quella volta al campeggio

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Ciao mi presento, sono Sara e sono felicemente sposata.
Sin dall’inizio del nostro rapporto, quando facevamo l’amore, abbiamo sempre avuto fantasie molto spinte e ricorrenti e immaginavamo di avere con noi altri uomini.
La cosa che ha sempre fatto eccitare mio marito è immaginare me alle prese con i cazzi di altri uomini ed anche io era intrigata da questa fantasia.
Ancor prima di sposarci, quando lo facevamo spesso in auto, giocavo con il cambio e con il freno a mano, immaginando che fossero due cazzi di altri uomini; la cosa ci eccitava tantissimo, anche per le notevoli dimensioni dei due attrezzi, che immaginavamo appartenere a due superdotati di colore.
Finalmente abbiamo deciso di dare libero sfogo alle nostre fantasie, ma non era così semplice individuare il candidato o i candidati giusti.
L’occasione si presentò un’estate che eravamo andati in vacanza in Sardegna.
Arrivati nel campeggio, piantammo subito la tenda.
Nel pomeriggio arrivarono tre ragazzi sui 20 anni, probabilmente stranieri, che montarono la loro tenda vicino alla nostra.
Spesso i nostri sguardi si incrociavano e spesso notavo che due dei ragazzi mi osservavano insistentemente… la cosa mi intrigava molto e notai che anche mio marito se ne era accorto. Ne parlammo quella sera e lui mi disse che forse quella sarebbe stata l’occasione giusta per dare libero sfogo alle nostre fantasie.
Decidemmo, quindi, che il giorno dopo avrei indossato un micro costume molto sexy ed un pareo trasparente, in modo da provocarli e vedere le loro reazioni.
Ammetto che la cosa mi intrigava molto, anche perché adoro vestirmi in modo provocante e vedere l’effetto che fa sugli uomini.
La mattina dopo, quindi, dopo essermi vestita, uscii dalla tenda e cominciai a gironzolare lì intorno in attesa che anche mio marito fosse pronto e nella speranza che i ragazzi fossero svegli e fuori dalla loro tenda.
In effetti, erano anche loro già svegli.
Uno dei tre, un ragazzo alto con capelli biondi a spazzola si avvicinò, chiedendomi in un italiano stentatissimo se avessimo un accendino. Glielo diedi sorridendogli e la cosa finì lì.
Nel frattempo anche mio marito era uscito dalla tenda e mi chiese se potevo preparare un altro caffè. Chiese anche ai tre ragazzi se lo volessero anche loro, invitandoli a prenderlo da noi ed a sedersi al tavolino che avevamo montato fuori dalla nostra tenda.
Loro accettarono di buon grado.
Scoprimmo che erano olandesi, che erano già stati in passato in Italia e che si sarebbero fermati per una settimana.
Iniziammo a parlare in un misto di italiano ed inglese del più e del meno. Notai con soddisfazione che il mio abbigliamento non passava inosservato. Seppure probabilmente imbarazzati dalla presenza di mio marito, i ragazzi non facevano che fissarmi e i loro occhi si muovevano lungo il mio corpo, quasi del tutto scoperto. La cosa mi eccitava e, anche se non proprio spudoratamente, ricambiavo i loro sguardi.
Mio marito, poi, che si era accorto della cosa, era forse ancor più eccitato di me e potevo notare il gonfiore dei suoi boxer.
I tre ragazzi erano abbastanza carini e, soprattutto, avevano un bel fisico asciutto e delineato. Erano anche loro in costume ed a torso nudo.
Intanto la conversazione si era sposata su argomenti più personali e mio marito ad un certo punto chiese ai tre cosa ne pensassero delle donne italiane. Loro dissero che erano affascinati dalle donne italiane, soprattutto da quelle more, anche perché le ritenevano più passionali delle loro connazionali.
Alloro dovrei preoccuparmi?, disse mio marito ridendo, dato che Sara è bruna ed è una bella donna. Loro risero, dicendo che in effetti ero una bella donna, ma che naturalmente non doveva preoccuparsi, essendo noi sposati.
Mentre lo dicevano, però, notai che continuavano a fissarmi con malcelato desiderio.
