sesso libero

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Grazie a queste pagine ed anche costretta dal mio uomo, racconto la mia storia, vera.  Mi chiamo Palma, è il mio vero nome, anche se in tanti penseranno che sia un nome di comodo, Claudio vuole che racconti la verità, senza alterare o modificare nulla. Dicevo che il mio nome è Palma, ho 29 anni e sono sposata da 5 anni con Roberto, non posso, certamente, affermare di avere una vita matrimoniale felice; mi correggo affermando con onestà che il rapporto affettivo è molto soddisfacente. Roberto mi ama molto, mi riempie di regali in ogni occasione, anche economicamente non mi lagno, posso asserire in onestà che sono molto soddisfatta e senza problemi mi tolgo ogni capriccio. Quello di cui non sono per nulla soddisfatta e il rapporto sessuale, mio marito, al contrario di quello che potrebbe apparire, non è per nulla attirato dal sesso. I suoi rapporti si limitano a qualche scopatina al mese e qualche volta per alcuni periodi, nulla. Fa l’amore sempre allo stesso modo, senza trasporto o variante, viene sopra di me, mi infila il cazzo nella fica e mi pompa come se stesse gonfiando una bicicletta. Vorrei capire cosa pensa in questi momenti, non posso dire che è frettoloso, al contrario resiste, ma alla fine, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo, oppure che sia per me molto gratificante, mi riempie con il suo liquido. Fatto questo, come se avesse assolto ad un dovere, si stacca e si addormenta. Certamente lui è soddisfatto di tutto questo, ma come si può pensare che a me può bastare’ Sogno cose molto diverse da questa mediocrità, mi piacerebbe essere leccata, a lungo, sentire la lingua che percorre tutta la fica, dall’alto in basso e viceversa, separare le grandi labbra e leccare il buco umido, seguitando in su fino a lambire il clito per poi tornare giù e continuare così a lungo. Sentire la punta della lingua sul clito che lo stuzzica e lo tortura, facendolo tirare fino allo spasimo; sentirlo fra le labbra e essere succhiarlo, facendolo andare avanti ed indietro. Gioire ed eccitarsi ai miei lamenti ed alle contorsioni che il piacere mi prende, farmi gridare tutto il desiderio e supplicare di essere finita a colpi di cazzo. Sogno, nello stesso tempo che mentre ricevo queste attenzioni contraccambio occupandomi a mia volta del cazzo, lo bacerei con amore e lo leccherei tutto quanto, per dimostrare il mio desiderio lo prenderei in bocca e lo sbocchinerei fino a sentirlo zampillare sul palato. Amorevolmente e considerando come se fosse la cosa più naturale, lo berrei ed alla fine elogerei il gusto come se avessi bevuto la manna. Oltre tutto questo avrei piacere che lui desiderasse il culo, in molti si girano per guardarlo e chissà in quanti l’hanno desiderato. Mi sarebbe piaciuto che lui, per farmi capitolare, avesse imposto la sua autorità di marito per sverginarmi anche nel secondo canale. Ahimè tutto questo non si è verificato e la delusione si è unita ad altra delusione. Dopo poco meno di un anno di matrimonio, avevo deciso di lasciarlo, volevo separarmi per poter approfittare di una vita libera da ogni tipo di legame e conoscere qualcuno che mi avrebbe soddisfatta a dovere. Ero così frastornata che la mia espressione infelice era palese ma non nei confronti di Roberto che continuava imperterrito la sua vita coniugale mediocre. Chi si è accorto di questo mi stato d’animo è stato mio suocero, Claudio il padre di mio marito. Ho avuto sempre un debole per lui fin dal primo giorno che l’ho conosciuto, era un bell’uomo e fisicamente lo desideravo. Mi vergognavo di questo sentimento, ma sentivo chiaro il desiderio che mi prendeva allo stomaco e sfocava con un incontrollabile calore nella fica. Non ero per nulla impressionata dalla sua età, a quel tempo aveva 56 anni, e riconoscevo che era un uomo veramente affascinante. Mi vergognavo della sua presenza, non volevo che il mio desiderio nei suoi confronti trapelasse e fosse così evidente e per questa ragione ogni volta, abbassavo lo sguardo. Vedendomi così triste e con l’espressione del viso così tirata mi ha messo un dito sotto il mento facendolo alzare e guardandomi negli occhi mi ha detto:
– Che cosa succede’ Perché sei cosi triste’
Avevo timore di lui ed al solo guardarlo mi scioglievo tutta. Lui ha insistito:
– Allora non vuoi proprio dirmi cosa ti sconvolge’
- Nulla, perché mi dici questo’
- Perché ti vedo così tirata e sicuramente qualcosa ti affligge.
- Non ho nulla.
- Non è vero, non mentire.
- Non ho proprio nulla.
- Non voglio costringerti a dirmi cose che non vuoi.
- Non ho proprio nulla da dirti.
Lui educatamente ha fatto cadere il discorso e non ha insistito più di tanto, anche se in cuor mio desideravo che lui insisteva e mi faceva capitolare rivelandogli la natura della mia insoddisfazione. Avevo la fica in fiamme e riconoscevo che provavo amore per lui.
Una mattina d’estate ho ricevuto una telefonata, dall’alto capo c’era lui e la sua voce mi ha preso languidamente allo stomaco. Mi supplicava se potevo aiutarlo, doveva risistemare la cantina ed aveva bisogno di una mano. Mi ha anticipato che il lavoro non era pesante, c’era solo bisogno di mettere in ordine le bottiglie e qualche damigiana. Balbettando il mio assenso ho aggiunto che andavo subito. 
