intensi piaceri: le sensazioni dell’ignoto

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Nei giorni seguenti all’incontro nel quale le avevo rivelato l’identità di Filippo, Alessia non accennò mai all’argomento. L’unica frase che mi disse, in merito alla scelta di Filippo (suo amico intimo) come partner sessuale, fu quella che pronunciò sabato appena lui andò via e fu:”Questa me la paghi…” pronunciato con un ghigno sul volto.
Quelle sue parole mi torturavano la mente. Avevo compreso il senso, infatti non ero preoccupato del fatto che l’avesse presa male, però mi attendevo una sua replica a quel mio scherzetto.
Verso metà settimana fu lei a riaprire il discorso dicendomi:”Vedi che non ho affatto dimenticato la sorpresina che mi hai fatto… sappi che sabato tocca te… Sarò io a farti una sorpresa stavolta…”
Io le sorrisi, ma non le chiesi altro. Sapevo che non mi avrebbe mai detto cosa aveva in mente. Però i pensieri viaggiavano impetuosi. Cosa intendeva con “stavolta tocca a te”?! In che modo vorrà sorprendermi?! Cosa avrei dovuto aspettarmi!?
I giorni trascorsero rapidi e giunti al fatidico sabato, lei era sorridente e peperina come poche altre volte prima, il fatto che fosse lei ad avere il pallino della situazione, che fosse lei ad organizzare ed a sapere cosa sarebbe successo, le piaceva e faceva aumentare in me la curiosità. Avevo fatto infinite ipotesi nella mia mente, ma non avevo alcun indizio su cui basarmi. Sapevo solo che voleva vendicarsi, ma in che modo l’avrebbe fatto?! Avrebbe usato una sua amica?! Una mia amica?! Un suo amico?! Un mio amico?! E cosa aveva progettato di fare?! Qualcosa per me?! Qualcosa ancora per lei?!
Il pomeriggio lei lo trascorse interamente a prepararsi in bagno, mentre io ero in preda ad una curiosità via via crescente.
Si fece sera, lei si vestì, ed era incantevole come sempre. Indossò un vestito corallo, corto, cortissimo, stretto in vita, che le esaltava i fianchi. Poi delle decolté lucide beige, con tacco da togliere il fiato. Cenammo a casa, poi dopo cena mi disse che doveva fare un chiamata ed uscì in balcone.
Appena rientrò mi disse con un sorriso provocante:”Ci siamo, possiamo iniziare a prepararci…”
E mi fece cenno di seguirla in camera da letto, dove sopra il mio cuscino trovai una benda, simile a quella che avevo fatto usare a lei, ma un po’ più grande e più coprente. La indossai e subito dopo lei mi spogliò, lasciandomi totalmente nudo. Poi mi legò i polsi tra loro, e la parte di corda che avanzava la usò per legarmeli alla spalliera del letto.
Anche io le avevo legato i polsi la prima volta, anche se non cosi, forse la sua “vendetta” iniziava a prendere forma, anche se non avevo ancora idea di cosa mi avrebbe fatto provare. Ero completamente nudo, steso sulla mia parte di letto, ed attendevo l’evolversi degli eventi, in balia di Alessia.
Passarono forse una decina di minuti, con lei che passeggiava per casa, al ritmo scandito dai suoi tacchi, finchè il citofono suonò: ci siamo!
Sentì Alessia dirigersi verso la porta d’ingresso, aprire, ed a bassa voce scambiare dei convenevoli. Ma non riuscì a sentire l’altra voce. Era stata furba. Aveva usato la mia stessa tattica. Non voleva che sentissi la voce per non farmi un’idea dell’identità della persona o delle persone con cui lei aveva organizzato la serata.
Sentì i passi avvicinarsi alla stanza, sentì i tacchi di Alessia tracciare la strada, non sentì voci, ne altri rumori. Che i tacchi di Alessia avessero coperto il rumore dei passi di un’altra ragazza?! Era difficile. Se ci fosse stata un’altra ragazza, avrei sentito più rumore nei passi. Allora chi era?! Cosa aveva in mente Alessia!? Possibile si tratti di un ragazzo???
