per un pelo di figa

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Questo racconto risale a circa 4 anni fa…è la fine di luglio del 2006, abbiamo preso la maturità da poco meno di un mese ed ora ci stiamo godendo le meritate e tanto desiderate vacanze estive!
Ho passato tutta la giornata a casa di Michela, una mia ex compagna di classe che ora è diventata una delle mie migliori amiche dopo aver passato tutto l’ultimo anno scolastico come mia vicina di banco, un anno che grazie a lei mi è piaciuto particolarmente. Michela è una ragazza fra le più carine di tutta la mia vecchia scuola: alta circa 1.70 , magra con un paio di tettine niente male, piccole e sode, credo siano una seconda, mora con capelli a caschetto, occhi neri e profondi, una bocca perfetta che sembra quasi disegnata da un grande artista del passato, un fisico da top model, forse anche un po’ troppo magra per i miei gusti ma con un bel culetto sodo e due gambe snelle senza un filo di cellulite, lo posso dire per certo visto che in questo momento la sto ammirando mentre è sdraiata di fronte a m sul suo letto con indosso solo un bikini nero. Insieme a noi c’è anche Monica, un’altra mia compagna di classe che ho già citato nel mio precedente racconto (gita scolastica); Monica è tutto il contrario di Michela: è una ragazza molto formosa con una quinta di seno, un sedere bello pieno e due gambe ben tornite dalla pallavolo, capelli castani tenuti corti, occhi marroni e una bocca carnosa che sa usare in mille modi…
Quel giorno io e Monica eravamo stati invitati da Michela a casa sua per goderci la sua piscina in tutta tranquillità visto che i suoi genitori erano partiti per il mare lasciando la “povera” Michy a casa da sola.
La giornata era stata stupenda, caratterizzata da un sole caldo e una leggera ariettina che rendeva ancora più piacevole il bagno in piscina e l’esposizione ai raggi solari. Ci eravamo divertiti un sacco nuotando in piscina, scherzando e giocando ad annegarci e spruzzarci. Naturalmente non era mancato qualche contatto fortuito con le nostre parti più intime ma tutto era finito con una risata.
Ora erano da poco passate le 21.00 ed eravamo tutti e tre nella camera di Michela a chiacchierare ricordando il periodo scolastico e i vecchi compagni.
Michela come ho già detto era sdraiata sul letto indossando ancora il costume che aveva nel pomeriggio, io ero di fronte a lei seduto su una sedia con le gambe appoggiate a letto e qualche volta i nostri piedi si sfioravano..Monica invece era seduta per terra di fianco al letto. Come ho già detto stavamo parlando tranquillamente fra di noi quando fummo interrotti dallo squillo del telefonino di Monica:
“Oh, è il mio ragazzo..scusate!” – disse Monica uscendo dalla stanza con il cellulare in mano
“Eh, l’amore..” – sospirò Michela guardandomi e sorridendo.
“Eh già” – annuì io.
“E a te Dany, frequenti ancora qualche ragazza in questo periodo?”-
“No, ultimamente me ne sto tranquillo da solo” – risposi
“Bè si, una volta ogni tanto ci vuole un po’ di libertà” – disse Michela tirandosi un po’ su verso lo schienale del letto. Ora era praticamente seduta con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe divaricate con i piedi a contatto l’uno con l’altro. La sua nuova posizione fece in modo che dai suoi slip fuoriuscisse un pelo all’altezza del suo inguine, naturalmente non sfuggì alla mia vista e rimasi a fissarlo per un attimo..forse per un attimo di troppo…infatti Michela si accorse e mise una mano proprio davanti esclamando.
“No dai, non guardare la mia foresta che mi vergogno!”-
“No scusa..mi era scappato l’occhio..” –
“Eh già, guarda che roba, eppure l’ho sfoltita ieri sera ma questo dev’essermi sfuggito! Uffa!” –
“Vabbè dai, non è niente no?” –
“Lo dici tu, per me è un problema, guarda anche le gambe, mi son depilata ieri e c’è già la ricrescita!”- disse Michela sollevando una gamba verso di me.
“Ma che dici, sei liscissima!” – le risposi seriamente e un po’ incantato dalla bellezza delle sue gambe.
“Ma va, sembro una scimmia!” – disse lei mentre si accarezzava all’altezza del polpaccio- “prova a toccare”- mi invitò porgendo la gamba verso di me.
Così io abbandonai la mia sedia e mi posizionai sul letto infondo al suoi piedi ed accarezzando quello splendido polpaccio esclmai -“eh già, la più bella scimmia che io abbia mai visto..” – ” Ma dai scemo..!” – mi rispose ridendo mentre con la mano era risalita al suo inguine e aveva iniziato a giochicchiare con il famoso pelo scappato dagli slip.
Naturalmente il mio sguardo tornò nuovamente a posarsi in quel punto e non posso negare che l’eccitazione stava già salendo in me ed era ben visibile un leggero rigonfiamento nei miei boxer.
Michela forse se ne accorse – ” a che stai pensando ora?” – chiese con un tono soave.
“Sinceramente stavo pensando a quanto mi piacerebbe poter giocare un po’ con quel pelo…” –
“Ah si?” – chiese lei mentre con il piede sinistro iniziò ad accarezzarmi la coscia risalendo verso il rigonfiamento che era decisamente aumentato in una frazione di secondo – ” e qui cosa abbiamo eh?” – mi chiese in tono provocatorio.
