per la mia cagna

Sei la ragazza che da alcuni mesi mi consegna la spesa.
Avrai piu o meno 27 anni, io almeno 20 di più.
“Ho visto come mi guardi……se vuoi diventare la mia cagna torna qui stasera alle sette. Vestiti con soprabito, camicia, gonna, autoreggenti e le scarpe col tacco più alto che hai, ma sotto gli abiti non indossare nulla. A stasera.”
I miei profondi occhi verdi ti hanno lanciato una gelida occhiata famelica, immaginandoti nuda sotto gli abiti.
E’ durato un attimo, poi ti ho aperto la porta di casa, e l’ho richiusa alle tue spalle.
Mancano 5 minuti alle 19, quando suoni alla porta, sei così prevedibile!
E così eccitante. Ti apro. Sono elegantissima, indosso anche guanti da sera. Tu mi sorridi un po’ imbarazzata, mentre ti faccio segno d’entrare e richiudo la porta alle tue spalle. Ecco ora sei mia.
Sfili il soprabito, lo appendi dove ti faccio segno e ritorni dinnanzi a me in attesa.
Le braccia abbandonate lungo i fianchi.
Mi hai ubbidito, indossi una elegante camicetta di seta bianca una bella gonna, e tacchi vertiginosi di scarpe nere di vernice.
Sei proprio una brava cagnetta ubbidiente.
Mi sa che hai l’indole giusta.
Ed io un vero sesto senso a riguardo.
Ti guardo dritta negli occhi, mentre afferrando i lembi della camicia, tiro prepotente, aprendola in modo sfrontato, solo perchè i tuoi seni nudi, esplodano liberi. La scendo un po’ dalle spalle, perchè non ti copra più durante la serata, ed allaccio i lembi dietro alla tua schiena nuda.
Avvicinandomi molto al tuo viso.
Sei bellissima, alta, slanciata, piccole belle tettine all’insù, ben predisposta, ai miei occhi incantevole.
I tuoi capezzoli eccitati dalla ruvida pretesa, trionfano eretti sulle tue mammelle, che palpo sfacciatamente.
Il tuo volto stordito si lascia andare alla voluttuosa pretesa, increspi il respiro eccitata.
Senza darti tempo per lasciarti andare alle emozioni che ti provoco, ti ordino di sfilarti la gonna.
Succube esegui.
Un pube, ben rasato a triangolo, mi guarda invitante.
Lo tasto, premendolo, sfacciatamente. Senza rendertene conto, ti mordi il labbro inferiore.
Gioco un poco cercando tra il pelo le tue grandi labbra, fino ad aprirle, per osservare il tuo clitoride. Ispezionata, ancora quasi sulla porta, mi lasci fare, timorosa,
desiderosa solo ti trovi sufficentemente gradevole, per farti diventare la mia cagna. Premo forte pollice ed indice stringendo la clito ben sapendo che ti piacerà. Provi a contenerti, mentre un brivido di piacere, scuote il tuo corpo e ti fa desiderare che quell’attimo non passi mai.
Ti ordino di girarti e di mostrarmi il resto del tuo corpo.
Il tuo lato b è piuttosto interessante.
Mi domando che effetto ti fa stare praticamente nuda di fronte ai miei occhi, come se non immaginassi che questo eccita la puttana che è in te, che dovrebbe vergognarsene, ma nel tuo caso so bene non è così.
Accarezzo la tua schiena, scorrendo giù più giù fino a palpare le tue natiche.
Palpata increspi di nuovo il respiro…..la tua natura licenziosa è difficile da trattenere.
“Aprile” ti ordino.
Tu immediatamente, allarghi i piedi, e con le mani, divarichi
le natiche permettendo che prenda possesso della tua carne come più mi piace….. ubbidiente, sedotta dal mio prendere contatto con il tuo sensuale corpo, le tieni ben divaricate perchè possa prendere possesso della tua imtimità, con gli occhi, con lo sguardo, con le dita, con oggetti, in qualunque modo ti possa far sentire che sei la mia cagna.
Ti ordino di girarti e fare lo stesso con le grandi labbra.
Tu esegui, soggiogata, apri le grandi labbra, quasi contemporaneamente in modo inconsapevole, reclini il capo all’indietro offendoti tutta, perchè ti prenda…
Sei sufficentemente bella per aspirare a poter divenire la mia cagna.
Veramente lo sei anche di più. Ma non te lo dirò.
Non ti darò mai una simile soddisfazione, penso.
Mi chino a leccarti il capezzolo, mentre tu rimani senza muoverti nella stessa posizione, ubbidiente fino all’inverosimile, esposta ed eccitata nel venire usata.
Con le grandi labbra tenute ben aperte dalle tue stesse mani e la bocca di una sconosciuta che ti assaggia i capezzoli turgidi. Sei una gran puttana che pur di servire una sua possibile padrona farebbe di tutto. Di tutto. Bene.
