piacevoli scoperte

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Ciao, sono Nicholas e sono fidanzato da 2 anni con Iris, una bella ragazza dai capelli scuri, non molto alta, ma ben fatta. Culetto rotondo ed una seconda di seno, occhi da cerbiatta e sorriso contagioso. Ciò che sto per raccontarvi risale a pochi mesi fa. Racconto il tutto in prima persona.
Era una noiosa sera di inverno a casa di amici con i soliti quattro gatti. Noi ragazzi stavamo guardando una partita e le ragazze discutevano tra loro. Seduto davanti al camino, intento a parlare con gli altri e guardare la partita, i miei occhi cadono sempre su di te, seduta sul divano con le gambe accavallate e con uno sguardo fulminante incorniciato dai tuoi capelli mossi che spezzano col bianco candido del tuo vestitino, decisamente corto e con una scollatura molto profonda che fa intravedere buona parte di ciò che dovrebbe nascondere. D’un tratto sento Max che mi dice: “ma tu la fai uscire così? “, tu guardi storto entrambi e rispondi stizzita: “lui preferisce guardare la partita che me”, così ti alzi e te ne vai in un’altra stanza. Ti seguo con lo sguardo e vedo che il vestitino copre di poco il tuo bel sedere, tondo e sodo, e dietro, al centro della schiena, dal collo fino ai fianchi, é aperto e la tua pelle é coperta solo da sottili lembi di stoffa che si intrecciano da un estremo all’altro della profonda scollatura. Mi alzo e vengo da te, ti trovo in piedi ad aspettarmi, ti cingo i fianchi con le mani e ti stringo a me, ti squadro di nuovo minuziosamente, ma poi guardo lo specchio dietro di te e noto che tra le sottili strisce di stoffa si intravede il tuo perizoma fucsia, mi arrabbio e ti dico:”ma dove cazzo vai così? “, mi giro e me ne vado, ma mi prendi la mano e mi tiri a te, con uno sguardo di scuse mi guardi fisso, ti avvicini al mio orecchio e mi sussurri: “ho preparato tutto questo per te”, mi sorridi e mi baci appassionatamente, poi ti stacchi e continui: “vieni con me”.
Perplesso ed incuriosito accetto la proposta. Torniamo dai nostri amici e con una scusa ci congediamo ed andiamo via. Saliamo in macchina e stranamente sei molto silenziosa, l’unica cosa che mi dici é: “portami a ballare”. Proposta inconsueta vista la tua avversione al ballo, ma é difficile dirti di no. Rimani silenziosa e per gran parte del viaggio guardi fuori dal finestrino, persa nei tuoi pensieri e riesco ad incrociare i tuoi occhi solo nel riflesso dei vetri schermati dal buio della notte. Assorta nei tuoi pensieri, avvolta nella stoffa bianca che lascia scoperta solo la parte più sensibile della tua schiena e cede il passo all’orlo del vestito da cui sbucano le tue gambe che conducono lo sguardo ai tacchi, alti, sottili, sensuali.
Arriviamo al locale e ti guardo scendere ed avvicinarti a me, semiseria, con un sorriso giocondo appena accennato che lascia trasparire i tuoi pensieri. Entriamo e ci accomodiamo in un salottino appartato in un angolo della sala, musica alta, luci basse. Gli sguardi dei ragazzi si posano su di te tradendo una vaga indiscrezione, fastidioso, ma allo stesso tempo intrigante. Per riuscire a parlare non possiamo fare a meno di avvicinarci alle rispettive orecchie ed inevitabilmente sento il tuo profumo sul collo, forte ed inebriante. Ti accarezzo la guancia con una mano e con l’altra ti cingo il fianco, sento quasi la tua pelle sotto le mie mani, così mi dirigo verso il collo e solo sfiorandolo con le labbra, col respiro leggero che entra a contatto con la tua pelle, sento la tua reazione. Ti lasci andare e la mia mano si sposta dalla tua guancia alla nuca che delicatamente si inarca seguendo il movimento dettato dalla schiena. Il bacino arretra ed il seno viene in avanti, costretto dal vestitino. Rimani rigida, in attesa del contatto desiderato che ti fa rimanere lì, immobile, fino a che non poso le mie labbra sulla tua pelle ed un brivido ti percorre la schiena, lo sento sotto le mie mani e la tua mano si insinua nei miei capelli, spingendomi a te. Baci su baci ripetutamente si stampano sul tuo collo e nasce un invitante sorriso sul tuo volto, ti piace, lo aspettavi, tu sola al centro delle mie attenzioni e le mie mani che sicure esplorano ogni centimetro del tuo corpo, sfiorando il seno mentre scendono fino alle tue gambe, voglioso di scoprire quanto tu sia eccitata. L’orlo del vestito, ormai salito a livelli estremi, a stento nasconde il tuo sedere. La mia mano si insinua tra le tue gambe, ma subito le stringi e la blocchi, quasi a farmi male. Un leggero strattone ai capelli e le riapri d’istinto, quasi soddisfatta per il fallimento del tuo tentativo, come premeditato. Libero da ogni costrizione arrivo a toccare il pizzo del perizoma, umido e dannatamente caldo. Sei eccitata, bagnata e scostandolo affondo con due dita fino in fondo mentre continui ad allargare oscenamente le gambe e voltandoti mi baci appassionatamente, le nostre lingue si incrociano e sento le tue labbra fremere. Riapro gli occhi per guardarti godere, le guance rosse per l’eccitazione, gli occhi socchiusi ed il respiro che accelera, qualche timido mugolio é la sola cosa che esce dalle tue labbra. Mi stacco, a pochi centimetri da te, due sole parole: “Sei mia”. Non c’è bisogno di sentirle, non c’è nemmeno bisogno di leggere le mie labbra, sai ciò che ti ho detto, lo leggi nei miei occhi e la risposta è chiara, scritta nei tuoi.
