sexy shop

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E così, alla fine, mi sono deciso. Non è stato facile, proprio per nulla, ma questo pomeriggio ho stabilito una volta per tutte che il dado debba essere definitivamente tratto.
Domani voglio festeggiare il nostro decimo anniversario di matrimonio in modo diverso: il regalo a mia moglie e la cena in un buon ristorante sono di prammatica, ci mancherebbe, ma per una ricorrenza così speciale voglio comprare anche un qualcosa di particolare, d’insolito, di eccitante, in modo da rallegrare anche la nostra notte.
Non ho un’idea ben precisa, ma so che in un qualunque sexy shop avrò certamente l’ispirazione giusta; e poi, se portassi a casa un qualcosa di buon gusto e di non particolarmente impegnativo, sono certo che anche Eleni sarebbe più che contenta.
Ed è per questa ragione che ho passato il pomeriggio in ufficio sbirciando le pagine gialle della mia città, cercando d’individuare il negozio più anonimo e più lontano dalle mete abituali di mia moglie.
Dopo averne scartati almeno una decina (uno si trova praticamente sotto casa di uno zio di Eleni, un altro è poco distante dal veterinario dove portiamo il nostro cagnolino, un altro ancora è a poche decine di metri dall’antiquario dove abbiamo comprato alcuni mobili…) la mia scelta è caduta su un sexy shop all’estrema periferia e in una strada assolutamente anonima: il nome del negozio, “Il Paradiso del Piacere”, promette un’ampia gamma di possibilità.
E’ così che, all’uscita dall’ufficio e approfittando del fatto che mia moglie rincaserà tardi per il suo turno all’ospedale, ho preso l’auto e mi sono diretto verso il sexy shop che, con grande attenzione, ho individuato.
Il locale, composto di tre vetrine, è, per mia fortuna, assolutamente anonimo: vetri bianchi impediscono la vista dall’esterno, e la necessaria riservatezza risulta così garantita.
Essendo la prima volta che entro in un luogo del genere (c’è poco da sghignazzare, miei cari), varcarne l’ingresso non è stato così semplice.
Allora.
Inizio a passeggiare sul marciapiede, fumando una sigaretta, e passando davanti all’ingresso del sexy shop: poi torno indietro, vi ripasso davanti, e arrivo fino all’angolo successivo.
Quindi, nel tentativo di darmi un contegno, prima guardo più volte l’orologio, poi afferro il cellulare e faccio finta di telefonare.
Nella mia fantasia, chi mi stesse guardando dovrebbe pensare che sto in attesa di un qualcuno che non arriva: con ogni probabilità, con quel mio infantile atteggiamento, sono riuscito ad attirare ancor di più l’attenzione sulle mie reali intenzioni.
Comunque, una volta esaurite le varie possibilità, e sempre più certo di star facendo la figura del cretino, con un respiro profondo mi faccio forza e varco la porta de “Il Paradiso del Piacere”.
La prima cosa che mi colpisce è la luce.
Mi ero aspettato un locale dall’illuminazione discreta, tale da non mettere a disagio i radi frequentatori, una luce soffusa che garantisse un minimo di privacy al cliente.
D’altronde, cazzo, non si entra lì per comprare una scatoletta di tonno o un fustino di detersivo, no ??
Al contrario di quanto avevo creduto, i vari corridoi fra gli scaffali sono inondati da una luce bianca, quasi accecante, sotto la quale passare inosservati è chiaramente impossibile.
Ci manca solamente un faro di luce che ti segue passo passo, tipo quelli che accompagnano l’attore impegnato in un monologo a teatro.
Una quindicina di persone, uomini e donne, giovani ed anziane, si aggirano fra le lunghe corsie.
Probabilmente è stata la mia aria smarrita, il mio restare imbambolato e confuso poco oltre l’ingresso, il mio sguardo sperduto e già quasi pentito di trovarsi in quel luogo: non so, fatto sta che una commessa di una ventina d’anni, non molto alta ma dal fisico e dall’abbigliamento decisamente provocante, si dirige sorridente ed ancheggiante verso di me.
Inutile dire che il mio imbarazzo, già decisamente alto, registra un’ulteriore impennata.
– Posso aiutarla, signore ? –
La bocca improvvisamente secca, cerco di articolare una risposta che sia almeno comprensibile.
– Ehm… grazie, signorina… ma, mi creda, volevo solo dare un’occhiata… più per curiosità che per altro… –
– Ma certo… si accomodi pure… le posso spiegare come sono divisi i vari articoli… –
E’ necessario, e nel modo più assoluto, liberarmi di lei e della sua insistenza.
