settimana bianca

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Siamo 3 coppie di amici che si frequentano da più di 15 anni. Siamo tutti 50 enni, chi qualche anno in più chi in meno: Michele e Giuseppina, Franco e Carmela ed io e M. Grazia. Io sono Giovanni, il più grande grande di tutti, anche se per un paio di anni. Inoltre Franco, la moglie Carmela e mia moglie sono colleghi; Michele ed io siamo colleghi in un altro ufficio e Giuseppina, la moglie di Michele, è impiegata in un altro ufficio ancora. Chi siamo? Abitiamo in una cittadina della Sicilia; io, dei 3, sono il più attraente e pensavo pure di essere il più porco. Franco è l’intellettuale del gruppo, fisicamente normale; Michele, anche lui normale, è il burlone della compagnia e un grande organizzatore: è lui che organizza le gite, qualche fine settimana o una semplice cena a casa di una delle 3 coppie. Le nostre mogli? M.Grazia, mia moglie, nel complesso è la più bella: bionda scura-castano chiaro, occhi chiari, un bel paio di tette e un corpo ben formato e armonioso; Giuseppina, la moglie di Michele, è la più sensuale: quei suoi occhi castani, come i capelli, con quel suo sguardo accattivante e seducente, un po scarsa di tette ma, in compenso, un gran bel paio di cosce e un culo da favola; infine Carmela, la moglie di Franco, è la tipica donna che a guardarla da l’impressione della perfetta casalinga, moglie e mamma: mora, simpaticona in viso e, anche se non grassa, ben messa con due grosse tette. Fu proprio Michele, l’animatore del gruppo, che un sabato sera di fine ottobre, a cena a casa loro, ebbe l’dea di trascorrere l’ultimo dell’anno insieme e, tra una battuta e l’altra, propose una settimana bianca a Camigliatello, in Calabria. Non eravamo neanche tutti convinti e tutti gli altri rispondevamo di si tanto per. “Allora posso pensare già a prenotare?” “Si, va bene. Le solite cose tue e poi….” rispose Giuseppina, sua moglie, convinta che scherzasse. Invece non scherzava. non solo, ma fece tutto in grande stile: dal 31 dicembre al 4 gennaio; cenone di fine anno e serata danzante; riuscì pure ad ottenere in affitto un villino con 3 camere da letto e, in ultimo, prese a noleggio un pulmino a 9 posti in modo che potessimo viaggiare insieme. Naturalmente il tutto ha avuto un costo. Pazienza! Però alla fine,man mano che si avvicinava il giorno della partenza, eravamo tutti elettrizzati. Partimmo il 31 dicembre di buon mattino ed essendo tutti insieme, divertendoci pure. Il villino era molto carino: oltre alle 3 camere da letto, con annesso ognuno un piccolo bagno, un grande soggiorno col camino, il cucinino e il bagno principale; tutto arredato in un grazioso stile rustico. Appena arrivati prendemmo ognuno i nostri bagagli e ci sistemammo, ogni coppia, in una camera da letto; quindi decidemmo, per quel primo giorno, di andare al ristorante. Gli altri giorni avremmo cucinato noi. Al ritorno dal ristorante un riposino e poi, dopo una bella rinfrescata, ci ritirammo per prepararci. Francamente non avrei potuto dire chi fosse la più sexy: mia moglie indossò un vestitino blu aderente e con 2 spacchetti laterali che, muovendosi, lasciavano scoperte le cosce e collant dello stesso colore; Carmela un vestiti marrone, anch’esso aderente, e con lo spacchetto davanti che la rendeva molto appetitosa, collant o calze color carne; Giuseppina una gonna in velluto viola scuro, attillata, 4 dita sulle ginocchia e