perversione

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Torno in spiaggia, tutta soddisfatta.
Sotto gli ombrelloni le cose non sono cambiate molto… Solo che adesso, oltre a Elena e Angela, anche io ho l’aria di una che è appena stata convenientemente scopata.
Mi rilasso in topless sotto lo sguardo di aperta riprovazione di Angela, e prima di chiudere gli occhi per abbandonarmi alla potenza abbronzante del sole, intercetto un’altra occhiata maliziosa della Mara.
Possibile che anche lei abbia capito cosa sta succedendo?
E’ la prima volta che un’adolescente riesce a mettermi in imbarazzo. Perché mi guarda così? Non leggo né disapprovazione né simpatia; solo una specie di maliziosa curiosità che non riesco ad interpretare.
Mah!
Chiudo il canale mentale della speculazione e apro quello della memoria e della fantasia… Ripenso alla magnifica partita a tre che mi sono appena fatta in palestra con Enrico e Letizia, e soprattutto mi immagino il ritorno di Eva, il suo corpo tenero e disponibile, la sua lingua impertinente e il suo sesso di fuoco. Io e Eva, Eva e me…
Mi risveglio dopo un’oretta di sogni erotici, e mi ritrovo più infoiata di quando sono andata in palestra poche ore prima. Elena ha paura di diventare lesbica; io comincio a temere di essere diventata ninfomane.
La mia amica, che ninfomane lo è di certo, è sparita un’altra volta; Aldo non è in vista, quindi è facile trarre le debite conclusioni.
Angela sta giocando a carte sotto l’ombrellone con le ragazze, e Nino se ne sta all’ombra lì accanto, solo e triste come un cane bastonato per la palese irritazione della fidanzata.
Io mi sento bruciare dentro; ho bisogno di raffreddarmi un po’… Non è il sole a scaldarmi, quindi un tuffo sarebbe inutile.
Meglio un gelato.
Mi alzo, infilo svogliatamente il reggi e mi avvio verso il bar.
Con uno sforzo di volontà evito di allungare verso gli spogliatoi… Sarebbe eccitante sorprendere Elena sul fatto con il vitellone, ma mi sono fatta un punto d’orgoglio di non andare con Aldo quest’estate, e sono decisa a tenere duro: con tutti, ma non con quel burino rifatto.
Vado davvero al bar e mi compro un cuore di panna.
Sto pagando, quando mi sento toccare per il gomito: – Ne prendi uno anche per me?
E’ la Mara. Mi ha seguita, e meno male che non sono andata a curiosare alle cabine: non voglio essere la responsabile di quando scoprirà che razza di troia sia sua madre.
– Ma certo…
Ci sediamo sul muretto sotto l’incannucciata che ripara dal sole il dehor del bar. Davanti a noi, la spiaggia affollata e le onde del mare cosparso di bagnanti, battellini e windsurf.
Una vera cartolina delle vacanze al mare…
Il gelato è fresco, saporito e rigenerante. Me lo gusto di cuore, e la Mara fa altrettanto accanto a me.
Quando finisco il mio, mi accorgo che la ragazzina mi sta fissando con lo stesso sguardo inquietante di prima, solo che questa volta non distoglie gli occhi quando lo incontro.
Ha l’espressione seria, intensa.
Sto per affrontarla di petto, ma è lei che parla per prima.
– Vi ho viste, tu e la mamma, l’altra sera.
Tombola. Beh, doveva succedere, prima o poi…
– Di cosa stai parlando?
Potevo essere più originale: la Mara non apprezza di non essere presa sul serio.
– Non fare finta di non capire… L’altra sera, a casa vostra. Sono dovuta andare in bagno mentre la Giusy dormiva, e vi ho sentite… Mi sono affacciata alla tua stanza, e vi ho viste fare sesso insieme.
Che cosa dici a una tredicenne che ti ha sorpresa a scoparti sua madre?
Sospiro: – Immagino che avrei dovuto chiudere la porta a chiave.
– Già. Ma in ogni caso, il rumore che facevate non lasciava molto spazio all’immaginazione.
Annuisco: – E va bene. Tua madre e io andiamo a letto insieme. Cos’altro vuoi sapere?
– Avete una relazione? Voglio dire… Siete lesbiche?
Decido di tenermi sul didattico: – Io sono bisessuale… Anche se forse ho una certa preferenza per le donne. Tua madre, decisamente no; ho faticato parecchio a convincerla… E’ colpa mia che l’ho sedotta: sono io la pervertita.