In realtà, a me è sufficiente fare un rapido giro, trovare un qualcosa di carino, forse più divertente che eccitante visto lo scopo che mi sono prefissato, pagare ed uscire da quel posto che, chiaramente, mi mette non poco a disagio.
– Non si disturbi, signorina… per carità… io… ehm… sono un uomo navigato, io… e non è certo la prima volta che mi capita di entrare in un… –
Cerco disperatamente di darmi un tono.
– Oh… ma io l’avevo capito subito, sa ?… che lei ha esperienza da vendere… le si legge in viso… ma la direzione ci tiene a che il cliente sia qui un pò… come dire… coccolato, ecco… che rimanga soddisfatto dall’essere entrato qui da noi… per me è un piacere… venga… venga… sono molto contenta di poterle fare da guida… –
Sono talmente imbarazzato che non so più cosa dirle per farla recedere dai suoi intendimenti.
Al diavolo la gentilezza della direzione di quel sexy shop.
Ma perché non lasciano i clienti in santa pace e liberi di guardare senza doversi vergognare delle proprie preferenze sessuali ??
Mi sento un vero e proprio allocco.
La ragazza (onestamente molto carina ora che l’osservo meglio, con due occhi verdi nei quali ti ci perdi) mi sorride, un torrente di gentilezza ed affabilità.
– Cominciamo dall’oggettistica, signore ? O magari lei ha qualche preferenza particolare ? –
La commessa cinguetta e si dimena, la generosa scollatura della maglietta che evidenzia due tette da favola, un richiamo irresistibile per l’occhio del cliente, una calamita per il mio sguardo famelico.
Ci mancava anche che fosse carina per complicare ulteriormente la situazione.
Sospiro.
Ormai sono rassegnato alla sua imbarazzante (ma gradevolissima) presenza.
– Ehm… l’oggettistica va bene, signorina… in effetti cercavo un qualcosa di semplice… sa… festeggio dieci anni di matrimonio… e mi piacerebbe divertirmi un pò con mia moglie…-
– Auguri, signore… dieci anni… ma che bello… e che pensiero carino lei ha avuto… avere ancora voglia di divertirsi con la propria moglie dopo dieci anni… fantastico… venga… mi segua, signore… prego… da questa parte… –
Non capisco se mi stia prendendo per il culo o no.
Come un automa le vado dietro, osservandole le piccole chiappe strette nei jeans attillatissimi.
Istante dopo istante mi convinco sempre di più che la cosa maggiormente arrapante di tutto il negozio sia proprio lei: e mi viene da pensare che commesse con il culo grosso e con le tette piatte non le avrebbero mai assunte in quel sexy shop.
– Dunque, vediamo… –
Ora siamo in un lungo corridoio, circondato da alti scaffali rigurgitanti di articoli di vario genere.
Gli occhi della ragazza percorrono velocemente le varie scansie.
– Ecco… questo potrebbe fare proprio al caso suo… –
La sua mano, snella ed affusolata, mi schiaffa sotto il naso una confezione piccola, con sopra una donna seminuda e sorridente, che sembra fissarti dritta negli occhi.
– Questo è un anello fallico vibrante, signore, in morbido silicone, e che le permette una duratura erezione, rallentando ad arte l’eiaculazione… guardi qui… l’anello e’ composto da una sporgenza che va a stimolare la zona clitoridea di sua moglie… il tutto viene azionato grazie a questo piccolo pulsante… e la durata della batteria in dotazione e’ di almeno trenta minuti… un oggetto assolutamente unico… –
Non ho capito gran che di quello che lei ha detto, ma m’impongo di darmi un contegno.
– Mah… le dirò… non è esattamente quello che pensavo di acquistare… anche perché… in tutta onestà non ho necessità di ritardare… ehm… l’eiac… –
– Ma certo, signore… si vede che lei è un uomo d’esperienza e che sa come e quando arrivare al dunque… a me basta un’occhiata per capire che tipo di cliente ho di fronte… vediamo qualche altra cosa, allora…
– Sì… grazie… qualcosa di semplice… giusto per… –
– Certo signore… mi faccia vedere… ecco… guardi questo… è comodo e semplicissimo da utilizzare… è un masturbatore che potrà donarle momenti di estasi unici… è sufficiente una sola goccia di lubrificante… guardi… la parte interna è studiata in modo da simulare le pareti interne di una vagina vera… ed è semplicissimo da pulire… e potrà portarlo sempre con lei… usarlo quando vuole… anche in metropolitana, se riesce a trovare un angolo appartato… o magari sotto ad un tavolo di un ristorante… e poi le garantisco che sua moglie si divertirà molto a masturbarla in questo modo… –
Ho la fronte imperlata di sudore, e non so come liberarmi dall’invadenza di quella ragazza.
