le mamme troie: Mary

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Mary entrò in casa. Il marito era partito per lavoro e considerato il silenzio, era convinta che il figlio fosse fuori.
Portò la borsa in camera sua, ma passando dalla stanza del figlio vide la luce dello schermo del pc accesa.
Si avvicinò alla porta, il figlio era seduto davanti al computer, il cazzo in mano e si stava segando.
Sorrise; alla sua età era naturale dare continuo sfogo agli impulsi sessuali; stava facendo marcia indietro e dare rumore per far sentire il suo rientro; rimase, però, incuriosita dall’immagine che proiettava lo schermo.
Non capì il motivo, ma decise di entrare in silenzio nella camera del figlio.
Avvicinandosi vide distintamente l’immagine: era una donna in mezzo a quattro maschi: uno la scopava, uno la inculava, uno si faceva spompinare ed il quarto si faceva segare; quel che più la disturbò, o forse, come capì dopo, la eccitò, però, fu il volto della donna: era lei, era la sua faccia. Evidentemente un fotomontaggio perché lei non aveva mai preso più di un cazzo alla volta.
Arrivò dietro la sedia del figlio che se lo stava menando con vigore. Lo accarezzò ed il ragazzo trasalì; Mary usò un tono molto dolce e cercò subito di calmarlo
– sono io, non ti preoccupare
– eh, mamma, no, scusa
Andrea cercò di cancellare la finestra aperta sul pc, ma Mary lo fermò
– quella donna…sembro io
– no, mamma, ti posso spiegare; è un gioco che facciamo con i miei amici, ognuno manda le foto della propria mamma agli altri e facciamo fotomontaggi erotici. Loro hanno visto in te una potenziale donna da sesso di gruppo ed hanno fatto questo. Me lo hanno mandato oggi
– e tu…ti sei eccitato?
– si, scusa
– non devi scusarti…ma…dimmi…mi vedi così porca?
– non lo so, mamma, ma appena ho visto la foto…mi sono spogliato
Dicendo così, ha cercato di coprirsi, ma Mary lo ha fermato
– non ti vestire
senza nemmeno finire la frase, ha iniziato ad accarezzare il membro del figlio.
– e dimmi…cosa vorresti che facesse la tua mamma con i tuoi amici?
– niente, mamma…è solo…ahhh siiii…un…ahhh…fotomontaggio…continua, ti prego
– si che continuo, questo bel cazzo ha bisogno di un po’ di attenzioni…vuoi che ti faccia un pompino?
– magari…
Mary si inginocchiò e prese a leccargli il cazzo.
Andrea buttò la testa all’indietro ed accarezzò la testa della madre; non poteva crederci. La lingua della madre lo stava facendo letteralmente impazzire; aprì gli occhi e vide lo schermo: la foto che ritraeva, seppur in fotomontaggio, la madre alle prese con più cazzi, lo fece eccitare ancora di più. Chiuse gli occhi e se la immaginò con i propri amici; sentì il cazzo crescere a dismisura nella bocca della madre.
Mary ci sapeva fare con la bocca; conosceva i punti sensibili comuni ai cazzi che aveva leccato nella sua vita.
Quello del figlio non era diverso. Lo sentì crescere ad ogni lappata; usò la punta della lingua sulle parti più sensibili della cappella; capì che stava per scoppiare e al massimo del piacere, gli fece la domanda che le stava frullando in testa, tenendo sempre il cazzo in mano a pochissima distanza dalla propria bocca:
– vuoi chiamare i tuoi amici?
– ahhh…non ti fermare, ti prego…ahhhh…perché dovrei chiamarli?
– per realizzare nella realtà, il fotomontaggio…
– lo faresti davvero?
– si, per te, si…se si eccita, la tua mamma farebbe la puttana, solo per te
– siiiiii…lo voglio…voglio vederti zoccola
– allora chiamali…ahhhh…siiii…sborra…
Mary intensificò il movimento della mano sul cazzo tenendo in bocca la cappella; Andrea le riversò in bocca una quantità incredibile di sperma. La madre gustò quel nettare così giovane e copioso, lo raccolse in bocca e senza pensarci due volte, lo ingoiò.
