lettera sul libertinaggio

********, Dalmazia 12/7/2012
Una lunga notte senza mattino
Caro ******, attendo con ansia tue notizie e racconti! Poco fa ho terminato di leggere il testo che mi avevi consigliato sul sito erotici racconti: Leggende Occulte e Verità Taciute, è un racconto caleidoscopico, d’avanguardia, un vero ciclo dei deliri, puoi consigliarmi altri lavori dello stesso autore? Voglio conoscere di più! Io al momento mi trovo ancora in Croazia, anche questa città costiera come tutte le altre è stata costruita dai veneziani, camminando sul lungomare ho visto un Leone di San Marco nel porto e mi sono commosso, tutti i confini dovrebbero sparire, alcuni non sarebbero dovuti mai sorgere. L’abitante di Pola deve essere libero di sentirsi italiano se tale si sente, le identità culturali devono sommarsi fra loro, non essere in contrasto. Si può essere cittadini del mondo, abitanti di pola, veneti e italiani, contemporaneamente, ma se non ci si conosce la propria città e la propria cultura, il proprio quartiere, non si può essere cittadini del mondo. Ho ripensato ad un paio di versi del Caproni…confine diceva il cartello, cercai la dogana. Non c’era. Non vidi dietro il cancello, ombra di terra straniera. Raccontami di te, dove ti ha condotto il tuo libertinaggio? Ti riporto in questa lettera il mio ultimo saggio che sarà introduzione del mio lavoro che t’ho già spedito.
RIFLESSIONE SUL LIBERTINAGGIO
Cos’è il libertinaggio nei secoli? Difficile da ricapitolare, pochi concetti e mille espressioni diverse, quasi tutte rilegate al mondo della fantasia e del desiderio. Può un libertino sfogarsi a pieno nella realtà e piegare una società intera ai suoi scopi? Può un libertino governare il mondo? No, sarebbe un fallimento, basti Nerone, il grande artista, come prova. Il libertino è seguace della libertà e la porta fino alle sue estreme conseguenze, giungendo a scelte legate al suo piacere personale, la comunità per lui è un corpo ospitante, non ne può essere guida, la sua filosofia stessa glielo vieta. La società ideale del libertino non sarebbe quella in cui lui comanda in senso politico e sociale, ma quella in cui è libero di fare ciò che vuole, di imporsi con la sua filosofia e di comandare in questo senso. Il libertino può ipotizzare la sua utopia, ma riconosce che l’ordine naturale è nella realtà, non nei precetti astratti, perchè tutto ciò che esiste è naturale e l’uomo deve vivere secondo natura, quindi per il libertino l’unico mondo possibile è quello che già esiste e se le cose cambieranno sarà sempre per moti legati all’ordine di natura, ai suoi mutamenti e assestamenti, l’uomo non può imporsi contro la natura perchè è sempre uno strumento della natura stessa e agisce secondo stimoli naturali anche quando è convinto di opporsi alla natura. La natura non è solo piante e animali, la natura è cemento, è anche vetro e acciaio, è città e aerei, perchè sono creazioni dell’uomo che è un animale e che vive secondo gli istinti che riceve dalla natura, nulla esiste fuori dalla natura e nulla è fuori dal suo ordine, tutto ciò che esiste è natura fino ai confini dell’universo. La ragione, che alcuni ritengono sia ciò che ci distingue dalle bestie, altro non è che un istinto, la possediamo sin dalla nascita, un istinto come gli altri, sta a noi premiarlo o reprimerlo, come tutti gli altri istinti. L’ordine naturale è un argomento difficile, la natura ha quindi una sua volontà? No, la natura è una macchina che può agire in modi diversi, ordine o disordine? Chi può dirlo! Non certo l’uomo. Vivendo con le nostre esperienze possiamo notare le regolarità e le irregolarità della natura e del caos, ma non è dato a noi di comprendere il codice della macchina, sempre se ve ne sia uno. La natura è progetto e