscito a trattenersi. Ma poi pensò a quanto aveva goduto a masturbare il ragazzo. “Siediti, ti farò venire.”
Christian sorrise e si alzò. Giorgio si sedette vicino a lui ed avvolse un braccio intorno alle sue spalle. Non era un gesto sessuale, solo amichevole e Christian si sentì caldo e sicuro nell’abbraccio dell’amico. Giorgio allungò l’altra mano ed ancora una volta avvolse l’erezione di Christian che sospirò di piacere. Giorgio sentì l’umidità fredda del suo carico sui jeans del ragazzo.
Whoosh. Shoosh. Il rumore del frusciare della stoffa era l’unico rumore nella stanza mentre Giorgio cominciava a menarglielo. Ricordò i boxer di Christian e cominciò ad usare quel colpo speciale faceva scivolare la stoffa sulla testa dell’uccello.
“Ohhhh. Che bello.” Disse Christian. “Ma cosa cosa succederà se eiaculerò nei miei boxer nuovi? Li macchierò?”
“Potresti. Tenterai di resistere ancora?”
“Dio, veramente devo. Voglio dire, tutte quelle cose che mi hai detto su conservar il mio carico per una ragazza e non venire nei miei boxer nuovi.”
L’uccello di Christian stava pulsando pazzamente e fra poco sarebbe esploso. “OK, uomo. Trattieni lo sperma. Tienilo. Sii un fusto.”
“Mmm, sì. Lo tengo. Ora lo controllo. Posso tenerlo. Non posso… non posso… vengo… i miei… miei… i miei boxer!”
Giorgio sentì l’uccello di Christian espandersi e poi pulsare potentemente su quell’ultima parola. Non un secondo più tardi l’umidità calda cominciò a bagnare la stoffa sulla testa dell’uccello. Giorgio sorrise mentre Christian cominciava ad ondeggiare le anche e gemere.
“Non…lo… tengo! Mmmph! Vengo! Sborro nei miei…. boxer!”
Giorgio menò il cazzo del ragazzo a tutta forza amando il momento. Anche se Christian aveva dimostrato di poter resistere più a lungo, Giorgio si divertì ancora una volta a “costringerlo” a bagnare i suoi jeans di sperma. Nonostante il suo recente orgasmo, il suo uccello scivoloso di sborra era ancora duro nei jeans bagnati mentre guardava il suo amico che bagnava i suoi con un carico massiccio.
Quando le palle di Christian finalmente esaurirono tutto il loro sperma nei boxer e jeans, il suo corpo precipitò contro Giorgio. Dopo un paio di minuti guardò Giorgio, un grande sorriso sulla sua faccia. “E’ stato belissimo, dobbiamo farlo ancora!”

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