mia moglie e il vecchio sarto

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Come al solito, quando sono solo in casa, corro al computer per cercare qualche nuovo filmatino porno che ancora non ho visto, oppure qualche racconto intrigante da cui poter trarre spunto per qualche fuori programma con mia moglie. Nei soliti siti porno scorro le categorie sotto cui si trovano suddivisi i filmati, e ad un certo punto trovo questo: “old man”. Incuriosito ci clikko sopra e mi si aprono una moltitudine di immagini di uomini maturi, molti anziani, con giovani e bellissime ragazze. La cosa all’inizio mi fa un po’ senso, ma poi decido di darci un’occhiata. Inizio a guardare dei brevi filmati che dapprima mi disgustano, ma poi pian piano mi eccitano sempre di più. Al posto di quelle ragazze che si lasciano scopare da vecchi porci inizio a vedere la mia dolce mogliettina!
Mia moglie Angela ha 34 anni. Occhi e capelli neri, non tanto alta e un fisico super! Per molti potrà apparire sovrappeso, ma per me è fantastico. Delle cosce rotonde e sode, un bel paio di fianchi che culminano in due grosse e dure chiappe ed un gran paio di tette, una 5^ abbondante. Ha sicuramente qualche chilo in più, una leggera pancetta che ogni tanto straborda fuori da qualche pantalone a vita troppo bassa, ma è sicuramente una donna molto arrapante per il suoi modi di fare.
L’eccitazione è troppa, mi sbottono i jeans e lo tiro fuori, è durissimo, bastano pochi colpi e vengo schizzando dappertutto. La sera non riesco a togliermi quelle immagini dalla testa e scopo selvaggiamente mia moglie immaginandomi di essere uno di quei vecchi porci.
Quella notte non pensai ad altro, studiando un modo per far realizzare questa mia nuova fantasia.
All’improvviso mi ricordai del vecchio sarto. Adesso aveva aperto un negozio di abbigliamento in paese. Ma non era molto frequentato, specialmente dalle donne, perché aveva fama di essere un depravato, sempre pronto a spiare nei camerini. Si vociferava che avesse installato anche delle telecamere dietro agli specchi, ed una volta era persino stato accusato di aver molestato una giovane ragazza. Per questo aveva dovuto cambiare paese, ed era arrivato nel nostro. Faceva al caso nostro.
Il giorno dopo, impaziente, prendo un permesso dal lavoro e vado al suo negozio. Si trovava in una via laterale poco frequentata. Mi avvicinai alla porta sui cui vetri c’era la scritta “abbigliamento uomo – donna, abiti e riparazioni sartoriali”. Col cuore che mi batteva forte spinsi la porta ed entrai. Un odore di chiuso e di naftalina mi riempì le narici. Un uomo uscì da una porta laterale e mi venne incontro. Era lui. Non molto alto, pelato in testa ad eccezione dei ciuffi bianchi sulle orecchie e sulla nuca. Un viso rotondo e liscio, senza un filo di barba, con le guance rosse, come se avesse bevuto. Una certa pancetta veniva trattenuta a stento da una camicia bianca, perfettamente stirata. Non so se per le dicerie su di lui, ma devo riconoscere che aveva la faccia da vecchio depravato.
“Buongiorno, in cosa posso servirla? Un vestito, una camicia?” mi disse con tono servile e pacato.
“Buongiorno a lei. Volevo dare un occhiatina ai vestiti da donna. Per mia moglie, sa, volevo farle un regalo!” risposi, stupendomi per quello che avevo detto, senza pensarci minimamente.
“Prego, prego! Guardi pure, ecco venga, qui ci sono tutti gli abiti da donna.”
Lo seguì dall’altra parte del negozio. Nonostante io non sia un esperto di moda, avevo subito notato modelli e colori ormai fuori moda. Ma questo era solo un dettaglio per il mio fine. Mi rivolsi a lui.
“Senta, io volevo un modello per così dire, particolare.”
“Ma certo! Mi dica lei cosa di preciso, un abito lungo, da sera, oppure..”
“No, ecco, forse non ci siamo capiti, cercavo qualcosa di, di “trasgressivo”, non so se mi sono spiegato.”
Il vecchio corrucciò la fronte, non capendo se io parlassi sul serio.
