lo zingaro

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Alessandra Sembrava rapita in estasi.
-Ti è piaciuto fare l’amore con Răzvan? Le chiese Riccardo
-Si mi è piaciuto molto. Rispose lei
-Hai goduto?
-Mi ha scopato divinamente è bravo ho goduto un mondo.
Le sue parole erano sincere, si lasciò andare ad un lungo gemito.
Riccardo era in piedi vicino al letto, Răzvan, sdraiato a fianco di Alessandra sorrise fieramente.
-E’ stato meraviglioso. Sospirò lei e come per ringraziamento le accarezzò l’enorme membro che era molle ma comunque minaccioso.
Una fitta di gelosia e passione colpi Riccardo, sua moglie ora non aveva occhi che per il suo amante, il suo sguardo era pieno di gratitudine.
-Hai sete? Vado a prenderti un bicchiere d’acqua, Chiese Riccardo ad Alessandra.
-Io no, tu Răzvan? Chiese lei al uomo disteso accanto a lei
-Si . Rispose lui
-Vai a prenderle del acqua fresca per Răzvan. Ordinò Alessandra.
Riccardo si allontanò per andare a prenderle il bicchiere di acqua in cucina lasciandoli soli nelle loro effusioni.
Dopo pochi secondi tornò in camera e li trovò di nuovo allacciati, avevano già ripreso a fare l’amore.
Răzvan affondava il suo possente pene nella figa di Alessandra, cominciò ad uscire ed entrare di nuovo sempre più in fondo fino a farlo sparire completamente dentro di lei.
-Scopami, sfondami, sono la tua schiava la tua puttana la tua cagna,ti prego non fermati. Sussurrava lei.
Riccardo si stupì nel sentir pronunciare quelle parole a sua moglie, non l’aveva mai sentita parlare con quei termini.
Răzvan la stava scopava con regolarità e lentezza, ad un tratto vide la smorfia di piacere di Alessandra, folgorata da un orgasmo devastante.
Lui disse qualcosa in una lingua incomprensibile poi si inarcò godette dentro di lei schizzando possenti fiotti bianchi e viscosi ma non voleva smettere continuò con vigore e ritmo frenetico riportandola al settimo cielo finché i due sfiniti si addormentarono, lei con la testa appoggiata sul suo poderoso petto.
Răzvan aveva 60 anni era arrivato in paese due anni prima, con quelli delle giostre per la sagra del paese e non se ne era più andato, non si era mai fermato così a lungo in un posto, era uno zingaro abituato a spostarsi sempre, però in quel piccolo pesino di provincia si era trovato subito bene e si era sentito a casa, sensazione strana per lui.
Da subito aveva intrecciato una relazione sessuale con la proprietaria del terreno dove si era insediato con il suo clan e avevano montato le giostre, era una donna di42 anni vedova e molto ricca.
Quando il suo clan se ne fu andato fece lavoretti vari tipo giardiniere in qualche villetta, muratore saltuario o bracciante agricolo, poi dopo un anno venne assunto come manovale nella ‘Grande fabbrica’
Così la chiamavano gli abitanti di San Martino, un industria tessile che dava lavoro a 560 persone, quasi tutto il paese.
In azienda aveva conosciuto Riccardo un operaio 39 enne, nato e cresciuto a San Martino e che lavorava in azienda da quando aveva 14 anni.
Erano diventati amici, andavano sempre in mensa a mangiare insieme, Riccardo da subito assunse nei suoi riguardi un atteggiamento servile, le andava a prendere il caffè e glielo potava al tavolo, le svuotava il vassoio e lo rimetteva negli appositi contenitori, In azienda ormai i colleghi lo chiamavano . “Il servetto del Rumeno” naturalmente in un attimo l’appellativo si era diffuso oltre che in azienda anche nel paesino dove abitavamo quasi tutti i dipendenti della ditta, da 11 anni si era sposato con Alessandra 37 anni casalinga, una donna semplice, e socievole, taglia 44 ma ben proporzionata quinta di reggiseno con le curve abbondanti e al posto giusto.
