l’esame di Melania

Melania ancora non poteva credere che la sua professoressa preferita l’avesse invitata a casa sua per darle delle ripetizioni private, certo la cosa le sembrava strana visto che aveva degli ottimi voti in italiano. La prof.ssa Hakkinen, di origine italio-finlandese, era una professoressa molto brava ma anche molto severa. Aveva gli occhi splendenti come le stelle e il cuore freddo come il ghiaccio della tundra.
Melania indossò un top bianco con una bella scollatura che metteva in risalto il suo bel seno, appena compiuti diciotto anni si era fatta tatuare sui seni il verso dantesco “Amor che move il sole e l’altre stelle” a semicerchio da spalla a spalla; all’inizio e alla fine della frase c’era una stella viola. Di solito la scritta rimaneva quasi del tutto nascosta, ora era parzialmente visibile con la parte superiore delle lettere che spuntava dalla scollatura, e questo la faceva sentire estremamente sensuale. Alla prof sarebbe piaciuta la citazione dantesca. Aveva poi indossato una paio di pantaloncini di jeans neri molto corti e aderentissimi, tanto che le modellavano il suo bel culetto quasi come fossero dipinti, ai piedi aveva un paio di anfibi neri da cui spuntavano dei collant a strisce orizzontali bianche e nere che le arrivavano a metà coscia . Capelli a caschetto neri con una frangetta dritta che le dava un look vagamente emo. Trucco pesante e smalto nero.
La Prof. le aprì la porta in accappatoio e con i capelli bagnati.
“Prof!” Esclamò Melania “mi scusi era sotto la doccia, sono venuta troppo presto?”
“Ma no, scusa tu Melania, sono io che sono in ritardo, entra”
La Prof. fece accomodare la ragazza in un salotto con un divanetto e un tavolino su cui era poggiato in bella evidenza un grosso album di fotografie rilegato in pelle nera
Melania si guardò intorno, l’arredamento era originale con mobili neri massicci, tende viola e quadri molto sensuali che ritraevano donne e uomini nudi; appeso al muro un grande televisore al plasma, l’unica luce proveniva da una ventina di candele di fogge e colori diverse sparse per la sala. Gli occhi della ragazza si posarono sull’enorme album di fotografie, era lì in bell’evidenza, sembrava che la Prof. l’avesse fatta sedere in quel posto proprio per invitarla ad aprirlo. Si chinò verso il tavolino e l’aprì a caso. Rimase sbalordita: In una foto c’era la Prof che succhiava un enorme cazzo, in quella successiva quel cazzone era dentro il suo culo. Si poggiò l’album sulle gambe e cominciò a sfogliarlo: la Prof. era sempre al centro dell’attenzione e si esibiva in un campionario di acrobazie erotiche a cui Melania stentava a credere: orge, gang-bang, lesbo, sadomaso, pissing. Melania sentì un brivido di eccitazione, meccanicamente si infilò una mano nelle mutandine e cominciò a masturbarsi. La sua Prof. era proprio la troia che aveva immaginato e di cui a scuola si vociferava.
“Sei una bimbetta curiosa e cattiva Melania! ”
Melania si voltò verso la Prof. che le teneva stretto il braccio. Indossava un vestitino aderente di Latex bianco attillato che le arrivava appena sotto il bacino, al centro spiccava una lunga cerniera nera verticale. In testa aveva una cuffietta bianca con una croce rossa, posta sui capelli raccolti a chignon, calze autoreggenti bianche, scarpe bianche tacco 12. Rimase a bocca aperta, le sembrava bellissima con quei seni enormi che premevano sull’abitino bianco quasi a volerlo far scoppiare. Melania si sentì invadere da un’eccitazione incredibile che non aveva mai provato.
“Prof, sei un gran bel pezzo di fica!” urlò Melania.
“Ho letto sul tuo blog che vorresti incontrare una mistress e avere con lei un rapporto lesbo fetish. E’ vero?”
“Si, prof, lo voglio!!!!” esclamò Melania
In tutta risposta, la Prof. le sfilò il top -“Amor che move il sole e l’altre stelle” – disse, “brava! vedo che hai studiato la lezione” la fece spogliare completamente poi le disse di girarsi su se stessa. Melania eseguì e la Prof. poté ammirare il corpo perfetto della ragazza su cui erano disseminati diversi tatuaggi.
“Quanti tatuaggi hai?” chiese la Prof.