uno spacchetto sul retro, una casacca viola chiaro, collant o calze nere. Noi uomini con vestito e cravatta. Indossammo i piumoni ed essendo l’hotel distante solo un centinaio di metri, ci avviammo a piedi. Avevamo i posti prenotati e una ragazza dello staff ci accompagnò al nostro tavolo. Non è che, nonostante ci frequentassimo frequentemente e nonostante fossimo legati da sincera amicizia, io non avessi mai fantasticato su Carmela e Giuseppina: è una cosa naturale, com’è naturale che Franco e Michele fantasticassero su mia moglie. Ma quella sera si andò oltre le fantasticherie. Eravamo presi di allegria, non solo per le pietanze (la cucina calabrese è molto piccante), ma anche per la bella serata e, soprattutto per il gran bere. Insomma, eravamo su di giri e quando dopo cena iniziò la musica ci scatenammo come tutti gli altri. Ai balli scatenati si alternavano i lenti capitò, durante una di queste fasi, che, ballando con Carmela, ci stringemmo più del dovuto. Non era la prima volta che ballavo con lei, ma quella sera, sarà stato l’alcool, o l’eccitazione, o la situazione particolare, i nostri ormoni si scatenarono: il mio cazzo duro, fuori controllo, premeva sul suo ventre e stringendola le sue tette premevano sul mio petto. Lei, in un primo momento, si distaccava leggermente ed io, poi, la ristringevo con la mano giù, quasi sul culo. Era eccitata pure lei ma, di tanto in tanto, mi guardava tutta rossa e mi faceva dei segni come per dirmi di smetterla. Non era nemmeno la prima volta che ballavo con Giuseppina, ma questa volta andammo veramente oltre perdendo il controllo, tanto che, mentre ci strusciavamo l’uno contro l’altra, ne parlavamo pure. Al contrario di Carmela lei non cercava di allontanarsi, anzi. Poi addirittura mi disse: “Mi! Come sei eccitato!” “Lo sent?” “Si” “Scusami ma che ci posso fare se mi fai questo effetto! Perché a te non piace? “Mm” “Ti piace sentirlo?” “Si, ma non esageriamo”. Portai la mano proprio sul culo. “No, dai. Se ne possono accorgere. Che figura ci facciamo”. Le soffiai sull’orecchio e sospirò. “Hai voglia?” “Smettila. Siii”. A quanto pare, se è vero che conosco mia moglie, non ero solo io o io Carmela e Giuseppina che eravamo su di giri oltre i limiti consentiti dall’amicizia: Carmelina, Giuseppina, Michele ed io eravamo stanche e sudati seduti al tavolo. Franco e M.Grazia, mia moglie, tardarono. Quando ritornarono lei era rossa e sconvolta; lui sorridente. Lei sedette accanto a me senza guardarmi e senza dire niente. A mezzanotte, scambiandoci gli auguri, dopo aver baciato ognuno la propria moglie, ci baciammo tutti e, mentre baciavo Giuseppina, notai che Franco sfiorò le labbra di mia moglie con le sue. Ballammo fino alle 2,00 del mattino e continuammo scambiarci nei balli lenti, a volte pure perdendoci di vista. Carmela si era fatta più audace, almeno ballando con me, non so quando ballava con Michele e con suo marito; Giuseppina si lasciava andare più di prima, non so se solo con me o pure con Franco e suo marito. Ad un certo punto le dissi: “Facciamo un patto eccitante?” “Che patto? Cosa?” “Quando andremo a letto e Michele ti scopa tu pensa di scopare con me ed io scopo M.Grazia pensando di scopare te”. Rise. “Che idea!” Ballando con mia moglie notai che non si tirava indietro alle mie palpate. Le dissi. “Non vedo l’ora di andare a letto, ho una voglia di scopare che non hai idea” “Dopo si vede. Stiamo passando una bella