La mia mente ebbe a malapena il tempo di elaborare questi interrogativi, perché in pochi passi loro furono già dentro la stanza. Li sentivo. Sentivo un forte odore di dopobarba maschile inondare la stanza, ed era un odore familiare, che avevo già sentito. Ma avevo difficoltà a ricordare dove, anche perché tra ragazzi capita di usarne di diversi, di andare a periodi. E poi era simile a quello che usavo io, quindi poteva anche essere un depistaggio di Alessia, visto il forte odore, non doveva averlo messo da tanto tempo. Poteva essere stata lei a farglielo mettere per confondermi le idee.
Tutti quei pensieri mi distrassero dal reale pensiero che avrei dovuto avere: ero nudo, legato, ed in stanza oltre alla mia Alessia, c’era un altro, che per quanto ne sapevo poteva essere chiunque, da un mio caro amico, ad uno sconosciuto!
Alessia, dopo qualche secondo in cui presumo diede istruzioni a gesti al suo ospite, disse con voce sensuale ed ammiccante:” Ti avevo detto di aspettarti qualcosa, adesso ti faccio provare il brivido degl’ignoto. Non saprai mai chi è il nostro ospite, sappi che può essere chiunque, da un mio amico ad un tuo amico, o un tuo carissimo amico” E amplificò scandendo la parola carissimo, quasi a voler instillare in me il dubbio. Poi preseguì: ”Avrai già capito che c’è un ragazzo con noi in stanza, ma non ti farò vedere nulla di quello che succederà, ti dovrai accontentare delle mie descrizioni, dei miei commenti, e di quello che percepiranno i tuoi sensi.”
Io con voce strozzata:”Me la vuoi proprio far pagare cara eh…” E lei reagì con una risatina complice,poi mi baciò e mi disse:”Intanto il nostro amico si è già spogliato sai?! Si è seduto sulla poltroncina di fronte e ci sta guardando ed ascoltando..”
Io:”Sarà impaziente.”
Alessia:”Qui mi sa che l’unica vestita sono rimasta io. Che faccio mi spoglio?”
Io:”Credo che dovresti…”
Alessia:”EH già, anche lui sta annuendo con la testa sai…”
Mentre lei parlava mi arrivarono addosso il suo vestito, seguito dal suo reggiseno, ed infine, con un centro perfetto sul mio cazzo non ancora in erezione, il suo perizoma.
Alessia:”Dovresti vedere come mi guarda interessato da quella poltroncina… mmm… forse so cosa lo ha colpito sai.. Beh peccato che tu non possa vederla. Avevo fatto una cosina oggi…”
Io:”Cosa?”
Ale:”Ok dai un assaggino te lo concedo.”
La sentì muoversi sul letto, posizionandosi in perpendicolare perfetta sul mio viso, si abbassò lentamente strusciandosi sulle mie labbra, ed in quel momento fu chiaro: si era totalmente depilata la fighetta per la serata.
La leccai un po’, giusto per sentirne il sapore sulla lingua, poi lei si spostò dicendo con ironia:”Eh eh eh… Non tocca a te… hai capito vero?”
Ed io:”Certo.” E le sorrisi.
La sentì spostarsi, per rimettersi accanto a me sul letto, poi non sentì più nulla. Non sentivo altri movimenti, quindi lui doveva ancora essere seduto sulla poltroncina. Cosa stava facendo Alessia allora?!?
Dopo qualche minuto di silenzio, lei capì che fremevo dal sapere cosa stesse accadendo, cosi disse:”Non c’è bisogno che ti agiti, se vuoi sapere cosa succede ti basta chiederlo. Lo vuoi sapere?”
Io:”Si. Cosa….?”
Alessia mugugnando un pò:”Una cosa che a te piace da impazzire vedermi fare. Hai capito?”
Io:”Mmm..un altro indizio, sono tantissime le cose che adoro vederti fare.”
Ale:”Mi sto toccando proprio di fronte a lui. Ho le gambe aperte, con una mano
sento i miei seni, e con l’altra stuzzico la mia patatina.”
Io:”Mmmmmm… lo adoroooooo….”
Passò qualche altro minuto così, in cui, dai movimenti che sentivo provenire dal suo braccio, e dai versetti che emetteva, capivo che aveva decisamente aumentato il ritmo della sua masturbazione.