“Per ora cinque, questo è il primo che feci” e si passò la mano sui seni indicando il verso dantesco “poi questa stella intorno l’ombelico” si girò e mostrò una striscia sinusoidale di stelle multicolori nella parte bassa della schiena, una stella gialla sul polpaccio, e una azzurra sul collo sotto l’orecchio sinistro. “Ho intenzione di farne altri, solo stelle. Ognuna di queste stelle ha un significato speciale per me”
La Prof. si avvicinò a Melania e le strinse entrambe i seni, poi le diede un bacio che la ragazza ricambiò con passione. Poi la Prof. le diede uno schiaffo e attaccò un guinzaglio al collare “Mettiti carponi e seguimi come un cagnolino” Melania era eccitatissima, non sapeva cosa aspettarsi ma sapeva che avrebbe fatto tutto quello che le avrebbe chiesto la Prof. Mentre camminava a quattro zampe vide che la Prof non aveva le mutandine e ammirò il suo culo sodo e la sua fica mentre camminava sculettando.
Entrarono in un stanza con le pareti completamente nere, anche qui l’unica luce veniva da una moltitudine di candele sparse un po’ dappertutto. Al centro c’era una panca sulla quale erano poggiati una scatola piena di una moltitudine di oggetti e tre divaricatori anali conici di colore rosso, erano in ordine dal più piccolo a più grande, e a Melania sembravano una fila di Matrioske russe. La Prof. la fece rimanere in ginocchio di fianco alla panca ordinandole di appoggiare i gomiti a terra. Poi le legò le mani davanti, si mise in ginocchio dietro di lei e cominciò a leccarle il buco del culo, prese un dildo conico e glielo infilò dentro, era piccolo e entrò senza problemi nel culetto di Melania. Fece alzare il busto della ragazza in modo che le natiche poggiassero sui talloni. Tolse il dildo, leccò ancora un po’ il buchetto e prese un divaricatore più grande. Questo fece un po’ di fatica ad entrare ma alla fine la Prof. riuscì a infilarlo tutto. Melania si sentiva il culo aperto e godeva come una matta. Infine la Prof. prese il dildo più grande. Ormai il culo di Melania era molto aperto ed entrò sena problemi fino a metà, poi cominciò a spingere sempre più forte fino a farlo entrare tutto.
La prof avvicinò alla bocca di Melania il suo piede destro, con le unghie laccate di rosso. Melania si gettò avidamente sul suo piedino, iniziando a leccare l’alluce, poi gli spazi tra le dita. Che belli i piedini odorosi della prof! La Prof portò la fica bionda e pelosa all’altezza della bocca di Melania. La ragazza era inebriata dall’odore dell’umore di quella fica pelosa, la Prof. le premeva la testa con entrambe le mani e strusciava il bacino avanti e indietro.
La Prof emetteva lunghi gemiti di piacere e la lingua di Melania si muoveva vorticosamente cercando di stare al ritmo dei movimenti del bacino. Infine la Prof. tirò i capelli a caschetto neri della ragazza ed emise un lungo grido di piacere. Melania si sentì invadere la bocca dall’umore della Prof. La Prof si posizionò meglio davanti alla ragazza e titillandosi il clitoride continuò a far uscire lunghi schizzi di umore che finivano nella bocca di Melania. La ragazza ingoiava tutto come se fosse il nettare più buono della terra. Quando lo squirting terminò La Prof. si chinò e diede un lungo bacio a Melania.
“Ti piace il mio umore, schiava”? – disse la Prof mentre la masturbava.
” Sì, sì, ne voglio ancora, ancora!! mmmmmm”
Il tocco delle dita della Prof. sulla sua fica la fecero esplodere in un orgasmo lunghissimo.
“ancora… ancora prof, ne voglio ancora, voglio bere dalla tua fica!”
“Non ne ho più di umore, ma sarai accontentata lo stesso”
La Prof appoggiò di nuovo la fica sulla bocca spalancata di Melania e si massaggiò un po’ il clitoride, poi cominciò a pisciare, Melania cercava di deglutire più che poteva quel liquido caldo, ma il fiotto era troppo potente e molta piscia cominciò a colarle dal mento e dalle guance. Melania godeva nel bere la piscia.
“Hai superato l’esame, brava ora mi divertirò molto con te faremo molte cose porche insieme”
Si sedettero sulla panca e la Prof tirò fuori un pacchetto di sigarette dalla scatola. Ne accese una e ne offrì una a Melania.
“Sai Prof” disse Melania mentre buttava fuori il fumo, “mentre bevevo la piscia ho pensato che la prossima stella che mi tatuerò sarà dedicata a te, dove vuoi che la faccia?”
“Sul monte di Venere!” esclamò la Prof
“Sarà una magnifica stella rossa”

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