Lei annuisce: – Già. A lei piacciono gli uomini…
Silenzio. Incredibile quanti significati può includere una frase così breve. La Mara voleva intendere che sapeva delle scappatelle di sua madre, che conosceva i suoi gusti etero, che era consapevole di essere figlia di una zoccola da paura… Oppure che invece a lei gli uomini non piacevano affatto?
A volte bisogna dare retto all’istinto: – A te invece no, vero?
La Mara arrossisce violentemente e abbassa lo sguardo. Ci ho preso in pieno.
In effetti, visto come si sta sviluppando in fretta, dovrebbe mostrarsi più interessata ai ragazzi, e invece non l’ho mai notata guardarne uno. Prima non ci avevo fatto caso, ma ora che ho fatto mente locale, la cosa salta veramente all’occhio.
Questa ragazzina non mi sta accusando di averle sedotto la madre… Si sta confidando perché pensa di essere come me.
– Da quanto te ne sei accorta?
– Intendi di voi due… O di me?
Sorrido: – Dipende di quale delle due cose vuoi parlare.
Lei scrolla le spalle: – Quel che fa la mamma non è molto importante. Voglio dire, uno più o uno meno… Io invece mi sono accorta che i ragazzi non mi interessano alla festa di fine anno. Tutte a cercare di farsi notare dai maschi, e a me non fregava un cazzo. Mentre invece mi sono accorta che vedere la mia migliore amica baciare un ragazzo mi faceva male. Non perché la invidiassi, ma perché…
– Ma perché invece avresti voluto essere tu a baciarla – concludo io accarezzandole la guancia – Vero?
La Mara annuisce, due lacrimoni che le si formano rapidamente negli occhi.
– Già.
Le passo un braccio intorno alle spalle nude e la tiro a me in un abbraccio affettuoso.
Lei si rifugia contro la mia spalla, e china il capo sul mio collo.
Singhiozza piano.
La lascio sfogare un po’, accarezzandola lentamente.
Poi, all’improvviso, la confessione: – Non sai quanto mi sono masturbata pensando a te…
Mi irrigidisco.
Sono consapevole delle mie perversioni, e questa ragazzina mi sta veramente portando al limite.
– Mara…
– No, è vero! – un altro singhiozzo – Da quando vi ho viste insieme, tu e la mamma… Non riesco a tenere le mani lontane dalla fica! Io… Ho visto bene quello che facevate: quello che tu facevi a lei. Voglio provare anch’io!
Deglutisco a vuoto. Mara non si rende conto che sta chiedendo al lupo di essere divorata?
La guardo negli occhi, e vedo una cerbiatta disperatamente desiderosa di essere spolpata fino all’osso. Posso quasi annusare i feromoni che eruttano dalla sua pelle, risultato di una tempesta ormonale del tutto fuori controllo.
Mara ha deciso di diventare una donna, e se non la aiuto io, lo farà certamente qualcun altro…
Ho deciso, anche se non sono fiera di me.
La prendo per mano, e lei mi segue docilmente.
Nessuno si accorgerà che siamo sparite: la partita a carte è entrata nel vivo, e noi non staremo via a lungo.
Casa nostra è dall’altra parte del lungomare.
Chiudo la porta a chiave per evitare sorprese e mi porto la ninfetta in camera da letto.
Mara mi guarda intensamente coi suoi grandi occhioni neri, un’espressione di volontario sacrificio rituale stampata sul viso di adolescente, che mi riempie il cuore.
Mi bagno solo a guardarla…
La abbraccio e le sfioro le labbra con un bacio.
Lei esita un istante, poi risponde d’istinto. E’ goffa ma volenterosa… Che sia il suo primo bacio? Probabile, quindi mi impegno, affinché sia un evento da ricordare.
Le nostre lingue si incontrano, e cominciano la danza dell’amore nella sua boccuccia inesperta e assetata di passione.
La sua saliva è dolce, pulita… La sua carne tenera e calda.
Indossiamo entrambe il bikini e le pianelle, per il resto siamo nude, e la nostra pelle brucia al contatto fra di noi.
La sento fremere sotto le mie mani: le accarezzo il collo, la schiena, i fianchi… Poi le prendo una natica in una mano e un seno nell’altra, e lei ha un brivido.
Sento le sue mani che si posano finalmente sul mio corpo: prima i fianchi, poi i glutei. Le nostre cosce si strofinano le une contro le altre, e ho la netta sensazione che Mara stia cercando inconsapevolmente di masturbarsi premendo la passera contro la mia gamba.