Poco dopo sentì Alessia spostarsi un po’ più in basso:”Oggi sono proprio cattiva con te. Ho deciso di darti proprio una lezione. Sto facendo un’altra cosa che adori.”
Io:”Cosa?”
Alessia:”L’ho visto un po’ timido mentre mi toccavo, così ho pensato di aiutarlo un po’. Vediamo se anche a lui piace che glielo tocchi con i piedi…” Dopo qualche istante di silenzio proseguì con voce provocante: ”Mmm si, decisamente, anche a lui piace. Guarda come si sta drizzando… ah già non lo puoi vedere tu…”
E mentre gli accarezzava il cazzo con i piedi, si continuava a toccare davanti a lui, almeno questa fu l’immagine che la mia mente elaborò in base alle sue descrizioni.
Di nuovo lei disse, con tono ironico: ”Sta venendo su che è un piacere sai?! Che dici sarà merito dei miei piedini?! O forse non gli piaceva quanto piace a te vedermi mentre mi tocco?!”
Io le risposi, stando al suo gioco: “Non saprei. Dovresti chiederlo a lui. Magari avrà alleggerito la tensione oggi per prepararsi alla serata…”
Alessia: ”Mi sa che hai indovinato. Sta facendo di si con la testa.”
Io: “Vedi! Tra ragazzi ci capiamo…”
Alessia: “Che pensiero carino. L’avrà fatto per me, per non deludere le mie attese… Allora merita le coccole dei miei piedini, e non solo di quelli…”
La mia mente stava andando il tilt. Quel modo di scoprire cosa accadeva tramite le parole di Alessia mi stava eccitando ed allo stesso tempo mi provocava sentimenti contrastanti. Mi angosciava il non sapere chi ci fosse li con lei, chi stesse ascoltando la mia ragazza, chi stesse entrando nella nostra sfera di intimità. Poi il dubbio che potesse trattarsi di un caro amico mi assaliva.
Preso da quei pensieri, fui riportato alla realtà ancora ed una volta dalla sua voce, ma stavolta non parlava con me:”Vedi che oltre i piedi puoi toccare anche tutto il resto.”
A quell’invito esplicito lui rispose immediatamente, sentì il rumore della poltrona mentre si alzava, e poi sentì il suo peso sul letto quando presumo si gettò su lei. Sentivo i loro corpi avvinghiansi proprio di fianco a me, di tanto in tanto sentivo lei emettere qualche sospiro. Lui doveva essere sopra di lei inizialmente, strusciandosi su di lei, forse baciandola, purtroppo non saprò dove. Erano strusciamenti pieni d’impeto, ma non la stava scopando, ne avrei percepito le differenze nei movimenti del letto. Dopo una prima fase impetuosa, lui dev’essersi spostato di fianco a lei, lasciando lei proprio in mezzo a noi.
In quel momento ancora Alessia:”Amore sento le sue mani ovunque… Mi sta toccando dappertutto…” Proprio mentre finiva la frase, si udì un suo lungo sospiro, ed io capì che le sue mani non solo avevano raggiunto la sua fighetta depilata, ma la stavano esplorando dall’interno.
Non durò a lungo questa fase, li sentì ancora spostarsi. E lei:”Sono sopra di lui al contrario” Era il suo modo per dirmi che stavano facendo un 69.
Io non riuscivo più a risponderle. Ero troppo intendo a percepire ogni verso, gemito o sospiro, ogni movimento o rumore, qualunque cosa mi indicasse cosa stava accadendo di fianco a me. Immaginavo le labbra di Alessia accogliere un cazzo, leccarlo, ma non riuscivo ad mettere a fuoco l’immagine, non avendo idea di chi potesse essere li con lei. Quindi mi tornavano in mente flash di serate passate, così davo sfogo alla mia voglia.
Alessia ogni tanto prendeva fiato e si prodigava in gemiti piacere. Lei:”oh si si leccami cosi. Leccami tutta. Uhhh… si si anche li… cosi…”. Sul momento non notai bene quelle parole, ma il suo “anche li” aveva un suo significato.
