mia mamma che femmina

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Mia mamma Sara ha 43 anni, io Francesco 22, viviamo in un piccolo centro ad una ventina di km da Modena. Economicamente ce la passiamo piuttosto bene grazie a mio padre che è un tecnico specializzato molto ricercato. Il suo lavoro però lo porta ad allontanarsi da casa anche per intere settimane, lasciando la mamma troppo spesso sola. Sara è una splendida femmina, mora coi capelli ricci e lunghi, un bel fisico con un grosso seno molto ben sostenuto. Non nascondo che fino a pochi anni orsono la desideravo morbosamente e spesso finivo col masturbarmi pensando a lei.
Un giorno che la vidi particolarmente nervosa, presi il coraggio a due mani e le dissi – cosa ci fai sempre chiusa in casa? o al massimo in compagnia delle vecchie del paese? prendi l’auto e vai in città dove c’è più vita, cazzo, tu sei giovane e carina, il babbo non c’è mai, trovati qualche amico o un amante che ti faccia divertire quando sei troppo sola – le dissi tutto questo con tono quasi arrabbiato, lei mi guardò con un’espressione confusa e sorpresa – ma cosa dici? mi stai suggerendo di fare le corna tuo padre, devi essere proprio matto –
– matto un corno, tu sei ancora nel fiore degli anni, e una donna come te ha bisogno di scopare almeno due o tre volte a settimana ma se stai sempre in questo paese del cazzo diventi vecchia prima del tempo e senza divertirti. Stasera fatti
bella, ti porto fuori a cena – Sara mi guardava stralunata, stava cercando di balbettare qualcosa ma io usci sbattendo la porta senza attendere repliche.
Mentre ero alla guida pensai che forse ero stato troppo duro, forse avevo esagerato, non le avevo mai parlato così, sicuramente al mio rientro avrei subito la sua ramanzina. Niente di tutto questo, quando rincasai rimasi di sasso, mia madre era uno schianto, bellissima come non mai; una camicetta scollata e stretta che metteva in risalto il suo decoltè, una gonna a portaoglio molto leggera, il tutto coronato da un trucco che non le avevo mai visto – che c’è, io sono pronta, …non ricordi che hai promesso di portarmi fuori, ti vado bene così vestita – accidenti se vai bene, sei bellissima, mi farai fare un figurone –
La portai in una pizzeria in città, qualche conoscente non mancò di farmi i complimenti per la mia nuova fiamma, in quelle occasioni nessuno dei due dichiarò il nostro grado di parentela, lasciammo che la gente pensasse fosse la mia donna. Per la prima volta mi sentivo complice di mamma; all’uscita ci incamminammo abbracciati sotto i portici, stavo pensando a come concludere la serata quando ci trovammo davati ai tabelloni di un cinema a luci rosse, mi fermai un attimo a leggere il titolo, mille pensieri mi frullavano in testa quando mia madre si strinse a me – sai che io non ho ai visto un film del genere, tu ne hai visti – certo, parecchi, sono molto eccitanti sai… vieni entriamo – ma sei matto, se qualcuno ci conosce, ti immagini? –
ma dai chi vuoi che ci conosca, e poi queste sale sono sempre al buio – Appena entrati fummo sommersi dai mugolii che venivano dallo schermo dove una donna era impegnata con due maschi. Appena gli occhi si abituarono al buio vidi una coppia seduta nelle prime file e due uomini dietro loro, noi ci sedemmo nell’ultima fila. Sara era molto presa dal film e si agitava in continuazione – allora ti piace? – le chiesi, lei con indifferenza rispose – così, così –
Dopo un po’ entrarono tre persone, si fermarono un attimo per abitursi all’oscurità, poi uno andò vicino all’altra coppia, gli altri due nella fila davanti a noi. Dopo qualche minuto sentii mia madre – ma che hanno da guardare quei due – devono essere guardoni, mi sembrano più attratti dalle tue gambe che dal film,
perche non tiri un po’ su la gonna e li fai arrappare –
ma sei matto? e se mi conoscono – ma no, io non li ho mai visti, dai solo un po’, così – le misi una mano sul ginocchio e feci salire la gonna fino a metà coscia, lei restò immobile senza fiatare. Incoraggiato la feci salire ancora un pochino; adesso i due guardavano insistentemente nella nostra direzione, la mia mano era rimasta appoggiata sulla coscia scoperta; mia madre guardava la scopata che si svolgeva sul schermo.