serata”. Le idee, come al solito, vengono sempre a Michele. Propose di metterci in pigiama e di ritrovarci in soggiorno per l’ultimo drink prima di andare a letto. Prima ci sbrigammo noi mariti. Franco ed io ci sdraiammo giù sul tappeto vicino al camino mentre Michele preparava i drink. Ad una ad una arrivarono loro. La luce era soffusa; Giuseppina, in pigiama rosa, si mise giù seduta tra Franco e me; Carmela, in pigiama bianco, appoggiata con le spalle sui piedi di una poltrona e M.Grazia, in pigiama verde, dalle parti di Franco. Michele, dopo aver distribuito i drink, sedette a fianco di Carmela. Qualcosa non andava: eravamo tutti presi da non so cosa; le donne, sorseggiando, giravano lo sguardo ora sull’uno ora sull’altro pacco in evidenza sotto i nostri pigiami leggeri. Noi mariti guardavamo le loro forme e poi, forse per la vergogna, ci scambiavamo qualche sguardo. “Adesso cosa ci vorrebbe?” disse Michele. “Andare a dormire” rispose M.Grazia. “Meglio che non lo dico” riprese Michele. “No, ormai lo devi dire” intervenne Carmela. “lo posso dire liberamente?” rivolgendosi a Franco e a me. Ebbe il nostro consenso e dopo qualche secondo di silenzio disse: “Insomma, io ho bisogno di una che mi fa una bella sega. Voi non avvertite questa necessità? Però no da mia moglie. Anche se è bravissima. Vi posso garantire che lo sa trattare bene”. Ci guardammo tutti sorridendo di imbarazzo. “Fissato!” disse sua moglie Giuseppina. “Si fissato, perché a te non piace? Perché nonlo dice quante ne fai a me?” Ridemmo tutti. “Si, si, ridete. Giovà” – continuò rivolgendosi a me- “Fatti toccare, guarda che mano. E tu, amore mio, no lo vedi quanto ce l’ha Giovanni? Che ti sembra che non lo che lo vuoi prendere in mano?” Che momento! In 15 anni di amicizia non avevamo mai vissuto un momento così imbarazzante. 10 secondi di profondo silenzio sembrò un’eternità. Poi Giuseppina guardò mia moglie. “Posso?” Che dici?”. Naturalmente era imbarazzata. Mia moglie ancora più imbarazzata. Non vedevo l’ora che Giuseppina mi prendesse il cazzo in mano. Intervenni io allora. “Dai, tanto M.Grazia ne può avere un altro. Vi posso assicurare che mia moglie con un cazzo in mano fa miracoli” dissi rivolgendomi a Franco e a Michele. Giuseppina diede un altro sguardo in giro e poi portò la mano destra sul mio cazzo. Seguì un silenzio tombale. Io guardavo la sua mano che me lo tastava, lei, mia moglie, poi tutti gli altri e poi ancora la sua mano. Quando, dopo qualche secondo, riguardai in giro, Carmelina stava tastando il cazzo di Michele e mia moglie quello di Franco. Vi era un’atmosfera surreale. Michele, portando una mano sulle tette di Carmela, le disse di infilare la mano dentro e impugnarlo. “Non esagerare” disse lei guardando tutti e sorridendo. “Visto che ti vergogni davanti a tutti andiamo in camera tua” replicò lui. La prese per il braccio e lei, ridacchiando, si fece rimorchiare in camera. Subito chiusero la porta. Divenne tutto automatico e naturale: vidi scomparire mia moglie in camera nostra mentre Franco le palpava il culo. Giuseppina ed io li seguimmo. Non appena chiusi la porta, come se aspettassimo questo momento da chissà quanto tempo, ci avvinghiammo stretti strusciandoci sensualmente l’uno contro l’altra. Le nostre bocche si cercarono, si trovarono e le nostre lingue presero ad intrecciarsi velocemente e poi ognuna saettare nella bocca dell’altra. Le mie mani andarono sul suo culo; glielo