mia cugina Nada

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Fin da quando ero piccolo mi reco 2 o 3 volte all’anno nel piccolo paese di campagna dove vivevano i miei nonni e dove vivono tuttora molti miei parenti. Un piccolo paese di poche centinaia di abitanti immerso fra le campagne, lontano da grandi città.
Fra i miei numerosi parenti c’è una ragazza che fin da sempre è la bomba sexy del paese. La “sex symbol” nei desideri di tutti. Siamo stati sempre abituati a considerarci veri e propri cugini, ma in realtà siamo cugini di secondo grado. Suo padre è un cugino di mia madre, quindi siamo in realtà molto più lontani dei cugini di primo grado. Ma anche se fossimo cugini diretti, per me non avrebbe fatto differenza. Lei è bellissima, stupenda, fin da sempre. Anche prima dell’adolescenza, lei era per me qualcosa di speciale.
Quando nell’adolescenza è sbocciata come donna, è diventata subito la bellezza del paese, la più desiderata da tutti. Quando io ero un verginello di 15-16 anni, lei per me era qualcosa di indescrivibile e di estremamente irraggiungibile. Per me lei era come per gli adolescenti degli anni 90 era la Monica Bellucci, solo che per me lei non è solo bellissima, ha anche molto altro di speciale. Se non fosse stata così tremendamente bella, probabilmente sarei riuscito a prendere qualche iniziativa prima.
Ha degli stupendi capelli di un nero profondo e lucidi, occhi magnifici con uno sguardo intenso e sensuale. Le labbra sono di un rosa intenso e dai contorni netti. A volte sono rosse quasi come se avesse del rossetto. Ha una linea stupenda, in carne al punto giusto. Due lunghe gambe con due cosce favolose, seni piccoli ma estremamente seducenti su quel corpo da favola…
E’ unica anche nel suo nome: “Nada”. Un nome che è diventato magico solo a sentirlo. Non ho mai conosciuto nessun’altra col suo stesso nome. Ironia della sorte, è rimasta unica anche in questo. C’è sempre stato un feeling speciale fra noi ed ho sempre provato emozioni particolari per lei, un tipo di amore possibile solo per lei.
E’ di un anno più grande di me, ed è sempre stata la ragazza più bella ed eccitante che conosco. Sprizza erotismo da tutti i pori. Sprizza talmente tanto erotismo, che mi basta sentire pronunciare il suo nome per accendere il mio desiderio.
Ha una sorella che si chiama Laura. Anche lei era una gran bella ragazza e piaceva a tutti nel paese. E’ bionda e più grande di lei. Ma a differenza della Nada, per quanto fosse attraente non mi ispirava lo stesso erotismo e la stessa attrazione. Per me era come una qualsiasi altra bella ragazza.
La Nada no, è tutta un’altra cosa. E’ molto difficile descrivere le emozioni che mi suscita e l’erotismo che sprigiona. Gli splendidi capelli neri che contornano il suo sguardo carico di sensualità guidano l’immaginazione verso il suo nero nascosto ed invisibile. Tanto che presto l’ho apostrofata nei miei pensieri come la “Venere nera”, proprio in virtù del nero dei suoi capelli fantastici. Oltre alla loro sensualità, i suoi capelli sprigionano un’inebriante fragranza di profumo femminile che mi manda in estasi. La Nada è proprio un concentrato di erotismo e sensualità.
Nonostante fra le mie amicizie e compagne di classe non mancassero belle ragazze di prim’ordine. La Nada è sempre stata al di sopra di tutte ed al vertice dei miei desideri, fin da quando nella pubertà è cominciata la mia scoperta del piacere. La Nada era una delle fantasie più frequenti che accompagnavano il piacere delle mie prime erezioni, poi i primi orgasmi, le mie prime emissioni di seme, i miei primi desideri di scoprire ed unirmi con una donna… La Nada era sempre più bella ed eccitante di tutte le altre.
Nonostante fra di noi ci fosse un feeling speciale, non ho mai avuto il coraggio di farmi avanti con lei. Ai tempi ero molto timido e lei era una meta irraggiungibile, nonostante vari parenti mi incitassero più o meno scherzosamente a farmi avanti. Mi incitavano un po’ perché, più a torto che a ragione, grazie al suo modo provocante di vestire in quegli anni era considerata da tutti la “tigre del sesso” del paese ed un po’ perchè tutti sapevano che fra noi c’era un legame un po’ speciale. Ma io niente, ero troppo bloccato. Il suo fascino e la sua bellezza tremendi mi mettevano troppo in soggezione. A quei tempi era troppo irraggiungibile per me e la mia timidezza. Non che adesso sia meno bella o meno fascinosa, ma con passare degli anni si sa dominare meglio soggezione e timidezza.
Così, lei rimaneva la regina dei miei desideri. Negli anni, una cosa che ogni tanto mi accadeva, e che con più rarità accade ancora, era di svegliarmi a notte fonda, tipo alle 3 o alle 4 con una voglia pazzesca di fare l’amore con lei, proprio con lei, non una voglia generica. Mi svegliavo con il pene eretto e duro al massimo, già lubrificato dall’eccitazione. La mia mente avvolta dalla voglia di averla lì tra le mie braccia nel mio letto e di baciarla, di accarezzare con la mia lingua le sue labbra bellissime, prima di fondere la mia bocca nella sua ed amarla pazzamente, totalmente. Quando mi svegliavo con quella voglia di lei, non potevo fare altro. Dovevo liberare il mio seme pensando di fare l’amore con lei, altrimenti non sarei assolutamente riuscito a riaddormentarmi, con quell’eccitazione addosso.
Un sogno erotico molto ricorrente con lei, ma molto corto, è quello di io che entro nella sua camera di notte, come se per quella notte dormissi a casa sua in un’altra camera, o come se lei dormisse da noi in casa dei miei nonni. Apro la porta, entro e nella semioscurità della luce che filtra dalle persiane, sollevo le coperte ed entro nel suo letto. Lei è sveglia, completamente nuda, come se mi aspettasse già pronta per fare l’amore… Quando sollevo le coperte intravedo per un breve istante il suo corpo in quell’oscurità. I suoi piccoli capezzoli ed il suo boschetto nero fra le sue cosce leggermente divaricate, appaiono come zone scure sul suo corpo in quella luce fioca. Mi assesto completamente nudo fra le sue gambe, prima di ricoprirci con le coperte nell’intimità del suo letto. Ci avvolgiamo con le braccia e scivolo subito in lei come se mi stesse aspettando già bagnata dalla voglia e facciamo l’amore nel silenzio totale della stanza, per non farci sentire dagli altri. Il sogno dura però una manciata di secondi, perché non appena entro in lei e comincio a muovermi, il piacere si fa così surreale che mi sveglio molto prima di raggiungere l’orgasmo. In generale, quando sogno di essere dentro di lei, mi sveglio sempre prima dell’orgasmo, perché il piacere sarebbe troppo forte e mi sveglierebbe comunque. E’ inutile dire che dopo i risvegli da questi sogni, la conclusione è quella inevitabile di prima… Solo molto raramente raggiungo l’apice del piacere dentro di lei in un sogno, ma quando succede il sonno si è ormai alleggerito così tanto che la sensazione di piacere è ormai completamente svanita.
Quando passo dal suo paese in vista dai parenti, qualche volta andiamo a ballare insieme a sua sorella e ad altri amici e vederla ballare è eccitante all’estremo. A volte indossa dei corpetti aderenti che evidenziano i suoi seni seducenti. A volte indossa dei jeans o dei pantaloni scuri che fasciano le sue gambe meravigliose, seguendo fin su, la curva del suo monte di venere. Mentre balla ondeggia con le sue braccia nude mentre con le gambe sensualmente divaricate oscilla il bacino in avanti e indietro, in un modo sensualissimo, che sembra inneggiare: “Accoppiati con me…” caricandomi di eccitazione per tutta la sera. Quando balla è proprio un inneggio all’accoppiamento totale. A volte nelle mie fantasie immagino di congiungermi con lei accompagnati da alcuni pezzi di musica tecno, dalla cadenza ritmica particolarmente sensuale e perfetti per accompagnare i nostri movimenti armoniosi…
Lei è talmente bella e “femmina” che non sprizza solo “sesso” da tutti i pori, infonde proprio l’idea della fertilità. E’ proprio un invito alla fecondazione… un invito all’accoppiamento totale di anima e corpo…
Mi ispira talmente tanto erotismo e femminilità, che domande piccanti come “In che posizione ti piace di più fare l’amore?” mi verrebbero spontaneamente espresse con parole come: “In che posizione di piace di più essere fecondata?”, oppure: “In che posizione ti piace di più ricevere il seme del tuo uomo?”, oppure anziché “hai voglia di fare l’amore?” , “Hai voglia di accoppiarti?”… tanto per rendere l’idea…
E’ difficile descrivere a parole quello che esprime la sua femminilità. A volte la definisco come una “Dea della fertilità”.
Gli anni passano, mentre niente succede fra noi. Ma lei è sempre un’apoteosi di bellezza e sensualità. L’unico contatto sensuale che riesco ad avere con lei è quando qualche volta le nostre labbra si sfiorano appena, fugacemente, quando ci scambiamo guancia durante i nostri saluti di rito. Quando le mie labbra sentono anche solo appena la morbidezza ed il calore delle sue, il battito del mio cuore s’impenna come quello di un innamorato… ma poi la realtà lo raffredda subito.
Devo confessare che quando siamo in visita a casa dei miei nonni, non c’è notte in cui prima di dormire possa resistere al desiderio di darmi piacere pensando a lei, che adesso si trova a così poche decine di metri di distanza da me. In confronto a quando sono a Milano, basterebbe allungare le braccia per averla lì, abbracciata a me, nel mio piccolo letto di quella casa di campagna… ma non c’è modo di comunicarle il mio desiderio ed i miei sentimenti segreti per lei. La mattina mi sveglio tardi e complice il piacere dell’erezione mattutina, non posso fare a meno di darmi ancora piacere pensando a lei… specialmente quando sono in quella casa, non so cosa darei per tenerla fra le mie braccia tutta la notte e svegliarmi abbracciato a lei, alla luce della mattina.
Quando lei sui 18-19 anni sta con il suo primo ragazzo “ufficiale”, provo una certa gelosia ed invidia maliziosa per lui che può fare l’amore con lei e scoprire il suo corpo, ogni giorno. Io, di un anno più giovane di lei ero ancora vergine e mi chiedevo chissà da quanto avesse già avuto la sua prima volta e chi fosse stato il fortunato eletto. Come detto, all’epoca lei si vestiva in modo molto provocante, un po’ sul dark da discoteca, che alimentava le voci in paese sulla sua presunta disinvoltura sessuale.
Devo dire però che l’idea di avere la mia prima volta con lei non è mai stata in cima ai miei pensieri, per quanto mi sarebbe piaciuto, se fosse stato possibile. Lei era la mia Venere al di sopra di tutte le altre e proprio per questo, desideravo unirmi con lei solo in modo da poter dare e ricevere il massimo del piacere. Da vergini non si sa ancora cosa aspettarsi né dal proprio corpo , né da quello dell’altro. Non si sa come dare e trarre il massimo del piacere. Successivamente però, l’idea che avessi donato a lei il mio seme verginale, mi ha sempre stuzzicato molto. Chissà se oggi tornando indietro, sarebbe piaciuto anche a lei.
Poco dopo la sua prima storia “ufficiale” anche io ho la mia prima storia concreta, con cui perdo la verginità. In quell’estate porto proprio quella mia ragazza insieme a me nel paese dei miei parenti. La mia ragazza era un tipo molto attraente e con un corpo ben fatto e devo dire che quando la presento alla Nada spero che questo accenda un piccolo barlume di gelosia e di curiosità in lei, e che magari si chieda come potesse essere fare l’amore con me…
A quanto pare quell’effetto è venuto meno e gli anni passano ancora, mentre la Nada è sempre più bella, seducente, sempre più “Donna” con la D maiuscola.
Anche io intanto proseguo con le mie esperienze e fin da quando comincio a sviluppare attivamente la mia sessualità, vorrei conoscere tutto della sua sessualità. Vorrei tanto sapere in che posizione le piace di più fare l’amore, in quale le piace di meno o proprio non vuole, cosa le piace fare e cosa non le piace, se le piace praticare o ricevere il rapporto orale. Che rapporto ha con lo sperma, se lo considera una cosa ripugnante o il nettare estratto dal sommo piacere del suo partner. Se percepisce gli spruzzi di seme dentro di lei e se le piace percepirli… Così come mi piacerebbe sapere quali sono le sue fantasie proibite che non ha mai realizzato, o i suoi desideri più nascosti, i posti più strani in cui ha fatto l’amore… sapere quanto tempo può stare senza procurarsi un orgasmo quando non ha un ragazzo… quando e come ha avuto il suo primo orgasmo… Sapere tutto insomma.
Più sviluppo la mia sessualità, più divento consapevole di come e quanto sarebbe celestiale unirmi con lei, raggiungendo vette incomparabili di piacere per entrambi. Più la ammiro ogni volta che ci vediamo, più sono consapevole di come saprei valorizzare ogni centimetro della sua bellezza e di quanto indescrivibile sarebbe raggiungere il piacere insieme. La amerei intensamente come se fosse la mia donna, ma con un potenziale erotico che nessun’altra donna ha.
Più la conosco e più si arricchiscono le fantasie che mi ispira. E’ una miniera di fantasie e di erotismo. Più la conosco e più sono convinto che i nostri corpi e le nostre menti siano complementari. Non so perché ma istintivamente sono da sempre portato a pensare che i nostri sessi siano complementari fra loro, che abbiano le proporzioni giuste per accogliersi l’uno dentro l’altro e darsi il massimo del piacere. L’accoppiamento fra due sessi perfettamente complementari, lo definisco come “L’accoppiamento Reale”, o “Congiungimento Reale” e non so perché, mi è sempre venuto spontaneo pensare ad un congiungimento di questo tipo con la Nada.
A volte, quando faccio l’amore con la ragazza con cui sto in quel momento, mi piace provare ad immaginare che sia con la Nada, ma la differenza fra come mi sentirei con lei è talmente tanta, che l’effetto è ben poca cosa. Non è mai come sarebbe sentire la Nada fra le braccia, sentire il suo corpo interamente contro il mio ed essere dentro di lei…
Così passano gli anni. In un certo momento lei si lascia con il suo ragazzo, quello di cui ero molto “geloso”. Persino mia nonna, che era una bacchettona di altri tempi, non perdeva occasione per incitarmi a farmi avanti. “Prenditela tu! Prenditela tu!…” mi diceva tutte le volte che entrava nel discorso. Io rispondevo facendo finta di niente “Ma nonna! Io? Ma come faccio io…” e lei che mi incitava ancora. Io pensavo invece dentro di me “Eh sì, magari potessi prenderla io…”. Lo stesso mi dicevano altri parenti, più o meno scherzosamente. Non ho mai rivelato in nessun modo ai miei parenti che la Nada fosse speciale per me, ma i miei parenti vicini lo capivano benissimo ed in qualche modo lo sapevano anche tanti altri.
Così dopo tanti anni passati con tanti sonni interrotti dall’irrefrenabile desiderio di lei e dopo tanti sogni ricorrenti, non resisto più a tenermi tutto dentro ed in un pomeriggio delle vacanze di Natale di quell’anno, il ghiaccio si rompe…
In un pomeriggio dopo Natale, forse il 26, vado a trovarla a casa sua. Saliamo di sopra in sala. Lei è bellissima come sempre, con quei jeans che si modellano sensualmente sulle sue gambe così fantastiche… Loro usano pochissimo la sala che hanno al piano di sopra e le persiane sono sempre chiuse. C’è poca luce e ci mettiamo a giocare con il Nintendo che aveva comprato tempo prima insieme al suo ormai ex ragazzo. Io avevo finito da poco i tira e molla con la ragazza con cui stavo prima. Ci confidiamo le nostre cose ed entriamo molto in confidenza, nell’atmosfera di quella sala semibuia che si fa sempre più intrigante. Io ho una voglia matta di lei, sono eccitatissimo, non posso più permettere che passino altri anni sprecati così. Ad un certo punto, talmente siamo in confidenza, mentre gioco seduto sulla sedia, lei si alza e davanti a me si slaccia i pantaloni per sistemarsi la camicia che era uscita. Li apre bene, esponendo alla mia vista le mutandine che avvolgono il suo sesso, mentre tiene le gambe leggermente divaricate,per impedire che i pantaloni cadano giù. Io non potevo credere di trovarmi a pochi palmi dal naso il suo sesso coperto solo dalle sue mutandine… Indossava slip di cotone che nel semibuio illuminato dal televisore, sembravano azzurrini, in stile molto “teenager”, per me molto eccitanti. Apparivano compatti ed uniformemente adagiati sul rigonfiamento del suo soffice boschetto proibito… Se fossi stato un po’ più sveglio mi sarei tuffato con il naso in mezzo alla sua fragrante morbidezza…
Sistemati i pantaloni, lei si risiede e continuiamo a parlare. Mi dice di come non si senta soddisfatta e di non sentirsi più bella come prima. Con grande sorpresa scopro che ha fatto l’amore per la prima volta a 19 anni, con il ragazzo da cui si era appena lasciata e che avevo conosciuto anch’io. Mi dice anche che in realtà ha un rapporto “difficile” con il sesso, stravolgendo la convinzione diffusa riguardo alla “tigre del sesso” che dominava in paese. Non ho avuto modo di approfondire su cosa significasse quel “difficile” nel suo rapporto con il sesso. Forse intende che non si piace o che è afflitta da qualche tabù? Oppure che ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo? Oppure ha un qualche complesso, che non dovrebbe proprio avere? Non saprei. A giudicare da come sa valorizzare la sua bellezza, non mi sarei mai aspettato che potesse avere un rapporto difficile col sesso. Un grosso ruolo lo avrà avuto l’educazione certamente repressiva che avrà ricevuto in quel piccolo paesello di campagna. Non avere successivamente incontrato il partner giusto, che sappia agire in sintonia con i suoi sensi, avrà certamente avuto ulteriore effetto negativo.