La mia lingua fa un buon lavoro su di te, sul tuo capezzolo, tanto è vero che ti sento respirare affannosamente.
Guaire quasi senza ritegno. Le dita guantate della mia mano ti accarezzano le tue grandi labbra. La tua eccitazione incalza.
“Allora è vero che aspiri a divenire la mia cagna”
ti incalzo sussurrandoti nell’orecchio,
“Si mia signora” rispondi prontamente soggiogata.
E’ un attimo.
Prendendo da sopra al mobile dell’ingresso il frustino.
Il mio scudiscio ferisce il tuo grembo e tu hai un attimo di smarrimento….”Non sono ancora la tua Signora, rispondi solo si, Signora”replico seccata.
“Chiedo scusa, Signora”.
Rispondi senza mutare la tua posizione, con la mia saliva che ancora bagnata riluce sul tuo capezzolo.
“Sei una sgualdrina, senza ritegno”.
“Mi auguro che questo vi piaccia, Signora”.
Il mio frustino ferisce ancora il tuo grembo.
“Non ti ho autorizzata a parlare” ed aggiungo
“Seguimi”. Mi avvio verso la sala da pranzo della mia casa.
Faccio tre passi, e mi volto.
Nuda stai camminando in piedi, alle mie spalle.
Le tue piccole mammelle rotonde sobbalzano ad ogni passo.
Bruscamente ti arresti.
La mia frusta si abbatte sul tuo fianco. La pelle ti brucia.
“NOn mi risulta che le cagne camminino in questo modo, mi risulta che le cagne camminino a quattro zampe” ringhio.
velocemente ti metti carponi, blaterando le tue scuse, ed un mia Signora, di troppo.
Questa volta il mio scudiscio ti brucia la schiena, e ripeto “Non sono ancora la tua Signora”.
Camminando a 4 zampe, seminuda, con le mammelle che oscillano in quella posizione allungate come fossi una vacca, e le autoreggenti che mi accarezzano lo sguardo mi segui nella sala da pranzo, che poi è tutt’uno col salotto.
Ti faccio fermare sul tappeto, devi allungare e strisciare le braccia in avanti il più possibile, che così inginocchiata i tuoi duri capezzoli sfiorino il tappeto, mentre le tue natiche ben esposte rimangono ad allietare il mio sguardo.
Il mio frustino saetta nell’aria, e crudele morde le tue natiche alcune volte.
Tu muguli appena dopo ogni colpo, come farebbe una buona cagna.
“Ora conta i colpi a voce alta” ti dico. E tu cominci.
Tre, quattro, cinque…..qualcuno ti ferisce sulle reni, altri mordono la piena rotondità delle tue natiche, undici, dodici, tredici…..qualcuno si spinge sulla tua schiena, ventuno, ventidue, ora ti senti mordere dallo scudiscio, dietro alle coscie….trentacinque……trentasei….la tua voce è quasi rotta dal pianto…..ma orgogliosa resisti,quarantetre, tutto dietro ti brucia, e la sensazione di calore ti pervade, quarantesei, ora il mio dito privo di guanto, divarica le tue grandi labbra, quarantasette, ed entra nella tua fica, che è tutta bagnata, quarantotto. Sei così eccitata che posso entrarci con due dita. Quarantanove. E mi piace, che ti ecciti quando ti umilio…….Cinquanta.
Sei tutta sudata, accaldata e le mie dita oscillano nella tua carne vogliosa,
ti chiamo puttana…..”Si mia Signora, tutto ciò che desiderate…”
Senti la mia mano afferrare i tuoi capelli, e sollevare la tua testa, “Non parlare, non me hai il diritto. Puoi parlare solo quando te lo concedo”.
Ti sussurro ad un centimetro dalle labbra, continuando a tirarti i capelli.
Non dici nulla. Mi guardi muta, ed il tuo sgardo è implorante, so che vorresti dirmi di nuovo che sono la tua Signora, e che faresti di tutto pur di compiacermi…..ma non c’è alcun bisogno che tu me lo dica, poichè è normale che sia così, aspirando a divenire la mia cagna.
Inaspettatamente, la mia lingua apre le tue labbra, e dolcemente si arrotola alla tua.
E’ il mio modo di ringraziarti poichè ti trovo perfetta.
Mentre continuo a baciarti, ti stuzzico i capezzoli, premendoli con forza. Questo gesto ti prostra lo avverto.
E lo trovo magnifico.
Adoro tu non sappia resistere ad una buona strizzata di capezzoli. Il tuo corpo si fa un po’ indietro, poichè lo stimolo è piuttosto forte. Allora te li pinzo con due mollette che te li tengono ben serrati.
Accarezzo la tua schiena, sulla nuda pelle, e ti dico di seguirmi.
Carponi, lo fai, muta vieni dietro di me, in cucina.
Ti espogo in ginocchio sul tavolo della cucina, con il corpo un po’ piegato all’indietro, e le tue mani, che tengono le tue caviglie, il volto girato all’indietro, senza che tu possa vedere quello che faccio.
