Piede estivo

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La grande stanza era occupata da un piccolo letto, dove lui giaceva e un altro grande letto a castello in legno, sopra riposava il fratello più piccolo che aveva fatto i capricci per tutta la giornata per occupare la posizione superiore, sotto la cugina Gabry.
Entrambi dormivano profondamente, dalla finestra aperta, la luna diffondeva la sua pallida luce e si udiva il dolce rumore delle frasche del grande albero in giardino, stormite dal vento.
Lui era sveglio da molte ore, concentrato sul respiro del fratello e di Gabry per accertarsi che stessero dormendo, durante la giornata aveva preso la sua decisione.
Aveva sedici anni, un anno scolastico disastroso alle spalle e tre esami a settembre che incombevano
Era un estate un po’ particolare per lui, gran parte della giornata era occupata dallo studio eccetto una breve parentesi mattutina dedicata ad un po’ di mare, i genitori erano rimasti molto delusi dai risultati scolastici ed eramo molto rigidi sul fatto che dovesse studiare gran parte della giornata.
Ma lui da quella mattina non riusciva più a concentrarsi.
Come al solito erano stati nella splendida spiaggetta circondata dagli scogli; avevano giocato, si erano tuffati dagli scogli bassi e nuotato, ma quel giorno qualcosa aveva sconvolto il giovane studente.
Il fratellino stava costruendo una complicatissima città di sabbia sulla battigia mentre lui era in acqua con la cuginetta coetanea; Gabry aveva cocluso l’anno con una promozione a pieni voti e dalla colazione lo tormentava, prendendolo in giro per il fatto che il pomeriggio sarebbe dovuto tornare a casa a studiare
“Sai mentre sarai a casa sui libri noi prenderemo il canotto per raggiungere l’altra spiaggia, si può arrivare solo dal mare ed è bellissima, peccato che ti perderai anche questa occasione”
“Basta Gabry! Lo so anch’io è inutile che continui a rigirare il coltello nella piaga”
“Non è mica colpa mia se sei stupido e hai preso tre esami, potevi studiare di più!”
“Adesso basta Gabry, se non la pianti te la faccio vedere io”
“E cosa vuoi fare? Sei solo un asino non sai fare proprio nulla”
“Ora mi hai stufato!” ed esasperato passò dalle parole ai fatti avventandosi sulla cugina con l’intenzione di afferrarla e metterle la testa sott’acqua, era sicuro che con la sua forza fisica avrebbe avuto facilmente ragione di lei e voleva darle una lezione.
Gabry però fu piu veloce, scartando di lato evitò il goffo tentativo del cugino che nello slancio finì sott’acqua lui.
Infuriato, cerco di riprendere l’equilibrio per riprovarci ma quando riemerse con la testa tutto rapidamente prese una piega inaspettata.
Gabry intuendo la mossa del cugino alzò la gamba e quando lui ritornò in superfice gli piantò un piede in faccia.
Egli rimase come pietrificato, la sorpresa aveva fatto svanire ogni sentimento di rivalsa, sentiva sul volto la pressione della grinzosa tuttavia morbida pianta del piede di Gabry, mentre, con sua grande sorpresa, il suo membro si indurì immediatamente.
Non fu in grado di opporre nessuna reazione e rimase per qualche secondo così, con il suo piede in faccia, la pianta aderiva sul volto coprendogli bocca, naso e uno degli occhi, l’altro, aperto, fissava la cugina svettare su di lui con un espressione trionfante sul volto, nel frattempo il suo pene si ingrossava sempre di piu
Fino a quando Gabry, ridendo, aumentò la pressione facendolo risprofondare
Tornato a galla trovò la cugina che ancora lo derideva
“hai visto, sei cosi stupido che alla fine sei tu quello che è finito sotto e ti ho pure messo un piede in faccia”
Lui Non rispose nulla, sconfitto e ancora sconvolto si voltò e prese il largo nuotando, inseguito dalle risate della cugina
” hey non allontanarti troppo che tra poco devi tornare a casa”
Continuò a nuotare fino a quando l’acqua fresca e il movimento fisico fecero calare la potente erezione
Nella sua testa vorticavano mille pensieri, cosa gli era successo? Come mai non era stato capace di reagire? Come mai si era eccitato a quel modo?
Ripensando alla cugina, alla sua espressione vittoriosa, al suo piede, il suo membro si indurì nuovamente.
Mentre gli altri si mettevano sotto l’ombrellone per il pranzo a base di focaccia lui raccolse il suo zaino per incamminarsi verso casa per riprendere gli studi, sbocconcellando nel mentre la sua porzione
Salutò tutti e con la coda dell’occhio sbirciò Gabry sdraiata su un telo a pancia in giù, mentre mangiava teneva sollevate le gambe muovendole ritmicamente, mostrando quelle piante che lo avevano così sconvolto, la cugina notando lo sguardo gli sorrise amichevolmente e lo salutò promettendogli che magari un giorno di questi gli avrebbe dato una mano nello studio.
Una volta rientrato a casa andò nella stanza da letto dove dormiva con la cugina e il fratello, si sedette di fronte alla piccola scrivania ingombra di libri afferrando la grammatica latina per ripassare le complicate regole
Tuttavia non riusciva a concentrarsi, piu volte provo a recitare le declinazioni ma ogni volta la sua attenzione era sviata da altri pensieri, continuamente riviveva l’episodio della breve lotta e ripensava alla pianta del piede di Gabry che si posava sul suo volto, ogni volta sussultava, ogni volta si eccitava.
Chiuse disperato il libro e si prese la testa tra le mani rimanendo così per molti minuti.
Ricompostosi si alzò per camminare un pò nella stanza e schiarirsi le idee quando notò vicino al bordo del letto a castello un grazioso paio di sandaletti di cuoio che Gabry era solita indossare la sera
Deglutendo si avvicinò e meccanicamente li raccolse per analizzarli meglio.
Dovevano essere molto usati, erano un po’ usurati e addirittura mostravano le impronte dei piedi di Gabry impresse sulla soletta.
Senza accorgersene avvicinò il suo naso ai sandali per ispirarne l’odore, poteva sentire l’aroma dei piedi risalire nelle sue narici, respirò profondamente e il suo membro reagì nuovamente inturgidendosi subito.
Non ce la faceva più! si buttò sul suo lettino e calatosi il costume, appoggiò il suo pene eretto sulla soletta del sandalo destro, proprio dove l’orma era più evidente e iniziò a masturbarsi strofinandolo forsennatamente su quell’impronta.
Subito nella sua mente su materializzò Gabry che lo incitava a baciarle i piedi, ad annusarli, a leccarli.
Si sentiva succube dei suoi piedi e continuò questa insana immaginazione fino a quando non venne copiosamente nel sandalo
Sfinito si rigirò nel latto per fissare il soffitto e darsi delle spiegazioni, sentiva dentro di se che era tutto sbagliato, come aveva potuto comportarsi così? Dopotutto Gabry era sua cugina, perchè avvertiva queste sensazioni e questo eccitamento? Perchè i suoi piedi?