In quell’atmosfera di confidenze che si era creata nella saletta semibuia, non posso più resistere ed un po’ annebbiato dal mio desiderio di lei, le chiedo quasi scherzosamente se avesse mai immaginato la fantasia di fare l’amore con me… Lei risponde con un sorriso smagliante di sorpresa, ma anche lusinghiero. Lei risponde concitata:“Con te? Ma tu sei il mio cugino!”. Io le rispondo un po’intontito, per essere riuscito a farle quella domanda: “Beh.. non proprio cugino…”. Lei mi chiede sorpresa “…Ma adesso?”. Io rimbecillito che ero, anziché tuffarmi ad abbracciarla, baciarla, dico: “No, beh, quando vuoi… stasera, domani…”. Per me l’importante era farlo con lei in totale tranquillità ed atmosfera, non per forza improvvisato in quel momento, ma fu un errore grave, perché un momento come quello non ricapiterà più. Se tornassi indietro lo faremmo subito in un impeto di passione sul divano in quella sala intrigante e poi ancora di là sul suo letto, dove l’avevo sognata tante volte… e poi ancora chissà quante altre volte, magari stringendo un rapporto di intima complicità che non conosce concorrenti e rivalità.
Intanto si fa tardi e lei deve uscire. Rimane però contenta della mia rivelazione e mi dice che ci penserà, tanto più adesso che non ha più il ragazzo. Io le spiego che per me non faceva alcuna differenza se io o lei fossimo occupati. Per me lei era sempre la “mia” Nada speciale di sempre. Io non avrei mai potuto rubare il posto al suo uomo e lei non sarebbe mai potuta diventare la mia donna, ma nessuna avrebbe mai potuto prendere i nostri posti, del tutto speciali. Per questo non lo considererei per me neanche un tradimento nei confronti di una mia ragazza, perché la Nada è da sempre un po’ una parte di me e semmai la mia ragazza sarebbe qualcosa di “esterno” rispetto a lei. Considerazioni simili mi aspettavo anche io da parte sua.
Così ci salutiamo, lei esce e io torno a casa dei miei nonni. Da quel momento mi sembra di vivere in una nuova era. La Nada adesso sa che mi piace veramente, da sempre.
Il giorno dopo con la mia famiglia andiamo dai miei cugini in un paese un po’ distante da lì. Il capodanno si avvicina e tutti insistono perché rimanga qualche giorno da loro, fino a capodanno. Io insisto che volevo stare ancora un po’ dai nonni, ma non c’è niente da fare. Insistono e non posso trovare scuse plausibili per non rimanere da loro. I miei genitori ripartono il giorno dopo per Milano ed io in quelle vacanze di Natale non tornerò più dalla Nada.
Tornato a Milano vengo a sapere da mia nonna che una sera in cui ero dai mie cugini, la Nada era venuta a cercarmi a casa una sera dopo cena perché voleva parlare con me, dicendo che ero l’unico che la capivo. La cosa mi ha fatto molto piacere, ma anche imbestialire di rabbia per non essere rimasto a tutti i costi dai miei nonni. Non oso immaginare come sarebbero andate le cose fra di noi se fossi rimasto lì… Ho rinfacciato a mio cugino non so quanto per avermi fatto perdere quell’occasione di stare in confidenza totale con la mia grande passione Nada…
Da quell’inverno, il clima che aveva accompagnato le nostre rivelazioni si va tristemente dissolvendo. Lei sembra reticente a causa condizionamenti e ragioni che non le apparterrebbero. Poco tempo dopo lei conoscerà un altro ragazzo, con cui avrà 2 figli e si sposerà. Mi disse di essersi sposata non tanto perché credevano nell’istituzione del matrimonio, ma per regolarizzare le cose per i figli. Ma nonostante si sia “sistemata” vive sempre in una certa insoddisfazione. La sua vita non è come la vorrebbe lei. Più di una volta il suo sguardo ha lasciato trasparire tracce di tristi tentativi di fuga, cercando appigli in qualche fumata “di troppo”, rattristandomi molto… Una donna meravigliosa e dotata di erotismo come lei dovrebbe trarre soddisfazioni da ben altro che da squallide canne… Se fosse lei la mia donna saprei io come farla sentire totalmente appagata e apprezzata, interiormente ed esteriormente, e non intendo solo sessualmente. Ma nonostante tutto, la situazione fra me e lei rimane immobile.
Intanto lei, ormai varcata la soglia dei 40 anni, bellissima ed intrigante come sempre, rimane sempre la donna più “femmina” e più “donna” che conosca. Eternamente bella e seducente. Fra tutte le ragazze che ho mai conosciuto, lei è quella che più incarna il mio ideale di femminilità, di sensualità, di seduzione. Ogni volta che la vedo suscita in me sempre le stesse emozioni, come ai tempi di quando andavamo in discoteca…
– Capitolo 2: La discoteca
Questo capitolo è una fantasia che purtroppo non si è mai realizzata. Allora ho voluto descrivere come sarebbe stato, a memoria di una grande passione rimasta inespressa. Qui descrivo come sarebbe potuta avvenire la nostra unione se fossimo andati una sera in discoteca, dopo quel giorno in cui mi ero rivelato a lei, in quell’inverno di tanti anni fa.
“La discoteca”
Una o due sere dopo il giorno in cui mi ero rivelato alla mia speciale “cugina” Nada, decidiamo di andare a ballare con sua sorella in discoteca, dove avremmo incontrato altri loro amici ed il ragazzo di sua sorella.
Era una serata freddissima, fuori c’era ghiaccio dappertutto. Arrivo a casa loro mentre si stanno finendo di preparare. Le raggiungo in camera ed aspetto mentre si danno gli ultimi ritocchi. La loro camera è molto femminile e molto eccitante. Ci sono solo due letti un armadio ed un cassettone. Non ci sono scrivanie. Per studiare usano una saletta o la cucina. Nella loro camera possono solo dormire, o fare l’amore… per questo è così eccitante. Ogni volta che mi trovo lì, non posso non immaginarmi loro che fanno l’amore con i loro ragazzi, infilate sotto quei caldi piumoni nei loro letti… magari imboscate lì, dopo che non possono più resistere all’eccitazione dopo una serata in discoteca…
I due letti singoli l’uno a fianco all’altro, sono separati da un piccolo spazio. Sono coperti da spessi e morbidi piumoni invernali, di un bianco candido. I letti hanno spalliere di ottone piuttosto alte, che danno alla camera un’aria molto sensuale ed intrigante. Sulla parete di fianco al suo letto, c’è un grosso cassettone bianco, con un grande specchio e sopra cui ci sono un sacco di oggetti femminili, profumi, creme, spazzole, bambole, che rendono l’atmosfera ancora più femminile ed eccitante. Ogni volta che mi trovavo lì, non potevo fare a meno di immaginare a lei che si accoppiava col suo ormai ex ragazzo, nel suo piccolo ed eccitante letto… quante volte sognavo di fare l’amore con lei proprio lì…
La sorella intanto è già pronta. Lei si sta dando davanti al grande specchio gli ultimi tocchi di trucco agli occhi, che le rendono lo sguardo ancora più profondo e irresistibile. E’ bellissima. Indossa dei jeans azzurri, abbastanza aderenti, che fasciano meravigliosamente le sue gambe. Sopra ha un corpetto zebrato, verde smeraldo e nero, molto aderente, che si modella alla perfezione sui suoi seni, lasciando appena intravedere solo in certi punti la presenza del reggiseno. Il corpetto le copre sensualmente le spalle, con maniche molto corte. I capelli sono nerissimi e lucidi, favolosi. Sulle labbra si è messa del rossetto rosso, di tono appena acceso. Dio com’è bella, la vorrei baciare lì subito. Il cuore mi palpita. Sono allibito dalla sua bellezza, è una meraviglia, non so cosa darei per averla come la mia ragazza. Senza contare quel feeling che ci univa da sempre. Lei è per di più tornata single dopo tanto tempo, e l’idea stuzzica la mia fantasia ancora di più. Per un certo tempo potremmo vivere una nostra storia effettivamente come una “coppia segreta”. Se non fosse una mia parente, ne sarei stato innamorato nel vero senso della parola.
Partiamo ed arriviamo in discoteca. Ci troviamo con gli altri. Sono in pochi. C’è solo il ragazzo della sorella ed un suo amico. Ci sediamo sui divanetti. La Nada è vicino a me. Sento il suo profumo di femminilità che mi fa impazzire. I suoi seni sotto quel corpetto sono così invitanti e così vicini a me. I suoi capelli nerissimi e lucidi in quell’oscurità mi stregano con la loro sensualità. Non posso non cominciare ad eccitarmi, è troppo bella…
Entriamo tutti in pista e vederla ballare fa salire subito il mio desiderio all’impazzata. Balla tenendo le gambe u piuttosto divaricate e gli avambracci sollevati, ondeggiando le braccia ed il bacino. A volte si muove di scatto con le spalle ondeggiando il busto da una parte all’altra, facendo volare i suoi capelli meravigliosi attorno al suo volto. Dio quanto è bella, dico fra me e me, come fa ad essere così bella… I jeans aderiscono perfettamente alle sue cosce e seguono la curva del suo sesso voluttuoso. Qualche volta, fra i movimenti, lasciano intravedere lo spacco del suo sesso… Io sono ormai eccitatissimo. Il mio membro è completamente eretto e disteso lungo l’inguine,premuto sotto gli slip, ma fra le luci della pista riesco a nasconderlo bene. Lei balla ondeggiandosi con le braccia e tutto il corpo, muove il bacino avanti e indietro con movimenti dosati e sensuali. Come vorrei posare le mani sui suoi fianchi ed ammirare i suoi seni evidenziati dal corpetto fra le luci della pista, e poi baciarla…
I movimenti del suo bacino mentre balla mi eccitano da morire. La curva del suo pube si sporge, si espone sensualmente e poi rientra dolcemente, come in un amplesso, sono completamente bagnato… Dio cosa darei per essere dentro di lei con la mia verga eretta mentre lei si muove così… anche lì in piedi in mezzo alla pista. Le darei tanto di quel seme in un orgasmo stratosferico… Chissà quanti altri stanno pensando la stessa cosa mentre la guardano ballare e fra questi, chissà quanti tornando a casa dopo, mungeranno il loro seme immaginando di accoppiarsi con quella dea di sensualità… come io facevo ogni volta dopo essere tornato da ballare con lei. Solo che gli altri che la guardano eccitati non sanno che per me lei non è una qualsiasi, è una mia parente, è la “mia” Nada speciale e loro non potrebbero mai avere quel legame di complicità ed esclusività che può avere solo con me…
Di tanto in tanto ci scambiamo sguardi e lei mi risponde con i suoi sorrisi smaglianti. Questa però non è una volta in discoteca come le altre. Adesso lei sa quanto mi piace da sempre e che la desidero più di ogni altra, per di più non ha il ragazzo e non so bene da quanto può essere che non ha più fatto l’amore.
A seconda della musica, lei aumenta l’ampiezza dei movimenti, ancheggia energicamente ai lati e muove lateralmente le braccia mettendo più in risalto la seducente forma dei suoi seni eleganti e discreti.
Io sono tremendamente eccitato. Vorrei avvicinarmi a lei e piantarmi in mezzo alle sue gambe e premere con la mia asta impietrita sul suo pube in movimento… verrei subito come un verginello e mi allagherei le mutande in modo osceno… La macchia di bagnato si vedrebbe fin sopra i pantaloni.
Io vorrei veramente venire, sarei tentato di andare in bagno a farmi una sega per placare quel piacere incontenibile. Ma il bagno di una discoteca non è certo un posto invitante per avere un orgasmo. I miei pensieri vengono presi dalle fantasie più strabilianti. Vorrei che la pista fosse vuota, adagiarmi con lei lì sul legno e fare l’amore subito, con lei che indossa ancora il corpetto, sfilandole solo pantaloni e mutandine, o completamente nudi… La mia Venere nera è una miniera inesauribile di desiderio e fantasie.
Ogni tanto i suoi capezzoli diventano visibili sotto quel corpetto liscio. E’ proprio impossibile resisterle, chissà quanti altri la stanno desiderando. E’ la più bella della pista, la più sensuale, ovunque si trovi non ha rivali. La sua sensualità è indescrivibile, è proprio una “spremitrice di seme”, basta guardarla per sentire il proprio corpo prepararsi per un amplesso profondo. Chissà se è consapevole di quanto ecciti i maschi che la guardano ballare e chissà se trovi eccitante il pensiero che spremano poi il loro seme desiderando lei, una volta tornati a casa.
Mi devo distrarre da quel piacere. E’ un po’ che balliamo, così mi avvicino a lei e le dico che vado a sedermi un po’ sul divanetto. Io vado, e dopo pochi minuti arriva anche lei e si siede vicino a me. Gli atri rimangono in pista. Il divanetto è da due ed è un po’ stretto. La mia gamba tocca contro la sua.
– Nada sei proprio bellissima stasera
Le dico avvicinandomi ai suoi capelli meravigliosi.
Dopo una breve ma interminabile pausa mi esce automaticamente:
– Beh, ma se è per quello, non solo stasera. Sei sempre stupenda!
Lei mi sorride radiosamente e dice: “Dai, Marco!”
– Lo sai che è vero, poi chissà quanti lo pensano ma non te lo dicono.
Le dico indicando un po’ tutta la gente intorno.
Ci scambiamo qualche parola così e stando girati un po’ l’uno verso l’altra, le nostre gambe sono così premute insieme che quasi automaticamente la sua gamba si accavalla sulla mia subito sopra il ginocchio. E’ meraviglioso. Prima di quel momento non avevo mai avuto un contatto così con lei. Per evitare che la sua gamba scivoli via, le appoggio una mano sopra, poco sopra il suo ginocchio. Mentre parliamo la mia mano si ritira verso di me, scivolando a metà della sua coscia. La tonica morbidezza della sua coscia mi fa impazzire e la mia mano non è mai stata così vicina al suo sesso. La sua mano viene incontro alla mia e le sue dita giocano con le mie. Sono eccitatissimo… vorrei tanto fare scorrere la mano ancora di più, fino magari a sfiorare con il mignolo in mezzo al suo sesso, sagomato sotto i jeans… Se fosse la mia ragazza adesso ci alzeremmo, usciremmo dalla discoteca e andremmo a fare l’amore…
La serata prosegue. Balliamo ancora insieme e quando arriva il momento di tornare a casa, c’è un piccolo cambiamento di programma. Sua sorella Laura non sarebbe tornata a casa con noi, ma sarebbe andata via con il suo ragazzo. Così io e la Nada saremmo tornati a casa da soli.
Usciamo dalla discoteca ed entriamo in macchina. Fa freddissimo, ed il freddo stimola ancora di più il mio membro, che è durissimo sotto i pantaloni. Darebbe qualsiasi cosa per immergersi nel calore della vagina della “mia” Nada… immerso nel suo caldo miele, libererebbe istantaneamente litri di seme caldissimo…
Saliamo in macchina, mette in moto e tremiamo intanto che il motore si scalda a fatica. “Che freddo!” diciamo entrambi con le mani tremolanti. Un po’ per gioco ci prendiamo le mani a vicenda per scaldarci e si posano sulle sue gambe, in modo non malizioso. Poi partiamo e poco dopo fuori dalla cittadina, quando la strada si fa più dritta e lineare, lei posa la sua mano destra fra le sue gambe sopra il ginocchio, per tenerla più al caldo. “Ho le mani ancora fredde, mi tieni anche la mia?” Le dico mettendo la mia mano sulla sua, stringendocele a vicenda. Poco dopo deve cambiare marcia e porta la sua mano sul cambio. La mia rimane lì da sola, fra le sue cosce… La mia eccitazione risale subito alle stelle. Ogni tanto premo leggermente con le dita. Sentire le sue cosce mi fa impazzire, è una vita che la voglio accarezzare. Lei ogni tanto chiude di più le cosce, un po’ per scaldare la mano, un po’ per i movimenti delle gambe durante la guida. Intanto parliamo un po’ della serata e dico: “Ma Laura e lui dove saranno andati con questo freddo?”, riferendomi chiaramente alla temperatura poco adatta per andarsi ad imboscare in macchina… “Vanno a casa sua, di lui. I suoi genitori sono nella loro casa in montagna” risponde lei. “Beh, allora va bene. Con questo freddo in macchina non è certo il massimo…”. Per un attimo i pensieri di entrambi cadono inevitabilmente su di loro che fanno l’amore in un caldo letto… La situazione si fa eccitante. “Ma anche i vostri genitori non ci sono” Le dico io. I loro genitori erano via in una crociera. “Sì, vabè, ma poi sarei rientrata io” risponde. Loro dormono nella stessa camera, quindi non sarebbe stato agevole, anche se avrebbero potuto farlo in un altra stanza.