Altro spostamento, non capì chi dei 2 fece cenno all’altro che aveva voglia di cambiare, so solamente che pochi istanti dopo sentì nuovamente Alessia:” stiamo scopando” A giudicare da ciò che sentivo doveva essere sopra di lui.
Fino a quel momento avevo sentito Alessia eccitata si, ma comunque padrona di se e della situazione, in grado di avere il pieno controllo di se, ma pian piano, col proseguire delle sue oscillazioni sul cazzo del suo ospite, la percepivo sempre più in preda ai suoi sensi. D’un tratto una sua mano mi si poggiò sul petto, liberandolo dal vestito e dal reggiseno con cui prima mi aveva coperto. Mi sentì finalmente partecipe con lei. La sua mano si posò poi sul mio viso, mi accarezzava al ritmo delle sue cavalcate sull’altro ragazzo.
Non so dove trovai il fiato, ma quei suoi tocchi mi diedero la forza per parlare ancora:”Cosa ti sta toccando?” Le chiesi.
E lei:”il culooo, non lo ha mollato nemmeno un secondo.” Mi rispose rallentando il ritmo della sua scopata, con voce sorpresa ma felice della mia domanda.
Poi aggiunse:” Sarà timido, appena lo hai chiesto ha tolto le mani.”
Io:”fagliela passare tu la timidezza. Sai bene come fare quando vuoi…”
Lei a quel punto si abbassò verso di me e mi baciò sussurrandomi:”Grazie.”
Quel nostro breve dialogo fu lo spunto per cambiare posizione. Sentivo lei poggiata su di me, doveva essere di fianco, e lui sarà stato alle sue spalle.
Adesso era lui a dettare la forza, il ritmo, e la frequenza degli affondi del suo cazzo dentro la mia ragazza. Lei mi stava molto vicina, attaccata a me, e da qui potevo sentire ogni affondo dentro di lei, ogni suo respiro di piacere, ogni reazione del suo corpo. Con una mano mi abbracciava, rendendomi ancora più partecipe di quei momenti.
Le spinte del ragazzo erano secche e decise, alternate a momenti in cui si facevano più lente e prolungate. Queste variazioni erano molto apprezzate da
Alessia, che si era completamente abbandonata a quel cazzo. Sentivo le braccia del nostro ospite a contatto col mio busto, mentre lui sicuramente la cingeva a se, stringendole i seni, o tenendole il volto. Il contatto con una parte del corpo dell’altro ragazzo mi fece gelare, realizzai ancora più chiaramente il tutto. Sfiorare il suo braccio mi fece varcare quel sottile confine che c’è tra la fantasia delle immagini nella mia mente, e la realtà in cui un ragazzo di cui non sapevo assolutamente nulla stava scopando la mia ragazza nel letto a pochi centimetri da me.
Sentivo le spinte poderose penetrare Alessia, facendola sbattere su di me. La sentivo felice e la sentivo porca per me, ma anche per quell’altro ragazzo.
Alessia era in silenzio adesso, dalle sue labbra uscivano solo gemiti di godimento, che in un istante raggiungevano i miei sensi.
Fu lui stavolta a fermarsi, non so il motivo, ma lo percepì chiaramente. Lei era troppo in balia dei sensi per pensare di fermarsi anche solo un istante. Ci furono brevi istanti in cui li sentì muoversi e spostarsi, suppongo che lui stesse facendo un qualche cenno a lei, che alla fine disse:”Ok”.
Non capivo esattamente cosa stesse accadendo, furono piccoli istanti pausa, fu lei a spiegarmi:” Un secondo e riprendiamo, è uscito il preservativo. Ne sta prendendo un altro.”
Questo mi spiazzò un po’. Non avevo pensato al fatto se lo avesse indossato o meno. Questo mi pietrificò ancora di più. Forse perché le immagini della mia mente avevano associato quello sconosciuto a Filippo, ma non ci sarebbe stato motivo di indossare una protezione con lui, era già capitato. Anche con Marco. E quindi?! Che avesse scelto davvero un altro per tormentare la mia psiche?! O era tutto un grande bluff?!
