sensuale, accattivante, provocante

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Io sono Franco, 55 anni. Mia moglie è Giusy, 53 anni. Questo è il mio terzo racconto. Se volete conoscerci meglio, se nono l’avete già fatto, leggete il mio primo racconto: In vacanza del 24 settembre 2015, tradimenti. Se volete vedere come sappiamo fare i porci, leggete pure il secondo: Sempre in vacanza, del 22 settembre 2016, scambio di coppie. Era dal mese di luglio, da quando cioè abbiamo trascorso un mese intero in vacanza con Melina e Giuseppe e con l’arrivo di Debora e Tonino, loro amici, che non ci dedicavamo al sesso extra. Io morivo dalla voglia. Si, è vero, per una fica nuova, ma soprattutto morivo dalla voglia perché lei si mettesse in mostra e usasse le sue doti di femmina sensuale, accattivante e provocante. Piace pure a lei e spesso lo fa, ma tutto finisce li: il nostro è un piccolo centro e siamo una famiglia molto rispettabile. L’idea mi venne e gliene parlai a letto mentre giocavamo: buttanazza, che ne pensi? La chiamo così da quando ha preso insieme il cazzo di Giuseppe e quello di Tonino. Insieme nella fica, insieme nel culo e insieme nella bocca. Ero convinto che negli hotel si possono assumere, come se fosse tutto casuale, certi atteggiamenti e creare certe situazioni. A costo di correre il rischio che scopasse solo lei. Quindi prenoto una camera in un lussuoso hotel di Catania. Arriviamo venerdì pomeriggio e saremmo ripartiti domenica mattina. Che delusione! Non c’è proprio nessuno da provocare. Penso che chi viene da fuori per affari e per lavoro, per il fine settimana fa ritorno a casa. Giusy mi chiede del perché buttare i soldi così inutilmente ma io voglio insistere e provare ancora tanto che, prima di andare via, prenoto la camera per il prossimo fine settimana. La seconda volta, il primo fine settimana di febbraio, siamo più fortunati: c’è un meeting di lavoro di una azienda. Un via vai continuo di ragazzi e di belle ragazze dalla sala dove si svolge il meeting alla reception e al bar. Noi siamo in un salottino della hall e dissi a Giusy di farsi notare. Fra l’altro, considerando i motivi della nostra trasferta, è vestita in modo adeguato: gonna nera attillata qualche dito sul ginocchio e lo spacchetto sul retro; camicetta azzurra, autoreggenti neri e, come intimo, coordinato slip reggiseno in pizzo nero. La invito ad andare da sola al bar. Non è per niente volgare, non è sua abitudine, molto sexy: mi eccito a sola guardarla e nel notare le attenzioni che attira su di se. In modo particolare quelle di un mio, credo, coetaneo. Elegante e raffinato nel suo spezzato giacca nera e pantalone grigio. Insomma, si vede subito che si tratta di una persona molto fine. L’ammira molto e, di tanto in tanto, volge lo sguardo a me. cosa devo pensare? Forse aspetta che mi allontani per abbordarla? Quando ritorna, sedendo accanto a me, glielo faccio notare: “Dai ca stavota bona ti va”- L’ha notato pure lei. “Mi pari sulu. E tu? Iu assemi a tia u vogliu fari” “Intantu pensa a fariti un bellu cazzu tu, nun ti fari scappari l’occasioni. Ci l’ha u spinnu di fariti un cazzu novu?” “Mm. Si” “Buttanazza ca si, facci vidiri di chi pasta si fatta” “Lu sai ca se vogliu….Mi dispiaci pi tia”- La invito a mostrare le sue cosce e di usare l’arma del suo sguardo accattivante. Sono convinto che non può fallire e infatti il tizio dà subito segni di perdere la bussola. Penso di lasciarla da sola e le sussurro: “Si capaci di purtaratillu nda nostra camera?” “Se si fa avanti!” “Dai buttanazza, dopu mi cunti tutti cosi”. Mi alzo e qui la sorpresa: mi viene incontro porgendomi la mano. “Permettimi di conoscerti. Ezio” Sono senza parole. “Franco” dico poi. Nota la mia