masturbarsi per un amico

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Ciao ragazzi sono sempre io, Alvin, il protagonista del racconto della iniziazione. Cosa desidero raccontarvi questa volta? 
Il giorno che mi sono masturbato guardando le foto di un amico virtuale, nascoste nel computer.
Quella sera ero da solo, la casa assolutamente vuota, mia moglie era ad un congresso, non rientrerà fino a domani.
I ragazzi sono a casa di sua sorella, quando sono di servizio all’ospedale e Alessia è impegnata, vanno a dormire da loro visto che hanno figli della stessa età..
A proposito Alessia è mia moglie.
Tutto questo tradotto in parole povere, diverse ore di notturna solitudine.
Sono appena rientrato a casa dopo il turno pomeridiano, se non l’avete capito sono un dottore, specializzato in urologia.
Bene ho la casa tutta per me.
Per prima cosa faccio quello che faccio sempre in questa situazione,almeno quando sono sicuro che nessuno verrà a disturbarmi, mi spoglio nudo a volte assieme ad Alessia,ma da quando sono arrivati i figli,la cosa diventa più complicata.
Qualcuno di voi avrà da obbiettare dicendo che dovremmo farci vedere nudi anche dai figli,no,non lo facciamo,non abbiamo sposato quella nuova moda,ci sembra di togliere quel velo di intimità che il sesso richiede,ma non voglio apriire una discussione che porterebbe chissà dove.
Dicevo che mi sono spogliato è una cosa che faccio fin da ragazzo..
Mi cercavo posti tranquilli,vuoi al mare, in montagna o lungo il fiume,mi assicuravo che non ci fosse nessuno, mi spogliavo sentendomi un novello Adamo.
Non ci crederete ma godevo da pazzi sentirmi completamente nudo, il vento che mi accarezzava su tutto il corpo, il sole che lo riscaldava o mentre facevo il bagno, sentire l’acqua che scivolava in ogni piccola piega,specialmente in quelle zone normalmente nascoste.
Che ci crediate o no, ho avuto orgasmi senza nemmeno toccarmi.
Dopo aver conosciuto Alessia e confessato questa mia innocente mania, abbiamo cominciato a farlo assieme, andando in posti deserti,facendo le vacanze in Croazia in un campo nudisti, (ma sinceramente l’esperienza non è stata positiva,ci sentivamo fuori posto e non so spiegarvi il perché), in casa era diventata una pratica normale,poi,come ho già scritto,sono arrivati i ragazzi e la cosa è diventata più difficile,per non dire impossibile.
Come dicevo sono nudo.
Accendo il computer.
Richiamo il file nascosto sotto due password,la sicurezza non è mai troppa, anche se i ragazzi sanno che non devono aprire certi file,ho detto loro che sono l’archivio delle cartelle cliniche dei pazienti privati, che è poi la verità, visto che il file è mescolato a loro.
Cerco la cartella con il nome di Mario.
Clicco sulla galleria delle foto che mi aveva a suo tempo inviato.
Ecco lo schermo è pieno delle sue foto in miniatura.
Clicco su quella dove è immortalato con il cazzo molle, mi piace pensare alla sensazione che si prova prenderlo in bocca per farlo vivere,provo tanta tenerezza nel vederlo così tranquillo.
Passo su quelle dove indossa le autoreggenti,niente da dire sembra una ragazza.
Scendo alle foto successive, il suo culo ornato dall’intrigante perizoma.
Ne richiamo un’altra col il cazzo in primo piano,contornato da tanti peli neri, (stranamente non si depila), con l’invogliante cappella completamente scoperta ed un bel principio di erezione.
Un pezzo della mia carne vibra, si sveglia, freme spingendo sul prepuzio chiuso.
La terza foto, il culo nudo.
Un’altra ancora, tutto l’apparato genitale davanti ai miei occhi, cazzo, palle, perineo e buco del culo.
Allargo le gambe più che posso.
Mi apro come una valva nel mare.
Accarezzo l’ano lambendolo dolcemente con un dito.