Ormai l’atmosfera si è fatta intrigante e preso dall’eccitazione del momento le chiedo “Nada… ma tu da quando ti sei lasciata con Lapo, non hai più fatto l’amore?”, “No…” risponde lei sorridendo con un velo d’imbarazzo. La mia mano è ancora lì, sull’interno della sua coscia meravigliosa… “Ma no dai non può essere, 5 mesi sono troppi per te, sei troppo bella!”, “Marco dai… non sono così bella”, “Sì che lo sei…ovunque vai puoi trovarne uno…”, poi aggiungo: “Scommetto che Lapo voleva farlo tutte le volte che vi vedevate…”, “Sì, è vero…” risponde lei. “E per forza Nada, sei irresistibile! Anche io al suo posto non avrei potuto resistere…”, “Dai Marco…” Risponde lei come se stessi scherzando. “Lo sai che ero molto geloso di Lapo?”, “Cosa?” mi chiede sorridendo sorpresa. “Sì, perché mi sembrava un tipo fascinoso, e lo invidiavo moltissimo, perché poteva fare l’amore con te tutte le volte che voleva…” , “Oddio Marco…”. L’argomento si fa caldo e mi spingo oltre. “Nada, ti posso chiedere una cosa?.. Quando stavi con Lapo prendevi la pillola? , “Sì, perché?” chiede lei un po’ sorpresa della domanda. “Dio come lo invidio… Raggiungere il massimo dentro di te deve essere la cosa più bella ci sia” , “Ohh Marco dai…” ribatte imbarazzata, col suo sorriso meraviglioso, ma con il tono di una certa eccitazione. La mia mano è ancora lì, così vicina al suo sesso…
Ma nel frattempo l’abitacolo si è riscaldato. Tolgo la mano dalle sue gambe, ci apriamo i pesanti piumoni e continuiamo a parlare.
“Però non l’avrei mai detto che la tua prima volta fosse stata con Lapo. Prima eri stata con un altro per un po’ se non sbaglio. Non era una cosa così breve”. “Sì, ma non volevo ancora farlo…” risponde lei. Adesso invidiavo Lapo ancora di più, per essere stato lui ad iniziarla al piacere… “Scommetto che alla prima volta l’hai fatto impazzire subito…”, “Dai smettila!…” mi dice lei ridendo. “Io ero convinto che la tua prima volta fosse stata non più tardi dei 16 anni. Sei troppo avvenente, tutti ti desiderano…” , “Tanti pensano che l’abbia fatto presto, ma non è vero, non mi sentivo pronta”. “Chissà se ai tempi fossi stato più sveglio, magari…” intendendo che magari sarebbe potuto accadere fra di noi. Lei sorride “Non so, non saprei proprio…”. Adesso avrei voluto così tanto che il mio seme verginale avesse bagnato la sua vagina e non quella di un’altra…
Non so quanto sia eccitata lei, ma io ormai sento proprio il bisogno di fare l’amore con lei. Così, le prendo la mano e giocosamente le chiedo: “Nada senti una cosa… ma ti verrebbe voglia di fare subito l’amore con me, se io fossi ancora vergine?” , “Cosa? Ma tu non sei vergine! Lo so benissimo…” risponde lei ridendo. “Ma supponi che per qualsiasi motivo sia arrivato a questa età vergine… ti verrebbe subito voglia di fare l’amore con me? Di strapparmi i vestiti e donarmi per la prima volta il piacere di fare l’amore?”. Lei ci pensa un po’ e stando al gioco, risponde: “Sì… vabè… se fossi ancora vergine, ti sverginerei io…”, “Davvero?” chiedo per conferma, “Sì…” risponde lei. Una scossa di piacere percorre il mio corpo, facendomi bagnare ancora… Mi avvicino al suo orecchio e le dico “Allora facciamolo Nada, perché con te mi sento veramente ancora vergine…” e le do un bacio vicino all’orecchio, provocandole un piccolo brivido. Per quanto breve, è il primo bacio “di piacere” e non si saluto che le do… Lei sorride torcendo la testa per il fugace brivido “Con nessuna sarebbe travolgente come con te, sarebbe qualcosa di completamente nuovo, che per me sarebbe come se fossi vergine e nessuna desidero da tanto tempo come te… ma anche per te sarebbe come essere ancora vergine… ti farei impazzire come una vergine che non è mai stata sfiorata…” , “Oddio Marco…” dice lei con un velo di imbarazzo, ma incuriosita. “Con nessuna desidero di più fare l’amore più che con te Nada, sei la mia Venere meravigliosa… ” , “Ohh Marco… ma ti piaccio così tanto?” dice lei stringendomi la mano, con voce evidentemente eccitata. Per la prima volta sento che il momento più atteso da una vita si sta forse per avverare. “Nada non puoi immaginare…” le rispondo io.
Rimaniamo in silenzio per i restanti 5 minuti che ci separano da casa.
Arriviamo a casa sua. Entriamo con la macchina nel cortile e ci fermiamo davanti al garage di metallo. Il motore si ferma e le nostre orecchie vengono invase dal frastuono che rimane dopo una serata in discoteca. La luce di un lampione ci illumina appena. Io ho una voglia pazzesca di fare l’amore con lei. Mi sento le mutande tutte bagnate intorno alla punta.
Mi giro verso di lei, le prendo una mano e ci guardiamo per un interminabile istante. Pensare che sono 5 mesi che la passione di un uomo non la sfiora mi fa impazzire ed io la desidero da una vita…
Non posso resisterle in quella situazione così eccitante. “Ohh Nada…” la mia mano si appoggia fra le sue gambe, a metà coscia. Porto l’altro braccio dietro il suo collo e la bacio sulle labbra. Le sento per la prima volta contro le mie. Prima le avevo solo sfiorate quasi per sbaglio durante alcuni dei nostri baci di saluto. Lei tiene una mano sulla mia spalla. Le nostre labbra si scaldano a vicenda e si aprono… le nostre lingue entrano nelle nostre bocche e si accarezzano per la prima volta. Mi sento impazzire, mi sembra di sognare. Sono bagnatissimo e duro come il marmo. La mia mano si tuffa in mezzo alle sue gambe, contro il suo sesso. “AAAHHhhhh… Marco!” grida lei facendo un balzo all’indietro di riflesso con il bacino contro il sedile. Il palmo è sul suo monte meraviglioso, le dita sentono la sua vulva morbida e proibita, separata da me solo dai pantaloni e mutandine… “Aaahhhh…”, stringe le sue cosce attorno alla mia mano muovendo il bacino in avanti per gustare la scossa di piacere inaspettata. “Oddio Nada, se non facciamo l’amore scoppio… qui subito…”.
Le mie dita schiacciate fra la sua vulva ed il sedile sentono il calore del suo sesso… gemo dal piacere, mi sento impazzire. Per la prima volta in vita mia, la mia mano si trova sul suo sesso, anche se sopra i pantaloni, non mi sembra possibile che questa volta sia veramente con lei… La sua mano si posa sulla mia coscia, quasi contro l’inguine. Quel contatto fa contrarre il mio membro ed un’altra voluminosa goccia di lubrificante si aggiunge al mio bagnato… Il mio corpo è pronto per accoppiarsi con lei…
Mentre ci baciamo sfilo la mia mano da lì sotto e la poso sotto il suo piumone aperto, accarezzando i suoi fianchi su quel corpetto liscio come la seta. Con lo sfregare del piumone e con l’aria che si infila sotto, i sui capezzoli sono turgidi. Passo sul seno di sinistra e sento sulla sua morbidezza, il suo capezzolo svettare sotto il corpetto, sto quasi per raggiungere l’orgasmo, da quanta voglia ho di lei…
“Dai basta, se ci vede qualcuno…” sussurra lei, con la voglia che non finisse lì. “Ohh Nada… andiamo di sopra…” dico io carico di eccitazione. Scendiamo dalla macchina. Facciamo frettolosamente quei pochi metri al freddo gelido, fino ad arrivare alla porta di casa. La porta dà subito nella cucina. Entriamo nella cucina e ci togliamo al volo i pesanti piumoni. I capezzoli sui suoi seni infreddoliti emergono con forza sul corpetto… la abbraccio stretta a me e la bacio profondamente per convincermi che sia vero. Lei mi stringe, come per rispondermi. Varchiamo la porta che dà sull’atrio dove ci sono le scale che portano di sopra. E’ sempre stato un punto un po’ strano della casa. Anche di giorno ha un’aria un po’ tetra, c’è sempre un silenzio spettrale e c’è un forte eco, tanto che viene sempre istintivo parlare sottovoce quando si passa di lì. Adesso in più è quasi buio, la luce dei lampioni che entra dalla vetrata rende l’atmosfera indescrivibile. Sono eccitatissimo e questa volta stiamo salendo di sopra in camera sua, per fare l’amore… Non resisto alla tentazione, mi voglio godere quell’atmosfera surreale. Dopo pochi gradini la fermo: “Nada, aspetta…”. La giro verso
di me e la attiro con me giù sugli scalini. Lei si trova seduta sul gradino: “Marco, cosa fai…”, la bacio affondando nella sua bocca… Io sono davanti a lei, fra le sue gambe divaricate per farmi spazio. Con la mano scorro sulle sue lunghe cosce, poi la mano si solleva per posarsi in pieno sul suo sesso, con le dita che si assestano in pieno sulla sua fessura voluttuosa. “AAAhhhh!…” un forte gemito le sfugge, riecheggiando per quell’atrio spettrale, eccitandomi all’infinito. “Ohh Nada, mi sembra impossibile… quanto ti voglio Nada…”. Istintivamente stringe le cosce attorno a me… Le tiro giù la cerniera ed intrufolo le dita. Con sorpresa le dita incontrano subito le sue mutandine, non coperte dai collant. Questo significava che indossava delle autoreggenti. Accanto alle mutandine sfioro per la prima volta la pelle delicata e morbida delle sue cosce. Mi sento impazzire. Accarezzo le sue mutandine, sopra la morbidezza del suo cespuglio e delle sue labbra, sfiorando il clito… lei geme, intanto che la bacio sul collo e mi abbraccia da dietro la schiena. Non resisto, voglio sentire per la prima volta la morbida carne del suo sesso, che sognavo da una vita. Lungo l’inguine intrufolo le dita sotto le mutandine e per la prima volta incontro le sue labbra proibite… sono completamente bagnate, anche lei ha un sacco di voglia di fare l’amore con me… Appena le dita scostano le labbra e le scorrono in mezzo, fin sotto il clito, un grosso gemito sfugge ad entrambi riecheggiando nell’atrio. “Nada mi fai impazzire…” continuo a baciarla sul suo collo meraviglioso, mentre le mie dita rimangono fra le sue labbra mielate e risalgono fino ad accarezzarle il clito. I suoi dolci gemiti riecheggiano sensualmente nell’atrio, non resisto più. Tolgo le dita da quel paradiso fra le mutandine e le richiudo la cerniera. Entriamo nel corridoio ed accende la luce. I riflessi del suo corpetto e dei suoi capelli mi fanno impazzire, è troppo bella… La fermo appoggiandola al muro nel corridoio e la bacio con forte desiderio… Le mie ginocchia si insinuano fra le sue gambe divaricandole leggermente. Poso la mano sul suo pube meraviglioso, completamente esposto al mio tocco, le dita si premono sulla morbidezza della curva fra le sue labbra. Il dito medio si inarca premendo sul clito… “AAAhhh….” geme lei, “ohhh Nada mi piaci da impazzire…” Il mio polpastrello rotea sulla zona del suo clito, percependone appena il gonfiore sotto gli spessi jeans. Lei lancia intensi gemiti ed il suo bacino oscilla quasi pudicamente contro il mio polpastrello… Non resisto davanti a così tanta voluttà ed il suono dei suoi gemiti mi fa impazzire… Entriamo in camera e mi getto sul letto con lei. In una attimo le nostre scarpe giacciono per terra ed io sono sopra di lei. I suoi capelli sono distesi sul candore del suo letto. Per la prima volta la sento sotto di me, a contatto col mio corpo, come se fosse la mia ragazza. Il mio pene duro come il marmo, separato dai nostri pantaloni, appoggia sul suo pube voluttuoso, che avevo ammirato per tutta la sera mentre si ondeggiava sensualmente sulla pista… Subito comincio a muovermi energicamente sfregandomi contro il suo sesso, gemendo all’impazzata… “Ohhh Nada, mi piaci da impazzire, mi sembra impossibile…”. Lei anche geme ed ondeggia il bacino per assestarsi al meglio contro di me. Eccitato e bagnato al massimo, gemo come un verginello… Nei movimenti premo la mia asta su tutta la sua montagnetta proibita e ogni tanto il glande carnoso urta dritto contro il suo clito, facendola gemere più intensamente e lei si solleva maggiormente… Quasi ad ogni scorrimento della mia asta sullo spigolo del suo pube, sento gocce di lubrificante che vengono spremute fuori, bagnandomi ancora di più. E’ dal giorno in cui mi sono rivelato a lei, 3 giorni prima, che non mi procuro un orgasmo. In genere non riesco a stare più di 3-4 giorni senza avere un orgasmo, ma nei giorni precedenti avevo resistito con enorme fatica al desiderio di venire pensando a lei, solo perché speravo che nei giorni seguenti accadesse il grande incontro… quindi avevo accumulato una grande quantità di seme per la grande occasione. Per questo, dopo pochi strofinamenti bene assestati contro il suo pube voluttuoso, sto già per venire… Devo allentare i movimenti e la pressione contro di lei… Quando sono con la mia ragazza e le circostanze non permettono di fare di più, perché potrebbe sorprenderci qualcuno, lo sfregamento attraverso i vestiti è la cosa che mi piace più fare, mi porta rapidamente all’orgasmo. Le accarezzo il corpetto che ricopre il suo corpo meraviglioso, i suoi seni morbidi, li bacio sui capezzoli sopra quel tessuto liscio come la seta… Sento la sua mano che raggiunge i miei pantaloni, accarezzandoli sulla mia asta dura: “Ooohh Nada…” sospiro io.
Mi tolgo il maglione e la camicia, e le slaccio i pantaloni. Posso adesso raggiunge agevolmente il suo sesso sotto le mutandine. “Oohh Nada, ti voglio…”. Le sfilo i pantaloni e mi tolgo i miei. Lei mi toglie la maglietta lasciandomi con solo le mutande addosso, bagnate sul mio glande e protuse in fuori dal mio membro. Lei è distesa davanti a me con il corpetto che termina poco più giù del bordo delle mutandine, lasciandole quasi del tutto scoperte. Le sue gambe fantastiche sono avvolte da quelle autoreggenti nere, il suo sesso velato di pizzo nero delle mutandine, da cui traspare il nero ancora più intenso dei suoi riccioli… “Oddio Nada sei una meraviglia, mi fai impazzire solo a guardarti…”. Se fossi veramente cosciente che stia accadendo veramente, credo che spruzzerei il mio seme su di lei senza volerlo, solo guardandola distesa sul suo letto con quelle calze irresistibili ed il nero della sua intimità ben visibile sotto il pizzo. E’ una visione veramente da orgasmo. Accarezzo le sue gambe meravigliose da sopra le calze, le mani scivolano come sulla seta. Sollevo il corpetto scoprendole il ventre e l’ombelico. Ne bacio la pelle vellutata. Scorro con leggerezza i polpastrelli delle dita lungo tutto il suo corpo, partendo dalle caviglie fin sulla pelle lasciata nuda dalle autoreggenti, fin sul suo pube morbido, fino sul ventre idilliaco, che si contrae percorso da piccole scosse di piacere. Con la leggera pressione sia dei polpastrelli che delle unghie passo sui suoi fianchi sensibili, solleticandola. Lei si contorce leggermente ridendo, fra profondi sospiri. Salgo poi sui seni ancora coperti dal corpetto e sulla pelle delicata del suo collo, delle spalle, delle braccia. Passerei ore ad accarezzarla ovunque su tutto il corpo, raggiungeremmo entrambi l’orgasmo in un estasi totale di tutti i nostri sensi, senza neanche sfiorare i nostri sessi… Una fusione totale delle nostre energie erotiche e delle nostre menti.
Le sollevo una gamba e la poso sulla mia spalla. La bacio tutta risalendolo e quando giungo sulla sua pelle morbida non coperta dalla calza, mi sento impazzire… Le sfilo le calze e con le labbra accarezzo e bacio a lungo le sue cosce meravigliose. Le accarezzo delicatamente con la lingua e le mordicchio dolcemente. Sono vicinissimo al suo sesso, per la prima volta sento il profumo inebriante della sua orchidea eccitata… Accarezzo il solco della fessura del suo sesso in mezzo alle mutandine. Lei geme e mi accarezza la nuca, la bacio sul suo celestiale monte di venere, sul quel pizzo nero, che sovrasta il suo boschetto paradisiaco… Il cuore mi batte a mille, mi sembra impossibile di essere lì a darle piacere.