Lui non aveva mai avuto una ragazza, a scuola non si era inserito molto bene nella classe e le sue compagne, non essendo molto popolare, non lo degnavano di uno sguardo,
Seppure ci fossero ragazze che gli piacevano, era molto timido e non si era mai dichiarato a nessuna, poi il brutto rapporto con i compagni non lo aiutava.
Ma adesso si ritrovava in questa situazione imbarazzante, voleva baciare i piedi a sua cugina Gabry, lo voleva immensamente, l’esperienza della mattina lo aveva lasciato sconvolto ma desiderava ardentemente che i suoi piedi si posassero nuovamente sul suo volto
Una volta assicuratosi che tutti dormissero profondamente sgattoiolò fuori dal letto, attento a non fare il mimino rumore e si diresse verso il letto a castello.
Si avvicino per ammirarla, lei dormiva prona, senza lenzuolo, indossava solo una maglietta e dei pantaloncini molto corti che lasciavano scoperte le sue lunghe gambe affusolate,
I suoi occhi ormai abituati al buio seguirono la linea delle cosce e dei polpacci fino a fissarsi sui suoi piedi
Si avvicino prudentemente.
Le piante erano rivolte verso l’alto, poteva distinguere le numerose grinzette che partivano dal tallone per svilupparsi su tutto l’arco plantare, fino alle morbide dita dei piedi.
Ormai era vicinissimo, solo pochi centimetri lo separavano dai piedi di Gabry e già a quella distanza poteva avvertire il loro intenso odore, bastò questo per eccitarsi, crebbe in lui una potente erezione che gli tolse gli ultimi scrupoli.
Avvicinò il naso e si inebriò di quell’odore, annusando ogni centimetro, soffermandosi sulle dita e su ogni singola grinza
Gabry dormiva con una gamba accavallata sicchè poteva annusare solo il piede più vicino a lui, dopo aver ripetutamente odorato la soffice pianta, osò posare un timido bacio ritraendosi subito, mortificato, temendo che la cugina si svegliasse.
Il breve contatto lo aveva fatto fremere di piacere, la pelle del piede era calda e morbida, lievemente sudata, emanava quell’odore che lo scuoteva, le sue labbra avevano incontrato le delicate pieghe della pianta che lo eccitavano intensamente.
Rassicuratosi che la cugina dormisse riprese a baciarle il piede, sempre più insistentemente, la sua erezione era al massimo della potenza, potera sentire il suo membro palpitare mentra continuava l’adorazione di Gabry.
Andò avanti così per almeno un ora, sempre più eccitato, dopo aver ricoperto di baci il piede della cugina volle provarne il sapore, nel frattempo le sue mani scivolarono sul pene e cominciò a masturbarsi
Tirò fuori la lingua e iniziò quello che lui mentalmente chiamò la lavanda dei piedi, era estasiato, anche in questo caso assaporò meticolosamente tutto il piede beandosi del gusto acre ma per lui delizioso
Improvvisamente la cugina emise un gemito e distese anche l’altra gamba piazzando entrambi le piante a pochi millimetri dal suo volto infuocato e atterrito dall’improvviso movimento
Si paralizzò, già vergognandosi di essere scoperto dalla cugina mentre era intento a leccarle i piedi, perlopiù mentre si stava masturbando il pene oscenamente eretto.
Tuttavia Gabry non si svegliò, rassicurato, continuò la sua operazione, ora finalmente poteva adorare entrambi i piedi e ci si dedicò con il massimo impegno, mentre con la mano continuava a pompare sul suo membro palpitante.
Eiaculò, con il viso affondato nelle piante dei piedi della cugina, tra soffocati gemiti di piacere mormorando sommessamente il suo nome “Gabry..”
Si accorse che ormai stava per albeggiare, non si era reso conto di aver passato tutta la notte ai piedi della cugina, il tempo per lui era volato, dopo aver baciato per l’ultima volta le piante, a malincuore si allontanò ricordandosi di ripulire il pavimento dallo sperma fuoriuscito dal suo pene che, insaziabile, continuava a rimanere eretto.
Tornò quindi sfinito al suo lettuccio e non si accorse del sorriso soddisfatto e malizioso impresso sul volto della cugina .
La mattina dopo a colazione i suoi gli chiesero se si sentisse bene, dopo la notte in bianco non aveva certo una bella faccia, lui rispose bruscamente di stare benissimo, solo non era riuscito a dormire a causa di una zanzara che lo aveva tormentato
“poverino!” intervenne Gabry “Una zanzara non l’ha fatto dormire, si vede proprio che non vali nulla se capitava a me aspettavo che si posava sul muro la schiacciavo con un piede!”
Così dicendo mimò la mossa, mostrandogli la pianta nuda.
Lui trasecolò, la sola vista dei piedi della cugina lo mettevano in uno stato di eccitazione estrema
Arrossì della sua ennesima erezione, per fortuna erano tutti seduti intorno al tavolo e la sua vergogna non era evidente, in quel momento l’unica cosa che desiderava era di buttarsi ai suoi piedi
I suoi pensieri furono interrotti dalla voce di Gabry.
“Questa mattina non vengo al mare, al paese c’è il mercato e voglio fare un po’ di shopping”
“S-se vuoi ti accompagno” mormorò lui “anch’io non ho molta voglia di andare in spiaggia oggi”
“no tu vai al mare così ti riposi! questo pomeriggio devi studiare e non sai che faticata ti aspetta se mi accompagni, voglio vedere tutte le bancherelle e camminerò molto”
Era rimasto un po’ male dalle sue parole, in cuor suo sperava che accettasse, in quel modo avrebbe potuto passare la mattinata con lei e avere l’occasione di ammirare i suoi piedi
Passò una noiosa mattinata in spiaggia l’unico vantaggio fu che riuscì a dormire un po’ sotto l’ombrellone e recuperare qualche ora di sonno, durante il quale sognò la cugina che riposava i piedi stanchi poggiandoli sul suo viso..
Il pomeriggio come al solito torno a casa, non degnò nemmeno di un’occhiata i libri ma si fiondò subito sui sandali di Gabry per annusarli e sfogarsi su di loro
Mentre stava per tirare fuori il pene già eretto udì per le scale la voce della cugina
“hey! C’è nessuno?”
Rapidamente si ricompose e lanciando i sandali sotto il letto, mentre sentiva la porta che si apriva
Era lei che entrò allegramente nella stanza e lo apostrofò ridendo
“hey! Ma che faccia hai? Sembra che hai visto un fantasma, ma perchè i libri non sono aperti? Devi studiare sai! Che stavi facendo?” disse mentre il suo sguardo controllava la stanza
“Niente, niente, stavo per iniziare a studiare lat…”
Le parole gli morirono in bocca mentre guardava la cugina
Era vestita diversamente dalla mattina, indossava una maglietta che mostrava le spalle nude e degli shorts veramente minimal che lasciavano scoperte le sue gambe favolose
Ma quando lo sguardo cadde in basso rimase senza fiato, al posto delle modeste espadrillas che solitamente portava ora c’erano degli zoccoli in legno con un tacco di almeno 10 cm, una fascia di pelle nera circondava la parte anteriore del piede, lasciando scoperte le dita, quando camminava il tallone si sollevava lasciando intravedere la pianta sottostante.
