mano galeotta

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Erano anni che ci conoscevamo,avevamo fatto la stessa classe al liceo ed uscivamo ormai da anni nella stessa comitiva. Lei una riccia mora, carnagione chiara, lineamenti gentile e un viso angelico, all’incirca sul metro e settanta e dal fisico dalle giuste forme, insomma una gran bella ragazza, a cui però non avevo mai badato più di tanto; eravamo amici, nulla più.
Quella sera però le nostre relazioni avrebbero assunto un formato che mai (almeno di quella mia parte cosciente) avrei potuto immaginare.
Era una pomeriggio di fine estate,un venerdì sera per la precisione, e si stava decidendo con altri amici sul da farsi della serata fino a che non si propose di andare a ballare; tutti accettarono senza particolari remore e così detto fatto, la sera si era ormai pronti per andare ,così visto che eravamo cinque(tre ragazzi e due ragazze)prendemmo una sola auto.
Io ero seduto sul seggiolino posteriore, in mezzo tra le due ragazze e alla mia destra vi era Lei; quando la guardai subito infiammò i miei nascosti istinti, indossava uno short beige aderente che lasciavano trasparire quel bel culo morbido e sinuoso con in rilievo quel perizoma da urlo e poi un top semitrasperente e scollatissimo che metteva in risalta il seno sodo e turgido che mi parve più grande del solito. Così durante il viaggio nn feci che rubare occhiate nascoste a quella magnifica scollatura, fantasticandovi su.
La serata trascorse tranquilla tra un bicchiere e l’altro e senza manco rendermene conto era già brillo; questo mi diede modo di aver pensieri ancora più perversi su di Lei e la geniale idea di farla bere un po’, sapendo che era quasi astemia. lei non accettò subito ma con il passare della serata e il salire del ritmo bevve qualcosa e subito si avvertivano i primi segnali di una certa brillezza; a quel punto volevo agire ma non sapevo bene che fare o cosa fare.
La serata finì e così ci avviamo in macchina allegramente e iniziammo il cammino del ritorno che si prospettava alquanto lungo(almeno un’ora d’auto) così Lei,dicendo che era stanca appolaiò la testa sulla mie cosce assopendovisi. A quel punto iniziò a salire l’eccitazione e così il mio cazzo si indurì in un lampo, dolendo all’interno dei pantaloni; non sapendo che fare inizia ad accarezzarla. Cominciai dalla testa, dolcemente scesì fino alle guance sfiorandole delicatamente e poi mi si pararono di fronte i suoi seni, mi parvero irresistibili e così preso dalla forte eccitazione inizia a toccarli facendomi strada al di sotto del reggiseno fino ad arrivare ai suoi capezzoli che sotto il mio movimento divennero duri come il marmo.
Non sapevo se lei fosse addormentata o meno, ma questo non era nei miei pensieri in quel momento, così la mia mano osò di più: tralasciati i seni, inizia un rapido palpeggio del culo e da lì poi mi appropinquai della zip, che abbassai senza fare rumore e lesto infilai la mano al dentro degli short. Sentivo sotto le mie mani il ricamo del perizoma, morbido per la presenza di una folta peluria del monte del pube, mi ci feci strada e finalmente potei toccare quel tesoro. Era già leggermente bagnata e dopo pochi sfregamenti, divenne bagnata fradicia mentre le mie dita furiosiamente la toccavano, con un movimento dall’alto verso il basso. Ma un’improvvisa frenata bruscamente fermò quel dolce sollazzo e io ritrassi la mano velocemente, Lei si ridestò e forse solo allora si accorse di ciò. il suo sguardo era basso e perso e il mio cercò di non incrociare il suo per timore di qualche reazione non troppo contenta; comunque arrivammo a casa sua e lei scese dicendo buonanotte velocemente e si dileguò dietro il portone di casa.
Anche io tornai a casa e ancora eccitato dovetti spararmi una sega, pensando a tutto quello che era successo e quando venni un abbondante fiotto di sperma venne espulso dalle mie palle.
L’indomani mattina mi svegliai, ancora non memore di ciò che era avvenuto la sera prima, e presi il telefono per controllare l’orario, quando vidi che vi era un messaggio da parte di Lei; frettolosamente lo lessi mentre il mio cuoe iniziò a battere a mille, e c’era scritto: Sei proprio un porco!
Subito risposi mandando scuse e cercando di giustificare il mio comportamento dicendo che era stato l’alcol e che poi lei era molto carina quella sera che mi sembrava irresistibile, così nelle risposte che diede sembrò più morbida e accettò di vederci la sera per un incontro chiarificatore.
La sera venne e ci incontrammo in un bar precedentemente stabilito e lì iniziammo all’inizio sembrava fredda molto fredda e io quindi rimasi sulla difensiva per cercare di chiarire ciò che era successo,poi man mano si rilassò,così convenimmo che fosse stato solo un incidente e amici come prima. La scortai a casa, ma aveva dimenticato le chiavi e i suoi ancora dovevano ritornare così fu costretta a rimanere ad aspettarli giù in garage, poiché non sarebbero venuti prima di un paio di ore.
Mi offrì di farle compagnia, all’iniziò rifiutò ma poi accettò. a quel punto iniziai a guardarla di nuovo e a notare quanto ancora quella sera fosse vestita in maniera provocante,quasi come la sera prima,la reazione del mio cazzo fu istantanea e un evidente eccitazione era visibile,lei notò e fece dapprima finta di nulla,anche se vedevo che il suo sguardo non si esimeva dal soffermarsi su quel pacco duro. Mentre parlava la mia mente volava a ben altri lidi e così mosso dal desiderio di possederla la presi a me e inizia a baciarla,si dimenava e con forza cercava di opporsi,ma dopo un paio di minuti si arrese e iniziammo un intensa slinguazzata, quando finalmente le nostre labbra si lasciarono,con voce eccitata disse: – sei un porco, un adorabile porco! e io per tutta risposta dissi:
“e tu sei una gran troia”; al che sogghignò e continuò a baciarmi. intanto iniziai a toccarla dappertutto con una mano le toccavo i capezzoli e con l’altra subito cercai la sua passera, questa volta era ancora più bagnata, tanto che non potei esimermi da scendere fin lì e iniziare una leccata con in fiocchi, mentre lei ansimava e godeva da vera vacca dicendo: “Si vai porcone mio infila quella lingua per bene, che sto per venire!” e così detto ciò venne inondandomi la bocca del suo nettare alquanto acre ma gustoso. a questo punto fu il suo turno si inginocchiò e abbassandomi i pantaloni mi sbocchinò per bene,la troia ci sapeva fare non durai a lungo e così le venni in bocca abbondantemente,e lei con gusto e avidità ingoiò tutto senza lasciarsi sfuggire nulla. MA la serata era ben lungi dall’essere finita, anzi iniziò a giocare un po’ con il mio cazzo che subito si indurì e lei disse: “Adesso voglio che tu me lo metta in culo, è da tanto che nessuno me lo ficca lì dietro e ho una gran voglia”. risposi in maniera secca: “Girati e mettiti a pecora troia che ti spacco per bene” e lei subito: “OK porcellino mio fottimi con tutta la foga che hai!” e così feci. in un attimo si girò allorgò le cosce e sichinò in avanti e zac due colpi ed ero dentro la pompai per non so quanto tempo, con lei che ansimava e mi diceva le più sporche zozzerie mai sentite e così le vennì in culo ,inaffiandole per bene il suo ano voglioso. stremati ci ricomponemmo e ci baciammo prima che tornassero i suoi.

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