“Allora, mi spiego meglio: ecco, mia moglie è una bellissima ragazza a cui piace vestire in modo particolare, appariscente, ecco, quasi provocante!”
Il commerciante mi guardò negli occhi e mi sorrise con un ghigno.
“Credo di capire. Ma la prego, mi descriva meglio sua moglie, così posso aiutarla a trovare ciò che cerca.”
Si sfregava le mani e continuava a guardarmi con quel sorrisino sulla bocca. Adesso dovevo cercare di essere più convincente. “Gliel’ho detto, mia moglie è molto carina. E’ giovane, non molto alta, ha un fisico un pochino abbondante, ma ha tutto al posto giusto! Dovrebbe vedere che bel seno che ha, una 5^ abbondante! E poi, ha un fantastico culo! Alto e grosso! Dovrebbe proprio vederla camminare. Quando sculetta è fantastica!”
Il vecchio era in estasi. Le sue guance ancora più rosse. Chissà cosa stava pensando…immaginava mia moglie e magari pensava a quanto fossi stupido io a dire certe cose.
“Bene, allora credo di avere quello che cerca. Ma glielo devo cucire addosso. Per cui dovrebbe far venire qui sua moglie.”
“Perfetto! Non c’è problema! Allora possiamo venire anche stasera? A che ora chiude?”
“Venite pure quando volete, tanto io abito qui sopra. Se venite sul tardi è ancora meglio. Non c’è nessuno che disturba, ed io posso lavorare meglio!” disse con un tono ammiccante.
Andai via con nella mente milioni di pensieri. Non vedevo l’ora di tornare al negozio con mia moglie. Il mio piano si stava per realizzare!
Alle 18, finito il lavoro corsi a casa e trovai Angela sul divano.
“Ciao cara! Ascoltami, più tardi dobbiamo uscire!”
“Per andare dove? È già quasi ora di cena!”
“No dai, dobbiamo andare, ho una sorpresa per te!”
“Davvero? E cosa?”
“Ma se te lo dico che sorpresa è?”
“Un indizio, daì!”
“Ok, andiamo a fare un giretto e poi ti porto a prendere un regalo, un bel vestito!”
“Uao! Ci stò!”
“Perfetto! Adesso però vai a prepararti. E mettiti qualcosa di sexy! Voglio far impazzire tutti gli uomini che incontriamo!”
“Sei il solito maialino!” ed alzandosi corse a prepararsi. Dopo circa mezz’ora uscì dalla camera dad letto. La guardai estasiato. Aveva indossato una minigonna nera che a stento riusciva a coprire un paio di autoreggenti a rete bianche, sopra un top bianco che con la profonda scollatura mostrava a tutti che si trattava di una 4^ abbondante. Poi per finire, delle scarpe dai tacchi altissimi che facevano risaltare ancora di più la sua troiaggine.
Presi la macchina e mi parcheggiai proprio vicino al negozio. Angela scendendo diede spettacolo ad un gruppo di uomini seduti su una panchina di fronte. Vidi i loro occhi schizzare fuori dale orbite per la visione. E notandolo anche lei, fece di tutto per prolungare la discesa dall’auto. Ci incamminammo verso il negozio e ogni uomo che incontravamo si voltava a guardarla, non risparmiandosi qualche pesante commento. La cosa le faceva piacere perché sculettava ancora più vistosamente.
“ma dove mi stai portando?” mi chiese incuriosita.
“tra poco lo vedrai, un po’ di pazienza”.
“Ti vedo strano. Non è che mi stai nascondendo qualcosa?”.
Si era probabilmente accorta della mia agitazione. Il cuore mi batteva all’impazzata e stavo sudando abbondantemente. Finalmente arrivammo davanti al negozio.
“Ma è questo? Non mi sembra molto, ecco, attuale!”
“Infatti fa modelli su misura. Unici! Non preoccuparti. E’ un sarto molto conosciuto!” bleffai per rassicurarla. Spinsi la porta ed entrai. Fuori era quasi buio, ed il negozio era illuminato da una luce soffusa. Appena la porta si richiuse dietro di noi il vecchio saltò fuori improvvisamente.
“Buonasera signori! Che piacere vedere nel mio negozio tanta bellezza!”