Era in estasi, continuava a fissare quelle meraviglie sentendo il suo pene indurirsi
Ad un tratto uno schiocco di dita lo riportò alla realtà, era Gabry che lo guardava con aria divertita
“ma che fai ti sei incantato? Dai svegliati! allora che ne dici, ti piacciono i miei nuovi acquisti, mi stanno bene?”
“s-si stai bene”
“si lo so, quando ho visto queste scarpe non ho resistito e le ho subito prese, non sono comodissime ma fanno il loro effetto, vero? Disse alzando un piede per mostrargliele meglio
“s-si…il loro effetto”
La cugina scoppiò a ridere, alla goffaggine del cugino
“che parlantina! sembri un pappagallo ammaestrato, che fai? Ripeti tutto quello che dico? Sei proprio scemo te. Se non vuoi studiare accompagnami a prendere un gelato” e si voltò incamminandosi verso il bar del paese
Lui la seguì precipitosamente ancora ammirando la sensuale camminata di Gabry che gli mostrava le piante ad ogni passo
Giunti al bar si sedettero all’aperto, e ordinarono il gelato, il posto era semideserto poichè la maggior parte dei turisti era in spiaggia.
Sospirando Gabry disse di essere molto stanca, il giro al mercato era stato molto faticoso ma alla fine era riuscita a trovare un sacco di roba interessante
La conversazione era monopolizzata dal suo racconto, lui ascoltava in silenzio il fiume di parole, lanciando fugaci occhiate ai nuovi zoccoli, improvvisamente Gabry si tolse le scarpe a appoggiò i piedi sulle gambe del cugino con un sospiro di sollievo
“Ah, ora si che sto bene, scusa ti danno fastidio? Sai ho camminato molto e ho bisogno di allungare un po’ le gambe, posso?” gli disse con aria frivola
Lui era paralizzato e fissava quei meravigliosi piedi appoggiati sulle sue cosce seguendo con lo sguardo i loro movimenti e percependo il loro odore.
Il suo pene reagì subito manifestando una potente erezione, per fortuna indossava una maglietta che riusciva, parzialmente ma non del tutto, a nascondere il suo stato di eccitazione.
La cugina sempre ridendo gli disse
“sai in questi giorni mi sembri un po’ imbambolato, c’è qualcosa che non va?
“n-no Gabry, tutto a posto, veramente, è solo che questi esami mi stanno esaurendo, non ne posso più di studiare”
“Dai questa sera ti aiuto io, piuttosto stiamo svegli fino a tardi e rivediamo un po’ di cose, tu torna a casa ora io raggiungo gli altri in spiaggia,
Così dicendo tolse i piedi dalle sue gambe, mentre lo faceva inavvertitamente la pianta urtò contro il suo pene eretto, facendolo sussultare
Per fortuna lei non si accorse di nulla, tirò fuori dalla borsa le sue vecchie espadrillas e le indossò
“questi zoccoli portali a casa tu per favore, lasciali in camera vicino al mio letto, mi raccomando sono nuovi, non rovinarli o te li faccio mangiare!”
Lasciò il cugino così, con le sue nuove scarpe in mano e un espressione attonita sul volto mentre ridendo prese la via della spiaggia
Si diresse in fretta e furia a casa stringendo tra le mani gli zoccoli di Gabry
Non appena entrò nella stanza si liberò dei vestiti lasciando libero il suo pene svettante e,avvicinò il naso agli zoccoli, nonostante fossero nuovi si percepiva già l’odore inconfondibile dei suoi piedi, si mise a letto e mentre annusava e baciava le scarpe nuove stofinava il membro ritto su uno dei sandali della cugina che aveva recuperato
Ligio agli ammonimenti di Gabry non osò toccare gli zoccoli allo stesso modo, per paura di rovinarli.
Dopo essersi masturbato ripensò un po’ contrariato alla promessa della cugina, quella sera voleva farlo studiare fino a tardi, quindi lui avrebbe avuto meno tempo da dedicare ai suoi piedi, già pregustava quel momento e lo rattristava il fatto di non poter passare l’intera notte ad annusare e baciare le sue piante.
Dopo cena, come promesso Gabry salì in stanza con lui, per ripassare, per quella notte avevano deciso che il fratellino avrebbe dormito con i genitori, nell’altra camera, per permettere ai due ragazzi di studiare indisturbati
La casa era molto grande, i genitori dormivano nelle camere più grandi, loro invece riposavano in una dependance indipendente, la mattina poi ci di ritrovava tutti nel giardino per la colazione
Gabry Prese la sua grammatica e scosse la testa
“quanto tempo ho passato su questo libro, alla fine non è così difficile, vedrai che farai progressi già da stasera
Iniziò una lunghissima sessione di studio, per stare più comoda Gabry era seduta sul letto de cugino, poizionato accanto alla scrivania, e ripeteva a memoria le complicate regole grammaticali interrogandolo se avesse capito
Il cugino effettivamente trovò beneficio da questa lezione, gli piaceva avere qualcuno che studiava con lui, gli sembrava tutto più semplice e intuitivo, peccato che spesso si distraesse facendo cadere lo sguardo sulle sue estremità
Improvvisamente la cugina allungò le gambe e posò i piedi scalzi sulla scrivania,
“ah molto meglio adesso, ahi però! la scrivania è troppo dura, posso mettere il tuo cuscino sotto?
Si alzò subito per esaudire il suo desiderio, prese il suo cuscino e lo mise sulla scrivania per sistemarlo sotto i suoi i piedi, ora studiare era diventato più difficile perchè ora si ritrovava quelle due bellissime piante a poca distanza da lui,
Dopo un pò Gabry chiuse il libro con uno schiocco
“ora basta studiare! Non ne posso più, dai però, mi sembra che ti sia servito fare un po’ di ripasso con me, finalmente la tua testaccia ha imparato qualcosa”
Lui le sorrise pieno di gratitudine
“si è vero Gabry, grazie mille, mi sono servite più queste poche ore che gli ultimi giorni di studio”
“beh, non dimenticare che hai studiato con la ragazza più intelligente nel raggio di kilometri” rispose lei ridendo “anche se sei un somaro se ti ci metti puoi passare questi benedetti esami”
“ora però basta parlare di scuola, adesso tocca a te aiutarmi”
“certo Gabry, cosa posso fare per te” rispose lui solerte
“innanzitutto devi darmi un tuo parere” così dicendo corse scalza verso la sua borsetta da dove tirò fuori una piccola confezione e tornò rapidamente buttandosi sul letto
“guarda! oggi al mercato ho preso anche questo smalto e vorrei metterlo sulle unghie dei piedi, ti piace?
Era una piccola confezione di smalto per unghie, di un bel colore arancione solare
Nella sua testa vorticarono le immagini di Gabry con le unghie dei piedi smaltati, bellissima
“s-si, credo di starebbe benissimo”
“lo immaginavo” rispose lei ridendo
“allora per sdebitarti del fatto che ti ho aiutato a studiare, me lo devi stendere tu! Dai vieni qui!”