Abbasso le spalline del corpetto e la sollevo a me per sfilarlo via. Lei mi abbassa gli slip e lascia fuoriuscire il mio membro teso e bagnato… amorevolmente lo fa scorrere fra le sue dita facendomelo saltellare dal piacere. Giunge sul glande ancora coperto e completamente bagnato anche all’esterno. I suoi polpastrelli si bagnano del mio lubrificante e mentre la bacio fa scorrere le dita lungo l’asta pulsante dal piacere. “Ooohhh Nada…”. Ho sempre potuto solo immaginare il tocco delicato delle sue dita affusolate sul mio membro eretto…
Le bacio attorno ai seni, coperti ora solo dal reggiseno. Lei con indosso solo il reggiseno di pizzo nero e le mutandine è irresistibile. La bacio lungo tutto il corpo, scendendo fino sul pizzo morbido sopra il suo pube… “Oohhhh Nada ti voglio…”. Le sfilo le mutandine, al loro interno sono zuppe del suo miele che brilla lucido sul tessuto nero che si adagiava sull’ingresso favoloso della sua orchidea. Per la prima volta vedo il suo boschetto nero, mi chino e lo bacio sul monte. Mi porto sopra di lei, la abbraccio, la bacio… è la prima volta che sto sopra di lei completamente nudo, con i nostri sessi eccitati che si sfiorano. Il mio cuore batte all’impazzata… ci guardiamo intensamente, sappiamo che i nostri sessi si stanno per congiungere. Il mio glande bagnato passa sul suo boschetto e sul ventre bagnandoli, mentre risalgo per baciarla. Le mie dita si portano automaticamente fra le labbra del suo sesso… è completamente bagnata, sentire con le dita che mi sta desiderando anche lei mi fa impazzire. I polpastrelli scorrono fra le labbra morbide zuppe del suo miele, è una meraviglia per tutti i miei sensi… Porto le dita piene del suo miele sul suo clito, lo accarezzo dolcemente. Lo scopro dai suoi soffici petali e ne percepisco la punta tesa… Lei sobbalza e geme, alleggerisco ulteriormente la pressione e comincio con il polpastrello lenti movimenti circolari sulla punta del clito. Il mio membro si contrae bagnandosi contro la sua coscia favolosa. Mi muovo leggermente così, contro la sua coscia, mentre la mia mano la esplora e si prende cura della sua orchidea… I suoi respiri sono sempre più tremolanti ed affannati. Il suo orgasmo si fa sempre più vicino. Penetro con una falange l’ingresso della sua vagina meravigliosa ed una contrazione dei suoi muscoli mi si stringe attorno.
Mi assesto fra le sue gambe, che mi accolgono scostandosi maggiormente e mi ospitano fra le sue cosce meravigliose. Il mio pene è eretto fino allo spasmo davanti alle sue grandi labbra, il glande è completamente bagnato, così come i suoi petali che si apprestano ad accogliermi.
– Oddio Nada, mi sembra impossibile… Nada, stasera sono io il tuo uomo… e tu sei la mia donna…
Le dico guardandoci negli occhi, mentre i nostri corpi si stanno per congiungere…
– Ohhh Marco, sì…
La mia verga è distesa nell’aria, a pochi centimetri dal suo ingresso, dura come il marmo dall’eccitazione che perdurava per tutta la sera in discoteca…

– Ohh Nada, mettilo dentro tu… fammi sentire che mi vuoi…
Le imploro pervaso dalla passione

La sua mano si dirige verso il mio membro, con i polpastrelli afferra il glande completamente bagnato ed ancora coperto, un sussulto lo scuote. Con le dita scorre dietro la base del glande, scoprendolo completamente. La verga si contrae dal piacere fra i suoi polpastrelli e si bagna ancora di più. Le sue dita affusolate guidano il glande fino alle labbra bagnate del suo sesso… Avanzo appena fra la sua carne, scivolo fra le sue piccole labbra accompagnato dalle sue dita. Sento il glande avvolto dai suoi soffici petali, scivolosi dal suo miele. Sento davanti a me l’ingresso della sua vagina. Lei allontana le dita e mi abbraccia. Ci guardiamo intensamente mentre i nostri sessi sono a contatto fra loro, avanzo lentamente dentro di lei. Il mio pene eretto e duro come il marmo scivola dentro di lei in un mare di miele caldo che mi accoglie come a volermi rapire. Per rafforzare la sensazione che non sia un sogno, la guardo intensamente negli occhi mentre il mio pene entra in lei per la prima volta… Un mio gemito irrefrenabile pervade la stanza. Da lei si libera anche un intenso gemito. Non vorrei mai uscire dal suo nido di piacere. Mi sento la mente annebbiata, sono dentro la mia Nada meravigliosa, desiderata da una vita. In questo momento appartengo solo a lei, ed anche lei mi sta appartenendo. Il mio cuore batte all’impazzata, la sto finalmente amando con anima e corpo.
– Nada ti amo, mi fai impazzire…
– Oddio Marco, anche tu…
Sospira lei stringendomi.
Il mio glande è completamente scoperto ed il mio membro pulsa dal piacere avvolto dal calore del suo nido.
Estraniato dal mondo intero, comincio a muovermi lentamente dentro di lei. In quel momento per la mia mente esistiamo solo io e lei, l’uno dentro l’altra. Mi muovo lentamente, accompagnato dal suo bacino che mi segue voluttuosamente, come per non farmi uscire dalla sua grazia. Sferzate di piacere percorrono i nostri corpi. Dopo ore di fortissima eccitazione in discoteca, adesso il mio glande nudo accarezza e massaggia la sua vagina, immersa in un mare di miele e la mia asta dura come il marmo è totalmente avvolta dal calore della sua carne più intima… sono in estasi. Per la prima volta le mie orecchie sono accarezzate dai suoi gemiti di piacere, un suono che potevo solo immaginare fino a quel momento…
Mentre mi muovo dentro di lei la bacio a lungo sul suo collo che emette quella fragranza femminile così eccitante, lo accarezzo con la lingua in tutta la lunghezza, per poi soffermarmi sui lobi delle orecchie. Gemiamo entrambi come verginelli a quelle sferzate di piacere che vengono dai nostri corpi. Bacio la pelle delicata delle sue spalle attorno alle spalline nere del reggiseno che scosto con le labbra, ma che non voglio ancora togliere. Vedere la sua bellezza elettrizzante, velata solo dal reggiseno è estremamente eccitante. Il contrasto del nero delle spalline e del pizzo sui suoi seni rende l’atmosfera ancora più intima, proprio come lei fosse la mia ragazza e ci stessimo accoppiando dopo una serata in discoteca, senza che si spogli del tutto, nell’impeto dell’eccitazione…
I nostri sessi scorrono talmente bagnati l’uno dentro l’altro che il piacere è indescrivibile. Mi devo fermare spesso per impedire di scoppiare prima di lei. Sono 3 giorni che resisto alla voglia di venire pensando a lei e per ore mi ha eccitato al massimo in discoteca. In tutto questo tempo il mio sesso ha accumulato una grande quantità di sperma e le mie vescicole seminali si sono riempite già durante il tempo in discoteca, stimolando maggiormente adesso i piaceri che vengono dall’interno del mio sesso… La prostata ha prodotto tanta parte liquida che mi sento scoppiare, i sobbalzi del suo pube contro il mio stimolano il piacere della prostata, tenendomi in sospeso sul filo dell’orgasmo.
Lei geme e si ondeggia sempre più… Guardo verso il basso e vedo la mia asta entrare e uscire da sotto il suo pube nero che si muove su e giù… dopo mesi che un sesso maschile non lo riempie col suo vigore… Sopra c’è il suo liscio ventre vellutato, pensare che viene riempito dalla mia asta quando affondo in lei, mi fa impazzire… Sento le vescicole seminali ricolme di seme che non possono più resistere… mi sento impazzire dal di dentro, devo fecondare così tanta bellezza…
– Dio Nada mi fai impazzire…
– Ohhh… anche tu Marco, sei il mio “cugino” speciale…
Affondo dentro di lei fino alla fine e mi roteo imperniato sulla base del pene, massaggiandole la vagina in profondità e stimolandole il clito con la base.
– Oddio Marco com’è bello….
Affondo bene in lei con ampi movimenti premendo la base della mia asta ed il mio pube contro il clito… lei distende la testa all’indietro, chiude gli occhi, mi stringe a se e grida il suo orgasmo fortissimo che le scuote il corpo.
– AAAAHHHHhhh…!!!
Il suo bacino si scuote, sento la sua vagina mungermi con le sue contrazioni e le sue cosce voluttuose mi serrano. Serrato fra le sue cosce, cerco di darle più piacere possibile con i miei movimenti, mentre grida il suo piacere.
Il suo orgasmo si placa lentamente e con le mani dietro la schiena le slaccio il reggiseno e lo sfilo via. Accarezzo i suoi seni seducenti, con i capezzoli ancora turgidi dalle scosse di piacere. Io mi sono trattenuto oltre ogni limite, riprendo a muovermi nel lago del suo miele rilasciato in abbondanza dal suo orgasmo…
– Dio Nada, che meraviglia che sei… ti fecondo col mio seme…
– Ohh Marco sì…
mi sussurra lei stringendomi…
– Vienimi dentro…
Sa di non essere fertile in quei giorni, ma l’eccitazione è così alta che ci fa giocare con le parole e l’idea di fecondare una tale meraviglia di femminilità e voluttà è così travolgente, che mi fa immaginare che lei sia veramente nei giorni di massima fertilità e che si offra di essere fecondata dal mio seme…
Mi sollevo sulle braccia, voglio guardare le contrazioni della mia verga mentre inietta il mio seme in lei. Il membro si trova poco dopo l’ingresso, nella parte dove la vagina si stringe di più attorno al glande. Riesco a dare solo altre due o tre brevi carezze dentro di lei e sento salire un’onda di piacere indescrivibile dal mio sesso. Mi fermo per cercare di gustarmela il più possibile, ma il punto di non ritorno è già varcato. Sento le vescicole seminali venire spremute da una contrazione involontaria… sento una lunga minzione di seme fuoriuscire nel calore della sua vagina… e poi la prima squassante contrazione di tutto il mio sesso, un getto enorme di seme caldo spruzza con vigore contro le sue pareti lisce, avvolte attorno al glande come in un abbraccio, e poi un altro, un altro ancora… una serie di fiotti caldi ed abbondanti che non finisce mai…
Vedo la base del mio pene contrarsi ed innalzarsi facendolo premere maggiormente contro la parete superiore. Durante la seconda contrazione non posso più sostenermi, i miei occhi si chiudono e mi avvinghio a lei, mentre gli squassanti getti di seme inondano la vagina meravigliosa della mia Venere…
– OOOOOooohhhhhhhh…. OOOOOOhhhhhhhh…. OOOOoohhhhh…. OOOOoohhhhh….
Grido impazzendo di piacere, mentre dono tutto il mio seme prodotto per lei…
– AAAAhhhhhhhh!!
Grida lei sentendo le spinte dei getti caldi contro le pareti e le contrazioni del mio membro duro come il marmo…
Rimango accasciato su di lei standole dentro, mentre si placano gli spasmi del mio orgasmo. Mi sento morire dal piacere… i miei battiti acceleratissimi si diffondono appoggiati sul suo seno ed io sono stretto a lei dal suo abbraccio. Un momento che vorrei non finisse mai.

Una particolarità del mio membro, è che lo sperma viene spruzzato piuttosto inclinato verso l’alto, con l’apertura a contatto con la parete superiore della vagina, anziché venire spruzzato in orizzontale nell’orifizio vaginale, più o meno dilatato che si può formare. Per questo le mie partner percepiscono particolarmente bene il calore e le pulsioni del mio seme…
Talmente tanta era la mia voglia di lei, che il mio membro rimane parzialmente eretto. Sento che, nonostante l’orgasmo lunghissimo, non è uscito ancora tutto il seme che avevo accumulato in quei lunghi giorni ed in quella lunga sera…
Mi metto su di un fianco e la abbraccio a me,
Le poso una mano sul mio petto facendole sentire i battiti ancora palpitanti…
– Nada ti amo, sei la mia meraviglia…
– Ohhh Marco anch’io, sei il mio “cugino” speciale…
A quelle dolci parole ritorna la sensazione che sia tutto un sogno… ma poi la bacio profondamente, per accertarmi che sia nella la realtà…
Le accarezzo le guance e la sua frangetta nera,
– Dio Nada quanto sei bella… mi fai impazzire…
– Marco, mi sento un lago…
Porto le dita fra le labbra del suo esso e sento lo scivolare dei nostri nettari, scesi in abbondanza fra i suoi morbidi petali.
– Nada sei una meraviglia, è fortissimo il piacere con te…
Rimaniamo stretti così a riprenderci dal nostro primo squassante orgasmo insieme. Smaltito il calore scatenato dall’orgasmo, entriamo nel letto fra le lenzuola, sotto quel morbido piumone, sotto cui avevo immaginato tante volte di unirmi a lei… Sono fra le sue lenzuola intime del suo letto, dove la “mia” meraviglia dorme tutte le notti… le lenzuola rilasciano il suo profumo favoloso. Sono appoggiato sul suo morbido cuscino, che ha il privilegio di sorreggere il suo viso meraviglioso tutte le notti e su cui posso sentire il profumo inebriante rilasciato dai suoi capelli e dal suo collo, mi sembra proprio un sogno.
Mentre accarezzo il suo viso contornato dai suoi stupendi capelli, le dico: “Nada, ti scandalizzi se ti ti dico che… un sacco di volte vengo pensando a te?” , “Marco, dai… come…” , “Come? Sei bellissima, sei la mia meraviglia da sempre Nada…”, “Non sai il piacere che provo anche solo immaginando di fare l’amore con te… sei in assoluto la ragazza a cui penso più spesso quando vengo da solo, fin dalle prime volte…” , “Ohh Marco…” dice lei con un po’ di imbarazzo, ma piacevolmente sorpresa. “Dai, dimmi la verità… non sei mai venuta qualche volta pensando a me? Anche solo per un breve istante” le chiedo. “No, io non lo sapevo di piacerti così…” poi aggiunge: “Ma se l’avessi saputo…”. L’idea che lei qualche volta si potesse procurare orgasmi pensando a me, magari nel profondo della notte, mi ha sempre fatto impazzire… “Ma sì che lo sapevi Nada, sei troppo bella da sempre” le rispondo e la bacio profondamente.
“E… ti scandalizzi se ti dico che mentre facevo l’amore con la mia ragazza, a volte provavo ad immaginare di essere dentro di te?” , “Ohh, Marco…” , “Ma non era assolutamente come abbracciare te e stare dentro di te. Però a volte dovevo provarci, ti desideravo troppo… soprattutto se di notte avevo sognato di fare l’amore con te…” , “Ohh Marco… mi vuoi così tanto bene?” , “Di più Nada… nessuna ha il posto che hai tu, il mio amore per te è tutto speciale, solo per te… nessuna te lo toglierà mai”. Un bacio ci unisce ancora una volta.
Siamo abbracciati nel calore del suo letto e ci baciamo appassionatamente. Lo stretto contatto con il suo corpo fa raggiungere al mio membro di nuovo il massimo del vigore.
Ci giriamo e sentirla sopra di me nel suo eccitante piccolo letto mi fa impazzire. La mia verga è compressa contro il suo ventre ed il suo pube. Muovendoci, la mia verga si libera e cerca la strada fra i suoi petali. Senza volerlo, nel giro di pochi movimenti mi ritrovo dentro di lei che si muove sopra di me, avvolti sotto il soffice piumone… Contrazioni percorrono il mio membro e sento fuoriuscire il lubrificante nuovamente prodotto…
– Oddio Nada mi fai impazzire…
La porto sotto di me e rallento i movimenti. Vederla affondare dolcemente nel cuscino insieme ai miei movimenti, contornata da dai suoi capelli che si posano sensualmente attorno, mi fa impazzire, è veramente bellissima…
Per gustare ancora di più l’intimità della sua camera, spegniamo la luce. Muovermi dentro di lei abbracciati nel suo letto, con il piumone ed il lenzuolo che strisciano contro i nostri corpi, nel buio quasi totale della sua stanza è indescrivibile. Il cuore mi batte all’impazzata, mi sembra di essere in uno dei miei sogni.
Ci scopriamo del piumone, mi sollevo e la accompagno mentre si accovaccia su di me. Ho sempre avuto la fantasia di farlo con lei in questa posizione sul suo eccitante letto, al buio… Nelle mie fantasie immagino anche spesso di darmi all’amore tantrico con lei in questa posizione, di restare per ore con il mio pene eretto dentro di lei seduta su di me, gustando il contatto con il suo corpo, abbracciati nel buio della sua camera. Vorrei contrarre e rilasciare i muscoli dell’ano stando fermo dentro di lei, per ore, gustandomi il calore e l’avvolgenza della sua vagina. Fino a che i nostri orgasmi scoppiano come uno tsunami, stando quasi fermi l’uno dentro l’altra…
Ma adesso non c’è il tempo per questa tale lunga fusione. Guido il mio membro fra i suoi petali ed i nostri sessi scivolano l’uno dentro l’altro, in un comune gemito. Ci abbracciamo e ci stringiamo mentre ci dondoliamo con passione e dolcezza. Ci dondoliamo lateralmente con il busto in modo da sentire l’asta premere lateralmente dentro di lei. Le accarezzo i seni e la bacio sul collo, mentre lei ondeggia il bacino avanti e indietro premendosi contro il mio pube, portando la mia eccitazione al culmine. Sento la sua vagina contrarsi attorno alla mia asta, lei si ondeggia imperniata sul mio membro, facendosi un vero massaggio vaginale. I suoi gemiti ed i suoi sospiri si fanno sempre più profondi, poco dopo, mentre il suo pube si preme con vigore contro di me, esplode il suo orgasmo…
– AAHHHHhhhhh….
Attendo dentro di lei che il suo piacere si plachi, cercando di resistere alle contrazioni della sua vagina che vogliono mungere il mio membro, vicino all’orgasmo…
– Nada è così bello sentirti godere…
Scendo dal letto ed accendo una piccola luce sul cassettone.
– Vieni qui Nada…
Sono in piedi davanti al cassettone con il grande specchio. Lei è in piedi davanti a me, mi abbraccio a lei con la verga eretta appoggiata al suo ventre…
Intreccio le mie dita con le sue e le sollevo le braccia in alto. Lascio le sue braccia in quella posizione e ridiscendo con le mie accarezzando la sua linea meravigliosa… risalgo fin su alle sua mani, faccio combaciare i nostri palmi e le nostre dita, godendo del contatto totale dei nostri corpi in verticale, ad annunciare l’unione totale che si sta per compiere… L’immagine di noi che stiamo a contatto, in quella posizione, al buio però, proprio lì nella sua camera, compariva spesso nelle mie fantasie con lei..