Dopo questi gesti non riuscii più a trattenermi e praticamente le saltai addosso iniziando a baciarla appassionatamente sulla bocca, lei ricambiò volentieri, le nostre lingue si sfiorarono per la prima volta e le nostre bocce ingorde iniziarono a sfamarsi l’una dell’altra. Intanto iniziai ad accarezzarle delicatamente l’interno coscia, sostituendo la mia mano alla sua e finalmente sfiorai quel tanto desiderato peletto che aveva acceso il desiderio in me e di conseguenza anche in lei. Ci baciammo per un po’, poi mi staccai scendendo più in basso, baciandole quel collo perfetto, e passando oltre, abbassai la parte superiore del bikini liberando i suoi piccoli seni bianchi e sodi, iniziai voracemente a leccarle il capezzolo destro che subito si inturgidì nella mia bocca, mentre le ansimava mi spostai ad assaporare il sinistro che mi salutò nello stesso modo in poco tempo, mi staccai e la osservai per un attimo, era stupenda e tremendamente eccitante con quelle tettine color latte e con i due capezzolini color del miele che svettavano imperiosi quasi fossero due chiodi piantati nel mezzo dei suoi seni. Nel frattempo la mia mano aveva iniziato a massaggiare dolcemente il suo frutto più intimo che sentivo ben umido e aperto attraverso il tessuto dello slip. Mi staccai nuovamente per lasciare che lei mi sfilasse la maglietta ed iniziasse ad accarezzarmi il petto. Ci baciammo ancora ardentemente e poi mi abbassai a baciarle la pancia, con la lingua girai attorno al suo ombelico e scesi fino ad incontrare il bordo degli slip, mi insinuai sotto sempre con la lingua fino ad arrivare a lambire i suoi riccioli più intimi, passai a leccarle l’interno coscia e solo quando l’aroma del suo sesso mi arrivò direttamente al cervello scostai gli slip liberando il suo tesoro, la sua patatina succosa era lì davanti ai miei occhi, non potevo resistere ed iniziai ad assaggiare il suo sapore con la lingua, percorsi tutte le sue grandi labbra, poi piano piano mi insinuai fino alla fonte di quel nettare che già mi aveva drogato. Paradisiaco!. Leccai voracemente e con gusto, la mia lingua percorreva la sua fighetta fino ad arrivare al perineo, e a volte anche al suo buchino più nascosto che la faceva tremare di piacere, dopo di che tornai verso la patatina schiumosa, ne individuai il clitoride leggermente ingrossato e lo presi fra le labbra iniziando a succhiare e alternando dei rapidi colpi di lingua, con la mano accarezzavo e stringevo i suoi seni, giocavo e torturavo i capezzoli, scendevo ad accarezzare il culetto e risalivo, i gemiti aumentarono fino a quando non mi prese la testa me la tenne attaccata al suo pube intimandomi di non smettere con il lavoro di bocca. (non né avevo la minima intenzione..)
Continuai a risucchiare quel dolcissimo clitoride fino a quando Michela non iniziò ad agitarsi e a gemere sempre più intensamente e mi riverso in bocca una grande quantità di nettare che ingoiai avidamente.
Michela non mi diede altro tempo di reazione e mi spinse giù con le spalle sul materasso, si mise sopra di me a 69 e mi abbassò i boxer liberando il mio cazzo che da troppo tempo spingeva, lo agguantò ed iniziò una lenta masturbazione mentre io continuavo ora più lentamente a leccare la sua bella patatina, non so come riuscì a non venire immediatamente visto che la visuale del suo sesso e del suo splendido sedere a pochi centimetri dai miei occhi era da infarto. Michela iniziò pian piano a baciarmi il glande, iniziò ad accarezzarmelo con la lingua poi scese lungo l’asta fino ad arrivare alle mie palle che già stimolava con la mano sinistra. Mi mancò il fiato quando ingoiò il mio membro in un colpo solo ed iniziò un frenetico sali scendi con la testa, qualche volte si fermava per picchiettare la cappella con la lingua per poi riprendere a succhiare sempre più voracemente.
-“Michy non resisto più, sto per venire…”- le dissi ma lei continuò nella sua opera senza staccare la bocca da mio pisello ed iniziando a massaggiarmi più energicamente le palle, una sensazione unica e dopo pochi secondi iniziai ad eruttare dentro la sua bocca, 4, 5, o 6 schizzi, mi stava praticamente svuotando le palle!
Michela accolse tutto nella sua bocca ma non ingoiò, si lasciò scivolare il mio sperma ai lati della sua bocca e poi si girò sorridendomi – “non ho ingoiato perché mi fa schifo ma perché avevo paura di farti una brutta impressione visto che fra noi c’è stato così poco…”-
“Figurati Michy, sei fantastica! Ti voglio bene!” – “anche io te ne voglio!” –
Restammo per un po’ sdraiati l’uno accanto all’altro poi ci venne quasi contemporaneamente lo stesso pensiero, ma fu Michela ad esclamare –” Presto andiamo a sistemarci prima che Monica ci scopra!”
“Ma avrà sentito?”
“Boh…”

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