Così dicendo si sedette sul letto, con le gambe raccolte, lasciando sporgere dal bordo le sue sensuali dita dei piedi, fissando il cugino con aria divertita.
Lui rimase stupefatto dalla sua richiesta, una parte di lui avrebbe voluto rifiutare ma invece si inginocchiò davanti a lei afferrando con le mani tremanti il piccolo contemitore che lei gli porgeva
“non so Gabry, non l’ho mai fatto” rispose con un filo di voce, fissando i suoi piedi
Quando lei vide il cugino in quella posizione e in quell’atteggiamento non riuscì a trattenere una risata
“ma dai, non è cosi difficile, devi solo prendere il pennellino e stendere il colore sulle unghie, mi raccomando devi fare un lavoro perfetto, voglio che siano bellissime”
Si mise diligentemente al lavoro, in realtà questa mansione gli permetteva di stare vicinissimo ai piedi della cugina, una vicinanza che scatenò un’immediata erezione, mentre Gabry osservava attentamente commentando il suo operato.
“stai attento! Solo l’unghia, non il dito! Mi raccomando devi stenderlo bene! Ma che fai?”
Essendo la prima volta che faceva una simile operazione, era molto impacciato, nonostante ci mettesse tutto il suo impegno i risultati erano scarsi..
La cugina, stizzita, gli tolse il pennellino dalle mani
“cavoli ma sei proprio incapace! Non vedi che stai facendo un pessimo lavoro? Non dovevo fidarmi di uno stupido come te! vediamo se almeno riesci a stare fermo!”
Così dicendo tolse i piedi dal bordo del letto, uno lo appoggiò sulla coscia del cugino, l’altro lo pose sulla sua spalla
“fermo ti ho detto, devi stare immobile sennò viene fuori un casino!”
Così dicendo iniziò a stendere lo smalto sulle unghie del piede tenuto sulla sua scapola
Concentrata in questa operazione ignorava il cugino sotto di lei, nel fattempo lui era rimasto a bocca aperta sconvolto dalla reazione della cugina e per come lo stava trattando, ora era li, in ginocchio, con i suoi piedi addosso mentre lei finiva di stendere con noncuranza lo smalto
Tutto ciò aumentò paradossalmente sempre di più il suo stato di eccitamento, il suo pene stava scoppiando, poteva sentirlo pulsare come ad implorarlo di mettere fine a questa tortura e far scatenare i liquidi che sentiva risalire dentro, sussultò, temendo che sarebbe venuto così, in quella posizione, senza nessuna stimolazione, davanti a lei
“ti ho detto che devi stare immobile! Nemmeno questo riesci a fare, allora vuoi farmi sbagliare apposta!” gli inveì contro Gabry innervosita
“vediamo se così stai fermo!”
così dicendo tolse il piede dalla spalla, lo appoggio con malagrazia sulla sua coscia, nel frattempo sollevò l’altro ponendolo fermamente sul suo viso.
“Oh! adesso stai fermo capito! Non devi muovere nemmeno un muscolo!
Sovrastato dal piede della cugina cercò di rimanere immobile, mentre lei riprese a smaltarsi le unghie
La pianta aderiva saldamente al suo volto, il tallone premeva sulla sua bocca chiusa, il naso gli doleva un po’ per la pressione che il piede esercitava, gli occhi, sbarrati, erano parzialmente accecati, mentre le dita erano distese sulla sua fronte
Da quella posizione riusciva comunque a vedere la cugina, ancora irritata, impegnata a stendere lo smalto, man mano che l’operazione proseguiva la vide rassenerarsi e anche la pressione del piede si allentò, l’odore intenso della pianta del piede invadeva le sue narici, avrebbe voluto baciarle il tallone ma non osava fare il minimo movimento per evitare di contrariarla ancora.
Dopo qualche minuto vide Gabry soddisfatta
“fantastico! Ora è perfetto” disse tenendo ancora il piede premuto sul suo volto per esaminare il risultato finale
“guarda come dovevi stenderlo incapace!”
Tolse rapidamente il piede e lo pose a pochi centimetri dai suoi occhi per fargli vedere le splendide unghie, ora colorate di acceso arancione.
“Hai visto? Dovevi fare così, certo che su di te non si può proprio fare affidamento!”
“scusa Gabry… Non lo avevo mai fatto… Mi dispiace, veramente!”
La vista del cugino in ginocchio e così mortificato divertì la cugina,
“vabbè dai ti perdono” disse lei ridendo e ponendo entrambi i piedi sulle sue spalle
“dopotutto alla fine sei stato bravo e non ti sei mosso, ti giuro che se lo facevi ti schiacciavo la faccia sotto i piedi” minacciò ilare
A lui sembrò che per un attimo il suo sguardo cadesse sull’inguine dove il suo membro non accennava a diminuire, oramai nemmeno la maglietta poteva nascondere la formidabile erezione causata dai suoi piedi, il pene era ben visibile sotto gli abiti, testimone inequivocabile della sua eccitazione
Gabry allora lo guardò direttamente negli occhi, sul suo viso era stampato un sorriso strano
“certo che sei strano tu” gli disse
“C-come, perchè dici questo? Cosa… Io…” farfugliò lui arrossendo
“io me ne vado a letto perchè sono molto stanca” lo interuppe lei alzandosi e buttandosi sul letto a castello
“dopotutto è stata una giornata faticosa, soprattutto per te, domani parla con i tuoi e prenditi una giornata di svago, così andiamo a farci un giro insieme, che ne dici?
“si, certo dove vuoi andare”
“non lo so, ci devo pensare, ora vado a letto, non fare rumore e fammi dormire” gli disse guardandolo sempre negli occhi
Lui annuì sommessamente
” comunque non ti preoccupare, prima mi hai fatto arrabbiare ma ora mi è passata, alla fine in un modo o nell’altro mi hai aiutata con lo smalto, la prossima volta sappiamo come fare” concluse con una gioiosa risata
Andò in bagno ancora ancora rosso di vergogna, in cuor suo sperava che Gabry non avesse notato la sua grossa erezione ancora in atto
Era stato tutto così strano e coinvolgente, lei che si metteva lo smalto sulle unghie mentre gli teneva i piedi in faccia…ancora fremeva al ricordo
Prese tra le mani il suo pene e iniziò a masturbarsi con foga venendo copiosamente dopo pochi minuti.
Tornato a letto trovò Gabry e il fratello addormentati, attento a non fare rumore si mise a letto con l’intenzione di alzarsi dopo un pò per andare ad annusare ancora le piante della cugina
Tuttavia le forti emozioni provate lo avevano sfinito e crollò anche lui in un sonno profondo.

Si risvegliò la mattina, il sole era già alto in cielo inondando la stanza di luce , era solo nella stanza silenziosa, si guardò intorno ancora assonnato, il letto di Gabry era vuoto e disfatto, vicino al muro giacevano i suoi nuovi zoccoli di legno, la loro vista lo risvegliò completamente.
