sequestri alieni

Sembrava fatta. Un invito a cena a casa sua.
Nella mia testa lei in un qualche completino da sado-massaia che piruetta in aria omelettes abbeverandosi da un calice di Champagne in tacchi a spillo.
Magari un grembiulone da cuoca con sotto niente.
Una topless-pastasciutta coi gamberoni.
Pero’.
Pero’ quando con la fantasia si va troppo avanti poi si resta sempre fregati, sara’ un problema di aspettativa o è che i film che mi faccio in testa son sempre porno.
Problema mio? Forse.
Dato che ho il Blockbuster sotto casa mi fermo a prendere un film. Una roba romantica, due che si amano poi lei si ammala e muore. E’ il principio tanto caro alla DeFilippi, le donne con quella roba piangono e quando piangono e’ quasi matematica che te la tirano sul muso.
Tra un singhiozzo e l’altro ogni anno resta incinta un botto di gente. Per il ministro dello sviluppo economico certi programmi aiutano a rimpolpare la massa proletaria cento volte piu’ velocemente delle agevolazioni fiscali sui secondi e terzi figli.
Cosi’ arrivo a casa sua, tiro fuori dalla busta il DVD e una bottiglia di vino bianco che un mio amico mi ha giurato che stronca, contiene addittivi vietati in 28 stati dell’Unione Europea “due bicchierini di questo” mi ha detto “e vedrai numeri peggio della droga dello stupro”.
“Ho un film” le dico, senza specificare tutta quella roba strategica da maschio, le lacrime e i singhiozzi che servono per farla finire smutandata, il vinarello da colpo di grazia.
E lei mi dice: “Tranquillo mettilo via che al film ci ho pensato io.”
La spio per sopra la spalliera del divano, e non è per niente in topless, e non sta facendo neppure le omelettes col grembiulone con sotto niente.
E’ proprio vestita, tutta quanta, neppure uno scollo a Vi.
Calze a scafandro e gonnellina da preservamento della virtù.
Sprofondo affranto il culo sul cuscino del divano e lo stomaco mi da due sprizzate di acido. Sono in trappola. Il mio sesto senso non sbaglia.
Per esempio questo non è un divano qualsiasi, la mia cultura sui mobili scandinavi mi investe come un camion.
E’ un EKTORK! e sembra che il suo designer, un certo Mika Rasmussen, lo abbia progettato dopo essere stato violentato da una renna sodomita durante una gita in slitta per le desolate lande della Lapponia settentrionale.
Vien da se che lo shock inconscio lo abbia portato a disegnare un divano che non permette l’allineamento dei genitali. Se ci fai inginocchiare una femmina sopra
avrà sempre il didietro troppo in alto per poterci fare checchessia.
In realtà la soluzione sembra che in Svezia l’abbiano trovata: venderlo in abbinamento ad un pouff RENNAN o mal che vada ad uno sgabello KADAMMUMMER. Se hai l’aria abbastanza depravata ti si avvicina sempre qualche commesso a proporteli.
Esamino la stanza ma Niente. Di svedese non c’è altro, in mezzo al tappeto un tavolino da the intarsiato con le gambe roccocò, se mi metto sopra a quello ci finisco di sotto, spacco tutto e non trombo.
Smadonno.
I miei programmi espansionistici cominciano a vacillare, al massimo se la riesco a corrompere con la DeFilippi e stordire col vino mi riesce una missionaria.
Il divano antistupro se ne sta la studiandomi con l’espressione da mobile.
Bastardo, non te la darò vinta!
Mi si siede vicina col grembiulone con sotto tutto, sono cosi’ in astinenza da passera che la sporgenza mi si mette dritta solo ad annusarle i capelli lavati con l’ultradolce di Garnier.
“Non ci crederai mai” mi dice “ho beccato un film di una storia vera”.
La mia mente è distratta dall’affievolimento dell’opportunità di trombare e non capisco tutto ciò di cui sta discorrendo.