– Sei splendida – le sussurro piano, interrompendo il nostro bacio ma non le carezze che si fanno sempre più intime.
– Anche tu – mi risponde, gli occhi socchiusi mentre si sfrega contro di me – Ti prego, non ce la faccio più…
Le sgancio il fermaglio del reggi.
La Mara ha le tette tonde e dure, e le coppe faticano a cadere da sole, quindi devo pensarci io.
La ragazzina mi guarda intensamente, consapevole della sua nudità.
Per farla sentire a suo agio, sfilo anche il mio reggiseno e la fronteggio un istante, prima di prenderle entrambi i seni nelle mani e di saggiarne la tiepida consistenza.
Lei chiude gli occhi e freme nuovamente. Ha le narici aperte e i capezzoli duri. Scommetto che è fradicia in mezzo alle gambe…
Le sfioro le labbra con un bacio a fil di lingua, poi vado a mordicchiarle l’orecchio.
I nostri seni si sfiorano, i miei capezzoli giocano coi suoi.
– Hai voglia? – le sussurro io stessa rauca dal desiderio.
– Da impazzire – singhiozza lei, che mi ha infilato le dita sotto l’elastico dello slippino.
– Sei sicura? – continuo a stuzzicare io – Vuoi fare l’amore?
– Oh, sì! Sì, ti prego…
Bene, nessuno dica che ho abusato di una minorenne non consenziente.
Chino la testa e le prendo un capezzolo in bocca. Lo succhio, lo mordicchio, lo tiro…
– Oohhh!
Insinuo una mano nelle sue mutandine. E’ tutta bagnata, proprio come avevo immaginato. Sento la peluria giovanile sotto i polpastrelli, folta e vischiosa per il piacere. Frugo con dita esperte, finché non trovo il bottoncino segreto. Lo premo leggermente.
– Ah! Sì… Mi piace…
Sento le sue gambe che tremano contro le mie. Se continua così, non resterà a lungo in piedi…
Succhio il capezzolo e strofino delicatamente il clito.
Lei si divincola dal piacere, il corpo scosso da autentiche scosse elettriche che dalle zone erogene corrono al cervello trasmettendo a tutto il corpo sensazioni nuove e mai provate in precedenza.
– Masturbami, ti prego…
Strofino più forte, strappandole un lungo lamento di piacere. Poi mordo il capezzolo, e lei mi ricambia con un gridolino di sorpresa.
E’ sempre più bagnata, la piccola…
– Hmmm…
La porto prossima all’orgasmo, e mi fermo, con sadica determinazione.
Lei esala un guaito di protesta, ma io mi inginocchio e le sfilo le mutandine del bikini. Ora davanti a me c’è una giovane fica spelacchiata e nerissima che mi sorride, umida e vogliosa.
La bacio, labbra contro labbra. Ha un sapore delizioso.
Mi rialzo in piedi e la spingo con decisione verso il letto.
– Sdraiati – le ordino – Voglio mangiarti tutta…
La cerbiatta mi guarda con gli occhioni spalancati, consapevole di essere in balia di una tigre, ma obbedisce senza esitare.
Sfilo anch’io lo slippino e mi stendo accano a lei.
Mi osserva e fa un sorriso. Per darsi un contegno mi dice: – Ma allora sei bionda davvero…
– Perché, credevi che mi tingessi i capelli?
– Che bella, la tua fica… Sembra d’oro!
Questa è carina.
Per ringraziarla le do un bel bacio di lingua, mentre ricomincio ad accarezzarla tutta.
In pochi secondi, il suo bel corpo ricomincia a vibrare e a fremere sotto le mie esperte attenzioni.
Scendo a baciarle l’incavo del collo, e le pratico un bel succhiotto… Mi piace lasciare la firma sulle mie prede.
Poi torno al seno, e prendo in bocca l’altro capezzolo, mentre con la mano torno a frugare fra le sue gambe, che si aprono subito per concedermi pieno accesso alle sue intimità.
Riprendo a masturbarla lentamente, e lei ricomincia a sospirare e a gemere.
Ora che è davvero inzuppata, scendo col viso lungo il suo torso, lasciando una scia di saliva lungo il seno, lo stomaco, l’ombelico, il pancino…
Sento il pelo sotto le labbra, e poi il tepore vellutato delle cosce mi accarezzano le guance.