Scese dal suo giaciglio chiedendosi dove fossero tutti e affacciandosi alla finestra vide la cugina in giardino, impegnata ad apparecchiare per la colazione, rimase a contemplarla fino a quando lei lo scorse e lo apostrofò ridendo
“Hey buongiorno! Ma quanto hai dormito? Dai, scendi e vai a prendere in cucina la colazione, è già tutto pronto!”
Rapidamente si vestì e scese precipitosamente le scale uscendo nel cortile assolato, Gabry quella mattina indossava un abitino prendisole a fiori, molto corto e ai piedi sfoggiava delle alte zeppe in sughero, sicuramente un altro acquisto del mercato, con la fodera verde smeraldo che metteva in risalto le splendide unghie smaltate di arancione.
Rivedendole non potè fare a mano di pensare alla serata precedente: si ricordò di lui in ginocchio, di fronte al letto mentre Gabry si stendeva lo smalto appoggiando con noncuranza i piedi sul suo viso.
“Beh! Che fai li impalato, dai muoviti! oggi dobbiamo fare un sacco di cose!”
Le parole della cugina lo riscossero, corse in cucina per prendere l’occorrente per la colazione e tornò in giardino, le zeppe ora giacevano in terra lei era seduta, abbandonata sulla sedia e aveva allungato le gambe sul tavolo appoggiando i piedi sulla tovaglia del grande tavolo, proprio davanti alla tazza che aveva preparato per lui,
Il cugino la raggiunse e dopo aver posato i biscotti e versato il latte si sedette in silenzio, nel frattempo Gabry lo esservava incuriosita, un sorriso furbo aleggiava sulle sue labbra, nonostante il suo arrivo aveva continuato impertinente a tenere i piedi sul tavolo, inarcandoli ritmicamente e lui, mentre serviva la colazione, non potè fare a meno di sbirciare più volte le sue piante, anche adesso, seduto al tavolo il suo sguardo cadeva spesso sulle sue estremità, come fosse calamitato, inevitabilmente avvertì il suo pene ingrossarsi alla vista di quelle meraviglie che si muovavano come in una sensuale danza, a quella distanza poteva perfino avvertire il loro odore, dopo un pò Gabry si ricompose “Dai su! Basta cincischiare! mangiamo adesso!” disse con una risatina
“sai ci ho pensato” continuò “O ggi voglio fare una fare un bel giro per i paesini della costa, ci vorrà un po’ ma ne vale la pena, pensavo di noleggiare una bici”
“si è una bella idea ma ci vorrà tutta la giornata, io non ho parlato con i miei e sicuramente mi diranno di rimanere qui a studiare” rispose lui tristemente
” non ti preoccupare cugino, ci ho già pensato io” rispose Gabry ammiccando
“ho detto loro che avevi bisogno di una pausa dallo studio e io di un accompagnatore, possiamo star fuori fino a stasera, ho scoperto che c’è un bellissimo paesino non troppo lontano, ha una bellissima caletta e potremo anche fare il bagno, ti prometto che sarà una giornata indimenticabile”
Incredibile, era riuscita a strappare ai suoi severi genitori il consenso, lui era felicissimo di poter restare tutta la giornata con lei, l’avrebbe seguita in capo al mondo
Finita la colazione riordinò il tutto mentre lei si rilassava al sole, poi si diressero verso il centro.
Gabry aveva preparato uno zaino che lui si offrì di trasportare
“ora andiamo a noleggiare le bici e partiamo, secondo i miei calcoli ci vorrà almeno un ora” disse lei mentre contemplava una cartina della zona
“Gabry, scusa se te lo chiedo…. ma come farai a pedalare con-con quelle scarpe, non mi sembrano molto adatte per una biciclettata” disse lui deglutendo mentre osservava la camminata della cugina. Non potva fare a meno di fissare insistentemente i piedi della cugina calzati dalle nuove zeppe, ad ogni passo poteva scorgere le sue bellissime piante che facevano capolino, avrebbe voluto gettarsi a terra per baciarle e leccarle, per sentire il loro odore.
Lei lo guardò con un sorriso furbo impresso nel volto “Non ti preoccupare tu, ho già pensato a tutto, intanto prenderemo un tandem! così io sto davanti e guido, tu stai dietro e pedali. vedi? Tutto calcolato! così non devo neppure cambiarmi le scarpe” disse ridendo
“poi sei ancora in debito con me per le ripetizioni di latino e per il casino che hai combinato con lo smalto, allora che ne dici? Ti va bene come idea?
“si, si, ok mi sembra giusto….”
Gabry rise ancora di gusto alla sommessa risposta del cugino.
“che tipo che sei! Vedrai che ti divertirai e ti farà bene, come diceva Giovenale, mens sana in corpore sano”
Presero quindi un tandem, lei si mise allegramente alla guida mentre lui, dietro, iniziò a pedalare, iniziando a inerpicarsi sulle impervie stradine della costa. Gabry di tanto in tanto si voltava per vedere se battesse la fiacca e lo incitava ridendo
“Dai su! Forza! mettici un po’ di impegno! dobbiamo fare presto! Dai! Dai! vai così! più forte! Cos’è? ti serve un po’ di ispirazione? Guarda un po’ il panorama, no?” e così dicendo sollevava distrattamente i piedi sulle zeppe mostrando le piante nude, lui dietro, concentrato nello sforzo, quasi non la sentiva ma chino sul manubrio spingeva con forza sui pedali, era molto faticoso ma non demordeva, da quella posizione poi, poteva ammirare i piedi della cugina, il suo pene era sempre duro.
Finalmente giunsero alla meta, lui esausto, lei fresca e gioviale
“bravo cugi, ce l’abbiamo fatta, sei un vero atleta! Ora lega il destriero e facciamoci un giro”
Si inoltrarono nello splendido e caratteristico paesino passeggiando per le vie strette, ad un certo punto si ritrovarono in una piazzetta da dove si poteva godere una mervigliosa vista sul mare
Ad un lato della piazza si trovava un piccolo localino con pochi clienti abituali, i vecchi del paese che si ritrovavano per interminabili partite a carte
Si sedettero ad un tavolino un po’ in disparte e ordinarono una bibita fresca, lui era felice di poter condividere con lei questo momento di tranquillità, tutte le preoccupazioni degli esami erano svanite, stava vivendo finalmente una giornata con Gabry e nulla poteva rovinarla.
“Allora dimmi! cos’è che ti piace tanto dei miei piedi?” gli chiese ad un tratto lei, a bruciapelo.
Per poco non cadde dalla sedia, sorpreso dall’improvvisa domanda guardò la cugina che lo osservava tranquilla e divertita mentre rigirava la cannuccia nel bicchiere.
“No Gabry! Ma che dici? Ti sbagli! I tuoi piedi? No, no, che stai dicendo?” farfugliò lui con il volto arrossato dall’ondata di vergogna che lo stava travolgendo, tossendo a causa della bibita che gli era andata di traverso
“E’ per la loro forma? Li trovi così belli? Ti piace anche il loro odore?” insistette lei ridendo
“Gabry, ti prego! Ma che dici? parla piano per favore!” cercò ancora di schermirsi lui, abbassando la voce e tentando di trovare disperatamente qualche appiglio per negare queste accuse. Si sentiva irremediabilmente scoperto, avrebbe voluto sprofondare, eppure anche in quel momento il suo pene cominciò a indurirsi.