Capisco solo che si mangia i pop corn davanti alle trasmissioni tipo “mistero” si compra il giornale “UFO” e poi tra una frittura e una torta di banane parte con delle elucubrazioni che alla Nasa non ci sono ancora arrivati: “Lo sai cosa ha detto Adman Kadmon??”
Insomma sta storia vera si chiama “sequestri alieni”. E’ cosi’ tutta in sollucchero a poterla condividere con me che quasi si scorda che mi deve scodellare le lasagne.
“Pensati che sull’opuscolo ho letto che il protagonista del film lo hanno preso per matto…la gente non capisce niente…e non era neppure la prima volta che lo sequestravano…”
L’opportunità di irretimento con la DeFilippi mi tormenta ancora, con gli UFO non si tromba, ne sono sicuro.
“Sai sul 39 danno una replica di “Amici” le dico tentando di
giocarmi un’altra carta.
Che tu sia cantante o ballerino prima o poi devi piangere davanti al video di tua nonna che ti faceva gli auguri e poi è morta.
E’ con quelle lacrime che si preserva la specie.
Una muore e una va in calore e la da come se non ci fosse un domani.
La natura le pensa tutte per tenere un equilibrio demografico favorevole, e dove non arriva la natura c’è il ministro dello sviluppo economico assieme alla DeFilippi, il Vaticano che ti dice “vai e moltiplicati”. Far trombare l’italiano medio è una missione sociale prevista dalla costituzione. Solo quel distopico di Adam Kadmon tenta di farti andare in bianco. Il suo circolo vizioso è non farti trombare affinchè tu ti estingua, cosi’ la sua strategia disfattista finirà per dargli ragione. Cazzo di un Adman Kadmon, sei tu che complotti per non farmi battere chiodo! Altro che la massoneria e le forze occulte.
“Sul 42 c’è la replica di uomini e donne” sibilo con l’ultimo fiato che mi resta nel polmone destro.
Niente.
Si guardano “sequestri alieni” e per di piu’ seduti sul divano antistupro.
Lei comincia con la tiritera, si sente in dovere di spiegare ad un neofita come me la strategia usata piu’ frequentemente dai piloti di UFO per risucchiarti dentro all’astronave.
Pensando alla via piu’ breve per arrivare alle sue mutande nel mio personale labirinto della vita tento di darle ragione, le dico:
“mavvediunpo’te cosa capita in giro, magari stai andando a lavorare e ti ritrovi con st’astronave sopra la testa”. Poi mi ficco sulle lasagne che magari con la bocca piena mi lascia in pace.
Niente.
“Pensa che gli hanno preso anche del DNA per clonarlo” e finchè mi mangio le lasagne mi spiega tutta la storia che ha visto su mistero “ti legano ad un lettino e poi con delle canne ti vanno sù per gli orifizi”
“Naso, occhi, gola, sedere”.
La sua storia di robe infilate mi rovescia lo stomaco, bevo un bel sorso di vino sperando me lo riscaldi a facilitarmi la digestione.
“E’ buono?” mi chiede finchè ne sto ingollando avidamente una mezza pinta “sai io sono astemia ma nella tua borsetta….”
Salto in piedi. No, non puo’ essere!
Ora sono sicuro che la colpa è di Adman Kadmon, le carestie, le malattie e le guerre, tutta colpa sua. Solo la DeFilippi potrà salvarci!
Corro alla macchina, non voglio che capisca cosa volevo farle ingurgitare.
Esco, accendo il veicolo e imbocco la strada verso casa.
Pochi centinaia di metri e la vedo davanti a me.
Sembra galleggiare nell’aria emettendo delle luci blu cobalto, intermittente e alieno.
La mia macchina sobbalza poi si spegne, osservo paralizzato dal panico. Un’entità scura si avvicina in controluce, in mano una sonda da esperimenti. Sono fottuto. Tento di rimettere in moto ma la macchina non fa che due salti in avanti finendo contro l’astronave sbrilluccicosa.
La sua bocca in controluce si muove per comunicare con me, il suo apparato boccale si apre e dice: “soffi dentro questa”.
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