Ma dai, così li imbarazzi!, dissi a mio marito e poi, aggiunsi, chissà quante belle ragazze conoscono, non saranno certo interessati ad una donna sposata come me… e poi, conclusi, saranno certamente attratti da ragazze della loro età e non da una anziana ventottenne come me!
Veramente sei una donna molto attraente e desiderabile, dissero tutti e tre, quasi in coro…. Ma sei sposata, aggiunse uno dei tre, e quindi non abbiamo speranze, anzi speriamo di non offendervi dicendovi queste cose.
Nessuna offesa, disse mio marito, anzi a me fa piacere sapere che mia moglie è ancora bella e desiderabile come quando aveva 18 anni e la cosa credo che faccia piacere anche a te, vero?, disse rivolgendosi a me.
Certo, dissi io, perché non lo credevi?, dissi sorridendo e strizzando l’occhio ai tre ragazzi.
A quel punto mio marito disse che sarebbe andato alla fontana del campeggio a riempire due bidoni di acqua e chiese ad uno dei ragazzi di accompagnarlo. Lui accettò di buon grado, prendendo un altro bidone da riempire per loro.
Vi lascio soli, disse mio marito, e mi raccomando fate i bravi, aggiunse ridendo.
Appena rimasta sola con i due ragazzi, dissi loro di non stare a sentire mio marito, perché aveva sempre voglia di scherzare.
Ma noi, però, non scherzavamo, disse uno dei due, sei davvero una bella ragazza, peccato solo che sei sposata.
Perché, altrimenti che cosa avreste fatto?, chiesi.
Beh, avremmo provato a sedurti, rispose uno di loro.
Feci una risatina e lascia cadere il discorso.
Certo che fa davvero molto caldo, dissi, e anche loro lo confermarono.
Decidemmo, quindi, di andare a fare una doccia rinfrescante.
Le docce erano posizionate a una cinquantina di metri dalle nostre tende. Erano ricavate nel cemento ed erano posizionate a gruppi separati di quattro docce, due da una parte e le altre due di fronte.
Tra i blocchi di cemento vi era uno spazio di circa un metro ed erano disposti in modo tale che da un monoblocco all’altro non era possibile vedere all’intero delle docce.
Io entrai in una delle docce e i due ragazzi entrarono nelle due poste di fronte a me.
Mi tolsi il pareo ed aprii l’acqua, iniziando a sciacquarmi.
Loro, senza alcun imbarazzo, si tolsero i costumi, dandomi le spalle.
Ero affascinata da quei corpi bagnati ed cercavo di immaginare come fossero messi lì davanti, dato che non potevo vedere.
Appena terminato quel pensiero, i due si girarono quasi in contemporanea.
Speriamo di non imbarazzarti, dissero.
Non preoccupatevi, dissi, non è la prima volta che vedo degli uomini nudi!
La cosa, tuttavia, mi aveva imbarazzato un pochino, anche perché, nonostante fossero entrambi a riposo, il cazzo di uno dei due sembrava davvero grosso.
Non potevo fare a meno di guardare quel cazzo che penzolava in mezzo alle gambe del ragazzo. Oltretutto era anche quasi del tutto privo di peli sul corpo e il suo cazzo sembrava ancora più grande.
Entrambi iniziarono ad insaponarsi e, notando che io non avevo portato il bagno schiuma, me lo offrirono.
Presi la confezione di bagnoschiuma e stavo per versarne un po’ sulle mani, quando uno dei due mi disse che dovevo stare attenta a versarlo sul costume, perché rischiavo di macchiarlo.
Beh, allora è meglio se lo tolgo, dissi quasi d’impulso, a voi non imbarazza vero?
No, dissero in contemporanea e poi così siamo pari, aggiunse il più intraprendente dei due.
Mi tolsi il costume e subito pensai, wow, sono nuda davanti a due ragazzi pressoché sconosciuti e nudi anche loro…
Iniziai ad insaponarmi su tutto il corpo… i loro occhi seguivano bramosi le mie mani che si muovevano lungo il mio corpo…. notai, con soddisfazione, che iniziavano ad eccitarsi.