Alessia, mentre attendeva, era terribilmente in calore e giocherellava col mio cazzo, che nell’erezione si era avvolto col suo perizoma. D’un tratto si alzò sedendosi su me. Stava scopando me nell’attesa. Aveva un enorme desiderio di cazzo.
Mi disse con voce provocatoria:”Ti scoccia se nell’attesa uso il tuo?”
Io:”Fai pure”
Fu breve, ma delizioso. Quei pochi affondi nelle sua figa, umida, dilatata, vogliosa, furono stupendi. Sentì immediatamente tutta l’eccitazione che aveva accumultato, tutta la goduria provata. Mettere il mio cazzo li dove un attimo prima un altro aveva estasiato i sensi di Alessia era qualcosa di estremamente eccitante. Poi tornò il nostro ospite, e lei con un movimento lentissimo, sollevando il busto sfilò il cazzo e si inarcò offrendo all’altro una splendida pecorina. Io restai sotto di lei, sentendo ogni singolo affondo di quel cazzo sconosciuto, sentendo il contatto col suo corpo che bramava desiderio. Non le dissi nulla quando lei smise di usarmi, fu ancora lei a stuzzicarmi, cosi sussurrò mentre si sfilava il mio cazzo e si offriva all’altro: “Mi dispiace amore, ma non è cortese far attendere un ospite”. Poi mi baciò, proprio mentre lui le infilava il suo cazzo da dietro.
Avevo le sue tette in faccia, ed un suo capezzolo mi ondeggiava sulle labbra. Non potei fare a meno di leccarglielo e succhiarlo.
Lui nel frattempo spingeva inesorabilmente, e le sue spinte l’avevano condotta sull’orlo di un sicuro orgasmo, ma sapientemente glielo ritardava, rallentando proprio quando lei chiedeva una penetrazione più decisa, e dandole una penetrazione meno profonda quando lei chiedeva di essere scopata fino in fondo. I loro movimenti si ripercuotevano su di me, avendo lei quasi totalmente poggiata addosso. Ansimava sempre più prepotentemente e chiedeva quasi supplicando di essere scopata di più, più forte, mentre lui con le mani esplorava ogni parte del corpo accessibile.
Un brivido mi scosse quando lui si fermò di botto. Non ne capì immediatamente il motivo, sapevo che lei non si era ancora potuta liberare nell’orgasmo pieno al culmine del piacere. Un momento dopo tutto si iniziò a chiarire.
Alessia: ”Oh si leccami ancora… anche li si si…” Ritornavano le paroline anche li. Stavolta le notai. Lui avrà interrotto la scopata a pecora per leccarla, fin qui non avevo dubbi. Ma anche li che significava?! Poteva significare solo una cosa: che lui esplorasse il suo buchetto posteriore, e che lei ne cogliesse al volo l’occasione incitandolo a proseguire.
Tutto trovò conferma qualche minuto dopo. Infatti Alessia:” Oh si, Ah ah ah… dentro dentro col ditooo…”
E poi rivolgendosi a me: “Mi ha messo un dito dietro. Ah ah.. Umh…”
Io non riuscì a trovare le parole per risponderle. Sentivo però il suo corpo assecondare i movimenti della mano, aveva una gran voglia di godere, ed il ritardare il suo piacere voluto dal ragazzo l’aveva mandata in estasi. Con la figa era scesa più in basso, ed era proprio appoggiata al mio cazzo, ci si strusciava, usandolo come strumento di piacere, quasi si ci volesse masturbare.
Non so quante altre volte l’avevo sentita così impaziente di godere.
Il ragazzo tirò fuori il dito, e pian piano lo sostituì col suo cazzo. I versi di Alessia erano inequivocabili. Io restai di marmo. Un ragazzo stava inculando la mia ragazza, proprio sopra di me. La sentivo gemere, supplicarlo di sfiorarle la figa per farla godere. E questo ragazzo poteva essere chiunque, un mio amico, un suo amico, un conoscente, chiunque…
Alessia:”Oh si… piano, piano. Dentrooo… ohhhh” Era completamente in controllo del suo ospite.
Furono lunghissimi minuti, in cui lui si gustò il culo di Alessia, mentre lei, mischiava piacere, dolore, goduria e desiderio, ma manteneva una voglia immensa di urlare fuori il suo orgasmo. Io ero teso come una corda di violino. Averla sopra di me, sentirla strusciare sul mio cazzo, mentre lui le scopava il culo mi aveva mandato i sensi in corto circuito.