Esclamò, senza degnarmi di uno sguardo, ma fissando con aria bramosa mia moglie. La spogliava con gli occhi, soffermandosi sulla generosa scollatura.
Angela mi guardò con aria interrogativa, afferrandomi per un braccio.
“cara, lui è il sig…….., il sarto di cui ti avevo parlato”
Il vecchio senza aspettare risposta afferrò la mano di mia moglie e la baciò languidamente.
“Ma prego accomodatevi dall’altra parte! Io arrivo subito. Il tempo di chiudere la porta, tanto è quasi ora di chiusura e almeno non ci disturberà nessuno”. E si avvio verso la porta, la chiuse dando un giro di chiave. Adesso mi sentivo prigioniero di quell’uomo e stavo per offrirgli mia moglie in pasto. Questo pensiero mi spaventava ma allo stesso tempo mi procurava un eccitazione selvaggia, che mi toglieva il respiro.
Mia moglie mi parlò all’orecchio: “Giorgio, ma dove cazzo mi hai portato? Andiamo subito via! Hai visto come mi guardava quel porco?”
“ma no, cosa dici? Mi hanno rassicurato che è bravissimo”
Ci avviammo verso l’altra parte del negozio, dove a terra c’era una vecchia moquette rossa e attorno tutte le pareti rivestite di legno lucido, intervallate da grandi specchi. In mezzo un grosso bancone pure in legno ed in fondo un camerino con vicino una poltrona di pelle rossa. Il vecchio arrivò subito. Squadrava mia moglie sfregandosi nervosamente le mani irsute.
“suo marito mi ha detto dei suoi “gusti”. Per cui direi di procedere”. Andò in un camerino e tornò portando un vestito rosso. Lo stese sul bancone. Era un abito di seta molto stretto, sopra una maglia e sotto una cortissima gonna con un grande spacco centrale.
“ma che gusti gli hai detto che ho?” mi sussurrò tra i denti Angela.
“Ti piace tesoro?” dissi io ad alta voce.
Lei con tono stizzito annuì, fulminandomi con lo sguardo.
“benissimo! Allora lo indossi.” Intervenne il vecchio.
Mia moglie controvoglia si avviò verso il camerino. Adesso il mio piano iniziava a compiersi. Stavano delineandosi tutti i dettagli che avevo sempre sognato.
Mi avvicinai alla tenda e mi sporsi dentro. Angela era fantastica. Si era già tolta la mini e il top e adesso era rimasta solo col reggiseno e un minuscolo tanga bianco da cui davanti fuoriuscivano ciuffi di pelo nero e dietro la sottile striscia di stoffa sprofondava tra le enormi chiappe. Il mio cazzo divenne subito duro.
“ma dove cazzo mi hai portato dico io? Tra tutti i negozi proprio questo!” Mi inveì contro.
“dai tesoro, non mi hai sempre detto che volevi qualcosina di più particolare?”
“sì, ma questo è troppo particolare!”
Controvoglia Angela iniziò a spogliarsi. Si tolse prima il top, lasciando a vista il reggiseno che a stento conteneva le sue grosse bocce. Poi la gonna che abbassò lentamente sapendo che la stavo osservando. Improvvisamente sentì passi dietro di me. Il sarto era tornato portando altri abiti. In quel momento decisi di agire. Aprì un pò di più la tenda del camerino e mi voltai.
“Ecco altri modelli!” mi disse cercando di sbirciare dietro di me.
“Perfetto! Li dia pure a me.” E così dicendo mi portai in avanti lasciandogli libera la visuale.
Lui strabuzzò gli occhi. Io feci finta di niente e mi portai ancora più avanti. Lateralmente c’era uno specchio che mi permetteva di vedere il camerino. Dall’apertura della tenda vidi ciò che anche lui osservava. Mia moglie era di spalle, si piegò in avanti per infilare il vestito e così facendo mostrò al vecchio porco il suo culone, con il minuscolo perizoma bianco. Mi girai verso di lui. Era paonazzo, immobile a fissare attraverso quella tenda senza curarsi di me. Un attimo dopo la tenda si aprì ed usci mia moglie con indosso il vestito. Lui si riprese cercando di farfugliare qualche parola.
“Complimenti! Lei è meravigliosa e questo vestito le sta perfettamente!”