In particolare, osservavo insistentemente il cazzo del ragazzo superdotato, che continuava a crescere tra le sue gambe…. era davvero grosso e la cosa mi eccitava particolarmente, anche perché era la prima volta che mi trovavo così vicina ad un cazzo così.
Anche lui se ne era accorto e cominciò ad insaponarselo e massaggiarselo, con la conseguenza che, quasi immediatamente, raggiunse la massima erezione.
I mie occhi si inchiodarono sul suo cazzo enorme e durissimo!
Anche l’altro ragazzo era ormai completamente eccitato, ma era normodotato e non gli prestavo particolare attenzione… ero come ipnotizzata dalla vista del cazzo dell’altro ragazzo e non riuscivo a distogliere lo sguardo.
All’improvviso sentimmo le voci di mio marito e dell’altro ragazzo che ci chiamavano e subito dopo arrivarono alle docce.
Guardai mio marito e gli dissi che avevamo approfittato delle docce per il gran caldo. Notai che il ragazzo che era andato con lui a prendere l’acqua mi guardava con evidente imbarazzo, pensando forse che quella vista avrebbe fatto arrabbiare mio marito. Lui, invece, disse subito che avevamo fatto bene, aggiungendo però, ridendo, che avrei fatto meglio a rimettermi il costume, visti gli effetti che provocavo ai due ragazzi. Loro, evidentemente imbarazzati, si erano coperti il cazzo con le mani, ma per quello superdotato era impossibile coprirlo del tutto.
Mio marito disse loro di non preoccuparsi e che capiva che la mia vista, tutta nuda ed insaponata, poteva suscitare quelle reazioni.
Ci sciacquammo e rimettemmo i costumi e tornammo tutti insieme verso le tende.
Ci salutammo e ci demmo appuntamento per quella sera, invitandoli a cenare da noi.
Passammo quasi tutto il giorno sulla spiaggia e descrissi a mio marito le forti emozioni che avevo provato a stare nuda davanti ai due ragazzi eccitati ed il forte desiderio che avevo provato alla vista del cazzo enorme di quello superdotato. Lui mi disse che aveva provato le stesse sensazioni quando ci aveva visti in quella situazione e che gli dispiaceva di essere arrivato all’improvviso e di non essere riuscito a spiare quello che sarebbe potuto avvenire tra noi. Chissà, dissi io, che sarebbe successo se non fossi arrivato proprio in quel momento.
Decidemmo che quella sera avrebbe fatto in modo di lasciarmi di nuovo sola per un po’ di tempo con i ragazzi, dato che aveva capito che in sua presenza non avrebbero mai preso l’iniziativa.
Mi disse di mettere un vestitino bianco che mi ero portata e che metteva in risalto le mie forme e l’abbronzatura estiva.
Quel vestito non lo avevo indossato quando eravamo a casa, anche perché era abbastanza trasparente. Mi disse di non mettere niente sotto ed io ero felice di assecondarlo.
La sera, quindi, indossai quel vestito e uscimmo dalla tenda. Avevo apparecchiato il tavolo davanti alla nostra tenda e mio marito aveva montato una sorta di piccolo gazebo che copriva il tavolo e le sedie e che illuminava quel piccolo spazio.
Dopo pochi minuti arrivarono i tre ragazzi. Gli invitammo a sedersi e offrii loro della vodka che avevamo comprato in paese.
All’improvviso, mio marito disse che si era dimenticato di comprare il vino per la cena e che avrebbe ancora fatto in tempo ad andare in paese a comprarlo.
Si scusò e disse ai ragazzi che avrebbe fatto il più in fretta possibile, ma, strizzando l’occhio, che nel frattempo li avrebbe lasciati in buone mani. Il ragazzo che la mattina lo aveva accompagnato a prendere l’acqua, si offrì di accompagnarlo e quindi andarono via tutti e due.
Rimasi, quindi, di nuovo sola con i due ragazzi.
Bevemmo la nostra vodka, parlando della bellezza del posto e del mare della Sardegna.
Mi alzai per andare a prendere la bottiglia dalla borsa termica nella tenda. Il vestito mi aderiva addosso perfettamente, delineando al meglio le mie forme.