Lei arrivò al culmine, non riuscì più a controllarsi, stava esplodendo dal desiderio. Glielo aveva chiesto in tutti i modi di voler godere, prima aveva provato a farglielo capire, poi a dirglielo usando me, fingendo di rivolgersi a me, poi lo aveva implorato, ma lui fingeva di ignorare le sue richieste e sue suppliche.
La mia eccitazione era a livelli simili a suoi, e sul momento non notai che si stesse “quasi umiliando” pur di avere stimolata la figa ancora una volta per poter finalmente godere, furono cose che notai successivamente rivivendo i momenti a mente serena. L’unica cosa a cui pensavo in quel momento era ad un pizzico di gelosia o invidia,che non avevo mai provato prima in nessun altro incontro. Pensavo che forse lui volesse farla godere mentre le scopava analmente, ed io non le avevo mai avere un orgasmo cosi. Non sapevo se fosse possibile, se lei fosse capace di provarlo. Pensavo che per la prima volta un altro le poteva far provare cose che con me non aveva mai provato. Questi pensieri però, oltre ad aumentare le mie palpitazioni, fomentavano la mia eccitazione.
Le mie ansie furono spazzate via in un istante, ed le mia mente tornò alla realtà grazie ad Alessia. Lei approfittando di un lieve rallentamento delle spinte dentro il suo culo, fece un lieve movimento di bacino per posizionarsi meglio su di me e per ricevere dentro di se anche il mio cazzo. Lui si fermò quasi del tutto, restando sempre dentro di lei ne assecondò i movimenti, e lei affondò il mio cazzo nella figa zuppa di liquidi. La scopammo in 2. Lei si aggrappò forte a me, e quasi non riuscì più ad emettere suoni, percepivo che avesse la bocca spalancata, ma non sentivo suoni, tanto era devastata da quelle sensazioni fortissime. Così tanto attese. Quasi istantaneamente fu in preda all’orgasmo che aveva a lungo inseguito e desiderato. Non fu necessario spingere dentro di lei.
Fu lei a spingere fino in fondo il mio cazzo, lo tenne lì, si riempì la figa con mio cazzo, mentre l’altro teneva il suo nel suo culo. Poi finalmente urlò un lunghissimo “ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhahaaaaaaaaaaaahhh”
Aveva finalmente goduto, c’erano voluti 2 cazzi per mandarla in brodo. Quasi in contemporanea col suo urlò anche io mi produssi in un orgasmo che le inondò la figa di altri liquidi. Fu un modo inedito di godere per me, come per lei. Per la prima volta stavo godendo mentre sentivo dentro di lei, dentro il suo culetto, un altro cazzo. Potevo sentirne la potenza, la durezza. Sentivo solo le sue pareti interne dilatate e tese, a separarmi dal cazzo di un altro ragazzo. Delicatamente io lo uscì, lasciando solo il cazzo dell’altro nel suo culo. Lei mi baciò esausta ed appagata.
In quel momento anche l’altro ragazzo, sfilandosi il preservativo, le schizzò i suoi piaceri ricoprendole il culo di sperma, mentre lei si era completamente poggiata su di me col corpo.
Lei mi slegò i polsi, lasciandomi comunque bendato, e quando la abbracciai sentii la sua schiena cosparsa di sperma e seguendo la scia arrivai ai glutei, trovandoli completamente ricoperti.
Poi si sdraiò al centro tra me e l’altro. Pensavo fosse stanca, e sicuramente lo era, ma forse la situazione o la modalità di scopata, forse l’aver prolungato così tanto l’orgasmo, o forse l’aver preso 2 cazzi insieme per la prima volta, le avevano lasciato in corpo un brivido che voleva essere saziato. Lo percepì subito, ne conoscevo a perfezione ogni sua movenza, ogni suo respiro. La posizione che aveva assunto da sdraiata non era di assoluta rilassatezza, ma mirava ad altro. Così come le carezze che reclamava: trascinando una mia mano su un suo seno, e facendo le stesso con l’altro ragazzo sull’altro seno, era un segnale di quanto volesse ancora sentirsi al centro delle nostre attenzioni.