Mi senti armeggiare nella stanza per diverso tempo.
Il tuo corpo nudo, ed esposto è molto eccitante. La tua immobilità e la tua ubbidienza eccellenti. I tuoi perversi capezzoli serrati nelle perfide mollette invitanti……senti le mie dita liberarli e me ne sei grata, sentendoli indolenziti. Poi la mia bocca te li succhia. Li ciuccia voluttuosa, amplificando le sensazioni per via delle mollette portate in precedenza, e sento i tuoi succhi bagnarmi il dorso della mano, sotto le tue grandi labbra.
Allora entro dentro la tua vagina con un grosso e lungo zucchino e ti ascolto sospirare ed eccitarti, come fossi una cagna in calore.
La mia mano destra accarezza la tua nuca, la mia bocca morde i tuoi capezzoli, e la tua figa, serra lo zucchino ingorda, desiderosa solo di compiacermi. “Sei una gran troia….scommetto che vorresti ti riempissi in tutti i buchi…..” Il tuo viso, accenna ad un rapido si.
Invece, ti spingo la zucchina ben dentro, e ti dico di servirmi così a tavola, la cena nell’altra stanza.
Scossa ed eccitata, scendi dalla tavola, tentando di ricomporti.
Ad un cenno indossi un ridicolo grembiulino che appena ti copre la vulva.
Quando ti dò il permesso, cominci a portarmi i vassoi che trovi pronti e ben allineati sulla tavola.
Tra una portata e l’altra all’inizio ti lascio attendere in piedi alla mia destra. POI ti voglio carponi sulle mie coscie, di traverso.
Slego il ridicolo grembiulino, perchè ti voglio ben nuda, mia dolce Puttana,e mi diverto a stuzzicarti il bel corpo nudo, sottomesso ed offerto alla lussuria della tua possibile padrona; stuzzicandoti le mammelle, accarezzando le tue natiche, ed oscillando le mie dita entrando nel tuo sfintere anale.
Gioco con te, con il tuo corpo, con la tua eccitazione, solo per il mio perverso piacere, ascoltando il tuo respiro farsi concitato, la tua eccitazione non governabile, usata in quel modo indegno, senza neppure che tu riesca a capire bene come possa fare ad eccitarti così tanto!
Mi diverto a spingerti nel retto una carota, riempiendo anche la tua seconda via.
Metto la tua ciotola d’argento a terra, tra i miei piedi, e mentre mangi la tua cena carponi, tra le mie gambe, mi eccito stringendoti i capezzoli con le dita dei miei piedi, e spingendo sempre più a fondo carota e zucchino che hai piantati nell’ano e nella figa.
Sei magnifica. Finisci di mangiare leccando ben bene le ciotole.
Ti sollevo e senza toglierti nulla, ti siedo sul tavolo, aprendoti bene le coscie, e mi butto, a leccarti voluttuosa il clitoride, fino a quando ti sento esplodere in un prepotente orgasmo, prima del quale, ti concedo di parlare, e tu me lo dedichi, dichiarandoti completamente mia.
Accetto di divenire la tua Signora, tornando a baciarti con la lingua, subito dopo il tuo fantastico orgasmo, e poichè ora sei definitivamente mia, decido di depilarti completamente la vulva.
Lo faccio lì dove sei, seduta sul tavolo con le verdure ancora piantate nel tuo superbo corpo, tenuta sdraiata, con le gambe ben aperte.
La schiuma si mescola ai pochi peli, e poi ti rado, fino a sentirti a fine lavoro, morbida, liscia , vellutata.
So che prima o poi, qui, su questo triangolo di pelle, avrai un bel tatuaggio con scritto “Cagna di Domina Regine”, ma ogni cosa a suo tempo……
“D’ora in poi sarai solo MIA”
Ti sussurro all’orecchio.
Apro un cassetto, e ne traggo un rosso collare.
Tu arrossisci ed i tuoi occhi brillano.
Te lo indosso, privandoti completamente dei vestiti, soffermandomi ed accarezzarti dolcemente il corpo nudo.
Mi soffermo sul tuo pube ora completamente glabro, incantevole ai miei occhi. “Sei mia, la mia incantevole troia”.
E tu premurosa mi confermi con un filo di voce”Sono la vostra cagna, mia Signora”
Aggancio Il mio scudiscio al tuo collare, poichè sarà anche il tuo guinzaglio.
Ti faccio sfilare Zucchino e carota, ma non le pinzette ai capezzoli e tenendoti al guinzaglio, con te che sospingo a camminare a 4 zampe, mi avvio alla mia stanza da letto.
Lego il guinzaglio al piede del letto, e ti faccio adagiare su di un materassino lì sotto. Ti bacio le labbra, augurandoti la buonanotte, e continuando ad accarezzarti la schiena nuda mi addormento nel mio letto.

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