Dopo poco ho suonato alla sua porta, è venuto ad aprirmi e l’emozione di averlo vicino mi ha ripreso in modo prorompente. Mi ha solamente detto che mi aspettava in cantina, sono andata in camera e mi sono cambiata d’abito, ho indossato una vestaglietta di cotone, per essere più pratica e meno impacciata. Sono scesa per le scale e l’ho raggiunto nella cantina, lui era già all’opera, aveva spostato della roba e stava pulendo un ripiano. Con desiderio l’ho guardato, lui era di spalle, indossava un paio di pantaloni corti ed una camicia, non so proprio descrivere con quali occhi l’ho guardato ma avevo paura che mi vedesse così. Risvegliandomi sono andata e lui mi ha detto cosa dovevo fare. Ho tolto le bottiglie vuote da un ripiano, poggiandole per terra, ed ho pulito a mia volta il ripiano.
Era più di un ora che continuavamo nel nostro impegno, a mia volta cercavo di non guardarlo, oppure di non essere troppo vicina, per non turbarmi e tradire la mia emozione. Ero chinata in avanti per raccogliere le bottiglie quando, inaspettatamente ho sentito le sue mani sul culo. Sono trasalita per la felicità non mi sono mossa per non rompere quel magico momento.
– Che bel culo hai”””’E’ proprio un peccato non accarezzarlo””Palma hai un culo da oscar””’..Non ho saputo resistere.
Ho trattenuto anche il respiro gustandomi quelle mani che mi accarezzavano. Poco dopo ho sentito il pube che si appoggiava alle natiche e le sue mani, senza guanti, che mi avevano prese per il seno, facendomi alzare. Aumentando la pressione sulle natiche e stringendomi a se mi ha baciato sul collo. Accettavo tutto passivamente perché avevo paura di contrariarlo, per molto tempo avevo desiderato questo momento e non potevo, così, involontariamente, rompere l’incantesimo. Lui mi ha girato, l’ho guardato negli occhi e quando mi ha baciato in bocca, ho contraccambiato dimostrandogli il mio desiderio. Seguitando a baciarmi mi ha sollevato la vestaglia e mi ha sfilato le mutandine, diligentemente l’ho aiutato nell’operazione. Mi ha rigirato, mi ha fatto appoggiar le mani al muro, facendomi inarcare la schiena, mi ha fatto sollevare la vestaglia, si è incuneato fra le mie gambe divaricate ed ha iniziato a leccarmi. Sentivo la lingua magistralmente sulla fica,andava su e giù e più di una volta nel buco per raccogliere il mio umore e gustarlo. Mi stavo sciogliendo tutta a quelle languide carezze e soffocando i miei lamenti, dimostravo il mio piacere. Mi ha leccato lungo strappandomi gridolini di soddisfazione, dopo si è staccato da me, l’ho sentito armeggiare e subito dopo, con mia grande soddisfazione, ho sentito la punta del cazzo che andava su e giù per la spacca, cercando il buco d’ingresso. Sono rimasta più ferma per facilitargli l’introduzione e subito dopo l’ho sentito entrare. Ho sentito le sue mani calde sui fianchi ed il cazzo entrare; con due bei colpi di reni è entrato tutto ed in quel momento ho avvertito il pube appoggiarsi alle natiche. Tenendomi stretta ha iniziato a chiavarmi, ero in paradiso e dimostravo la mia soddisfazione assecondando i suoi colpi, sospirare il mio desiderio e ripetendo in continuazione ‘ finalmente – – finalmente -.
Mi ha pompato a lungo ed alla fine, stringendomi maggiormente per i fianchi ha accelerato i colpi e grugnendo mi ha riempito del suo liquido sbattendomi con forza contro il muro. Ho sentito gli schizzi di sborra calda che si spandeva nell’utero e tremando di soddisfazione ho goduto tutto il mio appagamento represso. È rimasto ancora così dentro di me stringendosi ancora di più e baciandomi, amorevolmente, al collo. 
Il cazzo, ritornando moscio, è uscito dalla fica facendomi provare la sensazione del vuoto ed ho sentito la sborra che colava lungo le cosce e per terra. 
Mi sono girata è l’ho guardato negli occhi, non sapevo proprio cosa dire, mi ha baciato di nuovo ed ho contraccambiato dimostrandogli la mia soddisfazione. Per fargli cosa gradita mi sono accovacciata davanti a lui e con amore ho preso il cazzo in bocca, ripulendolo ed assaporandolo. Accarezzandomi i capelli mi ha detto:
– Sei bravissima, non pensavo proprio che avessi questo talento e questo calore dentro. So anche la natura della tua insoddisfazione.
Meravigliata e con il cazzo in bocca l’ho guardato negli occhi ed ha seguitato:
– Roberto si è sfogato con la madre, confessando la sua impotenza sessuale e la sua mancata virilità. Mi sono meravigliato quando mia moglie me l’ha detto. Stupidamente avevo imputato a te la colpa, considerando il fatto che tu non eri capace di eccitarlo, al contrario costato che sei una femmina con la F maiuscola e che sei molto ”.calda.
Apprezzando il suo complimento mi sono dedicata, con amore, al suo cazzo.

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