– Nada… non sai quanta voglia avevo di essere dentro di te in mezzo alla pista mentre ballavi… come mi hai fatto impazzire…
Mi abbasso fra le sue gambe e lei si divarica accogliendomi…
– Ohh Marco…
Il mio glande striscia bagnato sul suo boschetto favoloso e si innesta fra i suoi petali fradici del suo nettare…
Mi innalzo e discendo stringendomi a lei, come in una danza… Quando mi innalzo le sue gambe si uniscono serrandomi stretto nella sua vagina… mi sento impazzire dal piacere…
– Oddio Nada… muoviti con me dentro, come quando ballavi…
– Aaaahhh… Marco mi fai impazzire…
Con le mani accompagno il suo sedere meraviglioso nei movimenti ritmati che lei imprime al suo bacino verso di me… Mi sento impazzire dal piacere. Ritmicamente il suo pube si incurva premendo contro il mio, e poi si allontana… i suoi seni solleticano il mio petto.
Nello specchio vedo il riflesso della sua schiena sfarzata dal nero dei suoi capelli meravigliosi… La mia mano appoggiata sul suo sedere meraviglioso percepisce tutta la sua voluttà contro di me. Con l’altro braccio la tengo stretta a me, le accarezzo la schiena ed i capelli…
Vedo nello specchio il suo sedere meraviglioso che sotto la mia mano si allontana e si avvicina a me, con quei movimenti voluttuosi e ritmati… riesco a muovermi appena, stretto come sono nella morsa della sua vagina meravigliosa….
Chiudo gli occhi ed immagino di essere veramente in mezzo alla pista della discoteca deserta, solo per noi… Riapro gli occhi per vedere la bellezza del suo corpo muoversi sinuosamente contro di me… Il suo pube si incurva premendo contro di me… I miei occhi si chiudono, gemo fortemente, la sua vagina munge in lei tutto il seme rimasto, mentre mi tengo stretto a lei…
Lentamente mi sfilo da lei e mentre le sue gambe sono divaricate, sento il rumore di due grosse gocce di seme che cadono sulle piastrelle del pavimento…
Mi inginocchio e affondo con la bocca nel suo sesso, lo bacio e con il naso accarezzo il suo boschetto inebriante.
– Oddio Nada, che meraviglia che sei…
Lei si lascia cadere sul letto alle sue spalle. Il mio naso non si riesce a separare dal suo profumo estasiante. La mia lingua affonda fra i suoi petali intrisi del sapore del mio seme, che viene subito coperto dal suo nettare che lo segue in abbondanza. Penetro in lei con la mia lingua il più possibile, riesco a superare appena il suo ingresso, là dove un volta c’era il suo imene vergine, ed accarezzare la sua intima morbidezza, che desideravo accarezzare da una vita.
Aiutandomi con la dita scopro il clito denudandolo. Per la prima volta lo ammiro in tutta la sua bellezza. Lei geme e si contorce… Premo con la mano sul suo ventre subito sopra il suo pube, per tenderle la pelle e sollevarlo… Con la punta della lingua accarezzo la vetta del suo piccolo cono, meravigliosamente rosa… Lei sobbalza ed emette un forte gemito… lo accarezzo con la parte inferiore della lingua, la parte più liscia… poi lo risucchio interamente in bocca. Appoggio le mani sul suo ventre, sollevo gli occhi e vedo il suo volto avvolto nel piacere che ruota da una parte all’altra, poco prima ci sono le due collinette dei suoi seni meravigliosi, su cui si erigono i suoi capezzoli turgidi. Accarezzo il suo clito nudo con ampi movimenti circolari… un forte sobbalzo annuncia l’arrivo del suo orgasmo… le sue braccia si portano sulla mia e mi premono a lei. Apro la bocca e torno ad accarezzare il suo cono rosa con il lato inferiore della lingua… lei grida con forza il suo orgasmo, che esplode sotto gli acuti titillamenti della mia lingua…
– Ohh Marco… non mi è mai piaciuto così tanto…
– Nada, nessuna mi dà il piacere che mi dai tu, anche solo ad immaginarti, sei una miniera di erotismo…
Il suo corpo, il suo profumo, i suoi gridi di piacere liberano una tale energia sessuale, che il mio membro si è di nuovo indurito. In quei giorni passati ed in quella serata in discoteca l’ho desiderata così tanto che la mia eccitazione in quella sera sembra non avere limiti.
Spegniamo la luce e ci reinfiliamo sotto le coperte. La mia asta dura solletica ancora il suo corpo, mentre ci baciamo a lungo, come per scansare tutti quegli anni passati in cui non era successo niente fra di noi.
Accarezzo il suo sesso, intriso dei nostri umori…
– Nada, facciamo come nel sogno che faccio sempre con te? Aspettami qui…
Nel buio quasi totale esco dal letto. Solo uno spiraglio di luce passa dalle persiane. Lei è sotto le coperte completamente nuda, con le gambe un po’ divaricate, come se stessi per entrare in lei.
Esco dalla porta e la chiudo. Rimango qualche interminabile istante al buio nel corridoio, mi sento stranissimo. Abbasso lentamente la maniglia. Sono davanti alla porta della sua camera e di là c’è veramente lei nel suo letto che mi aspetta… Nono so se sono veramente nel sogno, o nella realtà. Entro e raggiungo il letto. La vedo appena, ancora meno che nel sogno. Sollevo il soffice piumone e mi infilo sotto il lenzuolo, fra le sue gambe. La abbraccio e nel silenzio la mia verga scivola dentro di lei, lentamente e con dolcezza, nel mare dei nostri umori. Solo quando le sono completamente dentro, non possiamo contenere i nostri dolci gemiti… Comincio a muovermi dentro di lei con delicatezza… nel buio e nel silenzio della stanza si ode solo il suono dei nostri sessi bagnati che scorrono e si accarezzano, mentre il suono dello strofinare delle lenzuola ci accompagna…
– Oddio Nada mi sembra di sognare, sei la mia meraviglia…
Lei geme e mi stringe. L’atmosfera è di una intimità e di un surreale indescrivibile. Un lungo, profondo abbraccio fra i nostri corpi ed i nostri sessi si consuma nella notte, nella camera dove l’avevo tanto sognata. Mentre ci uniamo la bacio ovunque sul collo, lo lecco eccitato dal suo profumo e dalla sua morbidezza… le nostre bocche si cercano e si uniscono ancora in un bacio profondo… i nostri orgasmi brillano nel silenzio della camera.
– Capitolo 3: L’incontro segreto
Premessa. Questo racconto è una fantasia che non si è voluta realizzare. Qui descrivo il nostro incontro come si sarebbe potuto realizzare nel modo più idoneo alle nostre condizioni di oggi. Chissà se mai si avvererà.
“L’incontro segreto”
Da quando mi sono trasferito all’estero vedo la Nada sempre più raramente. Nel frattempo i miei nonni non ci sono più e le occasioni per soffermarmi qualche giorno nel suo paesino sono sempre più rare e brevi. Lei però è meravigliosa come sempre e mi piace come sempre. Ogni volta che la vedo è sempre splendida, ma si vede che non è contenta della situazione in generale. La vedo ormai così raramente, che in quelle poche volte non posso fare a meno di comunicarle quanto mi piace e quanto sia speciale. Forse per scoraggiarmi un po’, mi dice che per lei il sesso è all’ultimo posto. Ma come può esserlo per una venere come lei, che sprizza “sesso” e femminilità da tutti i pori? Ammesso che sia vero, dato che lei quando vuole è molto brava a fingere, una come lei potrebbe dirlo solo se non avesse mai trovato chi la sapesse apprezzare e valorizzare per come lei è veramente e per quanto lei vale.
Un giorno ho voglia di sentirla e la chiamo al telefono. La sento più scontenta del solito e dopo una breve chiacchierata mi chiede:”Senti, ma quando ripassi qui a tirarmi su il morale?”. “Nada… per te vengo lì quando vuoi. Ma se vengo, vengo lì solo per te…”. “Come sarebbe?” mi chiede lei. “Adesso che non ci sono più i miei nonni non ho più appigli per fermarmi lì. Se passo di lì da te, devo stare per forza quasi tutto il tempo nel paese degli zii. Io invece vengo lì per te, non per loro… Io se vuoi vengo, ma senza farlo sapere a nessuno. Se vuoi posso venire per 2-3 giorni o un fine settimana e mi fermo però in un albergo a Bologna… Possiamo vederci lì se vuoi, sennò non c’è altro modo…”. Dopo alcuni secondi di silenzio lei risponde, con tono improvvisamente più serio, ma sensuale: “Marco… non so se…” dopo una lunga pausa “Ma sì, possiamo fare così…”. Mi viene un colpo, non posso credere di poter stare in tranquillità con lei, in una segreta camera di albergo.
La sento un po’ giù, così decidiamo di vederci il prima possibile, anche se potrò fermarmi solo per poco tempo. Ci mettiamo d’accordo per un fine settimana di 15 giorni dopo. Sarei arrivato il sabato pomeriggio tardi ad Bologna e ci saremmo incontrati lì, nella sera. Lei inventa la scusa che sarebbe uscita con una sua amica che abita ad Bologna che non vede da molto tempo, così sarebbe potuta tornare molto tardi, fra le loro confidenze varie. Io sarei ripartito la domenica pomeriggio.
Ci incontriamo dopo cena alle 9 e mezzo alla stazione, che non è lontana dall’albergo dove sto. Mentre la aspetto nell’atrio sono molto teso, mi sembra impossibile di essere lì per incontrare lei…
Poco dopo la vedo arrivare. E’ bellissima… indossa quei jeans azzurri che sfoggiano la linea delle sue gambe favolose. Il giubbetto leggero, bianco, si apre sulla sua camicia di un rosa quasi violetto, molto femminile. I suoi capelli neri scendono sulla fronte e sulle spalle dandole quell’aria seducente e sensuale che solo lei ha.
Le vado incontro e ci stringiamo in un caloroso abbraccio. Le mie braccia scivolano sotto il suo giubbetto aperto. Questa volta ci stringiamo molto di più di più che nei soliti saluti di rito… dall’emozione non riesco a dire niente, quasi mi lacrimano gli occhi solo per il sentirla così stretta fra le mie braccia in quel momento… Questa volta desideriamo tutti e due stare da soli insieme: “Nada…” riesco solo a dire.
Ci scambiamo i due baci sulle guance, ma questa volta dopo il secondo bacio gliene do uno anche sulle sue morbide labbra. Solo in un’altra occasione tanti anni prima l’avevo baciata fugacemente sulle labbra, dopo che mi aveva riaccompagnato a casa in macchina. Come quella volta, ho sentito un calore ed una morbidezza particolari nelle sue labbra ed il mio battito è salito alle stelle. Come quella volta ho sentito un calore ed una morbidezza diversi dalle altre labbra che ho mai baciato, la Nada è veramente qualcosa di speciale. Questa volta però le sue labbra meravigliose rispondono al mio bacio, quasi timidamente. Con il battito alle stelle gliene do un altro, poi un altro, poi un altro più lungo e le nostre labbra si baciano dolcemente a vicenda. E’ la prima volta che ci baciamo veramente sulle labbra. Mi sembra di sognare… la mia bocca si apre schiudendo la sua e le nostre lingue si incontrano e si accarezzano per la prima volta. Mi sembra proprio un sogno. Ci guardiamo per un istante e le dico avvicinandomi all’orecchio “Nada sei un sogno… è una vita che aspetto di baciarti…”. Lei mi stringe e dice solo “Marco…” e mi da un piccolo bacio vicino all’orecchio. Restiamo abbracciati per qualche istante, comunicandoci che il bene che ci vogliamo è speciale.
Il tempo è poco, la voglia di stare insieme è tanta e potrebbe essere rischioso farci vedere in qualche locale della città, dove invece avrei voluto andare per scaldare un po’ l’insolita atmosfera. Così usciamo dalla stazione e ci incamminiamo verso l’albergo. Mentre camminiamo ci raccontiamo un po’ le ultime nostre cose ed io non riesco a smettere di ammirare quanto sia bella. Le nostre mani si sfiorano e prendo in mano la sua, tenendola mentre camminiamo. Quel contatto mi fa accelerare di nuovo il battito. Camminare tenendola per mano me la fa sentire per la prima volta come se fosse veramente la mia donna… mi sento strano, è bellissimo camminare con lei tenendola per mano, mi fa provare sensazioni quasi dimenticate… le stesse che avrei provato se avessimo 20 anni o ancora meno. Così, mentre ridiamo e scherziamo parlando un po’ dei vecchi tempi, le dico “Nada, ti voglio tenere come se fossi la mia ragazza…”. Con un braccio le cingo la vita sulla camicetta e lei mi mette il braccio sulle spalle attorno al mio collo. “Ecco, così…” dico ridendo io. Mi sembra veramente di sognare mentre la tengo così stretta a me. Sentire il suo corpo a contatto lungo il mio fianco mi fa salire il battito all’impazzata. Per la prima volta la sento come mia. Siamo in una stretta via semibuia. I suoi capelli a volte si posano sulle mie spalle facendomi sentire il loro profumo…
“Nada sei stupenda, è troppo bello tenerti così…” le dico. Ci fermiamo, lei si mette di fronte a me e dice “Marco, perché sei così dolce con me?”. “Perché? Perché ti amo Nada…” e porto le mani ai lati del suo volto, passandole fra i suoi capelli, “…ma ti amo in un modo tutto particolare, che vale solo per te…”. Mi avvicino e ci baciamo profondamente, mentre con le mani le accarezzo i lungi capelli dietro la nuca. Le mani scendono per stingerla meglio a me… una mano si ferma in fondo alla sua schiena, premendo il suo corpo contro di me.
“Dio quando sei bella Nada…” mi esce spontaneamente dalla bocca, mentre la guardo nei suoi magnifici occhi sovrastati dalla sua frangetta nera…”. “Smettila, non sono una meraviglia…” mi dice, quasi come se non ci credesse davvero. “Ah, no?” rispondo io. “Allora perché sono venuto fino qui solo per te…” , “Mi dispiace, ma adesso che posso dirtelo liberamente, te lo sentirai dire un sacco di volte…”. “…cosa?” chiede lei. “Che sei una meraviglia…” , “Dopo tutti questi anni che te lo voglio dire…”. Lei sorride e mi dà un bacio. A braccetto come prima riprendiamo a camminare. L’albergo è poco distante.
Io mi sento tutto stranito… camminare con lei stretta a me come non avevo mai fatto. Entrambi sappiamo che non molto più tardi staremo facendo l’amore in un letto tutto per noi, mi sento strano come se fossi in un sogno, ma questa volta è vero.
Poche decine di metri e arriviamo all’albergo. Mentre saliamo le scale il mio battito sale alle stelle… Mi dico “E se non fosse vero? Se fosse solo un sogno? Tra poco mi sveglierò”. In quello stato confusionale arrivo alla porta della camera ed entriamo. Nel momento in cui chiudo la porta dietro di me e siamo immersi nel silenzio intimo della camera, vengo scosso da un tuffo nella realtà. Ci togliamo i giubbotti e mi rendo conto che sono veramente lì con lei, la Nada. Ci addentriamo nella camera. E’ molto accogliente, con la moquette ed un grande letto con un morbido copriletto bianco. In mezzo al letto alla base dei cuscini, ci sono due cuscini rossi a forma di cuore, che avevo portato proprio per accompagnare il mio primo congiungimento con la Nada, tanto desiderata da sempre…
Lei li nota subito e dice: “Quelli erano lì?”, “No, li ho portati io. Volevo che ci fosse qualcosa di dedicato a te in questa stanza… li avevo messi in valigia.”. “Ohh.. Marco…” mi dice lusingata…
Le poso le mani sulle spalle, mentre la ammiro per tutto il corpo, dai suoi lucenti capelli neri, ai suoi occhi irresistibili, alla camicetta rosa, alle sue gambe favolose fasciate dai jeans che seguono la curva voluttuosa del suo pube…
– Dio Nada quanto sei bella…. mi fai impazzire come ai tempi della discoteca…
Le dico in impazzendo dai palpiti del mio cuore per l’emozione. Prima che lei risponda ci abbracciamo e la mia bocca si fonde con la sua in un bacio profondo… Le nostre lingue penetrano nelle nostre bocche più che possono, si accarezzano a vicenda con forte desiderio, mentre i nostri respiri sono affannati dall’eccitazione…
Lei mi avvolge con le braccia attorno al collo ed io la stringo forte a me da dietro la schiena… Le carezze delle nostre lingue fanno scoccare scintille di un piacere nuovo, mai provato prima e che ci strappano piccoli gemiti a vicenda… Le mie mani scorrono lungo la linea sensuale del suo corpo, scorrendo su e giù lungo i fianchi, sfiorando i morbidi lati dei suoi seni… Mi distacco dalla sua bocca e comincio a baciarla affannosamente dappertutto sul suo volto meraviglioso, mentre lei cerca di fare lo stesso con me… Scivolo sul collo affondando fra i suoi capelli… Il profumo eccitante che sprigiona mi manda in estasi… bacio affannosamente ma con delicatezza la pelle delicata del suo collo fantastico… lei sospira e geme dolcemente, soprattutto quando le bacio i lobi delle orecchie…
Le mie mani scendono sulla parte bassa della sua schiena e premo il suo bacino contro di me… il mio membro è completamente eccitato ed allungato lungo l’inguine… e preme in fuori all’altezza della tasca, contro il suo pube meraviglioso… Quel contatto mi provoca un brivido di piacere e senza volerlo comincio a premermi ritmicamente contro di lei e dico fra gli ansimi:
– Oddio Nada, mi fai scoppiare…
Lei sospira intensamente premendosi a me… Le mie mani si fermano ai lati dei suoi seni sfiorandone la morbidezza… dopodiché si portano davanti sui seni… Mi sembra impossibile di poterli toccare, li accarezzo da sopra la camicia esplorandoli con le dita su tutta la superficie. Il suo respiro tremola, interrotto da piccoli lamenti di piacere, mentre
cerco i suoi capezzoli, che diventano sempre più percepibili alle mie carezze…
Il mio membro teso e compresso sotto i pantaloni è a contatto con la zona del suo pube, dandomi sussulti di piacere.
