seconda col padrone di casa

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Come da appuntamento qualche giorno fa e’ passato a ritirare l’affitto il padrone di casa. Ero impaziente. La “prima volta” il mese scorso e’ stata fondamentale. Ho superato la forte gelosia. Ha vinto la voglia di vederla con un altro. In questo mese il filmino che ho girato con lei lo abbiamo consumato. Tra noi il sesso e’ piu’ intenso. Senza nascondere anche alcune litigate, soprattutto i primi giorni. Mi rinfacciava di sentirsi una poco di buono, ma ho fatto di tutto per convincerla del contrario.
Perche’ penso che se un tradimento e’ fatto in comune accordo e’ diverso dalle classiche corna.
Cmq non e’ stato facile convincerla a ripetere l’esperienza.
Avevamo discusso a proposito delle malattie. Abbiamo pensato al fatto che il tizio era un padre di famiglia, pensando che rischiavamo poco, anche se il rischio c’era. E in piu’ l’ho convinta a prendere la pillola.
Detto cio’, volevo fare in modo di assistere questa volta. Volevo stare li’ e guardarli dal vivo. Non so se sarebbe successo anche stavolta, anche perche’ non so come avrebbe reagito il tizio. cmq quando ha bussato c’ero anchio.
Avevo insistito a farla vestire con mini di jeans corta, calze a meta’ e come l’altra volta senza mutandine.
Dall’espressione il tizio era deluso, avrebbe sperato di trovarla da sola.
Lo fecimo sedere per preparare la ricevuta. Due chiacchiere. Cercavo il modo per far scattare qualcosa.
Feci preparare un caffe’. Lei arrivava dalla cucina col vassoio, io ed il tizio la guardavamo cosi’ sexi che arrivava verso di noi; lei appoggio’ il vassoio sul tavolo, verso’ il caffe’ nella tazzina del tizio e
-quanto zucchero? Chiese. A quel punto mi alzai, mettendomi dietro di lei, mi appoggiai tirandole su la gonna gia’ corta, lei appoggio’ le mani sul tavolo in silenzio. L’uomo rimase di stucco.
-le lascio il posto se vuole… Dissi all’uomo. Mi guardo’, poi guardo lei che fissava il caffe’, e lentamente si alzo’. Io mi scansai sedendomi sulla sedia accanto. Lui le mise le mani sulle cosce ormai scoperte, appoggiandosi col pacco sul sedere. Lei stava con le mani aperte sul tavolo per tenersi. Lui sollevo’ del tutto la migonna, tasto un po’ le cosce, poi aprendo la chiusura lampo della gonna la fece scivolare a terra, si abbasso’ e la aiuto’ a sfilarla. Le fece aprire poco di piu’ le gambe e le si mise di dietro. Le levo’ la camicetta lasciandola con i seni nudi, gia’ non indossava le mutandine, aveva solo le calze a meta’ e i tacchi. Io li’ vicino ero fuori di testa dall’eccitazione, la gelosia non esisteva piu’.
Per qualche minuto l’accarezzo’ dapertutto, poi si tiro’ fuori il pene glielo struscio’ da dietro tra le gambe. Lei ebbe un sussulto. Non l’aveva masturbata, ma gia’ doveva essere bagnata perche’ la fece piegare un po’ in avanti, e il pene le scivolo’ immediatamente senza neanche spingere troppo. Lei era appoggiata con le braccia sul tavolo e lui da dietro che tenendola dai fianchi la scopava. Eravamo tutti in silenzio; loro godevano in silenzio e io guardavo in silenzio. Dopo poco il tizio si fermo’, la fece voltare e la fece sedere sulla sedia libera sulla loro sinistra, le si mise in piedi tra le gambe e la invito’ a prenderlo in bocca. Mi alzai e mi spostai per vedere meglio, lei mi guardo’ per un secondo, poi lo prese e comincio’ a pomparlo. Lui la teneva dalla testa. Mi feci coraggio e decisi di masturbarla. Godeva e faceva godere di piu’ l’uomo.
-amore…sei proprio brava. Le dissi, tentando di spezzare quel silenzio, continuando a masturbarla.
-e’ vero? Aggiunsi guardando l’uomo.
-si…e’ proprio brava. Rispose lui sbloccandosi.
-lo vuoi ancora in mezzo le gambe. Le chiesi continuandola a masturbarla. Non rispondeva. Non parlava.
-dai…rispondi…perfavore…lo rivuoi il cazzo…troia! Mi azzardai a dirle. Volevo scaldare oltre la serata.