L’afrore del suo sesso mi riempie le narici.
Lei mi accarezza i capelli con una mano… Immagino che con l’altra sia occupata a palpeggiarsi le tette.
Le mollo una prima, saporita slappata a lingua dura.
– Aahhh!
Non avevo dubbi che le piacesse.
Sento le sue gambe che mi si richiudono intorno alla testa, come per assicurarsi che io non scappi, e i fluidi vaginali che mi irrorano la lingua.
Comincio a divorarle la fica, consapevole dell’onore di essere la prima in assoluto a godermela.
Dopo aver raccolto con la lingua tutti i succhi già secreti da quella fichetta adolescente, risalgo a stuzzicarle il clito e fra le piccole labbra insinuo un dito malandrino.
Mara comincia a dimenarsi tutta sul letto, i suoi sospiri si trasformano rapidamente in gemiti di piacere, e le sue cosce mi abbracciano con furia crescente mentre continuo a succhiarla con foga crescente.
Sento le sue dita afferrarmi con forza per i capelli e cercare di premere la mia faccia contro il suo sesso, mentre i suoi talloni mi urtano i fianchi e la schiena per via delle scariche di tensione che le corrono lungo le gambe.
La ragazzina ha perso il controllo del suo corpo.
E’ questione di minuti, anzi di secondi…
Succhio più forte e premo con le dita dentro di lei…
– Vengo, vengo… – bramisce la mia giovane cerbiatta, contorcendosi tutta da piacere.
La bocca mi si bagna tutta di umore cristallino e dolcissimo: la Mara sta godendo.
Il primo orgasmo a due della sua vita. La sua prima volta…
Bevo la sua sbroda, consapevole dell’importanza di quel momento. Quel liquido prezioso deve essere tutto mio…
Si abbatte sul letto, come morta.
Mi arrampico nuovamente accanto a lei e la bacio con le labbra intrise del suo stesso piacere; le sue sono quasi fredde, dev’essere esausta dopo il rilascio improvviso.
– Ti è piaciuto?
Lei scuote il capo, confusa: – Piaciuto? E’… E’ stato incredibile. Molto più intenso di quanto immaginassi. Niente a confronto di quando mi tocco da sola…
– Certo. E’ per quello che si deve fare in due.
– Sì. L’ho sempre pensato… Ma non avrei mai creduto che la mia prima volta sarebbe stata con una donna.
Sorrido. Conosco bene il problema…
– Ricordati che non è una scelta senza ritorno… E’ la tua vita, e potrai farne ciò che vuoi. Con uomini, donne… O anche con entrambi, se lo vorrai. E quando lo vorrai.
Un cenno di diniego: – No, non credo che i ragazzi possano più interessarmi. Non dopo aver fatto l’amore con te.
– Ehi, vacci piano – la stoppo io – Sono contentissima di essere stata la prima a fare l’amore con te, ma questo non significa che…
Risatina: – Sì, lo so… Non preoccuparti, non ho intenzione di attaccarmi a te come una cozza allo scoglio.
L’immagine mi piace… Questa ragazzina ha un animo poetico.
La bacio di nuovo, questa volta con più intensità. Le ruoto la lingua in bocca e le risucchio la saliva per berla. Intanto che la bacio “alla francese”, le tiro i capezzoli.
– Hmmm… – si sta già scaldando di nuovo.
La lascio andare e la fisso negli occhi: – A desso però, tocca a te.
Per un attimo mi fissa senza capire, poi sorride e accetta la sfida.
Mi sdraio appoggiando il capo al cuscino e apro le gambe.
La Mara mi si accoccola fra le cosce e prende conoscenza con il mio scrigno del tesoro… Si inginocchia e avvicina il viso al mio pelo dorato. Avverto il suo fiato sulla fica.
Mi accarezza l’interno delle cosce, sbaciucchia la peluria, apre le grandi labbra con le dita… Poi, preso il coraggio a due mani, comincia a leccarmela.
La sua prima fica… Ho di che esserne fiera.
Non che sia particolarmente brava, ma d’altra parte è raro che un’adolescente si copra di gloria la sua prima volta, giusto? Mi lecca appena la spacca, poi va dritta al clito.
Ma d’altra parte è l’unica cosa che conosce, quindi si concentra lì… Non dico che mi dispiaccia, però io sono un tipo più vaginale che clitorideo, e lo stimolo interno per me è importante.
Bene, qualcosa da insegnarle… Più tardi.