Volevo andare oltre, ma temevo di rompere quell’atmosfera che si stava creando. Ad un tratto uno dei due uomini si alzò e lentamente si andò a sedere vicino a mamma, dopo qualche minuto questa mi disse – questo mi sta toccando la gamba – lascialo fare un po’, vediamo fin dove si spinge – effettivamente con la coda dell’occhio vidi la sua mano sul ginocchio di mamma che piano piano saliva, lei non diceva nulla, solo quando le dita arrivarono alle mutandine ebbe un sussulto ma rimase in silenzio al suo posto. Le sollevai la gonna fin oltre il bordo delle autoreggenti, l’uomo aveva già scoperto la fica e la stava masturbando, io le presi una gamba e la misi sulla mia, l’altro fece altrettanto.
Così spalancata offriva la fica alle carezze di uno sconosciuto, adesso anche l’altro si era avvicinato proprio di fronte a noi e con una mano accarezzava le cosce nude, anche la mia mano era scivolata tra i suoi peli e un dito aveva raggiunto quello dello sconosciuto dentro la fica. Ora la stavamo masturbando in due, dopo un po’ tolsi la mano dalla fica e le denudai i seni turgidi, l’uomo vi si avventò
sopra con la bocca spalancata mentre continuava a masturbarla, io le cercai il grilletto eccitato ed in poco tempo la portammo all’orgasmo, lei aveva la bocca contro il mio orecchio- godo, godo, continuate, è bellissimooo – le ho tappato la bocca con la mia per impedirle di gridare.
L’uomo sollevò la testa dal seno e mi disse – la tua donna è bagnatissima, deve avere una gran voglia –
la mia donna è sempre vogliosa, prova a darle il cazzo in mano e vedrai come ti fa godere – siete due maiali – disse mia madre mentre allungava la mano sulla patta del maschio, ormai era partita e non si curava più se qualcuno la conosceva, adesso voleva solo godere. Vedevo la sua mano masturbare quel grosso cazzo sempre più velcemente – Franco, hai visto che bel cazzo ho in mano, è quasi il doppio di quello di tuo padre…ummm, com’è duro – vacci piano, altrimenti lo fai sborrare subito, perchè non gli fai un bel pompino, vedrai dopo come ti chiava bene – la vidi piegarsi immediatamente verso il grembo del maschio che non chiedeva altro; avevo l’impressione le piacesse essere comandata.
Cedetti il mio posto all’uomo che sedeva davanti a noi
ed io presi il suo, così restando girato indietro la potevo vedere meglio mentre sbocchinava i due cazzi.
Il primo a sborrare fù l’ultimo arrivato, le scaricò in gola tutta la crema tenendola per i capelli, intanto l’altro mi disse – perchè non la portiamo in bagno e la scopiamo come si deve — ok ,andiamo –
La portammo nel bagno delle donne nell’ultima porta vi era il bagno per i portatori di Handicap, molto spazioso, dotato di water e tutti i maniglioni a norma. Mia madre fù spogliata completamente, la fecero appoggiare alla parete e da dietro a turno la chiavarono a lungo dandole della puttana, della troia e della bocchinara. Per contro lei godeva in continuazione rispondendo col culo ad ogni affondo di cazzo. Poi quello che lo avea più grosso e che ancora non era venuto si mise seduto sul Water e la mamma vi si impalò sopra iniziando una chiavata mai vista, l’uomo non resistette a lungo ed in breve le inondò la fica con una copiosa sborrata. Siamo rimasti in quel bagno più di un’ora dove la mamma ne ha fatto di tutti i colori; ha chiavato e si è fatta chiavare, ha leccato e succhiato e si è fatta leccare e succhiare, ha bevuto sborra e si è fatta inculare come una troia in calore. Alla fine per pulirla da tutta la sborra che aveva su tutto il corpo mi hanno detto – se vuoi le pisciamo addosso – ok, lavatela bene –
Era seduta sul bidè, il primo getto caldo le arrivò sulle tette per poi dirigersi sul viso e sul resto del corpo, lei sembrava impazzita, si spalmava l’urina dappertutto e quando iniziò a pisciare anche l’altro lei prese a masturbarsi. Mentre i due stavano stillando le ultime gocce , la mamma fù scossa da un ultimo intenso orgasmo.