Effettivamente devo confessare che l’abito le stava proprio bene. La gonna cortissima le fasciava completamente le cosce e i fianchi facendo risaltare le sue forme generose. Specialmente il culo di cui si intravedevano le chiappe chiaramente. Davanti una profonda scollatura faceva risaltare le tette fasciate strettamente dal tessuto. Era veramente eccitante. E lo stesso effetto deve aver fatto al vecchio sarto, perché avevo notato un discreto rigonfiamento dei suoi pantaloni.
“Ecco signora, venga più avanti. Sì, proprio qui. Le piace? Come si vede?”
“Bhe, non è male….però qui davanti mi tira un pochino…forse è troppo stretto?”
“Aspetti prima devo effettuare qualche aggiustamento.”
Con la scusa di dover tirare il tessuto, gli infilò due dita dentro! Pensavo che mia moglie si sarebbe tirata indietro, ma invece non si scompose minimamente. Mi fissò semplicemente negli occhi. Io la guardai senza dir nulla, ma la mia espressione parlava per me. Ero eccitato come non mai. Lei lo capì e con il suo fare da troia sporse ancora più in fuori le tette, cacciandogliele sotto gli occhi.
“Ecco, sì proprio lì lo sento stretto.”
“Che troia!” pensai tra me. “L’ha fatto apposta per provocarmi!”
Il vecchio porco ne approfittò subito, infilandoci mezza mano dentro. Continuava a far finta di sistemare la scollatura mentre invece rovistava indisturbato tra le tettone di mia moglie! La cosa mi stava facendo impazzire di gelosia mista a piacere.
Il vecchio tirò finalmente fuori la mano.
“Ecco adesso dovrebbe andar meglio. Ora vediamo la gonna”
E così facendo si abbassò mettendo a terra un ginocchio. Con la scusa di tirare e sistemare l’abito non perse occasione per toccargli il culo. Faceva finta di sistemare la stoffa ed intanto gli accarezzava le chiappe! Mia moglie mi guardava con aria divertita. La cosa non sembrava dispiacerle. Io invece ero sempre più eccitato.
“Ecco, così come la sente?” chiese con parole confuse
“Non so…mi sembra ancora troppo stretta, non vorrei strapparla quando mi abbasso!” rise.
“Provi! Si abbassi e vediamo se c’è bisogno di allargarla!” disse lui con aria sfacciata.
Mia moglie mi guardò facendomi un sorrisino. Io la fissai e senza pensarci annuì con la testa.
Passò un istante che a me sembrò un’eternità. Non sapevo cosa avrebbe fatto. Poi improvvisamente si abbassò in avanti. Piano piano senza piegare le ginocchia. La gonna molto corta iniziò a salire come un sipario, sempre più su fino al punto in cui apparve quel grosso culo coperto solo da un minuscolo filo di stoffa che sprofondava tra le chiappe. Il cuore mi batteva all’impazzata pulsandomi nelle orecchie mentre il mio cazzo stava scoppiandomi nei pantaloni. Il vecchio appoggiò anche l’altro ginocchio a terra fissando quel culo in contemplazione. Si voltò di scatto verso di me, confuso dalla situazione. Mi guardò con gli occhi di fuori e le grasse guance viola per l’emozione. In quel istante non so cosa mi prese, ma la mia bocca parlò da sola:
“Ti piace quel culo vero? E’ bellissimo! Toccaglielo! Che cazzo aspetti?” gli ordinai.
Lui non ci pensò un’istante e subito ci appoggiò sopra entrambe le mani. Con foga iniziò a palpare quelle grosse chiappe, le stringeva e poi le allargava facendole roteare. Io non resistetti più, mi sbottonai i pantaloni e li tirai giù liberando il mio cazzo durissimo. Mia moglie mi guardò con aria di sfida e si passò la lingua tra le labbra, come una vacca in calore.
“Hai visto che tanga? Che troia vero? Su, daì, tiraglielo giù, leccagli il culo!” gli inveì contro.