palpai e poi intrufolai le mani dentro il pigiama e le mutandine; Glielo presi forte e più forte la strinsi a me; sembrava che il mio cazzo le stesse sfondando il ventre; le allargai le chiappe e intrufolai tutta la mano; ebbe un sussulto e andai con la bocca sul suo orecchio. “Il tuo culo mi ha sempre fatto impazzire. Mi dispiace ma ora te lo rompo tutto” “Siii” sussurrò piano cercando ancora la mia bocca. Intanto i rumori che provenivano dalle altre stanze mi fecero eccitare di più cercando di immaginare cosa stesse facendo Franco con mia moglie. Le abbassai il pigiama e le mutandine; con la mano destra continuai fra le chiappe e con la sinistra andai sulla fica. “Ahhaaaaa. Siiii” gridò portando le sue mani sul mio cazzo che non stava più dentro gli slip. “Non vedi l’ora di averlo?” “Siiiii” “Prendilo”. Anche lei mi abbassò pigiama e slip e guardandolo avidamente lo impugnò con ambedue le mani. “Com’è duro” “Ti piace?” “Siiii”. Quindi ci buttammo sul letto, senza sfarlo, sulla coperta, messi di traverso e in un attimo, liberatici dei pigiama, io andai con la testa fra lw sue cosce e lei fra le mie. Eravamo di fianco; appoggiai il mio viso sulla sua coscia destra come se fosse un cuscino, lei sollevò la coscia sinistra e mi ritrovai con la sua fica bagnatissima e il suo culo a portata di lingua. “Ohhoooooooo”” gridò quando presi a leccarla e sentii la sua lingua sulle palle e sul cazzo. Me lo sentii risucchiare dentro la sua bocca ed io le mordicchiavo il clitoride con le labbra. Incominciò a gemere mentre me lo succhiava e le ficcai la lingua dentro; prese a muovere il bacino e le laccai l’ano penetrandola leggermente con la lingua facendola sobbalzare. Presi a leccarla con lunghe slinguate che arrivavano dal clitoride all’ano e improvvisamente: “Nooo. Siiiiiii. Ohhoooooooooo. Vengooooo” gridò abbassando la coscia e incatenandomi il viso come in una morsa. Accendemmo le luci dei comodini, spegnemmo quella centrale, disfacemmo il letto e ci sistemammo sul lenzuolo. Venne sopra di me dimenandosi; ci baciammo lussuriosamente e poi, venendo su, sulle ginocchia, lo prese e se lo indirizzò nella fica. Sospirò forte muovendo lentamente il bacino ed io presi a leccarle le tette e morderle i capezzoli. Dopo qualche minuto prese ad agitarsi e le chiesi se stesse godendo ancora. Tra un sospiro e l’altro, tra un gemito e una smorfia di piacere, venne di nuovo e, prima che si placasse, ci rotolammo e una volta sopra le sferrai dei colpi potenti. Gridò ancora e gemendo disse: “Siii, rompimi cosììììì. Si, rompimi tuttaaa. Che beloooo?” Si agitò tutta e accompagnò i miei movimenti tenendomi per le chiappe. Allora non resistetti più e le dissi che stavo per venire. “Si vieni, allagami la fica. Mi piaceeee” e godette ancora. Coese subito in bagno e quando ritornò, vedendo il cazzo mezzo moscio e sporco di sborra mia e umori suoi, lo leccò, lo ripulì e continuò a segarlo. Sorridendo disse: “Dice che lo vuoi mettere di dietro?” “Si, trattalo bene perché ti voglio fare un culo così. Intanto ti voglio leccare ancora la fica” “Ho goduta abbastanza” “Si, ma a me piace leccarti”. Lei segava e leccava il mio cazzo ed io rileccavo la fica ed il culo soffermandomi sull’ano. Quando ricominciò a gemere la sistemai alla pecorina e l’inculai a più non posso. Di certo il suo culo era ben collaudato. Ebbe ancora un orgasmo e quando io stavo per venire la feci girare e le sborrai in bocca. Mi svegliò