I due maschi si rivestirono – che gran fica, mai scopato una troia simile, se siete rimasti soddisfatti chiamateci, questi sono i numeri, ci vediamo e grazie di tutto – grazie a voi – rispose mia madre.
Aiutai mamma a ripulirsi alla meglio poi uscimmo, l’aria fresca ci accarezzava il viso riportandoci alla realtà, la presi sottobraccio e ci avviammo verso l’auto – questi è meglio che li tieni tu – mi consegnò i biglietti col numero di telefono dei due maschi – non vorrei li trovasse tuo padre – hai intenzione di incotrarli ancora? – per ora no ma non si sà mai, certo che stasera abbiamo fatto una bella pazzia, come ti è venuto in mente di farmi scopare con quei due, non dovevo farlo, pensa se lo scoprisse tuo padre? – bah, mi sa che non ti sia poi dispiaciuto tanto, da come ti sei fatta fare dovevi avere una gran voglia di farti strapazzare, ti ho sentita godere parecchie volte, ti è piaciuto vero? – sì molto, non avevo mai goduto così tanto, –
appoggiò la testa alla mia spalla mentre guidavo lentamente verso casa – cosa pensi di me dopo questa serata – vuoi proprio sapere cosa penso di te mamma? –
-sì – mettimi una mano sul cazzo che te lo dico –
un attimo dopo sentii le sue dita sulla patta, poi col palmo della mano mi massaggiava l’uccello – penso che sei una grandissima troia, solo una gran puttana fa quello che hai fatto tu stasera, dai tiralo fuori e fammi una sega – mi strizzò forte il cazzo poi iniziò a slacciare i pantaloni, mi ritrovai a guidare con mia madre che mi faceva una sega. Le piaceva farsi dare della puttana, me n’ero accorto nel bagno con quei due, più l a insultavano e più si concedeva – cazzo se sei puttana, vacci piano, non vorrai farmi sborrare subito – dimmelo ancora che sono una puttana, dimmelo ancora e ti faccio la più bella pugnetta che ti abbiano mai fatto – fermai l’auto al lato della strada – dai puttana adesso vedimo come fai le pugnette, dai menalo forte puttana – mamma mia che bel cazzo che hai, com’è grosso e duro, adesso ti faccio sborrare – no! adesso mi fai un bel bocchino come hai fatto al cinema, ecco così, dai ingoialo tutto puttana, puttana ,puttana – più le davo della puttana più lo inghiottiva – adesso basta, andiamo a casa, ti voglio chiavare come una porca – percorsi gli ultimi km con un dito dentro la fica di mia madre
– sei tutta bagnata, hai ancora voglia di scopare vero puttana? – sei stato tu a farmi tornare la voglia, non dovremmo fare quello che siamo facendo, ma ho troppa voglia e per stanotte sarò la tua puttana, la tua troia, ma solo per stanotte, poi promettimi che dimenticherai tutto e non lo faremo più – ok come vuoi, ma stanotte senza limiti –
Arrivammo a casa che ormai era mezzanotte, molti erano già a dormire, ma per me e la mamma la serata era ancora lunga…

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