Mara

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Mara. Mara la conosce gia` chi ha letto il mio racconto precedente intitolato ” 4 sorelle “. Mara faceva parte del gruppetto di amiche ed era l`unica ad essere veramente una bambina, col corpo e col cuore ed era la sola ad avere l`imene ancora intatto. Appena conosciuta ho sentito un trasporto dell`anima verso questa bambina cosi pulita ed onesta. Non perche` mi avesse ingenuamente confessato abbassando lo sguardo quasi se ne vergognasse di essere ancora vergine ma perche` l`ho vista arrossire e volgere gli occhi altrove. Non era sfacciata non mi guardava la patta gonfia quando le sue amiche spiavano il cazzo duro e facevano osceni commenti. Mara era piccolina di statura ma con un cuore grande cosi. Minuta due gambette ben disegnate le cosce un po` piu` grosse quando si giungevano sotto l`orlo appena esibito di un paio di mutandine rosa un culetto che stava in una mano i capelli neri a caschetto colla frangetta che le copriva gli occhi chiari e le dava un`aria misteriosa un nasino sottile e lungo che le ornava il visino angelico e dava risalto alle labbra sottili e rosse e la facevano sembrare eterea. Sara` stata la mia fantasia innamorata ad abbellirla ma obiettivamente era quella che si dice una bella bambina. Le tettine appena abbozzate che lei esibiva orgogliosa dalla scollatura piu` che generosa. Peccato che le pieghe della camicetta impedissero di notare i capezzoli che a volte una brezza dispettosa faceva indurire. A quattordici anni era un sogno proibito una fantasia erotica ed oscena un idillio dell`anima un corpo da leccare negli angoli piu` riposti. Le feci la corte per qualche mese prima di convincerla a venire a trovarmi da sola, senza le sue amiche. Fu un giorno di pioggia, scelto proprio perche` fosse piu` difficile essere notata mentre varcava il mio cancello. Aveva ceduto alle mie lusinghe dopo che le assicurai che mai l`avrei toccata, nemmeno con un dito, se lei non lo avesse voluto. Entrata in casa si sedette composta sul divano ed ebbi soggezione a farle la richiesta per cui l`avevo invitata a casa. Mi inginocchiai davanti a lei le presi le ginocchia e, benche` non desiderassi altro, non mi permisi di carezzarle le cosce ne` di cercare la sua intimita`. Presi il discorso alla larga e quando avanzai una precisa richiesta sbotto` a ridere dicendo che mai avrebbe pensato a quello. Temeva che io le chiedessi di deflorarla, cosa che lei si era ripromesso di concedere ad un ragazzino che le faceva girare la testa. No, no, era il semplice desiderio di leccarle la fica ancora intatta e senza la voglia di sfondarla. Nella mia vita mi sono capitate diverse ragazze ancora intatte ma per una ragione o per l`altra mai ho goduto della fica prima che fosse visitata. O ero inesperto io o lei si vergognava o io non sapevo dove cominciare o lei soffriva il solletico. In un modo o in un altro ho deflorato qualche ragazza senza pero` prima aver goduto del fiore ancora in boccio. E poi, quand`anche avessi voluto toglierle quell`impaccio non credo che ne avrei avuto il potere, nel senso fisico del termine. Il cazzo e` duro ma non credo abbastanza per forzare una porta eccessivamente stretta. Sono onesto e riconosco i miei limiti, certi lavori preferisco trovarli gia` fatti da altri. Mara ride gioiosa e felice per lo scampato pericolo e lascia che le sollevi la gonna e mi aiuta a cavarle lo slip. Dio benedetto, grande Natura, un ciuffetto di peli scuri sulla cima di un gonfiore carnoso con una riga secca e ben delineata, l`inizio della fica. Ride un po` meno quando le apro le gambe allargo le cosce ed appaiono due labbra sottili simile a quelle della bocca di un rosa delicato e vivo che emanano un profumo che inebria. Non ho mai visto una fichetta vergine ed assicuro chi mi legge che non c`e` quadro piu` bello non c`e` spettacolo piu affascinante non c`e` nulla che possa paragonarsi alla bellezza di una fichetta colle sue labbra ed il grilletto appena accennato. Inoltre a quattordici anni la fichetta e` ben delineata e disegnata ma non e` quella di una adulta di una donna matura e meglio ancora non e paragonabile alla vagina di una mamma. Intenerito affascinato beato ho ammirato la fica per lunghi minuti mentre la ragazza tratteneva il respiro per non disturbare l`estasi. Grandi e famosi pittori hanno disegnato la fica di una