pompino in ginocchio

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Mario 52 anni, un tipo solitario, scapolo senza lavoro e con una denuncia in passato per atti osceni in luogo pubblico. Poi la svolta, il comune riesce a trovargli un impiego e finalmente Mario riesce, ad occupare parte del proprio tempo, con la mansione di bidello nella scuola magistrale della sua città. Un impiego, che lo soddisfa, non tanto per il tipo di lavoro e per la retribuzione, ma per la continua visione di belle fanciulle. Si perché Mario nel tempo, non è cambiato, è rimasto il solito maiale depravato, che lo aveva contradistinto negli anni, è quel posto sembrava fatto proprio per le sue perverse fantasie.
Con il passare degli anni infatti, era riuscito a memorizzare i nomi delle allieve che più lo eccitavano, sapeva quasi tutto di loro, l’età, se erano fidanzate e cose facevano nel tempo libero. Le scrutava dalla testa ai piedi, soffermandosi sui loro sederi, sui seni acerbi e sulle labbra della loro bocca.
Una su tutte però lo eccitava morbosamente, era io,Romina una bella mora di 18 anni, frequento la 5°. Capelli lunghi e ricci, un sedere formoso, due belle tette,
un bel viso, e uno sguardo malizioso. Per Mario ero diventata una vera ossessione, e appena poteva mi si avvicinava e con la scusa di salutarmi e chiedermi come stavo, mi faceva notare e a volte sentire, il duro della sua patta. Avevo capito, che l’anziano bidello si eccitava ed io stavo al gioco provocandolo, facendogli vedere parte del seno dalle mie scollature o la parte del perizoma che usciva appena dagli jeans.
> Poi un giorno Mario si spinse e comincio’ ad azzardare qualcosa in più. Aspettò la fina dell’ora di ginnastica, e quando le ragazze fummo sotto la doccia, entro’ furtivamente nello spogliatoio, e in una frazione di secondo riusci ad impossessarsi delle mie mutandine, che mi ero appena sfilato.
> Fu una grande conquista; una volta arrivato a casa infatti, si mise comodo sulla sua poltrona e estrasse dalla tasca quel trofeo. Erano bianche con un po’ di pizzo sulla parte superiore, ma soprattutto, cosa importante per lui, erano sporche. Si usate da me, sudate e macchiate dalla mia sbroda. Non esito un attimo ad annusare quell
> intenso odore di fica e sudore. Il suo cazzo si era ingrossato a dismisura, e la sua lingua comincio’ a leccare le mutandine della sua prediletta.
> Da quel giorno lo fece altre volte, continuava a rubare il mio intimo compreso calze e reggiseni.Aaveva capito e un po anche, mi piaceva. L’idea che un vecchio maiale si masturbasse annusando e leccando le mie mutandine mi eccitava.
> Cosi’ un giorno decisi di restare all’interno dello spogliatoio. Feci tutte le mie cose con estrema calma, in modo da far uscire tutte le mie compagne e restare sola. Volevo vedere se entrava Mario e desideravo provocarlo ancora di più. Avevo pensato bene ed infatti poco dopo, non vedendomi ancora uscire, il bidello apri la porta.
> Mi stava vestendo e avevo notato la sua presenza dietro.
> “CIAO Mario LO SAI CHE QUI NON POTRESTI ENTRARE” mentre ero vestita di mutandine e reggiseno e piegata a novanta, facevo finta di cercare qualcosa nella borsa.
> “SI LO SO MA VOLEVO FARTI VEDERE UNA COSA” -rispose Mario. A quel punto mi girai e come mi immaginavo lo vidi con il cazzo fuori. Fui sorpresa alla vista di quel cazzo perché non pensavo che un uomo di 52 anni potesse avere una simile nerchia, cosi grossa nodosa e con tutte le venature in risalto. Ma ritornai in me e facendo finta di essere scandalizzata, finii di vestirmi in tutta fretta e uscii di corsa dallo spogliatoio avevo un pò di paura.
> Passo’ del tempo senza che succedesse più nulla, ma quella visione mi era rimasta impressa e mi aveva eccitata.