Per ora mi godo il primo connilinguo della sua giovane vita. Chiudo gli occhi e comincio a toccarmi i capezzoli, mentre le accarezzo le guance con l’interno delle cosce.
Mi piace, mi piace…
Emetto un primo lamento, e la Mara chiaramente ne trae coraggio e accelera le operazioni. Comincia a mangiarmi la fica come se stesse morendo di fame, e anche io comincio a prenderci gusto. I miei sospiri diventano prima gemiti di piacere, e poi gridolini di godimento.
– Continua, continua… – rantolo, prendendola per le orecchie e tirandomela contro la fica – Dai, dai che sto per godere…
Mi tira una pennellata sul clito, dalla radice alla testa, ed è come un’esplosione prematura.
Sussulto, m’inarco, grido: – Aahhh!
Un miniclimax, come dicono gli esperti. Se mi tirava più a lungo, sarebbe stato molto più potente, ma anche così non è niente male… Considerato che è la prima volta che lecca una fica…
La abbraccio e la bacio per ringraziarla.
La cosa più importante è che sia piaciuto a lei… E cribbio se le è piaciuto!
La ninfetta è al settimo cielo, e si vede.
Guardo l’orologio e mi preoccupo: ci avranno date per disperse.
Infiliamo i due pezzi di corsa e ci precipitiamo in spiaggia senza neanche rifare il letto.
Non avrei dovuto preoccuparmi troppo.
Elena non è ancora tornata… Probabilmente oggi Aldo sta dando il meglio di sé.
La Giusy sta ancora giocando a carte con Angela, solo che Nino si è unito a loro, e adesso i due fidanzatini sembrano di nuovo andare d’amore e d’accordo.
Ci uniamo a loro, prima la Mara e poi io per non dare troppo nell’occhio e rendere ovvio che siamo state via insieme. Io odio giocare a carte, ma pazienza.
Elena arriva anche lei poco dopo, e ho la scusa per lasciare subito il gioco: voglio sapere tutto.
Elena mi prende per mano e andiamo a fare una passeggiata lungo il bagnasciuga.
Mi racconta nei dettagli la scopata di fuoco che si è appena fatta nella cabina… Aldo era davvero in forma, e se l’è ripassata di dritto e di rovescio per tre volte di fila.
– Ci stai davvero prendendo gusto col vitellone, quest’anno – osservo, un po’ piccata.
Lei mi guarda divertita: – Sei gelosa? Non ti preoccupare, per oggi ho avuto la mia razione di cazzo, ma adesso ho ancora voglia di fica…
Bene, è la prima volta che Elena mi si propone di sua iniziativa. Evito di rimarcare che non sono gelosa e che semplicemente Aldo mi sta sul cazzo, e le passo un braccio sulle spalle attirandola a me mentre camminiamo con i piedi nell’acqua.
Lei gira la testa a guardami, e io le sfioro le labbra con un bacio.
Così, in pubblico.
Lei sgrana gli occhi sorpresa, ma non si tira indietro.
Strano, baciare la madre dopo essermi appena fatta la figlia… Ma non mi sento in colpa: sulle labbra di Elena sento ancora il sapore dello sperma di Aldo.
***
Bene, non è difficile organizzare la serata.
Angela e Nino desiderano un po’ di intimità e si fiondano a casa subito dopo la pizza. Io e Elena esprimiamo il desiderio di fare due passi insieme, e così le ragazze decidono di andare ancora a dormire insieme a casa nostra per non disturbare i fidanzatini.
La Giusy mi dà la buonanotte con un bacio, e per la prima volta la Mara la imita.
Solo che invece che sulla guancia, lascia casualmente cadere il suo bacio sulla mia bocca.
Allontanandosi mi fa l’occhiolino: – Mi raccomando: divertitevi, tu e la mamma…
Sa perfettamente che abbiamo intenzione di appartarci per fare sesso, ma non mi è chiaro se la cosa la disturbi o la intrighi.
La nostra passeggiata dura ben poco: giusto il tempo per consentire alle ragazze di andare a letto e di addormentarsi. Del resto la Elena è una gran pigrona, e di passeggiare non le va proprio.
Ci prendiamo un sorbetto in un bar per ingannare il tempo, così nel dubbio la corteggio un po’, poi torniamo a casa.
Le luci sono spente, non si sente rumore, e dalla stanza delle ragazze proviene il respiro ritmico di chi dorme il sonno del giusto.
Andiamo in camera mia, e finiamo dritte a letto.
