regalo di Natale

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Era la vigilia di Natale di 2 anni fa, come al solito in mostruoso ritardo dovevo comprare il regalo alla mia ragazza. Indeciso e a corto di idee su cosa comprare, la mia cognatina si era gentilmente offerta di aiutarmi a scegliere qualcosa. La vado a prendere alle 11, lei si chiama Francesca ha 19 anni un viso molto dolce, occhi grandi, labbra carnose, pelle chiara, capelli lunghi, mora, un bel corpo e occhio e croce una 4^ di seno o una 3^ molto abbondante. Davvero niente male, molto simile nei tratti alla sorella ma ha quella taglia in più di reggiseno che fa la differenza. Io ho 30 anni e sono fidanzato da 5 anni. Lei si presenta in jeans attillati, stivaletti comodi, un cappottino nero che le copre una camicetta e un golfino. Semplice ma carina da morire. Dopo un pò di traffico, consueto visto il periodo natalizio arriviamo in centro e parlando del più e del meno facciamo un giro per i negozi. Non troviamo nulla di particolarmente interessante, ma all’improvviso ci colpisce un maglioncino turchese in una vetrina. Decidiamo di entrare, e ci sembra decisamente il regalo giusto. E’ l’ultimo rimasto di quel colore, ma siamo molto indecisi sulla taglia. Francesca ha più o meno le stesse taglie della sorella, così si propone di misurarlo. Entra ed esce dal camerino del negozio in un attimo. Mi chiede come le sta e io le dico che il maglioncino le sta divinamente bene. Lei si guarda ancora allo specchio e non posso non notare le sue forme. Decidiamo di prenderlo e completiamo il giro in altri negozi del centro dato che lei doveva comprare ancora dei piccoli regalini alle sue amiche. Entriamo in un negozietto da adolescenti, dove hanno cose simpatiche e qualche oggetto un pò spinto ma comunque molto goliarico e spiritoso. Mi soffermo su qualcosa che sembra un cazzo di gomma lilla(il suo colore preferito) e così in tono ironico le dico: “che facciamo lo compriamo”? Lei recepisce la battutta, e sorride tra l’innocente e il malizioso e poi mi dice :”bel colore però!”. Terminiamo con le ultime compere e montiamo in macchina. Sono già le 14 e mi rendo conto che non abbiamo ancora mangiato niente, così le chiedo se le va di mangiare qualcosa insieme. Così metto in moto e mi allontano dal traffico della città e tra un cambio di marcia e l’altro le sfioro con la mano leggermente il ginocchio, lei non si scompone per niente, e ogni volta che cambio marcia ne approfitto per qualche carezzina alle gambe. La cosa stranamente sembra non dispiacerle affatto e confesso che stuzzica tutte le mie fantasie che ho sempre avuto su di lei da quando è cominciata a sbocciare intorno ai 16 anni. Continuo a guidare quasi senza meta e la mia mano si spinge verso il suo interno coscia. Francesca non fa una piega e allora prendo coraggio e dal ginocchio comincio a scendere lentamente più giù, fino alla figa. Lei mi sorride e con dolcezza afferra la mia mano e la sposta di nuovo sule ginocchia. La cosa mi spiazza e mi blocca e la sua mano rimane lì ad accarezzare la mia. Non so ne cosa dire ne cosa fare, sono quasi imbarazzato però Francesca mi spiazza ancora e porta la stessa mano che prima teneva la mia, sulla patta dei pantaloni. Rischio quasi di finire fuori strada e mentre continua a strusciare la mano sui miei jeans sorridendo mi dice che è meglio se ci fermiamo in un posto tranquillo. Dopo pochi metri svolto in una stradina sulla destra, la sua mano è ancora lì che lentamente mi accarezza. Inutile dirvi che il mio cazzo è già bello duro. Mi fermo in uno spiazzale, davanti a noi c’è il nulla, vuoto completo e qualche albero e alle spalle a qualche centinaio di metri qualche abitazione. Le chiedo se va bene lì e lei fa un cenno si intesa con la testa. Sorride e mi bacia tra la guancia e le labbra. La sua mano è ancora lì tra le mie gambe. Non riesco più a trattenermi e la bacio. Un bacio lungo e passionale. Le nostre labbra che si sfiornano, si schiudono per far posto alle nostre lingue che si incrociano. Sono inebriato dal suo profumo e dal suo sapore mentre le sue labbra mordono le mie e mi fanno crescere ancora di più il desiderio di averla e farla mia. In un attimo sono ormai su di lei, sul sedile reclinato. E’ una calamita, non riesco a staccarmi da lei. Sono coinvolto ed eccitato più che mai, le sbottono il golfino e le apro la camicetta, e sbucano due belle tette avvolte da un reggiseno lilla. Una terza molto abbondante. Sono su di lei, mi spingo verso di lei e con un paio di colpi cerco di farle sentire il mio cazzone duro come il marmo. Continuiamo a baciarci e ad accarezzarci, io cerco il suo collo, le bacio le spalle, risalgo a baciarle il mento e a rimordere le labbra. Bacio di nuovo il collo e le sussurro all’orecchio con voce arrapata che la voglio e che voglio scoparla. Mentre le parlo all’orecchio le do qualche colpo più forte, che sicuramente sente dato che ha qualche lieve sussulto. Il buoio comincia a calare e non posso più esimermi, così le slaccio il reggiseno e glielo sfilo piano piano. Non oppone resistenza e la vista di quel seno meraviglioso mi manda in visibilio. Ho finalmente le sue tette davanti a me, le tocco, le stringo tra le mani, con le dita stimolo i capezzoli che in pochi istanti diventano turgidi e scuri. Le tette sono sode e le mie labbra e la mia lingua le baciano e le leccano in