sorpresa. “Mi sono permesso perché è da un pezzo che ammiro la bella coppia che siete. Devo complimentarmi per la gioia di vivere della tua signora e, permettimi, per la sua sensualità”- Ma cosa ha capito? Ha capito bene e continua dicendo che anche loro, lui e Gisella, la moglie non presente, sono esattamente come noi, nel senso che anche a loro piace giocare con lei che si mostra e con lui che si esalta nel vedere quanto sia desiderabile agli altri. Anche Giusy è molto sorpresa. Sorpresa e curiosa, tanto che si alza e si avvicina. Ezio, ammirandola con uno sguardo che non lascia dubbi, non perde tempo a presentarsi a lei e poi, come se niente fosse, continua: “Giusy, permettimi di darti del tu, mi sono complimentato con tuo marito per la bella coppia che siete e per la sensualità che sprigioni” Lei, sorridendo e imbarazzata, lo ringrazia di tanti complimenti. Ci accomodiamo e si rammarica del fatto che la moglie non è presente in quanto per quella sera ha in programma una cena con le colleghe. Ma poi dice che vuole sentirla per comunicarle della bella conoscenza che ha fatto. La chiama e così fa. Anzi le dice pure che non sarebbe rientrato per pranzo in quanto ci avrebbe invitato al ristorante e che lo avrebbe fatto felice se fosse passata dall’hotel prima che si incontrasse con le colleghe. Giusy ed io siamo sbalorditi dall’audacia e dalla signorilità di quell’uomo. Quando interrompe la telefonata gli dico che semmai lui sarebbe stato nostro ospite. Pranziamo al ristorante dell’hotel e pranzando ci lasciamo andare a certe confidenze: che a loro piaceva giocare così per ravvivare il loro rapporto; che lei in certi momenti particolari si lascia andare cedendo alla richiesta di scambio di coppia proposta da lui ma che alla fine, per un motivo o per un altro, non si decide mai. Io dico una gran cazzata; Giusy mi guarda ma capisce che devo dire così. Cioè che ero riuscito a convincere lei e che abbiamo trasgredito una sola volta proprio scambiandoci con un’altra coppia. Giusy annuisce rossa e imbarazzata e quando lui le chiede dell’esperienza fatta diventa ancora più rossa e più imbarazzata. Una cosa è certa: è affascinata da quell’uomo. Sono circa le 17,30 quando comodi, in un salottino della hall, squilla il cellulare di Ezio. E’ la moglie che è arrivata e sta parcheggiando. Chiede scusa e si alza per andarle incontro. Restiamo da soli per qualche minuto e mi chiede se sono curioso di conoscere sta Gisella aggiungendo: “Chi dici ca è megliu di mia?” Dico che sono curioso e aggiungo: “Megliu di tia nun lu sacciu, chiù buttanazza di tia mi pari difficili”- Quindi le dico la mia intenzione di farlo salire in camera con noi e, nel caso, di comportarsi come una moglie che trasgredisce per la seconda volta in uno scambio di coppia separato, con discrezione, leggermente imbarazzata e senza esibirsi in modo completo come sa fare lei. “Ah, puru tu?” “Pirchì ti dispiaci cu du cazzi?” “No anzi” “Pronta si pi fariti spunnari? Ti piaci veru?” “Mm, si”– Entrano. Da lontano, a prima vista, non so perché non mi fa una gran bella impressione. Certo mia moglie fa un altro effetto. Intanto, ma questo può essere anche normale, sembra completamente a disagio e man mano che si avvicinano il suo sguardo va da su a giù, dal tetto al pavimento. La stessa altezza di Giusy; anche lei castana ma con capelli lisci e corti quasi a caschetto. Le sue gambe, la prima cosa che guardo ad una donna, non sono belle affusolate, con le caviglie sottili come quelle di mia moglie. Solo quando è vicina e dopo che Ezio ce la presenta e lei si toglie la pelliccia di visone mettendo in mostra una gonna avana che le fascia, in modo alquanto provocante, il culo e le cosce, che incomincia a suscitare in