“pensi veramente che sia così stupida?” rispose lei, ora seria
“pensi che non abbia notato che hai sempre gli occhi incollati sui miei piedi? Ho capito che ti piacciono, mio caro!”
“No, no… non è vero!” provò ancora a ribattere lui, ormai sconfitto
“quindi mi sto sbagliando? Eppure mi sembra che tutto in te dimostri il contrario”
Così dicendo sfilò un piede dalla zeppa e lo posò sul suo membro eretto, lui sussultò al contatto sentendo il piacere crescere sempre di più, il suo pene era duro come non mai e fremeva sotto la sua pianta morbida
“Gabry, ti prego, possono vederci…cosa…”
“Hey cavoli! E’ già in queste condizioni? Disse Gabry aumentando la pressione come per saggiarne la consistenza “E’ così duro! Mi sa che ti piacciono proprio tanto! Vedi che avevo ragione? Ora non puoi negare caro cugino! Cos’è? hai paura che ti vedano così eccitato? Eppure l’altra sera non ti sei fatto tanti scrupoli quando hai passato tutta la notte a leccarmi i piedi, me ne sono accorta sai? disse lei sorridendo trionfante.
Anche questo sapeva, oramai era finita, era in utile continuare a negare, si sentiva schiacciato dal peso della colpa, solo il suo pene svettava eretto
“Si è vero” ammise lui affranto “non so cosa mi è preso, mi dispiace Gabry, forse sto impazzendo, ma ti giuro che.. Ah!”
Lei rise divertita alle sue scuse, mentre stava parlava aveva iniziato lentamente a stofinare con la pianta il suo membro duro, togliendoli il fiato.
“vedo che li sotto la situazione è sempre più tesa” disse mentre tornava sul suo volto un sorriso malizioso “ti piacciono tanto vero?”
“Si, da impazzire!” rispose lui soffocato
“Allora Rispondimi! Perchè l’hai fatto?” insistette
Mentre lo incalzava di domande continuava a tormentare il suo pene intensificando lo sfregamento con il piede, non contenta si sfilò anche l’altra scarpa e appoggiò anche l’altra pianta sulla poderosa erezione del cugino
“Non lo so Gabry” rispose lui affannato “E’ iniziato tutto da quando eravamo al mare e mi hai messo un piede in faccia, da li non ho capito più nulla, volevo…volevo solo adorare i tuoi piedi!
“Adorare..” mormorò lei riflessiva “quindi li vuoi adorare? E adesso come ti senti? Cosa provi mentro li faccio scorrere sul tuo coso?”
Osservava il cugino in sua completa balia, lo vedeva contorcersi mentre continuava a masturbarlo con i piedi, poteva distintamente sentire il suo pene duro come l’acciaio sotto la pressione delle sue piante, inconsapevolmente si morsicò leggermente il labbro quando lo vide iniziare a gemere sotto il suo tocco. Accellerò il ritmo, i suoi piedi ora scorrevano velocemente sulla sua asta, pronta a esplodere
“E’-è bellissimo Gabry! Io-io non ce la faccio più!” ma proprio quando stava per venire, lei tolse improvvisamente i piedi infilandoli nuovamente nelle zeppe, non concedendoglielo,
“No! Perchè? Cosa…?” disse lui frustrato e al culmine dell’eccitazione
“Che ti aspettavi? Che ti facessi un servizietto con i piedi? Che ti facessi venire qui al tavolino del bar? Volevi veramente questo? Gli chiese lei sfoderando uno strano sorriso
“Non lo so! E’ tutto così confuso! I tuoi piedi mi fanno uscire di senno!” mormorò lui disperato, ancora con la voce strozzata dall’eccitazione non sfogata
“Beh, questo lo avevo capito mio caro!” rispose lei divertita, sentire il suo membro eretto pulsare sotto le sue piante le aveva procurato un sottile piacere, ancor più vederlo in quello stato, sconsolato per il fatto che lei gli aveva negato di venire, di venire con i suoi piedi
“Avevo capito che quel giorno in spiaggia eri rimasto turbato” continuò mentre il cugino la ascoltava a capo chino
“pensavo fossi rimasto male per il fatto che ti avessi trattato in quel modo, ma poi ho notato che continuavi a guardarmi e che il tuo sguardo continuava a cadere sui miei piedi e li ho iniziato ad avere qualche dubbio, poi la notte ti ho sentito avvicinare al letto, inizialmente pensavo che volessi farmi uno scherzo ed ero pronta a tirarti un calcione dritto in faccia”
Rise vedendo il cugino trasecolare
“ma tu invece hai iniziato a baciarmi e a leccarmi le piante, non ci credevo! E’ stato incredibile!”
Lui ascoltava il racconto della cugina rosso di vergogna.
“Dai su! Non fare quella faccia! Non sapevo che i miei piedi potessero fare questo effetto! E’ stato molto rilassante” continuò lei vanitosa
“Davvero? Non sei arrabbiata? Non dirai nulla ai miei?” chiese lui preoccupato
“Diciamo che ora io so un tuo segreto e ti prometto che rimarrà tra di noi, ma comunque non pensare di poter fare quello che vuoi, non ti permetto assolutamente di venire a baciarmi i piedi nel sonno, sono io che decido! Capito?”
“Va bene Gabry” rispose lui tristemente
“Ora andiamo a mare, ho voglia di prendere un po’ di sole!”
Così dicendo si alzò incamminandosi verso la spiaggia seguita da lui, ancora eccitato.
Durante il tragitto Gabry insistette perchè lui comprasse un materassino lui accondiscese alla sua richiesta e gentilmente il negoziante lo gonfiò in quanto erano sprovvisti di una pompa
Mentre il titolare stava eseguendo l’operazione Gabry si mise a ridere e si avvicinò al cugino mormorandogli sfrontata in un orcchio “Sai? mi ricorda il tuo coso! Guarda! Anche lui si gonfia così quando te lo tocco con i piedi. Vero?”
Lui arrossì violentemente alle sue parole, suscitando nuovamente l’ilarità della cugina
“Eh ma come sei sensibile! Dai sbrighiamoci ora, non vedo l’ora i godermi un po’ di mare!”
Arrivarono nella bellissima spiaggetta affollata di gente, Gabry rimase un po’ contrariata dal fatto che tutto lo spazio era praticamente occupato da una massa rumorosa di bagnanti, trovarono un angolino e iniziarono a spogliarsi
“Non ci voleva! E adesso come faccio a prendere il sole!” mormorò lei pensierosa mentre si toglieva le zeppe e le porgeva distrattamente al cugino affinchè le sistemasse nella borsa.
“Ho trovato!” escalmò ad un tratto “per fortuna ti ho fatto comprare il materassino!”
Lui la guardò interrogativo “cosa vuoi dire Gabry?” le chiese mentre sistemava nello zaino le sue scarpe.