Mary si alzò, accarezzò la testa del figlio e la strinse al petto.
Si abbassò e gli sussurrò nell’orecchio:
– scopiamo?
– si
fu la secca risposta di Andrea.
Lo prese per mano e lo portò nella camera da letto. Lo fece stendere sul talamo che divideva con il marito, si spogliò e si sdraiò di fianco al figlio. Prese in mano la verga e la fece nuovamente indurire con frasi oscene di se stessa con gli amici del ragazzo
– immaginami, presa dai tuoi amici, un cazzo in ogni anfratto del mio corpo. Ti guardo mentre loro mi sbonnano la figa ed il culo ed io lo faccio solo per te, per il tuo sguardo eccitato. Mi faccio trattare come la peggiore delle zoccole solo per te
Queste parole furono sufficienti a far rizzare nuovamente la verga di Andrea.
Mary si accovacciò e lo leccò con avidità, sollevò lo sguardo verso il figlio, si spostò mettendosi a cavalcioni su di lui e lentamente si fece penetrare nella figa.
Assaporò l’ingresso di quel giovane cazzo dentro di sé.
Strinse le mani sulle spalle del figlio ed iniziò a muoversi avanti e indietro. Ululava, più che gemere, sentiva l’orgasmo dirompere ed a stento lo trattenne, ma poi si lasciò andare con un continuo ansimare sino ad esplodere.
Andrea teneva le mani sulle chiappe della madre, facendosi scopare da quella donna così esperta.
Le infilò un dito nel culo, chiedendole se volesse un cazzo dietro mentre scopava con lui; la madre rispose con un prolungato
– siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…
nel momento stesso in cui raggiunse l’orgasmo.
Ci furono alcuni momenti di quiete. Mary si accasciò sul figlio per riprendersi da quell’orgasmo che l’aveva completamente svuotata. Tenne la verga dura di Andrea dentro la propria figa e la sentiva pulsare.
Lo guardò e gli disse:
– ti voglio nel culo; e mentre mi inculi, chiama i tuoi amici e digli cosa stai facendo; falli venire domani sera
Andrea prese il telefono e lo adagiò sul letto. Prese la madre per i fianchi e la fece mettere carponi. Bagnò il buco del culo con gli umori della figa ed abbondanti insalivazioni; prese il proprio cazzo, durissimo, e lo mise all’ingresso dell’ano; spinse leggermente e quella tenera pressione fu sufficiente per entrare. Evidentemente la madre era esperta nel prenderlo nel culo.
Iniziò a stantuffarla con Mary che si teneva alle lenzuola per mantenere l’equilibrio.
– chiamali, ti prego, disse Mary
Andrea prese il telefono e fotografò l’inculata. Andò in un gruppo whatapp intitolato “le mamme troie” ed inviò la foto. Aggiunse il testo: “domani sera possiamo sfondare mia madre. Vi aspetto a casa mia”.
Lasciò cadere il telefono e si concentrò su quel bel culo che stava trapanando.
Prese la madre per i fianchi e la inculò con vigore sino a sbattere le palle sulle chiappe.
Mary gemeva come poche volte aveva fatto nella sua vita. Allungò anche una mano per sollecitare il clitoride e cercare di dare pace alla sua voglia. Esplose in un orgasmo dirompente che accompagnò con urla di piacere la cui sola vista eccitò Andrea il quale, dopo che la madre ebbe raggiunto la vetta del suo piacere, sfilò di botto il cazzo dal culo, si portò velocemente davanti al volto materno, si segò quel poco necessario per schizzarle sul viso una quantità di sperma sufficiente a coprirle gran parte della faccia.
L’adrenalina erotica svanì e ci fu un momento di imbarazzo, rotto da una risata di Mary seguita da quella del figlio.
Si abbracciarono e tra una carezza e l’altra, Mary disse:
domani vedrai come sa essere zoccola tua madre…

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