me certe strane voglie. le sue tette, sotto una camicetta marrone, mi sembrano ben sode anche se meno grosse di quelle di mia moglie. Man mano che parliamo, naturalmente non di sesso e di trasgressioni, sono attratto dal suo modo alquanto sensuale di porsi. Neanche in viso è paragonabile a mia moglie, ma quel suo modo di parlare, in italiano con accento catanese, la sua bocca leggermente sporgente ma non volgarmente né esteticamente brutta, mi fanno uno strano effetto. E poi anche le sue gambe, con calze color carne e quei 5 cm di coscia, muovendole continuamente, mi fanno eccitare. Nonostante il disagio, parlando con Giusy, è come se fossero amiche da chissà quanto tempo. Sta quasi un’ora e dopo va via. forse con rammarico. Quando le dico che è stato un piacere averla conosciuta, sorridendo e guardandomi negli occhi, risponde: “Grazie. E’ stato un grande piacere pure per me”- Con Giusy si salutano baciandosi sulle guance. Dopo Ezio mi chiede delle mie impressioni. La mia risposta non può essere che: affascinante e che sprigiona la stessa gioia di vivere di mia moglie. Lui capisce l’antifona e sorride. Ebbene, penso che sia arrivato il momento di fare divertire mia moglie. Cosicché, con la scusa di un drink, lo invito in camera. Un drink silenzioso e imbarazzante. Ma per la buttanazza non è difficile fare capire, anche se con eleganza e non volgarmente, quello che desidera. Infatti subito dopo, trovandosi seduta sul bordo del letto dalla parte dei piedi mentre Ezio ed io siamo in piedi di fronte a lei, si butta all’indietro sdraiandosi con le gambe che penzolano giù. Con questo suo repentino movimento la gonna attillata sale ulteriormente sulle cosce quasi fino al limite degli autoreggenti. Non solo, ma prende a fissarci in un modo alquanto provocante aumentando pure, non so se volutamente, il ritmo del suo respiro. Le tette fanno su e giù e i bottoni della camicetta sembrano che stiano saltando da un momento all’altro. Però che bona e provocante la buttanazza di mia moglie! Mi sembra del tutto inutile dire qualcosa e agisco immediatamente. Prendo la sua gamba destra accarezzandola lentamente e andando su fino ad arrivare sulla sua coscia nuda. Lei intanto porta il suo piede sinistro sulla patta di Ezio. “Giusy, sei una donna eccezionale” dice lui incominciando la mia stessa operazione sull’altra coscia. Lei, sentendo 4 mani fra le sue cosce, prende ad ansimare di piacere. Io le sfilo la calza destra ed Ezio quella sinistra. Poi la buttanazza, non so come, trova il modo di far passare le braccia sotto e apre la cerniera della gonna. Tutto potevo immaginare: l’avevo vista scopare in ogni modo ma questa è una scena di alto erotismo. Prende a farsi scivolare la gonna lungo i fianchi e a questo punto Ezio, con le orbite degli occhi fuori, si inginocchia, le sfila completamente la gonna e si tuffa con la faccia fra le sue cosce leccandogliele tutte. Lei ansima ed io, sdraiatomi al suo fianco, prendo a sbottonarle la camicetta e a ficcarle la lingua in bocca. Prende a gemere dentro la mia bocca e capisco che Ezio era andato oltre. Infatti le avava sfilato pure gli slip, messo in mostra la fica sempre ordinata e, tenendole le grandi labbra divaricate, gliela stava leccando dolcemente. Poi sempre più velocemente e decisamente finché lei esplode in un furioso orgasmo dimenandosi freneticamente e dicendo: sii, siiii, dentro la mia bocca. Ezio si rialza e lei, seduta, prende a tastargli la patta. Interrompe solo un attimo per permettermi di sfilarle la camicetta e il reggiseno. “Guarda che belle poppe mia moglie. Che ne dici Ezio?” “Stupende, come piacciono a me” dice palpandole. Mentre mi spoglio lei, dopo avergli abbassato pantaloni e boxer, prende a manipolare