“non hai capito? Ora tu porti il materassino sulla riva, stendi sopra anche il telo, io ti raggiungo e mi ci sdraio sopra, fai attenzione! Non metterlo completamente in acqua, non vorrai mica che mi bagni i piedi per salirci? Gli disse frivola
“No, no, certo! Lo faccio subito!”
Solerte eseguì il compito richiesto, lei lo raggiunse poco dopo per dargli nuove istruzioni
“Perfetto! Bravo cugino!” disse mentre si adagiava sull’improvvisata imbarcazione
“ Ora Però mi devi portare al largo! Questo casino mi da i nervi! E io voglio stare tranquilla e prendere la tintarella” esclamò contrariata guardando la folla di bagnanti chiassosi.
“Quindi ora ti metti dietro e inizi a spingere il materassino verso il largo.”
“Mi raccomando!” lo ammonì sorridente “Mentre nuoti devi sempre tenere la faccia sui miei piedi, non occorre che guardi dove andare, ti guiderò io!
Lui era molto imbarazzato, la spiaggia era piena di gente e lei invece gli parlava così, ad alta voce, incurante che qualcuno potesse sentire i loro discorsi, tuttavia seppur a disagio per il fatto che tutti avrebbero visto, fece come gli era stato detto: trascinò in acqua il materassino e quindi si avvicinò al bordo affondando il viso nelle piante odorose della cugina, si diede quindi un po’ di slancio e iniziò a nuotare. I bagnanti più vicini osservavano divertiti la scena, alcuni ridevano.
“Bravo!”gli disse Gabry “ora continua a nuotare ti dirò io quando fermarti”
Incominciò quindi la traversata, lui non vedeva nulla con il volto pigiato sulle piante, poteva solo sentire il forte ordore dei suoi piedi, il suo pene era duro come non mai, arrivati ad una trentina di metri dalla spiaggia lei esclamo.
“Fermo adesso! Qui è perfetto”
Sembrava abbastanza soddisfatta della posizione, a quella distanza non si sentiva più il caos dei bagnanti, solo il rumore del mare
“Bene! Ora io mi rilasso e mi abbronzo un po’, tu rimani pure qui, anzi già che ci sei puoi anche baciarmi i piedi! Attento a non bagnarmi però” Gli disse voltando il viso sorridente e indicando le piante al sole
Si adagiò quindi sul materassino mentre il cugino, in acqua, si avvicinava e iniziò a posare i suoi baci sulle morbide pieghe della pelle.
Lui eseguiva le sue istruzioni beandosi dei suoi piedi, si sentiva al settimo cielo, questa nuova gerarchia lo eccitava moltissimo, nel costume il membro era durissimo e iniziò a toccarsi con una mano, mugolando mentre baciava e leccava
Ma quasi gli leggesse nel pensiero la cugina lo ammonì
“Hey! non pensare nemmeno di toccarti, capito? Non puoi fare certe cose senza il mio permesso!”
Lui smise subito di masturbarsi e frustrato continuò ad adorare i suoi piedi.
Dopo qualche minuto lo interruppe “Basta adesso! Ora calmati e fatti una nuotata poi torna alla spiaggia, quando mi sarò stancata ti chiamerò! e lo congedò un gesto della mano.
Tornò alla spiaggia affollata di gente e rimase li a guardare il materassimo che pigramente beccheggiava tra le placide onde, nel frattempo al cugina continuava a prendere il sole, di tanto in tanto rigirandosi per cambiare posizione
Dopo circa un ora senti lei che lo chiamava e rapidamente si tuffò per raggiungerla, per ritornare alla spiaggia si ripetè il rituale iniziale dovette ancora posare la faccia sui suoi piedi.
Rimasero in spiaggia ancora un paio d’ore, fecero il bagno e Gabry non perse l’occasione di prendere il giro il cugino mettendogli spesso i piedi in faccia, incurante dei bagnanti che guardavano la scena divertiti, lui era molto imbarazzato ma non osò protestare, il suo pene era sempre duro e accettava docilmente tutti i suoi scherzi.
Sul tardo pomeriggio decisero di tornare indietro, inforcarono nuovamente il tandem e presero la via del ritorno, mentre pedalava, improvvisamente sentì la voce della cugina
“Fermati! Fermati qui!” Gli urlò lei da dietro.
Si trovavano su una polverosa stradina di campagna, deserta, che costeggiava il mare, il sole aveva iniziato la sua discesa verso il mare colorando il paesaggio della sua suggestiva luce.
“Guarda che bello!” disse lei sorridente
Era scesa dal tandem e si era incamminata per sentiero che scendeva verso un piccolo prato pieno di fiori, sottostante la strada.
“Dai stendi il telo che ho portato, riposiamoci un po’ e mangiamo qualcosa, ti vedo un po’ stanco!” gli disse scherzosa
Stese quindi la coperta e vi si adagiarono sopra,
Lei era seduta sorreggendosi con le mani e tenendo le gambe allungate verso di lui
“Dai! Levami le scarpe!” gli disse maliziosa
Lui eseguì solerte e sfilò le zeppe colorate, scoprendo i suoi meravigliosi piedi nudi, rimanendo a contemplarli con un sospiro
“Cavoli! Ti piacciono proprio tanto i miei piedini!” disse lei ridendo “Ogni volta che li guardi cambi espressione” Mentre parlava sollevò una gamba appoggiando la pianta sul suo viso per accarezzarlo, immediatamente lui sentì il suo pene ingrossarsi a quel contatto.
“quindi è iniziato tutto così, vero? E’ bastato che ti mettessi un piede in faccia per farti scoprire questa tua mania?
“S-Si Gabry” rispose con il suo piede sul viso “mi piacciono da morire”
“Sai cugino” disse lei ricomponendosi e facendosi seria “oggi ti ho voluto portare con me per due motivi: prima di tutto volevo capire meglio questa tua passione e poi volevo passare con te questo ultimo giorno di vacanza”
“come l’ultimo giorno?” disse lui già allarmato “dobbiamo rimanere qui ancora una settimana”
“purtroppo no, stamattina mio padre ci ha detto che domani mattina partiremo, ha avuto un imprevisto di lavoro e dobbiamo tornare urgentemente a casa”
“No” urlò lui accorato “non è possibile! Ti prego non partire” la implorò tristemente
“purtroppo ormai è deciso” rispose lei dispiaciuta nel vedere il cugino in quello stato, intanto, riprese ad accarezzargli il viso, questa volta con entrambi i piedi, soffermandosi con le dita sulle sue labbra che si dischiudevano per afferrarle dolcemente.
“Dai, sdraiati adesso” gli disse “ti avevo promesso che questa sarebbe stata una giornata indimenticabile per te e manterrò la parola” mentre gli parlava lo spingeva facendo pressione sul suo volto con le piante.
Lui ubbidì, confuso si sdraiò sul telo mentre lei continuava a tenergli addosso i piedi, il suo pene, sotto il costume era duro e smanioso, quell’odore lo faceva fremere dall’eccitazione.