La trasparenza metteva in risalto i capezzoli e sapevo che si intravedeva anche il disegno del mio sedere.
Eccitata da questo, ritornai fuori e versai la vodka nei bicchieri ormai vuoti.
Notai i loro sguardi bramosi e feci in modo di rimanere in piedi il più possibile, girando intorno al tavolo, per dargli modo di vedere le mie forme che trasparivano dal vestitino.
Poiché non dicevano nulla, presi io l’iniziativa, chiedendo se quel vestito mi stesse bene, dato che era la prima volta che lo indossavo.
Benissimo, disse il ragazzo superdotato, che evidentemente era un po’ più intraprendente dell’altro, che difficilmente apriva bocca.
Anche se, aggiunse sorridendo, stai ancora meglio nuda come stamattina…
Finalmente stava prendendo l’iniziativa in modo esplicito, forse anche spinto dalla vodka, avendone già bevuto due bicchieri.
Anche io ne avevo bevuti due e mi sentivo ancor più disinibita del solito.
Allora se volete lo posso togliere, dissi, però, per essere pari, dovreste fare altrettanto.
Detto questo, mi sfilai il vestito, rimanendo completamente nuda di fronte a loro.
La mia pelle, illuminata dalle luci del piccolo gazebo sotto il quale ci trovavamo, riluceva, anche grazie alla crema che avevo avuto cura di spalmare dopo la doccia. Mi sentivo bella e desiderabile e il fatto di trovarmi lì all’aperto completamente nuda davanti a due ragazzi e con la possibilità che mi vedesse anche qualche altro frequentatore del camping mi eccitava a dismisura.
In realtà era difficile che potesse vedermi qualcun altro, perché le nostre tende erano collocate ai margini esterni del campeggio e quindi in posizione riparata ed invisibile agli altri.
Loro rimasero per un attimo sbalorditi dalla mia mossa, ma subito si spogliarono, rimanendo nudi. Erano già completamente eccitati e, di nuovo, non potetti fare a meno di posare lo sguardo sul cazzo grossissimo del ragazzo superdotato.
E’ da stamattina che lo guardi, mi disse lui, ti piace proprio vero?
Feci di si con la testa e mi avvicinai a lui… la mia mano si posò sulla sua coscia e iniziò lentamente a risalire… gli sfiorai i testicoli e passai la mano sull’asta completamente eretta, percorrendola lentamente fino alla cappella, meravigliosamente gonfia. Poi, all’improvviso, glielo strinsi forte, verificandone la consistenza e la durezza.
Era meraviglioso sentire quel cazzo così grosso e palpitante tra le mie mani ed iniziai a masturbarlo con lentezza, ma in profondità.
Lui era evidentemente compiaciuto ed iniziò ad accarezzarmi ovunque. Le sue mani erano lisce e morbide e si muovevano con sapienza su tutto il mio corpo ormai fremente.
L’altro ragazzo era rimasto immobile, completamente nudo ed eccitato, a gustarsi la scena.
Lo invitai ad avvicinarsi e presi in mano anche il suo cazzo. Era bello duro, ma di dimensioni normali e scompariva di fronte alla possanza del cazzo dell’amico… ma era pur sempre un altro bel cazzo a mia disposizione e ne ero estasiata.
Mi sedetti sulla sedia e loro si avvicinarono a me da tutte e due i lati, offrendomi i loro cazzi. Non me lo feci ripetere due volte ed impugnandoli con foga iniziai a leccarli e succhiarli per bene. Era una sensazione meravigliosa e, cosa che mai mi era accaduta prima, venni immediatamente, senza che nemmeno mi stimolassero il clitoride.
Anche i ragazzi credo che stessero per venire… sentivo i loro cazzi farsi ancor più gonfi e pulsanti, mentre continuavo a masturbarli e succhiarli.
Proprio in quel momento arrivarono mio marito e l’altro ragazzo con il vino… Ma ogni volta che vi lascio soli, vi ritrovo sempre nudi!, fu il commento di mio marito.