il suo cazzo già duro e di buone proporzioni. Lei lo guarda in modo accattivante e lui ansimante, mentre lei glielo lecca e gli mordicchia le palle, dice: “Ohooo Giusy! Come sei brava! mi fai morire”- Nel frattempo si libera della giacca, della camicia e della maglietta intima. Mi presento, in ginocchio sul letto, alla destra dilei e imbocca il mio cazzo ancora mezzo moscio. Nel frattempo Ezio si sveste completamente, sale sul letto e gliela lascio a disposizione. Lui supino e lei a cavalcioni sulle sue cosce. Glielo manipola per qualche minuto e poi se lo fa sparire tutto dentro la fica gemendo insieme. Mentre lei lo cavalca mi viene il dubbio se lei prenderà in considerazione la mia raccomandazione di non esibirsi in tutto il suo repertorio. Non voglio che, parlandone lui con la moglie, quest’ultima, si sentisse poca disinibita in un eventuale scambio. Ho ormai tanta esperienza nel capire la psicologia delle donne in fatto di sesso: le prime volte, senza essere messe a confronto con un’altra e senza la presenza del marito, si lasciano andare più liberamente. Ricordate mia moglie con Antonio? Anche se avevo assistito di nascosto, ma lei non lo sapeva e non lo sa tutt’ora. Anche se buttanazza è abbastanza intelligente e recepisce, a ragione, la mia raccomandazione. In un tro, due cazzi e una fica, la doppietta è quasi d’obbligo e in effetti, non so se per lui è la prima volta, non si stupisce più di tanto quando mia moglie, dopo un secondo orgasmo, si china a baciarlo mentre con una mano divarica una chiappa come per dirmi che lo vuole pure nel culo. Glielo lecco per bene mentre geme slinguandosi con Ezio. Mi rendo conto che certe cose è meglio che le faccia primo io in modo tale che Ezio non avesse remore e si rendesse conto fin dove potesse spingersi. Quando glielo appoggio sull’ano, scaltramente fa finta di essere sorpresa. “Amore pure tu? Due insieme? Ahaa! Siii, che bello!” dice quando lentamente glielo ficco tutto dentro. La pompiamo, Ezio da sotto ed io da sopra e lei, facendo sempre finta che si tratta della sua prima doppietta, si lascia andare ad eccitanti e trasgressive manifestazioni orgasmiche. Glielo sfilo dal culo. “Giusy, mi permetti di usarlo io il tuo culo?” chiede Ezio ormai completamente preso dalla situazione. “Si, si, lo voglio inculami” dice lei mettendosi alla pecorina. Spanato com’è, dopo averlo usato io, il cazzo di Ezio entra senza alcuna difficoltà. La pompa e lei lo incita dicendogli che le piace tanto. Io, scivolando piano piano, mi intrufolo sotto mia moglie nella posizione del 69. Lei me lo prende in bocca; io sono con la testa fra le sue cosce; prendo a leccarle la fica ammirando il cazzo di Ezio che fa la spola nel culo di mia moglie. Le grosse palle di Ezio sbattono sulla mia fronte. Il piacere di Giusy è grande; lo noto da come mi spompina e da come imbocca le mie palle. Ezio è fuori di se, forse perché si trova in una situazione nuova. “Ohoooo! Giusy, ma tu……Vorrei che Gisella fosse come te. Ohooo, non resistooo Giusy, il tuo culo mi fa…..Franco, me la fai diventare così mia moglie? Ohooo”- Sfila il cazzo dal culo di Giusy e le sborra sulla schiena. La buttanazza glielo prende fra le tette. Una spagnola che farebbe sborrare chiunque, ma lui ha sborrato un minuto prima. Il suo cazzo è nuovamente duro e le sue smorfie di piacere sono sempre più evidenti e sonore. La buttanazza se lo ficca in bocca e gli fa un pompino che lo porta al settimo cielo e ancora all’orgasmo. Quando sborra nella bocca di mia moglie sussurra: “Ohooo, che femmina fatale”- Parliamo dell’eventualità che sua moglie questa volta sia decisa. Ci scambiamo il numero di cellulare per risentirci.

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