Lentamente mi abbasso, mentre con le mani seguo il profilo del suo corpo. Le mie labbra scendono sul collo baciandolo, giù fino al primo bottone della camicia, poi scendo baciando la morbidezza del suo corpo. Scorro con le labbra ed il naso su di lei, scendendo giù… Giungo sul suo pube e sento il profumo inebriante del suo sesso che attraversa i jeans… una vertigine di emozione e di piacere mi fa girare la testa… con le mani mi tengo ai suoi fianchi e spingo il naso in mezzo alla piega del suo sesso ed inspiro quella fragranza celestiale rilasciata dalla sua vagina ormai eccitata, il cui profumo viene trattenuto e diffuso dal suo soffice boschetto nero, lì sotto…
La pressione del mio naso sopra il clito la fa sobbalzare ed emettere un dolce e deciso gemito “AAhh…!”, mentre tiene le mani dietro la mia nuca.
– Dio Nada che profumo!!
Esclamo io.
– Ohh… Marco…
Mi devo allontanare col naso da lì, per evitare che la mia eccitazione faccia accelerare troppo le cose, così prendo a baciare lentamente la morbidezza delle sue lunghe cosce, scendendo fino al ginocchio.
Mi sollevo e ci accompagniamo sedendoci abbracciati sul letto. Un mio braccio è immerso fra i suoi capelli neri e l’altro sul suo fianco…
– Nada sei bellissima…
Sono le uniche parole che mi escono automaticamente ogni volta che la guardo nel suo viso bellissimo, divino… ma la concitazione mi impedisce di mettere insieme altre parole.
– Marco come mi fai sentire…
Mi dice lei con tono dolce.
– Nada… non sai come mi fai sentire tu…
Ci sdraiamo con la schiena, siamo distesi sul letto fino alle ginocchia. Ci baciamo, mentre con le mani accarezziamo i nostri corpi, per la prima volta con il desiderio di scoprirci di più. Le mie mani giungono sulle sue cosce fantastiche… le accarezzo timidamente, da tanto che desideravo sfiorarle… quel contatto mi manda alle stelle… le sue cosce sono così eccitanti che mi eccitano ogni volta solo a vederle coperte dai pantaloni… il mio pene si contrae dal piacere ad ogni dolce pressione delle mie dita sulla morbidezza dell’interno delle cosce, avvolte sensualmente dai suoi jeans… ad ogni contrazione emette gocce di miele trasparente… la parte dei miei slip a contatto con il glande è ormai completamente bagnata del mio lubrificante, prodotto per la sua vagina…
Nel frattempo siamo quasi interamente saliti sul letto. La mia mano accarezza le sue cosce con sempre più decisione ed affonda sempre più nella loro parte più morbida e calda, vicino al suo sesso… dolcemente, ma con desiderio, il mio palmo di posa in pieno sul suo pube e le dita si premono sulla vulva e sotto il monte di venere… Lei emette un gemito intenso e schiude maggiormente le cosce come per riflesso, offrendo il suo sesso interamente alla mia mano.
A quel contatto con la morbidezza del suo sesso favoloso mi esce un forte gemito…
– Ohhh… Nada… mi sembra impossibile di toccarti….
Mentre la bacio ovunque sul collo e sulla bocca, la mia mano accarezza la sua montagnetta proibita… con la mano posta di taglio, scorro sulla lunga fessura che si avvalla dolcemente in mezzo ai suoi pantaloni facendola gemere e sobbalzare al contatto col suo clito…
Poi con movimenti circolari premo le dita sopra la fessura della sua vulva, accarezzando tutto il suo sesso…
Lei ondeggia il bacino, mentre dolci gemiti le sfuggono fra i sospiri… Io sono eccitatissimo ormai.
– Ohhh Nada mi fai impazzire…
mi porto sopra di lei assestandomi fra le sue gambe, che mi accolgono come per farmi entrare in lei… Non appena il mio membro duro come il marmo sotto i pantaloni si preme contro la morbidezza del suo sesso, una scossa di piacere mi scuote tutto il corpo facendomi urlare un gemito enorme…
– Mmmhhhmmm….
Per la prima volta provo quel contatto così intimo e desiderato… automaticamente comincio a muovermi come se fossimo l’uno dentro l’altro…. la mia asta affonda e scorre con brama lungo lo spacco dei suoi jeans, a volte con tutto il lato inferiore dell’asta, a volte il glande “gommoso” urta sul clito facendola sobbalzare… siamo abbracciati e stretti come se stessimo facendo l’amore… gemiamo e sospiriamo carichi di eccitazione, non vorrei mai smettere, da quanto tempo ho desiderato sentirmi a contatto con lei… il tempo mi sembra fermo. Ogni movimento sulla sua morbidezza voluttuosa mi fa impazzire di piacere. Il glande mi prude dalla voglia di entrare in lei… I suoi sospiri ed i movimenti del suo bacino mi portano alle stelle. I nostri respiri lasciano presagire un orgasmo ormai vicino…
– Ohh… Nada basta, sennò vengo…
Le dico scivolando indietro sul suo corpo allontanando i nostri sessi.
Mi metto di fianco a lei, a 69. Mi porto con la faccia sul suo sesso e mi tuffo sulla sua patta morbida… con le mani divarico maggiormente le sue cosce… bacio e mordicchio delicatamente sopra i jeans la morbidezza del suo sesso… il suo profumo è da sballo.
– Ohhh Marco…
Rimango ad esplorare con la bocca ed il naso la sua patta e a contemplare il profumo fantastico che trapassa dal cavallo dei pantaloni, che seguono il suo spacco…
Sento lei abbassarmi la cerniera ed estrarre il membro dai pantaloni con le sue dita affusolate.
Emetto un gemito solo a sentirlo fra le sue dita. Mentre premo il naso nello spacco della sua vulva sento un intenso calore avvolgermi il glande, fino a metà pene. La Nada se lo era infilato in bocca con una grazia incantevole! Siccome mi aveva parlato di un rapporto difficile col sesso, non mi sarei aspettato questa iniziativa da parte sua. Un lungo gemito mi esce facendomi per un istante interrompere la contemplazione del suo sesso da sopra i pantaloni.
Sento il calore bagnato della sua lingua avvolgersi attorno al mio glande, scivoloso del mio miele che mi aveva abbondantemente bagnato. Io gemo come un verginello e lei geme nell’assaporare l’abbondante succo della mia eccitazione per lei. Il mio bacino comincia a muoversi lentamente avanti e indietro come per chiavare la sua bocca, mentre lei tiene le labbra ben chiuse tutto attorno e la sua lingua avvolge il mio glande come una ventosa. I lenti scivolamenti fra la sua sua lingua ed il suo palato mi fanno impazzire. La mia testa è stretta fra le sue cosce, immersa fra la sua morbidezza e la sua fragranza di femmina… Mi sento scoppiare. Vorrei avere il mio primo orgasmo con lei profondo nella sua vagina, ma ho paura che l’incanto di quel momento possa svanire come nei miei sogni. Allora non freno il mio piacere e mi lascio venire subito come un verginello… Lascio montare l’orgasmo con naturalezza, sento il piacere crescere senza limiti dentro la sua bocca ed annebbiarmi la mente. Mi stringo al suo bacino voluttuoso premendomi con la bocca contro il suo sesso, inclino leggermente la testa per poter respirare e con un lungo gemito vengo nel calore della sua bocca… Sento getti enormi spruzzare contro la sua lingua calda e riempirle la bocca. Lei geme tenendo chiusa la bocca…
– Mmmmmhhhhmmm….
Dopo vari fiotti voluminosi sento le sue labbra aprirsi leggermente, mentre lei inghiotte il mio seme e riprende fiato, e sento un rigagnolo di sborra cadere su di me. Lei richiude le sue labbra sigillandole di nuovo attorno alla mia asta pulsante, succhiando tutto il mio seme fino alla fine del mio orgasmo.
Appena mi riprendo le dico: “Oddio Nada, mi hai fatto impazzire…”. Non ci posso credere, sono venuto nella mocca della mia venere nera ed è stato indescrivibile.
Mi giro e la bacio leccando il mio seme che era ancora nella sua bocca e sulle sue labbra. Una fusione sublime.
Scendo con la bocca sulla patta del suo sesso, le abbasso la cerniera e lo spiraglio lascia intravedere le mutandine… sono di pizzo rosse ed il nero del suo boschetto segreto tanto sognato traspare a meraviglia…
Infilo il naso nella cerniera aperta e inspiro profondamente. La fragranza del suo sesso è adesso liberata senza ostacoli…
– Oddio Nada che profumo meraviglioso!!
esclamo in preda all’eccitazione non più contenibile…
L’aria della mia inspirazione la fa gemere per la sensazione di freschezza che si genera sul suo bagnato…
Le slaccio il bottone dei pantaloni e li apro scoprendo quasi totalmente le mutandine che velano il suo nero… mi sento impazzire…
Le sfilo i pantaloni e mi libero dei miei…
La ammiro sdraiata sul letto con indosso solo la camicia e le mutandine… La camicia è leggermente tirata su e lascia completamente scoperte le mutandine. E’ una visione di un’eccitazione indescrivibile… I suoi capelli neri si posano sulla camicia rosa scuro, quasi violetta e sotto il pizzo rosso delle mutandine splende il suo nero proibito… Il mio membro si riprende subito dall’orgasmo impetuoso nella sua bocca e si impietrisce di nuovo.
– Dio Nada sei una meraviglia, mi fai impazzire… non sai quanto ho solo immaginato di vederti così…
Mi porto sopra di lei e ci stringiamo… il mio sesso duro ed eretto sotto gli slip si poggia sul suo pube, emetto un gemito incontenibile ed i nostri sessi si accarezzano delicatamente, separati solo dalle nostre mutandine bagnate…
In confronto a come sono abituato a vederla, è come se fossimo completamente nudi… Lei è abbandonata ai miei baci sul suo collo, che bacio e accarezzo con la lingua. Sentire la pelle delicata e morbida del suo collo con la mia lingua è meraviglioso, non smetterei mai…
Le slaccio i bottoni della camicia, la apro ed accarezzo i suoi seni, coperti dal pizzo rosso… accarezzo tutto il suo busto. Lei si solleva ed infila le mani sotto la mia maglietta… le sue dita affusolate mi accarezzano il petto, stuzzicandomi i capezzoli, che mi mandano sferzate di piacere.
Le tolgo la camicia e lei mi sfila la maglia. Adesso sono solo in mutande, mentre lei indossa solo mutandine e reggiseno… Lei guarda i miei slip protusi in fuori dal mio pene impaziente di entrare in lei… e mi fa un invitante sorriso malizioso.
Ci abbracciamo e lei si siede accovacciata su di me avvolgendomi con le gambe. Ci baciamo profondamente, mentre con le mani le accarezzo la schiena, passando poi davanti sui suoi capezzoli turgidi, sotto il reggiseno…
Il nostri sessi si sfiorano, si toccano. Il suo pube comincia a muoversi contro la mia asta sui miei slip bagnati, mentre ci stringiamo continuando nel nostro bacio.
– Nada, da quanto desidero stare così con te…
Porto una mano fra le sue gambe, le accarezzo le mutandine proprio davanti al suo ingresso. Quando con le dita percepisco il duro gonfiore del suo clito, lei geme e si preme contro la mia asta.
Le slaccio il reggiseno liberando finalmente i suoi seni… Li accarezzo passando i capezzoli turgidi fra le dita, tra i nostri sospiri…
Sento gocce di miele fuoriuscire dal mio glande. Vorrei toglierle le mutandine ed entrare subito in lei in quella posizione, accogliendola seduta su di me… ma no, voglio ammirarla ancora in tutto il suo splendore… Ci risdraiamo sul letto ed io mi sollevo… E’ indescrivibile la meraviglia di lei con indosso solo quelle mutandine di pizzo, distesa su quel letto bianco, con i suoi capelli neri che poggiano sui due cuori rossi…
– Oh Nada… sei una meraviglia… sei proprio una dea da fecondare…
Mi sfilo gli slip liberando la mia asta in aria, con la punta tutta bagnata di miele…
– Oh Marco…
Dice lei con voce eccitata, consapevole che ormai ci stiamo per accoppiare…
Mi porto sopra di lei stringendoci in un abbraccio, mentre la punta del mio sesso sfiora il suo corpo lasciando tracce del mio miele sulle sue cosce meravigliose, sulle sue mutandine e sul suo ventre.
Con un gemito affondiamo nelle nostre bocche. Accarezzar la sua lingua nella sua bocca è meraviglioso, una fusione fra le nostre anime. E’ fin dall’adolescenza che desidero baciarla così. Non smetterei mai, non toglierei mai la mia lingua dal calore della sua…mentre la mia asta nuda sfiora la pelle vellutata del suo ventre, dandomi contrazioni di piacere.
Scendo baciando il suo collo meraviglioso, lo lecco interamente, inebriato dall’eccitazione. Lei geme e sospira offrendolo alla mia bocca. Giungo sui suoi lobi delle orecchie, li avvolgo nel calore della mia lingua e li ospito interamente in bocca, mentre lei si contorce dal piacere…
Le distendo un braccio al di sopra della testa per tendere il suo seno e renderne la pelle più sensibile. Mi avvicino con la bocca e con la punta della lingua percorro in cerchio la pelle delicata che circonda l’areola… piccoli gemiti le sfuggono. Il capezzolo si erige e si indurisce… lo lecco sulla punta, lei geme un “Aaahhhh….”, la lingua scende dalla punta ed accarezza l’areola contratta, percorrendola in cerchio, sfiorando appena il capezzolo. Lei si contorce sulla schiena, gemendo dolcemente.
– Oooohh Marco…
Bacio i suoi seni estremamente seducenti… li accarezzo con la lingua con passione, come aspettavo di fare fin dall’adolescenza, quando a volte d’estate la vedevo in giardino in costume, con quel corpo da urlo… Accarezzo i seni sfiorandoli con le labbra in tutta la loro area per poi fare scorrere i capezzoli eretti fra labbra… li risucchio in bocca e ne accarezzo la punta con il lato inferiore della lingua…
Scendo e mi soffermo a lungo sul suo ventre… le mie labbra scorrono delicatamente sulla pelle vellutata, solleticandola e facendo dolcemente sussultare il ventre dal piacere, mentre lei sospira e mi accarezza ai lati del volto… quando la mia lingua penetra nel suo ombelico lei geme e si contare, mentre la mia lingua solletica in profondità la sua fossetta sensuale…
Scendo sulle sue mutandine ormai completamente profumate dall’eccitazione suo sesso… Non smetterei mai di baciarle le mutandine sopra la morbidezza del suo boschetto nero…
– Oh Nada, sei il mio sogno….
Con le dita solletico i suoi fianchi, facendo scorrere le unghie con leggerezza sulla sua pelle vellutata. Lei si ondeggia premendo le sue mutandine bagnate sulla mia bocca… affondo il naso nel bel mezzo della sua fessura… un fremito le scuote il corpo… inspiro il suo profumo di femmina che mi fa impazzire… mordicchio la sua vulva gonfia di eccitazione e con la lingua tasto le mutandine umide del suo miele…
– Ooohhh Marco…. mmhhm….
Geme scossa dal piacere. Le vorrei sfilare subito le mutandine ed affondare la lingua nel suo pozzo di miele, ma voglio godermi ancora una volta lo spettacolo offertomi dalla visione del pizzo rosso che vela il suo nero…
Il mio volto si trova fra la morbidezza delle sue cosce, la mia bocca si scosta dalla sua vulva per baciare l’interno delle sue cosce meravigliose, che mi hanno donato così tanto piacere solo accarezzandole timidamente una volta, a casa sua…
Le bacio dolcemente e le mordicchio in tutta la loro lunghezza, mentre lei sospira e le offre maggiormente alla mia bocca… Le accarezzo ripetutamente con la lingua in tutta la lunghezza…
– Ohh Marco…
Le sollevo una gamba, la poso sulla mia spalla e mi abbraccio alla sua coscia baciando il suo morbido polpaccio. Ridiscendo leccando e baciandole la coscia lungo il lato inferiore. Quando giungo contro il materasso risalgo verso il suo interno …fino che la mia bocca si ritrova di nuovo a contatto con la morbidezza della sua vagina, ricoperta solo dalle mutandine… Non posso più aspettare di scoprirla… il sogno più atteso da una vita è qui adesso.