I due ragazzi restarono per un momento senza parole, evidentemente imbarazzati e preoccupati delle possibili reazioni di mio marito. Ma fu solo un attimo, perché mio marito disse subito che per fortuna aveva portato i preservativi. Quella frase fece capire a tutti che anche lui era consenziente.
Il ragazzo che era andato a prendere il vino con mio marito, allora, gli chiese come mai non si fosse arrabbiato, ma lui subito gli disse che la cosa lo eccitava moltissimo e che anzi, se voleva, poteva partecipare anche lui.
Si spogliò immediatamente e si avvicinò a me, già completamente eccitato.
E così mi ritrovavo alle prese con tre cazzi in erezione, mentre mio marito mi guardava eccitato… le nostre fantasie finalmente si erano realizzate appieno.
Cosa vuoi che faccia amore?, chiesi a mio marito.
Lui, intanto, aveva preso i preservativi e mi disse che voleva vedermi succhiare per bene i cazzi dei due ragazzi, mentre quello superdotato mi penetrava alla pecorina e mi passò un preservativo.
Lo infilai lungo l’asta del ragazzo superdotato, ma il preservativo non riusciva a coprirlo per intero… era troppo lungo!
Hai visto com’è grande?, dissi a mio marito. Oh si, disse lui, non vedi l’ora di prenderlo, vero?
Mi inginocchiai e offrii la mia fica già aperta e grondante di umori al ragazzo… gli altri due si distesero davanti a me.
Iniziai a leccare i loro cazzi mentre il ragazzo superdotato si avvicinava per penetrarmi.
Appoggiò il suo cazzo al clitoride, strofinandolo, mi allargò ulteriormente le pareti della vagina già completamente aperta e improvvisamente me lo mise dentro spingendo a fondo e poi fermandosi di colpo.
Rimasi per un attimo senza fiato… era enorme ed avevo provato una piccola fitta di dolore… mi sentivo completamente riempita da quel grosso pezzo di carne calda e pulsante. Pian piano mi abituai a quella presenza e glielo feci capire iniziando a muovere il bacino in senso rotatorio.
Amore è enorme, dissi a mio marito, ti piace come lo prendo?
Non so cosa stesse pensando in quel momento mio marito, ma lo vedevo quasi ipnotizzato da quella vista… ma era anche lui eccitatissimo e si stava massaggiando il cazzo da sopra i pantaloni.
Intanto il ragazzo superdotato, incoraggiato dai mie movimenti, avevano iniziato a muoversi, con movimenti lenti e profondi.
Venni subito un’altra volta… la mia fica era ormai un lago e il suo cazzone scivolava dentro sempre più facilmente, incontrando ben poche resistenze.
Scoprii subito che ancora non era entrato del tutto, perché ad un suo movimento più rapido e potente sentii le palle sbattere contro di me ed il suo cazzo esplorare punti della mia fica mai prima violati.
Cominciò a pompare veloce ed io, tra mugolii di piacere sempre più incontrollabili, venni un’altra volta.
Intanto mio marito si era tolto i pantaloni e, completamente eccitato, si stava masturbando godendosi lo spettacolo.
Adesso voglio muovermi io, dissi al ragazzo superdotato.
Lo feci distendere e mi sedetti sopra di lui, guidando il suo cazzo dentro di me. Ormai entrava tutto con estrema facilità ed iniziai a muovermi sopra di lui mentre mi stimolava le tette ed i capezzoli durissimi. Feci avvicinare gli altri due ragazzi e presi in mano i loro cazzi, masturbandoli con foga. I miei movimenti si fecero sempre più frenetici e dopo pochissimo sentii che il ragazzo superdotato era venuto ed il suo cazzo iniziava a sgonfiarsi dentro di me.
Mi alzai e gli sfilai il preservativo, colmo di sperma.
Hai visto quanto?, dissi a mio marito e me lo versai sul senso, spalmandolo come fosse una crema per il corpo.
Adesso voglio il vostro, dissi agli altri due ragazzi ed anche il tuo, rivolgendomi a mio marito.
Mi avvicinai e iniziai a masturbarli velocemente entrambi, mentre mio marito si pose di fronte a me, masturbandosi con foga.
Vennero quasi tutti e tre insieme, inondandomi con il loro sperma caldo.

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