Mi guardi e mi dici: “prendi da bere, voglio ballare”. Un ultimo bacio e lascio andare il tuo piacere dirigendomi verso il bar, chiedo due cocktail alcolici ma piacevoli da mandar giù e dopo pochi minuti torno al nostro salottino, ma non ti trovo. Mi guardo intorno, ma non riesco a trovarti, troppo caos, poi una mano mi stringe il sedere, mi giro e sei lì dietro di me: “ero andata in bagno”. Riponi la borsa sul divano e prendi il cocktail dalle mie mani per berne qualche sorso, fruttato e freddo, poi mi prendi per mano e mi trascini nel caos che si trova a pochi metri da noi. Balliamo senza perderci mai di vista, ogni movimento, ogni sguardo, ogni tocco mai maldestro. Sappiamo cosa fare e come farlo. Giri su te stessa e mi dai le spalle, ti cingo i fianchi ed aderisco alla tua schiena, senti quanto mi piaci, il forte effetto che mi fai, ti volti leggermente, mi guardi e mi sorridi maliziosamente, sei soddisfatta e divertita, godi a sentire il mio corpo incollato al tuo. Continuiamo a ballare per un po’, poi torno a sedermi per sbollire un po’mentre tu continui a ballare. Continuo a bere e l’alcool inizia a farsi sentire, poi una luce nella tua borsa distoglie la mia attenzione dal tuo corpo, é il mio telefono, ma a fianco c’è qualcosa di colorato, fucsia. Sorpreso, lascio tutto lì e richiudo la borsa, i miei occhi tornano su di te e ti ritrovo a ballare vicino ad una ragazza coi capelli castani raccolti in una coda, un vestitino aderente e corto. Sarà l’alcool, ma sembra che ti piaccia e vi avvicinate sempre di più, si avvicina al tuo orecchie per dirti qualcosa, tu sorridi e mi guardi cercando di decifrare qualcosa nella mia espressione quasi meravigliata, alzi le sopracciglia come in segno di sfida, ti volti verso di lei e la baci. Le mani si intrecciano solo per un attimo per poi proseguire verso i corpi lucidi, accaldati per il movimento e per l’eccitazione. Continuate a ballare ed io resto seduto a guardarvi, fino a che non la prendi per mano e vi allontanate dalla folla, mentre voltandoti mi fai un occhiolino e con un cenno della testa mi dici seguirti. Sparite dietro una porta non molto lontana, prendo le nostre cose e vi seguo. Apro lentamente la porta e spio cercando di non farmi vedere, le luci morbide cadono perfettamente sul tuo corpo delicato ed il bianco del tuo vestito contrasta perfettamente col nero del suo che aderisce perfettamente alla tua figura. Incuriosito ed eccitato, entro senza far rumore e mi avvicino. Vittima della sua lingua che lentamente percorre il tuo collo, ti muovi in modo sensuale costretta al muro e le tue mani le avvolgono il bacino e ti regalano la morbidezza delle sue forme. Percorrono il breve tratto che le divide dall’orlo del vestito ed alzandolo mi mostri che anche lei ha deciso di essere libera quella sera, priva di indumenti superflui. Mi guardi e mi chiedi:”ti piace? “, annuisco senza proferire parola e un attimo si gira anche lei ed incrocia i miei occhi divertita: “è lui?” e veloce la tua replica: “si”.
Prendi la sua mano e venite verso di me, mi baci mentre lei non smette nemmeno per un attimo di toccarti. Mi guardi, sei fantastica, eccitata, curiosa, lo si legge nei tuoi occhi. Sento una mano che si posa sulla mia cintura, mi sorridi e la slacci lentamente, senza mai perdere il contatto visivo, la sfili e la avvolgi al mio collo tirandomi a te, la mia mano scivola tra le tue gambe e capisco di non essere il solo ad aver avuto quell’idea. Fai un passo indietro evitando le nostre mani e scostandoti le spalline lasci cadere a terra il vestitino rimanendo in tacchi e reggiseno, ti giri e la baci offrendomi la vista del tuo sedere sodo, mi avvicino e prendendoti per i fianchi aderisco al tuo corpo ed in un attimo il reggiseno cade a terra, lasciandoti completamente nuda, le sue mani si impadroniscono del tuo seno finalmente libero per poi lasciare posto alla bocca che voracemente tortura i tuoi capezzoli, sento il tuo corpo rilassarsi e con un leggero tocco apro le tue gambe e baciandoti la schiena fino scendo fino ad arrivare al tuo sedere, lo allargo leggermente ed insinuo la mia lingua fino in fondo, ti sento ansimare in preda alle nostre attenzioni e le mie mani prendono il largo sul tuo corpo, sei calda.