Lasciò li le nostre mani, mentre aveva divaricato le gambe in modo da metterne una sopra di me e un’altra addosso all’altro. Non potevo vederla, ma sarebbe dovuto essere uno spettacolo. Sentivo lievi movimenti del suo bacino, probabilmente accompagnati dalla sua mano. Anche il suo respiro si faceva diverso, era più lungo adesso. Non era necessario che mi descrivesse la scena adesso, perché era come se la stessi vedendo. Mi sembrava di vedere la sua mano accarezzarsi sempre più intensamente la sua fighetta dolce. Sentivo su di me la sua gamba contrarsi al ritmo della sua mano.
Nel silenzio alternato ai suoi sospiri Alessia disse rivolgendosi ad entrambi:”Toccatemi”
Cosi io con entrambe le mani, ed il ragazzo insieme a noi con le sue, andammo alla ricerca di ogni centimetro del corpo di Alessia. Le tette per prima cosa, poi le le braccia, il ventre, le gambe, l’interno coscia, fino a giungere ad incontrare la sua mano che dava sfogo alle voglie della sua figa. Arrivammo quasi contemporaneamente alla toccarle la mano che ci separava dalla figa. Fu lei a doverci fare spazio, ci prese insieme le mani, e ci invitò chiaramente a masturbarla insieme. Noi l’accontentammo senza curarci del contatto che creava tra le nostre mani. Una mia mano si fuse con quella del ragazzo, diventando un unico mezzo di piacere per lei. La sua mano era sotto la mia, mi sentivo come se fossi accompagnato nei movimenti dentro di lei, il dito medio di entrambi era dentro la sua figa, e lentamente la portavano a godere.
Lei assaporava ogni istante di quei movimenti, sentendoci entrambi dentro di lei riviveva le sensazioni provate pochi minuti prima, quando, seppur per poco, si era goduta per la prima volta 2 cazzi contemporaneamente. Ma adesso era diverso, adesso sembrava esserne più consapevole, mentre prima era in preda agli istinti sessuali. In breve tempo, quelli che prima erano sospiri diventarono gemiti, la piccole contrazioni diventarono spasmi. Lei avvicinò la mia testa ad una tetta invitandomi a leccarle il capezzolo, e presumibilmente fece lo stesso con l’altro ragazzo, visto che sentivo la sua testa vicino alla mia, mentre la mano di Alessia mi teneva fermo li. Le mie dita insieme alle dita di quest’altro ragazzo, affondando insieme nella sua figa, le fecero assaporare un altro piacevole orgasmo. Stavolta più rilassante, più lento, forse più assaporato da lei, ma ugualmente necessario a colmare il desiderio di Alessia.
Dopo aver goduto nuovamente lei si rilassò totalmente tra di noi. Sentendosi quasi in dovere di ricambiare ci segò contemporaneamente, dapprima piano, poi via via aumentando l’intensità, col chiaro obiettivo di ottenere il nostro sperma a testimonianza del massimo godimento. Credo di aver goduto prima io, infatti sentivo ancora lei muovere l’altra mano, mentre stringeva il mio cazzo pieno di sperma. I miei schizzi la colsero impreparata dovendo dividere le sue attenzioni su 2 cazzi, non ebbe il tempo di indirizzarli su di se, così finirono un po’ ovunque incontrollati. Un minuto dopo fu anche il suo momento, e stavolta lei potè ruotarsi leggermente verso di lui, facendomi sentire il contatto con la sua schiena ed il suo culetto, ancora appiccicaticcio dai precedenti schizzi. Si voltò verso di lui, e credo lui fece lo stesso verso di lei, e poco dopo sentì i movimenti di Alessia cessare: avrà fatto godere quell’altro cazzo. Non sapevo dove, ma ero certo che avesse ricevuto sul suo corpo questo seme.
Nessuno dei 3 si alzò immediatamente, restammo una ventina di minuti sul letto, poi lui salutò lei ed andò via… Fu solo in quel momento che mi tolse la benda, mi abbracciò, e sentì il suo corpo cosparso di sperma.

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