Un solletico lieve,una carezza soffice.
Le ultime due foto, una gioia per gli occhi, sono al massimo dell’erezione.
Un piccolo pensiero molesto.
“chissà cosa penserà Mario di quello che sto facendo guardando le foto”.
Scaccio il pensiero, me lo dirà dopo avermi letto, spero non si offenda.
Ma in questo momento è la libidine a dominarmi.
Chiudo la connessione, le immagini sono stampate nella mente,voglio mettermi comodo.
Il letto accoglie le mie membra languide, molle giaccio supino, torpore,un leggero prurito,languore,un sentore di brivido, una leggera scossa, quante sensazioni si provano quando la frenesia sessuale ti invade.
Ho voglia di godere e venire, pensando alle sue foto e a lui come uomo.
Le cosce si ritraggono, si aprono,il dito penetra, la mano afferra il cazzo.
Che bello averlo in mano immaginando che non sia la tua.
Che bello sentirlo e vederlo crescere lentamente.
Che bello vedere il glande indurirsi e diventare rubizzo, il prepuzio che scorre su e giù scoprendolo,
chiudo gli occhi, la testa all’indietro.
Mi isolo completamente, ho solo le foto di Mario nella mia testa.
Lui si è svegliato completamente, brama tutta la mia attenzione.
Lo tocco, si bagna un po’ di presperma esce dal meato.
Lo impugno completamente.
Sento i corpi cavernosi che si riempiono di sangue..pulsano in maniera insistente.
Sono in grado di percepire il martellare delle arterie nel palmo della mano.
Calo un po’il prepuzio,lo tocco dolcemente, lo scappello, lo copro ancora.
Infinite volte, un momento bellissimo.
Dolcemente, lentamente,finché non è tutto bagnato, dei miei liquidi prespermatici.
Pretende una accelerazione.
Non gliela concedo, voglio godere lentamente, pienamente, consapevolmente.
La mano scivola, lenta, inesorabile, su e giù.
Il dito continua inesorabile a entrare ed uscire dal culo.
Sono al massimo, nulla può fermare il magma che sta salendo lungo il canale spermatico alla ricerca dell’uscita.
Mi lascio andare.
Tolgo il dito dal culo.
Tolgo la mano dal cazzo, lo lascio godere da solo.
Una fantastico calore mi assale, brividi che solo provandoli si possono capire.
Guardo la mia opera.
Caldi fiotti bianchi sgorgano dalla cappella congestionata.
Scivolano lungo tutta l’asta, sui peli, sulle palle, sulle cosce, infine sulla pancia.
Lascio che la torre lentamente cada su se stessa,vinta, ma non distrutta.
Resto lì immobile, sprofondato nel grande letto, voglio assaporare il dopo masturbazione.
Sono felice, rilassato, pesante, abbandonato,esausto.
Il cervello torna a funzionare, comanda al corpo di alzarsi.
Mi siedo sul letto con le gambe a penzoloni,mi assaggio la mano.
Sapore di me stesso.
Desidero bere un’ultimo sorso di liquore,mi aiuta a rilassarmi è un’abitudine difficile da perdere,Alessia brontola ogni volta..
Strano ho pensato a lei e non mi sento in colpa.
Lei è la mia realtà,Mario è solo un desiderio virtuale e poi domani al suo ritorno l’accoglierò come un naufrago vede la terra e poi lei è a conoscenza di questa mia debolezza.
Torno a letto, così, nudo,pieno del mio piacere.
Dovrei andare a lavarmi, chissenefrega, lo farò domani mattina.
Ora si che posso godermi appieno quel languore che ti invade dopo esserti masturbato.
Quanto tempo che non ne facevo una, da solo.
Ci è voluto un amico virtuale a farmi riassaporare quel piacere giovanile.
Grazie Mario, anche se forse ti offenderai per quello che ho fatto.
È stato troppo bello, non posso prometterti che non lo rifarò.
Sei troppo arrapante in quelle fotografie.
Chiudo gli occhi e mi addormento con questo pensiero.

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