Infilo le dita sotto le mutandine ai lati lungo l’inguine… I dorsi delle dita percepiscono per la prima volta la morbidezza dei suoi riccioli neri… Quei profumati riccioli neri che immagino fin dall’adolescenza ogni volta che ammiro i suoi splenditi capelli, altrettanto neri… è un richiamo naturale, un richiamo di fertilità… il più intenso richiamo sensuale che conosco…
Quando i miei dorsi passano sul suo clitoride gonfio e teso, una scossa di piacere la pervade lanciando un gemito “AAhhh….” Le dita scorrono lentamente giù… i polpastrelli incontrano il denso bagnato che ha impregnato le sue mutandine, mentre i dorsi sfiorano la sua carne morbida e bagnata…
La desidero così tanto ringraziare per quel contatto, che corro su subito a baciarla, mentre le mie dita si sfilano dai bordi e tutta la mano si infila dall’alto completamente sotto le mutandine…
Le mie dita si immergono fra le sue labbra intrise di miele, dischiuse come petali di carne… a quel contatto, liberiamo entrambi un forte gemito incontenuto… Mi sembra un sogno… le mie dita scorrono su e giù lungo la sua fessura fradicia di miele dalla voglia di me, arrivando fino a solleticare il suo clitoride per poi tornare giù… mentre lei geme e ed ondeggia dolcemente il suo bacino…
Le mie dita intrise del suo miele si soffermano sul suo bottoncino gonfio, lo accolgo fra le dita e lo massaggiano dolcemente, scoprendone la punta ed accarezzandola con delicatezza…
– AAAHHHhhh….!
un intenso grido di piacere si libera nell’aria e lei ondeggia i fianchi energicamente…
A quel punto infilo le dita sotto i fianchi delle mutandine e le sfilo via. Lei solleva leggermente il bacino per lasciarle sfilare meglio…
La visione di lei completamente nuda davanti a me mi fa palpitare come non mai… La sua bellezza indescrivibile, il suo corpo meraviglioso… il suo sesso sovrastato da quel nero intenso, sotto cui si aprono i suoi petali lucidi di miele sprigiona una voluttà indescrivibile…
– Nada sei un’orchidea da fecondare…
– Oh Marco… mi fai impazzire…
Non posso resistere al richiamo del suo miele… con le mani le spalanco le cosce e la mia lingua sprofonda fra i petali della sua vagina… la testa mi gira nel sentire il sapore del suo nettare, sognato da una vita… è un sapore nuovo, unico, fa impazzire i miei sensi. Dopo decenni ormai, sto assaporando il sesso della mia Venere nera… . La mia lingua scivola e si immerge fra le labbra completamente schiuse, che si aprono dinanzi al suo pertugio del piacere… Non appena la mia lingua si preme nell’ingresso della sua vagina, lei grida fortemente e porta le mani sulla mia nuca…
La lingua comincia a scorrere lentamente fra i petali scivolosi delle sue piccole labbra, protese come le ali di una farfalla. Carnose, le afferro delicatamente fra i denti e le mordicchio… La punta del suo clito spunta come un cono dal piccolo prepuzio che la protegge… Accarezzo con la lingua quella punta e la risucchio delicatamente in bocca, cullandolo interamente con la lingua… lei grida e con le mani accompagna la mia nuca nei movimenti circolari…
– AAaaahhhh Marco!
Lancia un forte grido di piacere. Mi sarei preso cura di ogni angolo del suo clito fino a farla esplodere di piacere, volevo però che il suo primo orgasmo con me lo avesse con me dentro di lei, a suggello della nostra unione…
Mi allontano dal suo sesso per ammirarla ancora una volta nella sua nudità segreta, desiderata da una vita…
Sono posato sulle ginocchia, la mia verga si offre completamente eretta nell’aria con la punta gonfia e lucida diretta verso l’alto, come per portare omaggio a quell’apoteosi di femminilità e voluttà. I suoi petali di carne schiusi offrono la sua vagina a me… fra il luccicare del suo miele…
– Ohh Nada, sei una dea da fecondare… prendimi Nada sono tuo…
– Oohh Marco prendimi…
Con un gemito mi calo su di lei all’altezza del suo ventre, avvolgendola con le braccia… le sue cosce voluttuose sono aperte per accogliermi… le ginocchia sono appena sollevate per esporre al meglio la sua vagina schiusa…
Quando giungo con il volto alla base del suo collo, sento la punta scivolosa del mio glande giungere sulla morbidezza dei suoi petali bagnati. Mi sembra di sognare…
Avanzo appena. Il mio glande gocciolante di piacere scivola fra le piccole labbra schiuse che lo avvolgono solleticandomi la pelle tesa, che lo copre ormai solo parzialmente…
– AAAhhhh….
– MMMmhhh….
gemiamo insieme a quel contatto celestiale… Il mio glande seminudo è avvolto dalle sue piccole labbra bagnate… E’ una vita intera che aspetto quel contatto con la sua intimità.
Sento davanti a me il lieve restringimento che segna l’ingresso della sua vagina…
Avanzo ancora ed il mio glande penetra in lei… il suo ingresso lo massaggia scoprendolo completamente… La mia verga denudata è parzialmente immersa nel suo calore…
– AAAHHHHAAAaa!!!
– OOOoohhhhhhh…..
gridiamo insieme il piacere indescrivibile di quel contatto fra i nostri sessi nudi…
Rimango per un istante fermo così, con il mio membro immerso quasi per metà nella sua vagina… mi stringo a lei avanzando ancora. I nostri nettari fanno scivolare i nostri sessi l’uno dentro l’altro senza la minima resistenza… il membro si immerge completamente in lei, toccando il fondo della sua vagina meravigliosa….
– OOOOooohhhhhhh…….
Libero incontrollato un lunghissimo e profondo grido di piacere…
– AAAaaahhhhh……
Con un intenso e voluttuoso grido mi accoglie dentro di lei…
Sento il mio pene venire avvolto da un calore strano, diverso dal “solito”. Sarà l’emozione indescrivibile di essere dentro la “mia” Nada, ma tutto mi sembra surreale. Rimaniamo per un attimo fermi così, per assaporare quel contatto così profondo ed intimo fra i nostri corpi fusi insieme, come se fossero uno solo. Anche le nostre menti sono come fuse insieme… Non ci posso credere, adesso sono dentro la Nada e non è un sogno… sento veramente la mia carne circondata dal calore della sua vagina… La mia verga pulsa dal piacere in quel pozzo di miele, contraendosi ad ogni minimo movimento dei nostri corpi stretti, nell’abbraccio più intimo che si siamo mai concessi…
– Oddio Nada… sono dentro di te…
Lei ansima, e mentre mi accarezza la schiena cominciamo lentamente a muoverci… le nostre lingue sprofondano nelle nostre bocche e la sensazione della fusione totale dei nostri corpi fusi totalmente è indescrivibile…
Lo scorrere del mio membro duro come il marmo avvolto nel calore della sua carne più intima mi provoca sferzate di piacere indescrivibili… ad ogni massaggio della sua vagina il mio glande sembra gonfiarsi sempre di più… ad ogni movimento mi sembra di essere ad un passo dall’orgasmo, ma voglio che arrivi il più tardi possibile…
Il mio pene eretto al massimo è immerso nel suo dolce miele. Quel piacere forte ed indescrivibile che provo ad ogni movimento mi fa ricordare che questa volta non sono dentro di lei in un sogno…
– Ohhhhh Nada ti amo…
– Ohh Marco, prendimi…
mi dice lei ansimando…
Affondo la lingua nella sua bocca in un intenso bacio, dopodiché scivolo alternamente sui lobi delle orecchie e li prendo interamente in bocca… li accarezzo con la lingua facendola scuotere dal piacere… la lingua si infila nel sensibile buchino del suo orecchio come per penetrarlo, facendola tremare e dai brividi e gridare dal piacere….
– AAAAHHHHhhh…. Marco mi fai impazzire!!
grida lei con i capezzoli eretti come chiodi dai brividi…
– Ohh Nada tu mi fai impazzire, meraviglia che non sei altro…
Le lecco tutto il collo e lo bacio con passione…
Le nostre dita si intrecciano e le nostre mani si stringono, fra le fitte di piacere che percorrono i nostri corpi. Sollevo la testa e ci guardiamo intensamente, è un contatto totale fra noi.
Il suo collo è così liscio e profuma così tanto di femmina, che non mi stancherei mai di leccarlo… Lei piega in dietro la testa per esporlo meglio alla mia bocca ed io la sollevo leggermente sotto le spalle.
Il suo bacino ondeggia voluttuosamente con il mio membro affondato ben dentro di lei. I colpi del suo pube che sbatte contro il mio mi sollecitano la prostata, coadiuvando l’orgasmo che si fa sempre più vicino…
– Nada, se ti muovi così mi fai venire… meraviglia…
Lei si stringe ancora più a me… Io mi tiro leggermente indietro col bacino in modo da poter estrarre la verga per un tratto più ampio. Ad ogni affondo del mio membro la mia lingua accarezza il suo collo disteso, dalla base fino in cima… talvolta risalgo il suo mento per affondare nella sua bocca… Ad ogni “pennellata” della mia lingua sul suo collo, un nostro lamento di piacere ci accompagna come in una danza…
– Ohhh Nada sei una Venere del piacere…
Mi sollevo leggermente da lei ed ammiro la mia asta marmorea e lucida immergersi e riemergere fra le sue cosce, sotto il suo boschetto nero che ondeggia amplificando la voluttà del suo monte vellutato… E’ una visione da orgasmo immediato…
Aumento l’ampiezza dei movimenti estraendo completamente la mia verga, fino a carezzare con la punta le sue ali di farfalla schiuse, per riaffondare completamente in lei. Voglio assaporare il piacere incontenibile di penetrare in lei ogni volta come se fosse la prima, godendo ogni volta del massaggio infertomi dal varcare l’ingresso della sua vagina…
Lei geme sempre più intensamente e si ondeggia sempre più… con le mani ben premute sul mio sedere mi accompagna a sé come per assicurarsi che non esca da lei. Sentire le sue mani lì dietro che mi premono contro di sé mi fa impazzire.
Vorrei cambiare posizione ma non ci riesco. L’attesa di trovarmi dentro di lei è stata talmente lunga che non voglio rompere l’incantesimo. Lei anche non sembra desiderosa di altro in quel momento. I lenti massaggi del mio glande contro la sua vagina fermano la concezione del tempo e ci fondono sempre di più l’un l’altra.
Ogni tanto, per frenare l’ascesa del mio piacere che si fa incontrollabile, mi fermo fino in fondo dentro di lei ed assaporo l’accoglienza della sua vagina… contraggo e rilascio la verga facendola inarcare e pulsare, facendole sentire la mia durezza che preme delicatamente contro le sue pareti. Lei mi tiene stretto a sé…
– Ohhh Marco… come ti sento dentro di me…
Per amplificare la sensazione, lei muove leggermente il bacino, facendomi riprendere di riflesso i movimenti in lei. E’ un apoteosi di piacere. Lei mi abbraccia tenendomi stretto a sé. Mi fermo un attimo toccando il fondo della sua vagina. Mi voglio sentire completamente dentro di lei. Stando così, muovo il bacino roteandolo in modo da premere l’asta contro le pareti. Roteo l’asta in profondità facendo perno sul suo ingresso. Una carezza vaginale profonda ed energica come un massaggio contro le pareti, roteando in tutte le direzioni. Comincio a muovermi delicatamente per espandere meglio il massaggio dentro di lei. Lei continua ad ondeggiare voluttuosamente il bacino, ma più energicamente.
Riprendo ad affondare in lei con ampi movimenti premendo il mio pube contro il suo, stimolando il più possibile il clito. Mi spingo fino a solleticare la sua cervice, spingo come se volessi penetrarla fino nell’utero… lei sobbalza sempre più stringendosi a me e grida:
– Marco impazzisco!
Io sono quasi al culmine, sento il seme che preme dentro di me, non posso più contenerlo a lungo.
– Ohhh Nada, ti irroro col mio seme…
– AAAAHHHhhhhh !!
Un grido lancinante pervade la camera, lei si stringe a me e grida un orgasmo squassante… raccoglie le sue cosce a sé e mi tiene allacciato stretto, mentre affondo i colpi in lei più che posso. Un lungo orgasmo squassante la scuote, la lascia senza fiato, così intenso da lasciarla in un mondo a sé per qualche istante. I colpi convulsi del suo bacino fanno quasi esplodere il mio orgasmo.
Mi fermo in lei mentre riprende fiato e mi gusto le contrazioni della sua vagina che stringono voluttuosamente il mio membro.
Contemplo il suo volto immerso nel piacere, incorniciato dai suoi capelli neri, le sue labbra vivide per la scarica di eccitazione. Incomincio a muovermi lentamente nella sua vagina ancora scossa dagli spasmi… Sento il glande intorpidirsi dal piacere che porta all’orgasmo…
– Oohh Nada senti com’è duro…
Lei risponde con un gemito e comincia a muovere lentamente il bacino, come per mungere il mio seme… Mi sento come uno stallone che si accoppia per la prima volta e feconda la sua giumenta tanto attesa…
Il mio sguardo cade per un attimo sul reggiseno e sulle sue mutandine posate poco più in là nel letto. In quell’idillo realizzo ancora una volta che sono veramente dentro di lei…
– Oddio Nada vengo…
annuncio con un filo di voce che comunica il superamento del punto di non ritorno.
Lei mi stringe in un forte abbraccio come per dirmi: “Sì, Marco dammi tutto il tuo piacere…”. Con il viso affondo fra i soffici capelli neri ed il suo collo. Che Femmina meravigliosa. Il tempo di estrarlo ancora una volta fino al suo ingresso e giungerle fino infondo… I miei occhi si chiudono, la mia mente si annebbia, non so più dove sono, una scarica di piacere senza fine mi percorre la spina dorsale fino al cervello.
– OOOOooohhhhhhhh…….OOOOooohhhhhhhh…….
Un mio lungo grido incontenibile accompagna questo stato di levitazione che mi rapisce. E’ così Femmina che immagino veramente che la stia fecondando… Sento tutti i muscoli del mio sesso contrarsi in un orgasmo spaventoso… Il primo enorme getto di seme si proietta con forza contro la parete superiore della sua vagina. Il membro è premuto contro la sua cervice come per fecondarle l’utero. Il membro completamente avvolto dalla sua vagina si indurisce oltre ogni limite… si inarca leggermente, pulsando ad ogni enorme getto di sperma, che bollente allaga la sua vagina meravigliosa…
Al secondo getto, il calore che le lambisce le pareti vaginali la fa gridare per quel piacere così intimo e profondo, mentre continuo a sprizzare il mio seme in fondo alla vagina… Le contrazioni del mio membro ci fanno emettere forti grida che accompagnano i miei spruzzi più intensi, che si espandono contro le sue pareti allagandola… i suoi movimenti del bacino mi fanno contrarre ancora più fortemente e mungono il mio seme fino all’ultima goccia… La mia mente è in uno stato di trance…
Lentamente l’orgasmo si placa e mi riprendo da quello stato di estasi totale. Mi sembra come di riprendere coscienza, rimango fermo dentro di lei ancora duro, percorso da spasmi di piacere per tutto il corpo. Voglio rimanere dentro di lei il più a lungo possibile. Quando mi sono un po’ ripreso mi sollevo ed esco da lei lentamente. Il mio membro estraendosi si ritira un po’, lasciando sfuggire un piccolo rigagnolo di seme che cade sul suo ventre.
Ancora tremolante dal piacere, mi metto a fianco e mi accascio su di lei, con una mano appoggiata fra i suoi seni. La mia gamba rimane appoggiata fra le sue cosce.
– Oddio Nada, com’è stato forte…
– Sì, è stato fortissimo…
risponde lei
– Sei una meraviglia Nada…
A leggere sembra passato chissà quanto, ma carichi di eccitazione come eravamo, non ci è voluto molto tempo per fare esplodere i nostri orgasmi. Mentre ci riprendiamo, con la punta delle dita la accarezzo per tutto il corpo. Le mie mani non possono proprio fare a meno di accarezzarla. Ci riprendiamo e riposiamo brevemente stando così, abbracciati teneramente. Ci scambiamo teneri baci e con le dita stendo leggermente il piccolo rigagnolo di seme sul suo ventre morbido, in omaggio alla sua voluttà. Muovendo la mia gamba, sento il suo boschetto e la sua vulva bagnata contro il mio ginocchio. Vado a vedere e sento scariche di piacere cominciare a pervadermi di nuovo. Le sue cosce divaricate con il suo boschetto e le sue labbra luccicanti dei nostri nettari. I suoi petali sono aperti mostrando la vagina dilatata dal piacere. Sul letto, subito sotto il suo ingresso si è formato un piccolo laghetto bianco di seme sgorgato dalla sua orchidea, nonostante le sia venuto così in profondità. Quanto seme mi spreme la mia Venere nera ogni volta che la penso… Quando mungo il mio seme pensando a lei ne produco sempre più delle altre volte.
Passo le dita sulle labbra aperte ed impregnate. Sentire lo scivolare delle mie dita fra la sua morbidezza resa così scivolosa dal nostro piacere mi dà sensazioni magiche. Sento il mio glande venire raggiunto da quel piacere che ordina una nuova erezione… Poso le mani ai lati del suo busto poco sotto i seni e bacio il suo ventre morbido. Sapere che la sua vagina lì sotto è irrorata del mio seme mi eccita moltissimo. Carezzo la pelle con la punta della lingua come per punzecchiarla, fra il suo boschetto e l’ombelico. Con le unghie scorro con leggerezza sulle costole, il suo ventre si contrae, si alza e si abbassa contro le mie labbra. Lo premo leggermente con la mano e del seme le fuoriesce dalla vagina imbiancando i suoi petali rosa e si aggiunge al piccolo laghetto sul letto. Lei geme allo scorrere di quel rigagnolo sulla sua carne.