-si… Rispose godendo, sfilandosi il pene dalla bocca. L’uomo la fece alzare, si sedette sulla sedia e si fece cavalcare. Godevano. Lui la teneva dai fianchi mentre le succhiava i capezzoli. Lei in silenzio lo guardava sodisfatta.
-quanto sei puttana! Le dissi guardandola. Lei mi guardo’.
-lei non pensa che sia una gran troia? Dissi al tizio invitandolo a “parlare”.
-stronzo! Ti piace vedermi fare la puttana?! Disse lei guardandomi.
-sei, una puttana. Le dissi.
-vuole che mi da della puttana mentre mi scopa. Lo faccia… Esclamo’ lei a l’uomo guardandolo.
-troia…godi! Disse deciso il tizio. Lei a quelle parole aumento’ la foga della scopata.
-va bene cosi’? Esclamo’ lei guardando l’uomo e muovendosi su e giu’ con piu’ foga.
-continui a scoparmi…piu’ forte!
Il tizio era al limite.
-togliti! Sto venendo… Esclamo’ l’uomo
-venga…venga dentro…prendo la pillola. Rispose lei godendo.
Lui le si attacco’ ai seni, tenendola ferma. Era chiaro che la stava riempendo. Poi le fece fare ancora un po’ su e giu’. Goderono alla grande. Lui le bacio’ un po’ i seni. Poi invito lei ad alzarsi. Lo fecero piano. Lui aveva il pene quasi moscio. Lei rimase in piedi, aprendo un po’ le gambe. Guardammo lo sperma che scivolava a terra.
-faglielo rialzare! E fattelo venire in bocca! Le dissi dopo un po’
-lei mi guardo’, si chino’, mettendosi tra le gambe del tizio. Sistemo’ l’elastico dei capelli e prese in mano quel pene mezzo moscio e sgocciolante. Lui rimase sorpreso.
-e brava! Quanto ci metti a farglielo rialzare? Le dissi abbassandomi anchio.
-vediamo…non so’. Esclamo’ guardando il tizio in viso.
-piano…piano… Esclamo’ l’uomo evidentemente stanco e non pronto.
Lei lo afferro’ delicatamente. Uscirono delle gocce sporcando la mano di lei. Mi eccitai tantissimo. Comincio’ a smuoverlo, divento’ piu’ duro. L’uomo mostrava smorfie di dolore, mentre accompagnava la mano di lei, frenandola quando aumentava di velocita’.
-non le vuole venire in bocca? Dissi all’uomo.
-si…certo.
-dai troia! Fai del tuo meglio! Le dissi.
-lo sto facendo. Mi rispose guardandomi aumentando a smanettare. L’uomo si sposto’ in avanti, la prese dalla testa invitandola a prenderlo in bocca.
-dai troietta! Esclamo’ l’uomo ringalluzzito.
-ecco! Cosi’ la deve trattare! Come merita. Aggiunsi io mentre lei ebbe un mezzo coniato di rigetto per l’entrata violenta del pene in bocca.
-dai…brava…tra poco ti riempie anche la bocca. Dissi mentre mi avvicinai a lei mettendole due dita dentro. Mi bagnai di lei e di lui. Sentivo al tatto lo sperma viscido. Lei comincio’ a godere. Il pompino duro’ un bel po’.
-fallo venire! Dai puttana! Le dicevo mentre la masturbavo.
Dopo un po’.
-dai biondina che ci sono… Gemette l’uomo.
-dai…puttana…invitalo… fatti sentire che lo vuoi. Perche’ lo so che non vedi l’ora che ti sburra in bocca… Aggiunsi
-dai …vieni che aspetti…riempimi la bocca. Disse lei, spostandosi un attimo indietro per riprenderlo subito in bocca; e in piu’ dando all’uomo del “tu”. Io stanco mi scansai.
-eccomi… vengo… Gemette l’uomo, mentre si afferro’ il pene per masturbarsi nella bocca di lei. Lei apri’ l’apri’ preparandosi.
L’uomo le c’entro in bocca le prime schizzate; altre le finiro suo capelli e in viso; poi lei lo afferro’ e se lo fece finire in bocca, smuovendolo lentamente.
La feci alzare. La feci appoggiare col sedere sul tavolo, le allargai le gambe, mentre mi sbottonavo. Ero eccitatissimo. La centrai. La guardavo. Aveva sperma dapertutto.
-dai…tocca a te. Scopami! Disse guardandomi.
La riempii.
Quella sera lo rifacemmo sotto la doccia. Eravamo complici e soddisfatti. Era cambiato ancora qualcosa: era meno pentita, piu’ sicura di se e di cio’ che facevamo.

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