Il porco alzò completamente la gonna, prese l’elastico e con un colpo lo abbassò fino alle caviglie. Mia moglie con i piedi lo scalciò via liberandosene completamente. Poi allargò ancora di più le gambe. Io mi portai dietro di loro e adesso vedevo bene il buchino del suo culo sporgere e le grosse labbra del clitoride penzolargli tra le gambe. Il vecchio si tuffò dentro con la faccia. Iniziò a leccarglielo rumorosamente, come un cane. Con le mani gli allargò ancora di più le chiappe per poter leccare meglio. Angela mugolava di piacere. Io mi avvicinai e prendendola per un braccio la allontanai dal vecchio. Le presi il vestito e glielo sfilai completamente, poi passai al reggiseno slacciandolo e liberando le sue enormi tette. Adesso era completamente nuda, con solo le scarpe ai piedi. Il vecchio la guardava inebetito.
“Ti piace mia moglie, vero? Guarda che tette che ha!” Lui annuiva senza parlare. Tirandola per un braccio la portai verso il bancone. “Sdraiati adesso, voglio fargli vedere la tua figona!” lei senza protestare si appoggiò sdraiandosi completamente. Le sollevai i piedi e glieli appoggiai sul banco. Era in una posizione oscena, con la figa spalancata. Gli misi una mano sopra penetrandola con un dito. “Guarda, è già tutta bagnata! Vieni qui adesso, leccagliela!”
Non se lo fece ripetere. Si buttò di colpo ricominciando a leccare. Inspirava profondamente l’odore di fregna inebriandosi e poi penetrandola con due dita. La masturbava facendola gemere di piacere. Io ero di fianco, con i pantaloni completamente abbassati e iniziai a farmi una fantastica sega. Una sensazione meravigliosa! Dovevo far piano se no venivo all’istante. Angela gemeva sempre più forte lanciando gridolini ogni volta che lui affondava con le dita dentro la figa. “Lo vuoi, vero? Vuoi essere scopata?”
“Sì lo voglio, lo voglio dentro!” mi rispose lei.
“Dai che aspetti! Scopala!” al mio ordine lui si slacciò i pantaloni, li sfilò e poi si abbassò le mutande. Vidi il suo cazzo. Non era molto lungo, ma grosso, molto più del mio.
Se lo scappellò velocemente. Si avvicinò a mia moglie e puntandogli la cappella sulla figa lo affondò dentro con un colpo solo, facendola gridare di piacere.
“Sì così, fottimi più forte…mmhh!” Anche io mi liberai completamente dai pantaloni. Era uno spettacolo! Solo chi ha avuto un’esperienza simile può capirmi. Vedere la propria moglie godere tra le braccia di un altro è un esperienza sconvolgente ma anche estremamente eccitante! Sentivo lo sciaquettio ad ogni suo affondo. Il vecchio la scopava con foga e con le mani le stringeva le tette facendogliele diventare rosse. Mia moglie chiuse gli occhi. Stava per avere un orgasmo.
“Sì, sì, così, più forte,sto per venire!”
Anche il porco stava ansimando “ti piace vero? Ti piece farti scopare da un vecchio! Sei una vacca! E tu, ti stai divertendo? Fatti una sega, bravo! Guarda come apro la tua mogliettina! Guarda!” mi diceva guardandomi con aria di supremazia, come fa un padrone. Io ero sul punto di venire. Dovetti smettere di toccarmi. Lui si rivolse di nuovo a me “Sto per sborrare! Dove vuoi che gliela spruzzi? Sulle tette o sulla pancia?”
“No! Voglio che le sborri dentro! Riempila!” Lui mi guardò per un attimo confuso. Non capita tutti i giorni che un uomo faccia sborrare dentro alla propria moglie. Ma Angela prende la pillola regolarmente, per cui volevo vederla riempita di sborra. Non se lo fece ripetere. Aumentò il ritmo, poi si irrigidì, serrò gli occhi e affondando sempre più il cazzo iniziò a sborrare. Ad angela piaceva sentire quella crema dentro, gli strinse le mani e venne gemendo “Sì, sì, la sento, la sento! Mi stai riempiendo tutta, tuttaaaa mmmm!!” Finalmente potevo venire anche io. Mi avvicinai alle sue tette, e sfregandoci sopra il cazzo sborrai lavandole tutto il collo ed il petto.
Fu un’esperienza fantastica. Il vecchio ci regalò il vestito facendoci promettere che saremmo tornati a trovarlo. E proprio ieri mia moglie ha detto che le serve un nuovo vestito!

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