Con le dita apro le sue labbra ed il suo ingresso si apre in tutto il suo splendore. Poso la lingua sulla sua apertura e la accarezzo in tutte le curve della sua carne. Lei geme eccitandomi. Il suo miele prodotto in abbondanza durante lo squassante orgasmo mi inebria. Il suo clito eccitato spunta leggermente dal bocciolo che lo protegge… soffio delicatamente sul clito scoperto facendola contrarre e gemere, prima di riscaldarlo con le umide carezze della mia lingua…. lo sento diventare più gonfio e duro nella mia bocca.
Passo la lingua sapientemente fra le labbra del suo sesso, intrise del nettare del suo orgasmo precedente, le accarezzo in ogni loro curva. Le piccole labbra si lasciano addentare e tastare dolcemente, come un’ostrica succosa. Accarezzare con la lingua l’interno dei suoi petali lubrificati dal miele è indescrivibile. Non smetterei mai.
Passo la lingua di taglio lungo tutta l’apertura del suo sesso, verso l’alto e verso il basso, fino a solleticare il clito. E’ una vita che sogno di assaporare la sua orchidea proibita, la regina di tutte le orchidee.
Distacco momentaneamente la bocca. Con le mani tendo la pelle del suo ventre, subito sopra il pube. Il clito “sboccia” e si eleva nudo all’aria. La punta rosea, lucida ed arrotondata del suo cono spunta in tutta la sua bellezza dai piccoli petali che la proteggono. Il clito completamente teso ed esposto all’aria le dà brividi di piacere. Accarezzo la punta graziosa con la punta della lingua e ne seguo la circonferenza alla base con movimenti circolari…
– AAhhh! Marco…
Lei geme ed il suo corpo si agita intensamente.
Avvolgo completamente con la mia lingua calda e umida il suo piccolo cono eretto come pene, in un massaggio intenso. Lei geme ed i sobbalzi di piacere premono il suo pube contro di me. Accarezzo dolcemente la punta con il lato inferiore della lingua, con ampi movimenti circolari.
– AAAaahhh Marco impazzisco…
Colpisco il clito con leggeri tocchi della lingua che diventano pennellate sempre più lunghe, poi rilascio la pelle che tenevo tesa, per placare momentaneamente la “tortura” sul suo clito esposto.
Sentire il suo clito duro sotto la mia lingua ha fatto di nuovo erigere completamente la mia verga, impaziente di entrare ancora in lei.
Le mie mani intanto raggiungono i suoi seni, che posso cullare ed accarezzare, mentre la mia bocca è immersa nella sua orchidea divina… Lei apre le cosce per offrirsi il più possibile alle cure della mia bocca. La lingua si immerge fra i suoi petali giungendo davanti al suo ingresso celestiale, lo apre e lo penetra… varca il magico ingresso della sua vagina, là dove comincia quella morbidezza che sognavo da una vita, vorrei poterla riempire fino in fondo con la lingua… Le afferro le mani e si ondeggia come in un amplesso… lei si apre meglio con le dita per aumentare la penetrazione della lingua…
– AAAhhh impazzisco!
grida lei
Ritorno sul clito che si trova di nuovo ben esposto. Lo succhio dolcemente e solletico la punta con il lato inferiore della lingua… Lei posa le mani sulla mia nuca e preme la mia bocca a sé gridando intensamente il suo orgasmo… Il suo nettare mi delizia, mentre spasmi di piacere le scuotono il ventre.
Placato il suo piacere, distacco la bocca ed introduco dolcemente la mia verga in lei per gustarmi le ultime contrazioni dei suoi spasmi, che sembrano volermi mungere. Lei sentendomi entrare mi accoglie con un gemito e mi stringe a sé come per invitarmi ad attendere dentro che i suoi spasmi si attenuino.
– Nada mi fai impazzire, vagina meravigliosa…
Le dico immerso in quel massaggio voluttuoso.
Lo estraggo lentamente da lei, ascoltando il suono della nostra carne bagnata che si separa. Quando il glande fuoriesce, si produce quel suono come di uno stappo, lasciando il pertugio aperto fra le labbra impregnate di miele.
– No, stammi dentro…
mi chiede lei
– Un momento, ho qualcosa per te.
Prendo una boccetta di olio profumato e gliene verso qualche goccia sul corpo, fra i seni e sul ventre. Con un massaggio lo spando sulla sua pelle vellutata, sui seni, sul ventre, sul collo e sulle spalle. I suoi capezzoli si erigono come chiodi a quel massaggio. L’olio rilascia un profumo intenso, simile a quello di alcune creme da sole, che mi eccita da morire, come se fossimo al mare… Da sempre, uno dei miei desideri più grandi sarebbe di passare alcuni giorni al mare da solo con lei, magari una vacanza intera. L’aria di mare è un fortissimo afrodisiaco per me e l’acqua di mare sulla mia verga è un fortissimo eccitante. Se fossi in spiaggia con lei sarei in una permanente erezione, che avrei difficoltà a nascondere… faremmo l’amore non so quante volte al giorno ed in ogni posto: sull’asciugamano appena usciti dall’acqua con la mia verga intorpidita dall’acqua di mare ed eretta, dura come il marmo; sul bagnasciuga, in acqua, in casa mentre facciamo la doccia con il sale ancora addosso… Dovremmo rientrare di continuo dalla spiaggia alla camera in albergo, oppure nell’eccitante intimità di una tenda in campeggio.
Lei è distesa sul letto, cosparsa con quella fragranza. In quel profumo mi sembra di spargerle la crema da sole sui seni, nel nostro letto in albergo prima di andare in spiaggia… Mi sembra un sogno. Entro dentro di lei e mi giro portandola sopra di me. Le accarezzo il sedere meraviglioso mentre si ondeggia con la mia verga profonda nel suo ventre. Sento il peso sensuale del suo pube sul mio, che mi fa impazzire… Le accarezzo la schiena e la fragranza dell’olio rende l’atmosfera surreale… mi sembra di essere in spiaggia con lei sopra, come per nascondere la mia erezione dentro di sé… Lei piega le ginocchia e si eleva per cavalcarmi. I suoi capelli neri danzano sensualmente sulle sue spalle. Le chiedo di tenere le braccia tese in alto e le mani unite, per esporre meglio i suoi seni meravigliosi, che accolgo ed accarezzo con le mani. La morbida pelle dei seni resa scivolosa dall’olio è una meraviglia… i capezzoli sono turgidi come chiodi. Vedo la mia asta lucida entrare e uscire sotto di lei, sprofondando fin quasi alla base. Lei si appoggia sul letto dandomi la possibilità di partecipare attivamente ai movimenti. I seni si offrono con grazia con a me… accompagnare con le mani il corpo della mia venere nera mentre si accoppia con me è fantastico, vorrei non finisse mai.
Mi sollevo senza uscire da lei e lei si trova ora accovacciata su di me. Ora posso toccarle meglio i seni, ancora cosparsi di olio e scivolosi… Mi sembra proprio di accoppiarmi con lei in una spiaggia in disparte. Sto per venire in quella posizione, i suoi seni oleati solleticano il mio petto, mentre con le mani accompagno il suo sedere meraviglioso. Lo avvicino e lo allontano a me facendo sbattere i nostri pubi e stuzzicando il suo clito… La sollevo fino ad uscire completamente da lei, ed accarezzo il suo sesso esposto ed indifeso, impossibilitata nel richiudere le gambe… passo le dita sulla sua fessura aperta e pulsante, zuppa di miele e solletico il clito gonfio… lei grida e con una mano cerca impaziente di reinfilare la mia verga in lei. La accontento facendola risprofondare subito sulla mia asta…
Vorrei che venissimo insieme in quella posizione, seduti l’uno sull’altra, ma voglio sentire la penetrazione con lei, con tutte le angolazioni possibili. Con un gemito mi sfilo e la giro con la schiena sopra di me. Guido il glande fra i suoi petali e lentamente entro in lei. Ci muoviamo entrambi dolcemente e poi con più vigore. In questa posizione il lato inferiore della vagina stimola intensamente il mio glande. Adesso posso accarezzare tutto il suo corpo mentre siamo l’uno dentro l’altra. Accarezzo a lungo le sue lunghe cosce, il suo ventre sensuale, i suoi fianchi che ondeggiano con me dentro di lei, i suoi seni, il suo collo. Mi fermo sui capezzoli accarezzandoli fra le dita. Lei solleva le cosce e si apre per aumentare la profondità della mia penetrazione in lei. Con la mano premo a fondo sul suo ventre, subito sopra il pube, per accentuarle la percezione del mio membro che scorre dentro di lei… entrambi gemiamo sempre più intensamente.
Ci giriamo e lei è adesso a pancia in giù sul materasso. Si solleva parzialmente sulle ginocchia e si appoggia sui gomiti. Da dietro mi muovo dentro di lei, mentre lei si muove avanti e indietro ed i suoi seni si appoggiano sulle mie mani. Non è la mia posizione preferita, ma vedere la mia venere nera che si muove, con i capelli in parte posati sulla schiena mi fa impazzire, mentre i suoi seni si appoggiano sulle mie mani.
Le tocco il clito e sento che sta ormai per venire.
– Nada aspetta, ti voglio avere in piedi…
Con dispiacere devo per poco uscire da lei, ci mettiamo in piedi davanti al grosso specchio sulla parete accanto al letto. Lei è di spalle allo specchio, così la posso ammirare vista di schiena. I suoi splendidi capelli neri si lasciano cadere sul rosa della sua schiena. Io mi abbasso leggermente insinuandomi fra le sue cosce, che lei apre abbassandosi leggermente. Io mi sollevo e lei mi viene incontro unendoci completamente. Vedo nello specchio le mie braccia che si avvinghiano sulla sua schiena ed il suo collo, sotto i suoi capelli. Vedo i nostri corpi che si abbassano e si alzano insieme, con la mia verga lucida che ricompare e scompare dentro di lei fra le sue gambe… accarezzo il suo sedere meraviglioso in quella danza e la premo a me…
Poco dopo lei accenna ansimando di andare sul letto. Mi lascio cadere di schiena tenendola sopra di me, lei si appoggia con le mani sul mio petto, mi cavalcata facendomi sprofondare in lei fino alla base della mia asta. Strofina bene il clito contro il mio pube e dopo pochi movimenti si accascia su di me gridando il suo orgasmo, mentre la tengo ben premuta a me con una mano sul suo sedere… Con lei accasciata su di me e con il peso voluttuoso del suo pube contro il mio, esplode il mio orgasmo travolgente… Numerosi getti di seme si espandono profondi in lei, sotto il peso del suo pube che fa impazzire le sensazioni interne del mio sesso. Grido l’intenso piacere che mi sconquassa. Lei geme gustandosi i lievi ondeggiamenti del mio membro dovuti alle contrazioni del mio orgasmo, ben percepibili in quella posizione che serra stretta il pene dentro di lei.
Dopo esserci ripresi andiamo a fare una doccia insieme. Accarezzare il suo corpo insaponato è una meraviglia, i suoi capelli bagnati la rendono ancora più irresistibilmente sexy. La mia verga comincia lentamente ad erigersi di nuovo, ma la voglio conservare per dopo, adesso ci concediamo un po’ di meritato riposo…
Ci infiliamo nudi come siamo sotto le lenzuola e ci abbracciamo nel buio della camera. Il suo viso è appoggiato sul mio collo ed io appoggio una mano sul suo collo e la guancia. In quel momento torno a chiedermi se sia tutto vero o no. Io e lei abbracciati nell’intimità di un grande letto. Per qualche istante la sento proprio come se fosse la mia donna. E’ una sensazione indescrivibile. Ci stringiamo e la bacio profondamente, i nostri corpi si avvinghiano, con la mia coscia che ospitata fra le sue, sfiora il suo sesso.
Ci appisoliamo un po’. Io però non riesco a dormire subito. Voglio gustarmi ogni istante di quel momento con lei. Lei poco dopo si addormenta e rimango ad ascoltare il suo respiro. Io mi addormento più tardi, solo per poco tempo. Mi risveglio nella stessa posizione. Mi piace molto appisolarmi avvinghiato così alla mia partner. E’ una posizione che risveglia presto la mia voglia e questa volta non è certo da meno. Ho fra le braccia la “mia” meravigliosa Nada…
I soffici riccioli del suo sesso che solleticano la mia coscia, ed il suo seno che sfiora il mio petto, riaccendono presto il mio desiderio di lei. Il mio membro lentamente si inturgidisce, si ingrossa di nuovo solleticando il suo ventre morbido. Mentre lei dorme le accarezzo la schiena, senza farla svegliare. Le dita scivolano davanti, sui suoi seni e li accarezzano con molta leggerezza, passando sui capezzoli. Lei si muove un po’ nel sonno per il solletico. La tengo stretta a me per evitare che si distacchi e si giri. Accarezzo la sua lunga coscia che sovrasta la mia. Muovo leggermente la mia coscia contro le morbide labbra del suo sesso… il solletico e la morbidezza del suo boschetto ricciolo mi eccitano a non finire… il mio pene comincia a contrarsi dal piacere e a bagnarsi. Arretro un po’ con la coscia dalla sua orchidea e con le dita passo fra i suoi petali. Li scosto ed all’interno sono ancora intrisi del suo miele abbondante. Lascio le mie dita scorrere lentamente lì in mezzo, ce le terrei tutta la notte… passo sul clito e lo massaggio con molta leggerezza. Il suo respiro si fa meno regolare ed interrompo per evitare che si svegli. La bacio delicatamente sulle guance e sul collo, mentre ancora dorme. Reimmergo le dita fra i suoi petali scivolosi… la mia eccitazione è altissima, se lei adesso con le dita di una mano mi scoprisse il glande bagnato e lo massaggiasse dolcemente fra i polpastrelli, il mio seme sgorgherebbe caldo sulle sue dita affusolate…
Ormai non riesco più a dosare a dovere la leggerezza del mio tocco e lei si sta per svegliare. I suoi petali si fanno sempre più bagnati e con la prima falange del medio scivolo dentro oltre l’ingresso meraviglioso della sua vagina. Le sue pareti mi si contraggono attorno. Ormai non mi trattengo più. Penetro in lei con le prime due falangi del dito e la bacio profondamente, mentre si sveglia… gemiamo entrambi. Sfilo le due falangi dalla sua orchidea intrisa di miele, punto la verga fra i suoi petali scivolosi ed in un attimo sprofondo interamente in lei. Un forte gemito mi esce incontrollato nel silenzio della stanza.
– Ohhh Nada ti amo, mi fai impazzire…
– ohhh Marco anch’io, come mi fai sentire bene…
I nostri corpi si agitano l’uno dentro l’altro muovendo le lenzuola, che con il suono del loro strofinare rendono l’atmosfera ancora più intima. Rallento per non venire troppo presto. Fra i nostri gemiti nel silenzio della stanza, il dolce suono della nostra carne bagnata che scorre l’una dentro l’altra mi fa impazzire. Quando lo estraggo completamente le labbra bagnate schioccano come per volermi risucchiare dentro…
Esco da lei e la porto accovacciata su di me. I suoi petali si schiudono e la mia verga trova subito la strada per varcare il suo ingresso… ci coccoliamo e dondoliamo in mezzo al letto. Con le mani le accarezzo i seni ed il clito, che sboccia proteso fra le sue cosce spalancate attorno a me… Lei geme e mi stringe, si alza e si abbassa su di me ancheggiando e roteando il bacino. Io seguo le sue oscillazioni e con una mano accompagno il suo sedere meraviglioso.
– Ohh Nada mi fai venire…
Lei china la testa verso la mia e ci fondiamo in un bacio passionale, che completa l’unione dei nostri corpi. Con le dita le sfioro il clito e lei si preme col bacino a me con tutta la forza…
– AAAAAHHHhhhh!!!……
Grida il suo orgasmo. Porto la mano sul suo sedere e lo premo a me, mentre roteo il pube contro il suo… Fra gli ultimi spasmi della sua vagina e le sue pressioni contro di me, esplode il mio orgasmo non più contenibile…
Per qualche interminabile istante rimaniamo così, immobili, con lei seduta su di me ed avvinghiati nel nostro abbraccio. Infine ci accasciamo sfiniti sul letto e ci addormentiamo.
Quando ci svegliamo è mattina. Dalla finestra passa molta luce e lei accanto a me è bellissima alla luce della mattina.
E’ meglio che lei torni a casa presto, in modo che possa dire che si è addormentata a casa della sua amica, dopo una lunga serata di chiacchierate.
Io mi alzo cercando i miei slip, lei recupera il reggiseno e lo indossa, seduta sul bordo del letto. I capezzoli rosa traspaiono sotto il rosso del pizzo e stimolano la mia erezione mattutina, che nonostante i nostri passionali accoppiamenti di quella notte, davanti a quella bellezza comincia a farsi sentire… Quando si alza per infilare le mutandine e vedo il pizzo ricoprire il nero segreto del suo sesso, mi sento scoppiare dalla voglia di lei…
– Ohhh Nada, mi dici come ti posso resistere?
L abbraccio, mi getto sul letto con lei e la mia mano si fa strada sotto quelle mutandine seducenti, avvolgendo con il palmo il suo monte voluttuoso…
– Oooh Marco, dai…
dice lei maliziosamente, mentre la bacio su tutto il collo.
Gemendo per la passione per lei, le sfilo le mutandine e punto il mio membro non ancora completamente eretto fra le sue piccole labbra. Non appena il glande varca il suo ingresso e si ritrova avvolto nudo dalla sua carne ancora impregnata dai suoi umori, il membro si erige completamente dentro di lei ed ci doniamo ancora una volta quel travolgente piacere…

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