il rumore della doccia. Erano quasi le 11,00. Sentivo chiacchierare di là. Rientrò con l’asciugamano legato ai seni. “Dormiglione alzati” disse sorridendo. Si tolse l’asciugamano come se niente fosse e prese a vestirsi. Indossai il pigiama e le dissi che era stata favolosa. “Anche tu. Mi piacerebbe ancora” disse tastandomi il pacco. In soggiorno Carmela e Michele discutevano mentre preparavano la colazione per tutti. Mi diedero il buongiorno e Michele mi chiese di sua moglie. Gli dissi che si stava vestendo e ribatté che andava a fare la doccia. Intanto anch’io avevo bisogno della doccia e delle mie cose per cui decisi di dare la sveglia a chi dormiva nella mia camera. Carmela venne con me; due tocchi sulla porta, nessuna risposta e decidemmo di entrare. Dormivano ancora.Accendemmo la luce e si svegliarono chiedendo cosa fosse successo. Si alzarono nudi, come se niente fosse, e guardai il culo di mia moglie: chissà se l’aveva scopata pure là. Uscimmo per fare due passi e fare un po di spesa. Nessun riferimento a quello che era successo. Solo dopo pranzo, aspettando il caffè, il solito Michele propose che sarebbe stato opportuno chiudere il cerchio per non lasciare una situazione imbarazzante: io e Carmela, Franco e Giuseppina, Michele e M.Grazia. Però la sera seguente; per quella sera ognuno con la propria moglie e il proprio marito. Con mia moglie fu una sera tranquilla, riposante e, nello stesso tempo eccitante. Era intrigante accarezzarla e palparla sapendo che era stata trombata da franco. Sorridendo mi disse di stare calmo per trovarmi in piena forma l’indomani sera con Carmela. “Ci tieni che faccio bella figura?” “Certo. Con Giuseppina ti sei divertito?”. Ci raccontammo qualcosa di me e Giuseppina e di lei e Franco; Io rimasi tranquillo, lei si eccitò e la feci godere leccandole la fica. A proposito, supponevo bene: Franco l’aveva inculata. La stranezza di tutta questa situazione era che, né noi mariti tra di noi né loro mogli tra di loro, facemmo discorsi e commenti su quello che era successo. La temperatura si era abbassata e la sera seguente, dopo cena, era piacevole stare attorno al camino. Nuovamente tutti in pigiama e questa volta, considerata l’esperienza della prima volta e considerato che era già tutto programmato, noi mariti portammo il ricambio per l’indomani nella camera dove avremmo trascorso la notte: io da Carmela, Franco da Giuseppina e Michele nella nostra. E così come la prima volta incominciammo a palparci finché non ci ritirammo. Abbracciai Carmela da dietro palpandole le tette. “Quanta bella carne che hai Carmè. Sai quante volte ho desiderato di metterlo qua in mezzo?” “Davvero? Pure tu? Siete tutti fissati con i miei seni” Nel frattempo le facevo sentire il cazzo duro sulle natiche. Le sfilai il sopra pigiama, la girai e mi ritrovai le sue tettone davanti agli occhi; mi chinai e ci giocai con la bocca. Dopo i suoi primi gemiti la feci distendere supina, mi sfilai tutto il pigiama e glielo presentai fra le tette. Mentre lo tenevo ben stretto muovendomi lei, aiutandosi con mani e piedi, si liberò del sotto pigiama e delle mutandine. Guardava il cazzo fra le tette e poi me sorridendo. Glielo misi fra le cosce sdraiandomi su di lei; ci baciammo e gemeva gustandosi il cazzo fra le cosce; mi sistemai in ginocchio al suo fianco e presi a giocare con la fica pelosa; le stuzzicai il clitoride e le ficcai due dita dentro. “Ahiiii. Sii mi