Elena osserva piccata il mio letto sfatto: – Oh, vedo che oggi questo posto ha già visto dell’attività… Da chi ti sei fatta sbattere mentre io ero con Aldo?
Arrossisco involontariamente: mi ero scordata di averlo lasciato così… Ho un po’ di vergogna, in fondo le ho sedotto la figlia adolescente. Però mi eccita anche l’idea di fare sesso con lei sulle lenzuola ancora impregnate del profumo della Mara.
– Non ho capito: tu puoi scoparti Aldo e io non posso divertirmi con un altro?
Lei scrolla le spalle: – Vabbè, mi racconterai dopo… Voglio sapere tutto!
Sì, come no… Adesso le racconto di come le ho traviato la figlia.
Ci spogliamo l’una con l’altra, e io sono deliziata nel riconoscere per la prima volta una certa iniziativa nei modi della mia amante, che fino ad adesso è sempre stata molto remissiva, se non addirittura sottomessa. Bene. Ne approfitterò…
La scopata abortita sul più bello con la Mara mi ha lasciato una voglia tremenda di godere sulla bocca della mia partner, e mi pare giusto che la madre ponga rimedio all’errore della figlia.
Così, dopo un po’ di preliminari per riscaldarci un po’ (e per inumidire le fichette), mi stendo sulla schiena e offro il mio sesso alla boccuccia di Elena.
A differenza di sua figlia, la mia amica ormai conosce bene i miei gusti, e si concentra sul mio tunnel dell’amore, percorrendolo a lungo alla ricerca del punto G per cercare di mandarmi in orbita.
Mi lecca anche il clito per soprammercato, ma dita e lingua non cessano mai di sollecitarmi la vagina.
Mi abbandono al piacere che monta come un’onda, si abbatte e rimonta di nuovo sempre più in alto, in una successione la cui potenza cresce in proporzione logaritmica (ricordatevi che sono un’insegnante di matematica!) e che mi squassa l’anima e le viscere.
Chiudo gli occhi per concentrarmi sulle sensazioni squisite che mi dà la lingua di Elena sulla fica e dentro di essa, e uso le mani per accarezzare la testa della mia amante e per tormentarmi i capezzoli, che ormai sembrano razzi pronti a partire per la Luna.
Sono ormai più di là che di qua, quando mi sembra di sentire un rumore e avverto una presenza vicino a noi.
Con uno sforzo riapro gli occhi, per vedere la Mara che si avvicina al letto con aria timida e decisa al tempo stesso. Ha addosso la canotta e le mutandine bianche che aveva indosso per dormire con mia figlia e che contrastano con la pelle olivastra e abbronzantissima, ed è una visione estremamente eccitante.
Incrocia il mio sguardo e mi sorride, come se la sua presenza al fottisterio mio fra me e sua madre sia una cosa normale.
La Elena è tutta presa dal connilinguo e non si accorge di niente.
Io da un lato sono raggelata, dall’altro la presenza della ninfetta eccita le componenti più depravate della mia sessualità.
La Mara si sfila le mutandine che cadono a terra, poi siede sulla sponda del letto, sfiorando col fianco nudo la mia coscia che a sua volta stringe la testa di sua madre, impedendole di vedere cosa stia succedendo.
Per un po’ non succede niente: Elena continua a lapparmi la fica, e Mara ci osserva intenta, una mano sulla mia spalla e l’altra nel grembo.
Poi, quasi senza parere, appoggia l’altra mano sulla schiena nuda di sua madre sempre intenta nel connilinguo.
Ora, io sto tenendo entrambe le mani sulla testa della mia amante, e sentirsi un’altra mano sulla schiena fa suonare un campanello d’allarme nella testa della Elena, che solleva il capo perplessa.
Vede me intenta a osservare la Mara, e segue il mio sguardo fino a inquadrare sua figlia, seminuda accanto a noi.
Se la Elena non ha avuto un infarto adesso, immagino che non lo avrà mai più.
– Ciao – la saluta la Mara con un sorriso timido.
– Maronna santissima – esclama la Elena con un accento napoletano esagerato – Cosa ci fai tu qui?
– Mi chiedevo se c’era posto anche per me…
L’espressione della ragazzina è di quelle che spezzano il cuore. Una sceneggiata perfetta…
– Tu tieni la merda n’a capa!
– Sono cresciuta, mamma… Sono tua figlia, e ho le stesse tue voglie. Preferisci che vada a soddisfarle col primo che passa…?