progettualità? Questo e il contrario di questo insieme, entrambe le cose senza alcuna volontà guida. Riguardo all’esistenza di un essere superiore rimando al divin Marchese il quale ha ampiamente demolito tale argomento nelle sue opere e di cui quest’anno ricorrerà il bicentenario della morte. Nei miei scritti parlerò di libertini, nelle loro coerenze e incoerenze, con linguaggi e forme diverse, in tempi diversi, in modi diversi. Potrà sembrare che il libertinaggio ci sia e non ci sia, che scompaia il sesso, che scompaia l’erotismo, che si mescolino, confondano o appaiano entrambi. In quest’epoca in cui tutti e nessuno sono scrittori, artisti, musicisti e libertini, è evidente che l’olocrazia vigente permette a tutti di esprimersi con mezzi potentissimi, anche quando non si ha nulla da dire o peggio delle inutili assurdità, il miserabile può essere ascoltato più del dotto anche se non avendo studiato non avrebbe nemmeno il diritto di esprimersi su certi argomenti. In passato qualcuno scrisse: “E sempre molti si lamentano dicendo:-guai ai nostri giorni! Perchè si è perso da noi lo studio delle lettere, né possiamo avere fra la gente un retore che sappia raccontare sulla pagina gli eventi di questo tempo!” e “soprattutto sono stimolato dal fatto che, più volte, mi sono sorpreso a sentir dire dai nostri che:-Pochi intendono il retore che fa filosofia, molti capiscono l’uomo che parla rustico” “ma chiedo prima perdono a chi legge se o nelle lettere o nelle sillabe, non rispetterò l’arte della grammatica, nella quale non sono pienamente istruito.” Non so se posso definirmi un libertino, ma da anni combatto per meritarmi tale titolo e nel nome della libertà io riempirò per quanto mi è possibile il vuoto culturale dei miei tempi, raccontando il vuoto stesso. Nel nome della libertà vomiterò il mio veleno “e filologia con ogni sforzo vomitava ciò che la gravava, allora ecco quella nausea, quel vomito, si trasformavano in un’abbondanza di opere letterarie di ogni genere”. Così nel mio lavoro i racconti si susseguono con continuità e discontinuità in un caos ordinato secondo gli imperscrutabili tracciati della natura. Per tutti coloro i quali vogliono scrivere un racconto, diciamo pure, a tema sessuale, scrivo un altra cosa. La differenza fra erotismo e pornografia non sta nel mostrare la penetrazione o meno. Erotismo non è togliere qualcosa, ma anzi dare molto di più: il prima e il dopo che nella pornografia vengono saltati, tagliati arbitrariamente, pur essendo elementi di eccitazioni potenti tanto quanto la penetrazione medesima. L’erotismo può avere al suo interno la pornografia, la pornografia può arricchirsi con l’erotismo, le due componenti si completano e diventano qualcosa di realmente ben fatto ed eccitante.
(P.S.: Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il poemetto che ti ho linkato, ma ti garantisco che non è il più esemplare dell’autore di cui ti ho scritto. *************** ha scritto anche una raccolta di racconti dal titolo La Stagione dei Disastri, i testi li troverai tutti su erotici racconti, ti trascrivo qui sotto l’indice completo così che tu possa trovarne qualcuno che ti piaccia, spero.
LA STAGIONE DEI DISASTRI
1le tre donne (poesia)
2il patriota
3nella botte piccola
4il conte di A.
5stelle candenti
6la nona crociata; titolo originale: lo zuavo
7racconti per un giorno di neve
8la nuova Giuditta
9la difesa di Venezia
10uno spettacolo inatteso
11Cristina la sgualdrina
12avrei voluto dire
13la maschera d’oro che sorride
14the only game in town
15il bizzarro sexy shop
16l’ultima estate
17Vittoria sconfitta
18la chiesa dei ratti
19la pena
20l’albero marcio; sottotitolato: festa di sangue dei 3 giorni dell’albero marcio
21prete)

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