donna, mai nessuno, pero`, ha avuto l`idea di raffigurarla ancora implume appena accennata un semplice taglietto e due pelini in cima. Fossi pittore non dipingerei altro. Avvicino il viso e succhio alcuni pelini profumati. Che aroma che profumo celestiale, eccolo il paradiso dei pagani, una fica vergine. Peccato un giorno questo scenario mutera`, ah quanto si perde. Ne` e` impensabile conservare a lungo tanta perfezione, la Natura non lo prevede. Che spettacolo! Non mi capacito perche` nessuno ne parli. E chi lo osserva fa di tutto per mutarlo. Ma come si fa a pretendere di allargare un simile buchino profumato d`amore? Mi piace il cazzo mi sveno per sentirne uno ben disegnato crescermi in bocca ma davanti a questo spettacolo getto alle ortiche ogni velleita` omosessuale e mi dedico ad ammirare tale magnificenza. Viva la fica. Imberbe implume spelacchiata ma basta che sia fica. Viva le donne e chi le ha inventate. Lunga vita a lui. Succhio il grilletto che timidamente alza la testa e sento la ragazza sbuffare quindi gemere poi sospirare infine scossa da un orgasmo generoso. Secerne un succo viscido e cremoso di un intenso color niveo. E` una schiuma simile alla chiara dell`uovo e cosi consistente. Mi abbevero a quella fonte e la succhio fino a prosciugarla. Finalmente la ragazza si calma ed il piacere la lascia sfinita. Ha goduto intensamente. Rimette i seni nella camicetta ravvia i capelli con un colpo del capo e fa per alzarsi. Le chiedo se vuole andar via. No, non vuole andar via ma ha bisogno di fare pipi`. Pipi`? Ma e` qui il tuo cesso, la pipi la fai in questo recipiente, eccolo, guardalo, si, la mia bocca, ti voglio bere tutta. Mi guarda stranita e non parla. Si sara` spaventata? Le assicuro di quanto sia diffusa la pratica della pioggia d`oro. Otto persone su dieci amano questa pratica benche` siano in tanti a vergognarsi di chiedere al partner di soddisfarla. E` impietrita, le prendo la mano e la guido in bagno. Mi metto nudo e una volta posizionato sul piatto della doccia la prego di salirmi sopra con le cosce aperte e di espletare il suo bisogno. Esegue tutto come imbambolata. Viste da sotto le gambette affusolate anche se magre sono affascinanti, colla piccola ferita in cima laddove si congiungono. Mi guarda negli occhi e non capisco se e` vergognosa o curiosa, finalmente mi sorride, schiaccia la pancia in un evidente sforzo e la fichetta si apre. Mamma mia, vorrei gridare al mondo di rinunciare a qualsiasi piacere ma non di rinunciare a vedere una fichetta ancora vergine che si apre sotto lo sforzo per pisciare. La fessurina si apre come una albicocca come una prugna e mostra l`interno di un rosso vivo e luccicante. Vorrei essere scrittore per descrivere il momento o pittore per consegnare l`attimo ai posteri. La fichetta si apre ed appare, appena visibile, la montagnetta in cima alla quale sfocia l`uretra. Dopo vari sforzi finalmente alcune gocce cadono ed io mi precipito a raccoglierle. Quindi un fiotto profumato e fumante. Il piscio ha un sapore dolciastro forse merito della giovane eta`, non lo so, so solo che e` nettare quello che mi riempie la gola. Sorseggio con gusto ingoio mai sazio e della cascata nessuna goccia va persa. Infine per assecondare un mio desiderio si accoccola spalancando la fica e lascia che le pulisca la feritoia colla lingua. La posiziobe favorisce la crescita del grilletto che spunta prepotente e che riesco a trattenere in bocca meglio di quando era distesa. Senza toccarmi il cazzo schizza verso il soffitto il piacere finallora contratto e contenuto. Le chiedo di pulirmi il cazzo colla lingua e la poveretta ingenua fanciulla mi promette che la prossima volta lo fara`, non avendolo mai fatto prima. Ai suoi amichetti si e` limitata a concedere la mano benche` in parecchi le avessero chiesta la bocca. Angelo mio, conservati cosi pura e semplice e soprattutto pulita e coll`animo sereno. A settembre ha ripreso la scuola ma con dei messaggi mi ha ssicurato che presto verra` a ripetere l`esperienza, senza specificare quale, la leccata di fica o la minzione. Sono ateo ma accompagnando al cancello la mia giovane amica mi e` venuto il desiderio di credere in un qualche Dio per aver qualcuno da ringraziare di avermi fatto cosi porco e disinibito da riuscire a godere di un fiorellino neanche ancora sbocciato.

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