“Alzati”, sento la tua voce implorarmi, soggiogata dal piacere. Lo faccio ed impossessandoti dell’estremità della cintura mi conduci verso un letto facendomi stendere. Sali sul letto come una pantera ed avvicinandoti infili le mani tra i bottoni della mia camicia e li sbottoni uno ad uno, intanto lei si avvicina e mi tira giù pantaloni e boxer e senza alcun timore affonda le sue labbra sul mio pene che al solo contatto si gonfia ancora di più e lascia che tutte le vene possano sentirsi chiaramente. Sbottonato l’ultimo bottone mi sfili la camicia e scendi a baciarla, per poi continuare insieme. Una sensazione nuova ed avvolgente mi pervade il corpo. Lei si stacca e rimani da sola a farmi godere, lascia cadere velocemente vestitino e reggiseno ed avvicinandosi mi bacia: “sei carino”.
Sale su di me e si offre alla portata della mia bocca, un sapore aspro, ma piacevole . La lingua fa su e giù sul clitoride e gli spasmi che sento sono un’ottima conferma. Sento la tua bocca lasciar andare il mio pene e pochi secondi dopo un calore avvolgente su di me, ti sento ruotare sul bacino in modo che aderisca perfettamente alle tue pareti e ti lasci scivolare sul mio pene, durissimo e dritto. Un sospiro di sollievo precede le sue dita che rapidamente raggiungono il tuo clitoride ed amplificano il tuo piacere. Ansimate e vi baciate vogliose l’una dell’altra ed acceleri il ritmo sempre di più, stai letteralmente impazzendo e mi cavalchi senza sosta, ad ogni movimento del bacino senti le tue pareti più profonde allargarsi sempre più, la durezza del mio pene ti impedisce di andare troppo indietro, frustrante. I movimenti sul mio viso diventano più insistenti, accelero i movimenti della lingua e dei gemiti scandiscono il suo orgasmo, forte, trattenuto fino al culmine dell’eccitazione, fino ad esplodere. Acceleri anche tu e sento le tue unghie quasi conficcarsi nel mio petto prima di sentire le tue gambe stringersi e le tue urla di liberazione a testimonianza del tuo piacere. Rimani su di me muovendoti lentamente e, scostatasi dal mio viso, riesco a vederti. Una lenta danza su di me al solo scopo di strusciare il clitoride mai come ora sensibile ad ogni piccolo tocco. Una lingua nuovamente si insinua dietro di te aiutata dalle sottili dita che esplorano il tuo sedere fin dove possono arrivare, ma questa piacevole tortura non ti basta, il tuo sedere si sta dilatando e le dita sono troppo sottili per soddisfare le tue rinate voglie. Ti lasci cadere sul mio petto per offrirle pieno accesso alla tua fonte di piacere e poggi delicatamente la testa sul mio petto, senti l’odore della mia pelle, tiri su la testa e mi sussurri intimamente: “ti amo”, per poi lasciarti andare ad un lungo bacio. Ti allontani e mi lasci uscire, gattoni sul letto e mi dici: “È tutto tuo”.
Alzandomi prontamente mi posiziono ai piedi del letto e continuo il lavoro portato avanti da lei fino a poco prima, intanto si posiziona supina davanti a te e la tua bocca affonda nel suo piacere. Le mie dita si fanno spazio raggiungendo punti sempre più profondi e si alternano alla lingua in una piacevole tortura per i tuoi sensi. Sento che ti stai dilatando e le dita lasciano il posto al mio pene; quasi non te ne accorgi in un primo momento, tanto sei presa nel farla godere. Delicatamente tiro a me i tuoi fianchi ed entro un centimetro alla volta, le spinte delicate rendono piacevole il graduale dilatarsi del tuo ano che lentamente mi accoglie completamente. Entrando ad un ritmo sempre più veloce, sento sempre meno pressione, il dolore lascia spazio al piacere, inizia a provare piacere ed il tuo corpo si rilassa. I miei colpi, dapprima delicati, aumentano di intensità e la mia mano scivola rapidamente sul tuo clitoride gonfio per portarti al massimo del piacere. Ogni volta che entro sento le tue urla di piacere che aumentano di intensità e mi chiedi di più, più forte, più veloce, mentre con la lingua l’hai portata al culmine del piacere e sentendo il suo orgasmo mi urli: “si, scopami! Scopa la tua puttana!!”. Le tue parole mi eccitano ed afferrati i tuoi fianchi aumento il ritmo mentre la tua mano si fionda sul clitoride, lasciato libero. Ancora pochi colpi forti e raggiungiamo l’orgasmo insieme, vengo dentro di te e mi accascio sul tuo corpo, stremati, soddisfatti, felici.
È il primo racconto che scrivo, spero vi piaccia.

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