> Un giorno poi mi apprestavo a tornare a casa, ero salita sul solito autobus affollato, poi una volta arrivata a destinazione scesi, e mi incamminai verso i giardini pubblici per accorciare il percorso. Avevo la sensazione di essere seguita, mi girai di istinto e vidi Mario che mi seguiva da vicino. Rallentai il passo fino a farmi raggiungere.Ora camminavano affiancati. Me ne rimase in silenzio non sapevo cosa dire, all’improvviso sentii la mano di Mario appoggiarsi dietro sul culo. Continuavo a camminare mentre venivo toccata e palpata da quel vecchio voglioso, che oramai mi conosceva bene, ma non dicevo nulla, ero come in trance, in compenso Mario comincio a sussurrarmi.
> “CHE CULO FANTASTICO, SEI PROPRIO UNA BELLA PUTANELLA LO SAI”
> Mi sentivo indifesa ma allo stesso tempo vogliosa ed eccitata. Oramai ero nelle mani di quel depravato.
> “ORA VIENI CON ME CHE CI DIVERTIAMO UN PO”
> Cosi dicendo mi prese il braccio e quasi a forza mi costrinse a seguirlo in un angolo del parco, seminascosto dai cespugli. Mario era eccitato, la sua Romina indossava una camicetta bianca una gonna al ginocchio, un paio di stivali neri .
> Una volta appartati, comincio a toccarmi dapertutto. Non ci mise molto la sua mano ad alzare la gonna fino alle mutandine per poter palpare meglio quel culo che l’aveva tanto eccitato.Cominciavo a bagnarmi, sentire quella mano forte e ruvida che mi toccava il sedere e l’interno delle cosce, mi faceva impazzire, ma soprattutto sentivo addosso il gonfiore e la durezza della patta di Mario. …..
> “DAI TROIA…MMMM…VEDI CHE TI PIACE”
> Continuava a toccarmi e ora le sue dita mi erano entrate nella fica, Mario non poteva più resistere e cosi, velocemente, estrasse il cazzo dai pantaloni, mi prese per i capelli ricci e neri e quasi di forza mi spinse la testa, verso giu’. Si verso quella bestia di uccello che si ritrovava tra le gambe.
> “SUCCHIALO TUTTO DAI, FAMMI VEDERE COME FAI I POMPINI…”
> Non potevo resistergli, e non volevo resistergli, ero eccitata e appena la grossa cappella fu vicino lle labbra, cominciai avidamente a succhiarla e a leccarla.
> Mi misi in ginocchio dinanzi a lui con la gonna ancora alzata che faceva scorgere parte del mio culo, e con la mano sinistra intenta a toccarmi la figa. La destra impugnava quel bastone di carne, e la mia bocca oramai era piena del cazzo di Mario……
> “DAI PUTTANA SUCCHIALO BENE…MMMMM…SEI UNA LURIDA TROIA….”
> Speravo di essere presa e sbattuta di forza, in quell’ angolo di parco. Volevo sentirmi dentro un simile cazzo, ma per Mario il mio pompino fu semplicemente divino, e non ci volle molto a….
> “SIIII DAI CHE TI VENGO IN BOCCA ……UMMMM…..GODOOOO…TROIAAAA”
> Fu un attimo e sentii dentro la bocca quella grossa cappella ingrossarsi e pulsare, poi un getto caldo di sperma mi scese giù per la gola….ma gli schizzi di sborra erano copiosi ed abbondanti, non riuscii a trattenerla tutta dentro, e cosi la feci uscire dalle labbra mentre il cazzo era ancora li a riempirmi la bocca.
> Mi macchiò la camicetta, ma anche la gonna e le calze, ero imbrattata di sperma, mi sentivo veramente una puttana che aveva appena fatto godere un vecchio voglioso.
> “CHE GRAN SODDISFAZIONE SBORRARTI IN BOCCA, SEI PROPRIO UNA MIGNOTTA!”disse Mario
> E cosi dicendo si ricompose, rimise il cazzo che avevo completamente ripulito con la bocca, dentro i pantaloni e se ne andò via, lasciandomi ancora li in ginocchio, sporca di sborra e con addosso tanta voglia di quel cazzo al punto che se Mario, mi avesse messa a pecorina mi sarei fatta riempire volentieri anche il culo.
> Mi era bagnata come non mai e avrei desiderato da morire essere sfondata da quel cazzo.

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