Elena, sempre chiusa fra le mie gambe, si tira sui gomiti e fissa inebetita sua figlia. La cui logica apparentemente non fa una grinza.
– … Pensavo che, invece di andare con un bagnino preso a caso sulla spiaggia, sarebbe più giusto approfittare dell’esperienza di voi due. Sbaglio?
Elena diventa rossa come un peperone delle sue parti nel sentire menzionare il bagnino. Se si tratti di imbarazzo per la sua indiscrezione scoperta dalla figlia, o per l’idea di vedere la Mara finire nelle grinfie del vitellone, non saprei dire. Probabilmente tutte e due.
Io comincio ad essere così divertita che non provo più alcun imbarazzo di fronte a quell’incredibile crisi familiare. In fondo sono a casa mia e nel mio letto, mentre madre e figlia sono entrambe venute lì di loro libera scelta.
Però io ho ancora voglia, e tutta questa perdita di tempo comincia anche ad irritarmi.
– Mara, per quel che mi riguarda, sei la benvenuta – intervengo, visto che Elena è sempre lì, imbambolata e senza parole – Ma se non lo hai capito, noi non siamo qui per scambiarci confidenze filiali. Quindi, se vuoi restare, vedi di darti da fare, perché io ho bisogno di godere. E quanto a te – aggiungo, rimettendo le mani in testa a Elena e tirandomela di nuovo fra le cosce – Vieni qui e leccamela!
Sono più forte di lei: Elena lo sa bene, e quindi non oppone resistenza. Fra l’altro, leccandomi la fica non può più vedere sua figlia, e quindi si sottrae al problema.
La Mara esita solo un secondo, poi quando vede che sua madre ha ripreso il suo connilinguo, si china a sua volta su di me.
Io allungo un braccio per cingerle le spalle, e ci baciamo in bocca.
Le sfilo rapidamente la canotta, lasciandola nuda come Elena l’ha fatta, e le sussurro con voce calda: – Succhiami i capezzoli, da brava…
La madre fra le cosce, la figlia sulle tette. Cosa potrei chiedere di meglio?
Le due consanguinee vanno avanti per un bel po’ ad amare insieme il mio corpo bollente, e alla fine riescono a portarmi ad un orgasmo nucleare.
Esplodo con un urlo rauco in faccia a Elena, sborrandole in bocca i succhi del mio piacere. Al tempo stesso attiro a me la Mara per baciarla con foga e ringraziarla così per le sensazioni nuove e perverse che la sua presenza ha infuso nel mio rapporto con sua madre.
Elena si dà da fare a ripulirmi la fica da tutti gli abbondanti umori secreti dall’esplosione del mio corpo, raccoglie tutto con la lingua e inghiotte debitamente fino all’ultima goccia.
Poi finalmente alza la testa, e ci vede intente a baciarci appassionatamente alla faccia sua.
La sua naturale gelosia prevale sull’istinto materno di protezione, e invece di incazzarsi si avvicina a noi, con un’espressione che è un misto di timidezza, curiosità ed eccitazione.
La tiro a me con la mano libera, e così le abbraccio entrambe, una per spalla.
Smetto di baciare Mara per passare a sua madre, poi ancora lei e di nuovo la Elena… Poi tiro nuovamente a me la figlia senza smettere di baciare la madre.
Mara, per stare più comoda, passa un braccio attorno alle spalle di Elena, premendole un seno sul fianco, e accosta le labbra alle mie, già occupate da quelle di sua madre.
La sua lingua inesperta si unisce alle nostre e io la accolgo calorosamente in quel bacio torrido e proibito.
Assaporo il cocktail di saliva di madre e figlia insieme, e invado a turno le loro bocche calde e accoglienti, abbracciandole strette per evitare che una delle due possa tirarsi indietro all’ultimo momento.
Ma non accade.
Il nostro bacio a tre si prolunga appassionatamente, le nostre tette si sfregano le une contro le altre in una confusione di carne morbida e calda…
Poi mi tiro indietro io, lentamente… Le tengo sempre strette a me, ma richiudo la bocca e apro gli occhi per assistere all’incesto.
Mara e Elena continualo a baciarsi a bocca aperta, infoiate come due troie, probabilmente senza veramente rendersi conto dell’enormità del loro atto.
Accarezzo loro i capelli, incoraggiandole a continuare.