Mentre era in quella posizione, impossibilitato a vedere a causa delle piante di Gabry che premevano sul suo viso, sentì le sue mani che iniziavano a slacciargli il costume,
“Gabry! Co-cosa stai facendo?” farfugliò con i piedi in faccia.
“Shhh! Non ti preoccupare” disse lei con una nota roca nella voce, aumentando leggermente la pressione per enfatizzare il fatto che ora non dovesse parlare.
“Voglio vederlo! Voglio vedere l’effetto che ti fanno i miei piedi!”
Così dicendo slacciò completamente il costume e sgranò gli occhi alla vista della possente erezione del cugino, il suo pene ora svettava davanti a lei.
“Cavoli! quindi te lo fanno diventare così? quando al bar ti ho toccato lo avevo sentito grosso sotto i piedi, ma non immaginavo che ti facessero tutto questo effetto” disse lei sorridendo.
Quindi lo afferrò con le mani facendolo sussultare
“Ah! Gabry! Co-cosa vuoi fare?” gemette lui da sotto i piedi
“Voglio vedere come reagisce il tuo coso” gli disse lei ridendo mentre iniziò a far scorrere lentamente la mano.
“Voglio vedere cosa succede! Voglio vederti mentre godi veramente! Tu devi solo stare li fermo mentre mi baci e annusi le piante! come facevi l’altra notte! pensa solo ai miei piedi!” ora Gabry parlava con una voce diversa, aveva un lieve tremolio ed era calda e sensuale.
Iniziò quindi a masturbare lentamente il cugino, mentre lo sentiva emettere soffocati gemiti da sotto i suoi piedi, il pene duro come l’acciaio al suo tocco.
Continuò a stimolarlo per molti minuti, ora accellerando o diminuendo la frequenza per evitare che il cugino, molto eccitato, venisse subito, non era questo che aveva in mente, il suo programma prevedeva un gran finale che lo avrebbe fatto impazzire dal piacere.
“Ora ti faccio vedere!” disse finalmente togliendo i piedi dal volto del cugino e serrò il pene tra le sue piante grinzose, facendole scorrere per tutta la sua lunghezza.
Lui gemette, era in sua completa balia, il tocco dei suoi piedi era la cosa più eccitante che avesse mai provato, poteva vedere Gabry che, con inconsapevole perizia, lo masturbava muovendo le piante, il suo pene era enorme ora, pronto a esplodere.
Forte e duro spianava le pieghe delle piante di Gabry al loro passaggio, mentre lei continuava la sua opera continuando a guardare, come a studiarle, le reazioni del suo membro sotto l’azione dei suoi piedi.
“G-Gabry! Sto per venire! Non-non resisto più!” esclamò lui al culmine dell’eccitazione
“Si! Lo posso sentire fremere sotto i miei piedi! Ti piace eh? Forza! Vieni! Vieni! Vieni sui miei piedi!”
Lui gettò un urlo e venne con violenza, lo sperma schizzò verso l’alto copioso e bollente, Gabry prontamente sollevò le gambe affinchè le sue piante ricevessero il seme che fuorisciva dal membro eretto del cugino, mentre lui si contorceva tra gli spasmi del piacere.
“Ah! Com’è caldo!” disse lei osservando con stupore misto a eccitazione la potente eaculazione causata dai suoi piedi.
“Guarda! Me le hai ricoperte di sperma!” mostrandogli le piante gocciolanti “ne hai fatto uscire così tanto!” disse, sorridendo maliziosa.
“Gabry…. scusa….non sono riuscito a trattenermi” mormorò lui sfinito, era ancora sconvolto da quanto era successo, i suoi piedi lo avevano fatto godere incredibilmente. Guardò la cugina, ora intenta a ripulirsi con una salviettina.
“Gabry…io…”
“non dire nulla!” lo interruppe lei pensierosa.
“sai? anche se sei mio cugino, avevo deciso di farti godere, volevo vedere cosa sarebbe successo! Ma non pensavo venissi in questa maniera! Ti è piaciuto?” disse guardandolo sorridendo.
“Si! Mi è piaciuto tantissimo, i tuoi piedi sono fantastici! Così dicendo afferrò la sua gamba e si portò un piede alla bocca per baciarlo.
Lei lo lasciò fare, era stupita dalla devozione del cugino, realizzò che avrebbe fatto di tutto per lei, per i suoi piedi.
Sorridendo protese la sua mano per accarezzare ancora il pene del cugino, che nel frattempo era ritornato alle sue dimensioni normali, non appena lo sfiorò, il membro si indurì nuovamente.
“Cavoli! Ma tu non sei normale!” disse lei ridendo “sei appena venuto e già diventa duro!”
“Sei tu che me lo fai diventare così” rispose lui sempre baciando i suoi piedi “quando penso a te mi succede sempre”
“quando pensi ai miei piedi vorrai dire” lo corresse lei “è stata una sorpresa scoprire di avere un cugino feticista” rise lei togliendo le mani dal suo pene.
“Sai, è piaciuto anche a me toccarti!” gli disse mettendo ancora un piede sul pene del cugino “non immaginavo che i miei piedi potessero avere questo fascino, mi hai fatto scoprire una cosa nuova!” rise divertita mentre vedeva il cugino eccitarsi ancora
“Ora basta però, si sta facendo tardi, dobbiamo tornare a casa.
Ripresero silenziosamente la via del ritorno, lui ancora emozionato per quello che era successo, lei sorridente come al solito ora stava dietro lasciano al cugino il compito di pedalare e guidare, aveva compreso una nuova parte del suo fascino, che poteva rendere gli uomini, quelli con la stessa passione dei cugino, completamente sottomessi a lei.
Si salutarono la mattina dopo, lui era molto triste per la sia partenza, dopo tutto quello che era successo avrebbe voluto restare sempre li al mare , per prendersi cura di lei e dei suoi piedi, era stata l’estate più eccitante della sua vita e difficilmente avrebbe dimenticato tutto quello che era successo.
Gabry si avvicinò al cugino per abbracciarlo prima di mettersi in macchina, vedendolo così mogio gli sussurrò in un orecchio “dai non fare così! dopo vai in camera e cerca sotto il tuo letto, non ti preoccupare, ci rivedremo e mi aiuterai ancora con lo smalto”
Quindi montò in macchina e partì.
Anche i suoi genitori poco dopo si prepararono per andare al mare, lui invece risalì in stanza per rimettersi sui libri, nonostante non ne avesse molta voglia.
Prima di riprendere in mano la grammatica latina si chinò per vedere sotto il letto, come gli era stato detto dalla cugina e trovò in un angolo una scatola.
La tirò fuori per aprirla e non appena tolse il coperchio un sorriso illuminò il suo volto
Dentro la scatola c’erano i vecchi sandali di cuoio di Gabry, accanto a loro un piccolo biglietto con su scritto “mi raccomando! Non studiare troppo! Da Gabry” vicino alla scritta lai aveva disegnato un’impronta di piede con all’interno uno smile sorridente che mostrava la lingua.
Ancora sorridente prese i sandali e li baciò, poi si sdraiò sul letto per celebrare degnamente quella incredibile estate all’insegna dei piedi di Gabry.

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