Loretta e i saldi

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Loretta ama molto i periodi di vendita a saldo. Beh, li amano tutti quei periodi sia in tempo di crisi che in tempi normali. Tutti vogliono convincersi che in quei giorni faranno affari d’oro e si compreranno quei capi di abbigliamento che di norma non potrebbero permettersi o che in fondo sono del tutto inutili per il loro guardaroba.
Loretta ama quei periodi anche per motivi diversi. Ama la folla per le strade ma soprattutto nei negozi, le piace infilarsi nei camerini per provarsi dei capi di abbigliamento, le piace far finta che la porta non si sia chiusa bene, le piace essere spiata mentre si spoglia e si riveste, le piace far credere che quelle mosse, quelle posizioni che prende non siano dovute al pubblico nascosto.
Loretta ama soprattutto infilarsi nei camerini destinati agli uomini, con la scusa che quelli femminili sono sempre tutti occupati e i tempi di attesa sono sempre lunghissimi. E poi le commesse, disperate per il lavoro massacrante che riunisce in pochi giorni la fatica di mesi inattivi, non vanno troppo per il sottile, non guardano se una donna si intrufola nei camerini degli uomini, non pensano mai che ci siano donne che amano mostrare, esibire il loro corpo.
Quello poi è un negozio che vende articoli di medio livello, non troppo elegante e costoso e quindi frequentato da uomini abbastanza giovani e molto interessati a donne di fascino non appartenenti alla loro classe sociale.
Loretta ama farsi accompagnare da Enrico. Enrico che si eccita come lei nel vederla esibirsi per degli sconosciuti. Enrico che però è sempre pronto ad accorrere per difenderla da ammiratori troppo insistenti e invadenti. Il rischio maggiore che Loretta corre in queste giornate di saldi avventurosi. Oggi Loretta è sola.
Ha raccattato qua e là nel negozio alcuni capi, una gonna, un pantalone, un paio di camicette, una maglia scollata….”Peccato che non venda anche intimo” pensa Loretta. Sa bene che per l’intimo deve accontentarsi di norma degli sguardi curiosi e raramente eccitati di altre donne. Ma le è capitato di trovare donne che la guardavano con la bava alla bocca, niente niente come dei maschi allupati. Talvolta erano donne sposate, che vedevano in lei un’esperienza lesbica desiderata ma mai osata.
Donne che rimanevano a bocca asciutta quando vedevano Loretta sgusciare via dal negozio con la sua busta di acquisti.
Un camerino libero, ovviamente nel reparto uomini. L’ultimo della fila, il più lontano dall’ingresso. Loretta appoggia sul divanetto i capi che si è portata dietro, lo specchio lungo riflette la sua figura intera e dallo specchio può sbirciare la tenda del camerino che non ha accostato del tutto. Quella tenda che si muove leggera e ondivaga al passaggio di ragazzi e signori che cercano e provano.
Loretta ha già colto lo sguardo di intesa di due ragazzotti sui 20 anni, non troppo eleganti, con jeans attillati e due maglioni girocollo. Non li sfiorerebbe nemmeno con un dito ma vanno benissimo per fare uno spettacolino a loro beneficio.
Si sfila i pantaloni neri aderenti, si toglie con dolce indolenza la camicetta e rimane lì, in piedi, davanti allo specchio, vestita di un perizoma nero che non lascia nulla all’immaginazione e di un reggiseno nero coordinato con coppe a balconcino. Alza le braccia per raccogliere i capelli in una coda dietro la nuca. Le braccia lisce, le ascelle depilate. Gli occhi sfiorano la fessura lasciata dalla tenda, dietro nella penombra del corridoio due paia di occhi la spiano. Sono loro.
Loretta infila due dita nei laccetti laterali del perizoma come per accomodarlo meglio, i glutei sono completamente nudi, Loretta sa di avere un bel culo e si china a novanta gradi per accomodarsi la calza autoreggente vicino alla scarpa destra. Sa che in quel modo i giovani occhi potranno godere anche dello spettacolo della sua figa depilata e coperta a malapena da quel mini-triangolino di stoffa. Sente dietro di sé come un respiro trattenuto. Sorride, sa l’effetto che deve fare su quei due ragazzi non abituati a femmine come lei.
Loretta si alza, si infila la gonna che ha portato in camerino ma rimane senza niente sopra. Le coppe del reggiseno, mentre armeggia con la cerniera lampo della gonna, si stringono e sembrano quasi far esplodere fuori le sue mammelle, un capezzolo sporge leggermente dalla coppa di sinistra. “Uffa” si dice Loretta “nonostante tutti gli sforzi non ne vuole sapere di uscire fuori da solo. Dovrò provvedere in altro modo”.
Ora si toglie la gonna e rimane di nuovo in perizoma, afferra la maglia scollata e la infila dal collo. Sente un sospiro di delusione da dietro la tenda. Accenna un sorriso allo specchio. Poi fa una smorfia corrugando la fronte come se ci fosse qualcosa che non va.
Loretta si toglie la maglia, allunga le braccia dietro la schiena e slaccia il reggiseno. Lo lascia scivolare con arte lungo le braccia. I seni nudi riflessi nello specchio, i capezzoli bruni circondati da quella areola scura che chiede solo di essere baciata. Un grugnito dietro la tenda, sente uno dei due che sussurra “Madonna, che figa!” e l’altro che dice “Stai zitto cretino! Vuoi farti sgamare?”
Loretta è in piedi quasi nuda davanti allo specchio. Come colta da un’idea improvvisa raccoglie i pantaloni e li infila, senza preoccuparsi di rimettere il reggiseno. Le sue tette danzano libere mentre si prova i pantaloni stretti, troppo stretti. Li ha presi volutamente di una taglia in meno, e ora li toglie. Fa una maledetta fatica e per farli scivolare, ahimè, prende dentro anche con i due pollici nei nastrini del perizoma che scende con i pantaloni fino a mezza coscia. La visione è completa. Il culo di Loretta è nudo a pochi centimetri dalla tenda e il suo pube nero è ben riflesso nello specchio.
Loretta è praticamente esposta in totale nudità agli sguardi adoranti e sbavanti dei due ragazzi. Si sfila del tutto i pantaloni prima di rimettersi a posto il tanga, si gratta con un indice i ciuffetti di pelo nero che ha lasciato sopra il suo sesso. Poi finalmente si rimette a posto il tanga e si infila di nuovo la maglia scollata. Sorride come per dire che lo sapeva bene che quella maglia andava portata con sotto niente. I capezzoli eretti (beh, si, Loretta si eccita quando fa i suoi show) puntano contro la stoffa calda e leggera del maglioncino. Che spettacolo, Loretta a gambe nude e tanga che si rimira nello specchio per vedere come sta quel maglioncino su di lei.
Soddisfatta, si sfila di nuovo la maglia, rimane ancora qualche istante a rimirarsi nello specchio, si tocca un capezzolo come per togliere un’inesistente pellicina e così facendo appoggia l’altro seno alla superficie fredda del vetro. Il seno si schiaccia un po’ contro lo specchio. Sente dei rumori fuori, gente che parlotta.
Rapida si riveste. Esce con i capi provati che non acquisterà. Sorride ai due ragazzi e li lascia lì con due inconsueti gonfiori tra le gambe. Il rischio è sempre quello di trovare qualcuno troppo intraprendente, qualcuno che potrebbe entrare nel camerino e allungare le mani. Ogni tanto l’ha pensato, si è anche eccitata per questa fantasia. “Non è mai successo per fortuna” pensa quando esce dal negozio, ormai non più eccitata.
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