ogni punto, soffermandosi particolarmente sui duri capezzoli. Sono al top dell’eccitazione e anche lei sembra totalmente presa e inebriata, così istintivamente le bacio il ventre piatto e l’ombellico e arrivo ai suoi jeans. Ho voglia di leccare la sua fica che sicuramente sarà umida e profumata. Sono in ginocchio davanti alle sue cosce aperte, le apro i pantaloni e provo a infilare la mano sotto gli slip lilla come il reggiseno, ma la stessa mano che pochi minuti fa mia aveva fermato, mi frena di nuovo, provo ad insistere, ma la sua mano allontana ancora la mia mano curiosa. Francesca prova a ricomporsi un attimo e poi con voce eccitata mi dice che hai il ciclo e che non può. Rimango paralizzato, quasi non ci credo e penso a quale male ho fatto per meritarmi questo e perdermi una scopata che sognavo da anni e che finalmente si stava realizzando. Lei mi fa spazio sul sedile, io mi stendo e lei con le tette ancora nude si avvinghia a me, la testa sulla mia spalla e la mano sul petto. Nonostante la delusione sono ancora voglioso ma confesso che un pò di eccitazione mi è passata. La sua mano mi accarezza il petto e io le accarezzo i suoi morbidi capelli, lei mi bacia il collo e fa scivolare la mano ancora verso i miei pantaloni. Sento la patta aprirsi e la mano della piccola Francesca infilarsi sotto i miei boxer. E’ chiaro che vuole farmi godere e la cosa mi eccita di nuovo. Mi abbassa i boxer e i pantaloni e lo tira fuori. Avvolge la sua mano al mio cazzo tirando giù tutta la pelle e fa uscire la cappella. La visione della sua mano piccola, liscia, morbida con le unghie ben curate e smaltate di lilla, che stringe il mio uccello mi fa indurire del tutto e mi manda in estasi. Francesca sembra abbastanza sorpresa alla visione del mio pene gonfio e scappellato, nonostante io credo che la mia sia una verga normale, nella media insomma. La sua mano lo avvolge completamente e con una maestria che non mi aspettavo lo tira su e giù lentamente, provocandomi tanto piacere. Aumenta il ritmo lentamente e, aprendo e chiudendo la cappella viola, accarezza l’asta e stringe la cappella tra le dita, la riapre e continua a massaggiare il cazzo e a farlo andare su e giù. Sento e vedo il mio uccello stretto nella sua mano ed emetto qualche mugolio di piacere sono eccitatissimo ma tutto questo non è nulla in confronto a quello che di lì a poco sto per provare e che neanche lontanamente avrei potuto immaginare. Francy interrompe la sega, toglie la testa dalla mia spalla e a tette nude scivola e si inginoccchia davanti alla mia asta dura. Guarda il cazzo in tiro e con aria maliziosa mi guarda negli occhi e mi dice: “sai che ho proprio una gran fame?” Neanche il tempo di finire la frase che il mio uccello e tutto nella sua bocca. Con la mano lo tiene fermo alla base, mentre lo divora tutto. Sono in paradiso! Lei si rialza, lo fa uscire dalla bocca ed esclama: “che bel cazzo che hai!” Poi riprende subito a succhiarlo avidamente a farlo uscire ed entrare dalla sua bocca provocandomi un piacere indescrivibile. Si sofferma sulla cappella, la lecca per bene tutto intorno, lo rimette ancora in bocca e riprende a pompare. Non posso crederci che la ragazzina che fino a qualche ora fa pensavo fosse una santarellina in realtà è una pompinara esperta. I miei pensieri si interrompono quando lei lo fa uscire di nuovo dalla sua bocca calda e capiente e lecca tutta l’asta fino alle palle. Si sofferma sui miei coglioni pieni, li tocca, li lecca, li accarezza con la lingua e con la mano riprende a segarmi senza darmi tregua. Godo come un matto e ansimo dal piacere enorme che provo. Con la testa risale su per l’uccello duro leccandolo, lecca la cappella umida e riprende a spompinarmi. Le porto la mano dietro la testa e provo a spingere il suo dolce visto contro l’uccello duro per farglielo sentire bene fino in gola, Francesca toglie la mano e si rialza. E’ chiaro che la troietta vuole condurre lei il gioco perverso. Riprende a segarmi, poi si raccoglie i capelli dietro la testa e accoglie di nuovo la cappella umida nella bocca. Con la mano mi sbatte il cazzo su e giù dando delle leccatine sul prepuzio viola. Sto per sborrare e le chiedo di alzarsi altrimenti le vengo in bocca. Lei sembra impassibile e continua a pompare, non riesco più a resistere e le inondo la bocca con un fiotto caldo e saporito. Francesca si rialza, lo fa uscire dalla bocca, continua a stringere e ad agitare l’uccello in mano e in pochi attimi altri 3 o 4 fiotti di coito caldo le raggiungono il viso e le colano sul seno. Imperterrita continua a segarmi, fuoriesce un altro pò di liquido seminale ma ormai non ne ho più e il cazzo lentamente si rimpicciolisce. La puttanella ci gioca ancora con la mano, gioca con lo sperma e conclude la sua meravigliosa performance, strusciando ll mio pene sulle sue labbra e massaggiandosi il viso ancora bagnato della mia sborra. Rimette l’uccello ormai floscio e provato in bocca pulendolo per bene fino all’ultima goccia. Poi torna sul mio viso e ci baciamo appasionatamente.
A mezzanotte dopo il consueto cenone consegno il regalo alla mia ragazza. Le piace da morire, è il regalo perfetto, Io e Francesca incrociamo i nostri sguardi d’intesa e mi sorride di nuovo con quel suo fare dolce e malizioso.
se la storia vi ha eccitato e vi è piaciuta, continua…

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