piace” disse sospirando. Si sollevò sul gomito e subito lo prese in bocca; la incitai dicendole: “Carmè, che bocca! Sembra fatta apposta per fare pompini”. Andai giù e ci cimentammo in un gran bel 69. Venne dopo qualche munito e dopo, cambiando spesso posizione, scopammo alla grande ed ebbe più orgasmi. Era molto agile a letto e aveva tutto un modo particolare di muovere il bacino gustandosi, nel migliore dei modi, il cazzo nella fica; specialmente quando mi cavalcava lo faceva roteare a 360 gradi portandomi quasi al punto di non resistere più. Le venni fra le tette e la sborra le arrivò sul mento; la presi col dito e gliela spalmai sulle labbra; mi sorrideva arrossendo e poi uscì la lingua e la leccò. Mi distesi supino e lei al mio fianco con il mio braccio che le faceva da cuscino e la sua coscia sul mio cazzo. Le palpai il culo stuzzicandole l’ano. “No, dai” “Perché?” “Niente mi da fastidio” “Hai un bel culone” “Non ti fare strane idee” “Lo voglio. A Michele non glielo hai dato?” “No. Anche se ha insistito molto. E’ fissato. Sicuramente insisterà pure con M.Grazia. Se nonl’ha già fatto. Lei lo fa con te?” “Si. L’ha fatto pure con tuo marito” “Si? Te l’ha detto lei?” “Si. Perché Franco non ti incula?” “Dai! Che sono queste espressioni?” “Allora?” “Prima lo facevamo. Veramente sono contraria”. Insistendo glielo leccai e le piaceva. Prese a spompinarmi e subito il mio cazzo ritornò duro come il marmo; mi sistemai in ginocchio fra le sue cosce, si sollevò il bacino e la penetrai nella fica. Era molto eccitata e mentre godeva glielo sfilai continuando a farla godera con la mano; appoggiai il cazzo unto dei suoi umori vaginali sull’ano e, mentre si dimenava per l’ennesimo orgasmo, le ficcai la cappella dentro. “Ahhiiiiii, Giovà, mi fai male. Te l’ho detto che non lo faccio da tanto” Le strinsi il clitoride fra le dita e gemette di piacere con gli occhi socchiusi. Forzai e fu quasi tutto dentro. “Ahiii: No. Per favore” E’ entrato liscio liscio. Stai calma. Si vede che ce l’hai rotto” Presi a palparla e a giocare col suo clitoride finché ben presto incominciò a dimenarsi per il piacere e a dirmi che le piaceva. Godeva, le sborrai nell’intestino e gridando continuammo a godere insieme. L’indomani pomeriggio, lunedì 4 gennaio, facemmo ritorno, in allegria ma nessuno accenno a quanto accaduto. Si ritornò alla vita normale fino a 2 giorni, sabato 9 gennaio, quando Franco e Carmela ci invitarono a cena e poi avremmo visto insieme le foto e il filmino. Tutto normale fino a quando Franco non mi ringraziò pubblicamente per aver risvegliato in sua moglie il piacere di essere inculata. Ridemmo tutti tranne Michele. “Ma come solo a me l’hai negato? Dammelo ora”. Chi scherzava, chi diceva sul serio, il fatto sta che a noi mariti piaceva tanto ma alle troie delle nostre mogli piaceva ancora di più, tanto che quando Michele invitò mia moglie a fargli un pompino per prepararlo all’inculata ed io presi a leccare il culo di Carmela, nessuno si tirò indietro. Altro che inculata. per rimediare venne fuori una inculata generale. Presi dalla lussuria nel vedere la propria moglie scopata in tutti i modi da un altro, ci scatenammo e le scopammo come mai, forse, avremmo pensato di scoparle. Loro? Immaginate quale esperienza quando noi mariti ci dedicammo insieme ad ognuna di loro: un cazzo nella fica, uno nel culo e l’altro in bocca. Che troie!

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