Scendo con le mani lungo i loro corpi flessuosi e abbronzantissimi, fino a palpeggiare i loro culi… Sodo e elastico quello di Mara, ampio e morbido quello di Elena. Le sento fremere entrambe di passione.
A un certo punto la Elena spalanca gli occhi, improvvisamente consapevole di ciò che sta facendo. Fa per staccarsi, ma io la tengo stretta, e anche Mara le si avvinghia contro, pazza di voglia.
Affondo due dita nella sorcona guazza della mia amica, e questa smette di dibattersi, come fosse stata colpita in pieno da una fucilata.
Torno ad unirmi a quel bacio proibito, ma senza smettere di accarezzare le zone erogene in prossimità delle cosce di entrambe.
Le sento sussultare e fremere sotto le mie carezze e i miei baci.
Con le dita trovo il clito della Mara e comincio a giocarci. Lei si bagna di colpo e comincia a smaniare.
Mi divincolo lasciandole a baciarsi fra loro e mi giro fino a tuffare il viso fra le cosce della ragazzina. Osservo affascinata il suo sesso voglioso, ne assaporo il profumo, ne assaggio il sapore… Poi mi getto famelica a divorare l’oggetto del mio desiderio proibito.
– Aahhh… – geme la piccola, ricevendo la mia lingua nelle sue torride intimità – Patty, mi fai impazzire!
Bene: l’idea è proprio quella…
Elena si alza per vedere cosa succede, e si rende conto che sto facendomi sua figlia in punta di lingua.
Apre la bocca per dire qualcosa, ma io la prevengo: – Non stare a guardarmi a bocca aperta, datti da fare anche tu: succhiale le tette, e vedrai che la facciamo godere in pochi minuti!
Elena sgrana gli occhi, e io aggiungo perfida: – O preferisci che se ne vada a cercare qualche bagnino a caso che provveda a calmarle i bollori?
A una madre premurosa non occorrono altri argomenti.
Sfiora un’ultima volta con un bacio le labbra della figlia, poi si china sul suo seno acerbo e comincia a leccarle i capezzolini, rosei e durissimi, che le si offrono peccaminosamente.
– Sì, sì… Mi fate morire…
La Mara apprezza il trattamento, e mi gode in bocca in pochissimo tempo.
Bevo i suoi abbondanti fluidi, poi torno a raggiungere la Elena e mi dedico al seno libero della ragazzina, che continua a smaniare sotto le nostre esperte slinguate.
Quando Mara smette di contorcersi tutta e si abbatte stremata, vado a sfiorare il viso di Elena con un bacio.
– Ora tocca a te… – le sussurro.
– Che cosa vuoi dire?
– Sei l’unica che non è ancora venuta… Stenditi, che ti faccio godere.
I suoi occhi s’illuminano di un torbido desiderio, e la mia amica si stende, offrendosi per il connilinguo.
Mi piego su di lei, sul suo sesso folto e nerissimo, e comincio a baciarla.
Lei chiude gli occhi, abbandonandosi alla lussuria. La lecco a lungo, lentamente… Così a lungo che alla fine anche la Mara si riprende. Vede cosa sta succedendo, si illumina e mi raggiunge per baciarmi.
Io rispondo al bacio e le stringo forte un seno, piccolo ma duro come il marmo.
Lei freme di piacere e si abbandona alle mie carezze.
– Leccala un po’ tu, adesso – le sussurro lubrica – Io continuo ad accarezzarti…
– Sì, ti prego…
Senza pensarci troppo, Mara si china fra le gambe di sua madre e comincia a leccarle la fica.
Io continuo a palparle le tette, impastandole per bene e godendomi lo spettacolo osceno di quell’incesto immondo.
Elena smania, inconsapevole… O forse è già sull’orlo dell’orgasmo e non si sottrarrebbe per nulla al mondo per evitare di ricadere a terra insoddisfatta.
Per motivarla ulteriormente, mi chino a succhiare le sue tettone da vacca, senza smettere di manipolare quelle piccole e dure di sua figlia.
Ora la Elena smania e si dimena tutta, prossima a godere anche lei, e io mi accanisco sulle sue tette, succhiando e mordendo con cattiveria.
Elena sobbalza, geme, e gode in faccia a sua figlia.
La Mara lecca saporitamente il sesso della madre, suggendone il nettare proibito fino a ripulirla per bene, poi ci raggiunge e si unisce al nostro bacio.
Un bacio lungo, appassionato, che si prolunga finché non sprofondiamo tutte e tre nell’oblio…

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