Răzvan, divenne un assiduo frequentarono di casa loro, tanto che nella scarpiera vicino al ingresso vi era un paio di ciabatte per lui insieme a quelle di Riccardo e Alessandra.
-Te le ho comprate, così stai più comodo quando stai qui. Le aveva detto Alessandra.
In effetti di tempo da loro ne passava parecchio, spesso la sera a cena volte la domenica a pranzo, sempre con la scusa di vedere le partite in Tv.
Una sera a cena, Alessandra disse.
-Răzvan, come va mio marito, sul lavoro? Sai che è molto contento di stare sotto di te, dice che è il più in gamba dei capi.
Riccardo si senti scoppiare di felicità sentendola parlare così, era riuscito veramente a farle credere che era il suo superiore.
Per fortuna Răzvan capi e rispose
-Non va male, ma deve impegnarsi di più, io lo copro e difendo con i dirigenti, ma fin che posso.
-Cercha di capirci Răzvan, noi non siamo intelligenti come te, siamo persone semplici sempre state in questo paese, tu hai viaggiato, sei arrivato qui da poco e sei già è una persona così importante.
Le disse Alessandra in modo civettuolo.
-Non so se posso tenerlo come galoppino sotto di me, sai Alessandra ce ne sono di molto più svegli. Aggiunse
-Si ti capisco ma ti prego, ci teniamo molto, tu sei uno di casa.
-Riccardo stava lì con lo sguardo a terra come un bambino rimproverato.
Aveva raccontato a sua moglie che Răzvan era stato promosso ed era diventato il suo capo.
La cosa non era vera se lo era inventato Riccardo per farlo apparire agli occhi della moglie un vincente un uomo importante,
per fortuna aveva avvertito Răzvan, in modo fosse preparato.
Glielo aveva raccontato un sabato pomeriggio che Alessandra era fuori a fare la spesa.
-Perché le hai detto questo? Chiese lui.
Dopo un attimo di silenzio diventando rosso Riccardo disse.
-Vedi, Alessandra dice che l’ho sempre fatta felice anche sessualmente, però vorrei che un altro uomo prenda il noi posto, diventando il suo amante fisso e la soddisfi molto di più, ti ho visto in doccia tu sei superdotato la faresti impazzire e di fatto diventeresti l’uomo di casa, il Padrone, mentre io diventerei solo il servo senza nessun diritto a qui spettano tutti i lavori domestici e incombenze varie.
-Bene, sono d’accordo. Le rispose Răzvan.
Da quel momento in poi Răzvan, cominciò a corteggiare Alessandra in modo spudorato anche davanti a Riccardo, le metteva le mani sulle ginocchia, le sfiorava le cosce, lei non protestava mai.
Improvvisamente quella sera con la scusa che faceva freddo Alessandra si strinse forte contro Răzvan come per scaldarsi erano seduti sul divano del salotto, Riccardo era a pochi centimetri, Răzvan comincio ad accarezzare i suoi seni attraverso la camicetta, poi nella scollatura, lei sorrise e sospirò poi si rannicchiò di più contro di lui.
Con un gesto deciso Răzvan gli incollò la bocca sulla sua e la baciò a lungo con passione, le palava i seni e la frugava nervosamente in mezzo alle cosce mentre lei lo aiutava a svestirsi.
Le fece calare pantaloni le prese in mano il pene e le passò la lingua intorno al glande, lo leccò a lungo poi lo infilò in bocca e le fece un pompino ingoiando tutto, subito dopo andarono in camera da letto, si spogliarono a vicenda del tutto e poi si sdraiarono uno sopra l’altro nel letto mentre Riccardo in piedi vicino alla porta della camera si masturbava freneticamente, assolutamente ignorato dai due.
La mattina dopo Alessandra aveva una luce negli occhi che Riccardo non aveva mai visto prima.
P.S. I miei racconti erotici sono pubblicati sul mio blog http://kyrracconta.blogspot.com/

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