Da come parla, sembra quasi che lei usi quel dannato masturbatore tutti i giorni con il suo ragazzo, il quale di certo preferirebbe farsi fare una sega da quelle mani nervose e sensuali che, di continuo, mi svolazzano come leggiadre farfalle sotto gli occhi.
Evidentemente il mio sguardo le trasmette qualcosa, perchè lei ripone al suo posto il masturbatore, afferrando una nuova confezione.
– Forse ci siamo, signore… Extra Pump… un articolo che va per la maggiore… è un magnifico sviluppatore a pompa, dotato di misuratore di pressione professionale, per il massimo controllo e risultato… le basterà introdurre il pene nel cilindro plastico e creare il sottovuoto… in modo facile e sicuro grazie anche alla maniglia ergonomica… se usato con costanza i risultati saranno straordinari… il suo pene allungato e le sue prestazioni da record… un grande articolo, mi creda… un regalo assolutamente fantastico e graditissimo da sua moglie… –
Mi asciugo furtivamente una goccia di sudore che scivola sulla tempia.
La sola idea di mettere il mio cazzo sottovuoto, neanche fosse qualche etto di mortadella, mi fa rabbrividire.
– Ehm… onestamente non avrei bisogno di… –
– Ah… capisco signore… in effetti si vede subito che lei è un uomo più che dotato… –
– Ehm… modestamente… preferirei qualcosa di più classico… –
– Ma certo, signore… qui da noi c’è solo l’imbarazzo della scelta… –
Una donna oltre la quarantina, sicuramente una mezza tardona, insipida e slavata, si avvicina a noi con decisione.
– Mi scusi, signorina… –
– Prego, signora… –
– L’altro ieri ho comprato queste Orgasmic Balls… guardi… le palline oscillanti che favoriscono gli orgasmi anali e vaginali… vede ?… la quarta pallina della fila ha un’imperfezione… e mi ha causato un bruciore anale non da poco… –
– Mi dispiace signora… è raro che accada, ma… cosa vuole… le confezioni sono chiuse e noi non possiamo testare preventivamente gli articoli… ora gliela cambio immediatamente… un attimo, signore… torno subito da lei… –
La commessa si allontana ancheggiando ancor più di prima.
E’ decisamente una gran figa. Una figona da paura.
– Adoro le palline anali, sa ?… le ha mai provate lei ? –
La ultraquarantenne ingrifata, e con il culo in fiamme a causa della pallina avariata, mi fissa con occhi porcini che non promettono nulla di buono, attendendo impaziente una mia qualche risposta.
– Ehm… ma certamente, signora… non di recente, però… le palline anali… figuriamoci… sono state una delle mie grandi passioni… –
– Bravo. Sono una vera delizia… un’assoluta meraviglia… e, mi dica… ora cosa usa ?… immagino qualche vibratore, o magari… –
Il suo sguardo sognante prelude ad un orgasmo prossimo venturo.
– Ehm… diciamo che mi sono preso un periodo di pausa… ehm… ho avuto qualche problemino là sotto… o meglio, là dietro… –
– Ah… le emorroidi… brutta bestia sono le emorroidi… ha provato con qualche crema lubrif… –
Mi salva il ritorno della commessa.
La vedo arrivare, sempre più erotica e sensuale, passo veloce e tette ballonzolanti, da zomparle addosso come un licantropo eccitato.
– Ecco, signora… e con tutte le nostre scuse… e per farci perdonare il disguido… ecco, le regaliamo questo stimolatore vaginale di ultimissima generazione… –
Gli occhi della tardona s’illuminano di gioia.
Credo proprio che l’orgasmo di cui sopra vi dicevo ora la stia letteralmente squassando.
– Grazie… grazie… sapevo da tempo che eravate un negozio serio… ora corro subito a casa… –
Ansimando e sospirando, rossa in volto, quasi congestionata, la befana ultraquarantenne si precipita verso l’uscita.
– Dunque, signore… dicevamo… qualcosa di più classico, vero ? –
– Ehm… sì… mi basterebbe… –
– Mi segua, prego –
Le due chiappe inguainate nei jeans riprendono il loro movimento: una va in su, l’altra va in giù, come i pistoni della mia auto. E’ un movimento ipnotico che, se non sto attento, potrebbe farmi andare a sbattere da qualche parte.
Superiamo di volata il reparto bondage, dove una coppia abbastanza giovane e carina prende le misure ad uno sculacciatore a paletta (lei è incazzata come un picchio, perché preferirebbe una frusta); gli scaffali sono ricolmi di maschere, collari, frustini, manette… e chi più ne ha più ne metta.
Mi fermo un attimo, e senza che la mia sexy guida se ne accorga, di fronte ai morsi, e l’idea di metterne uno in bocca alla porno commessa e di scoparmela, magari indossando un anello fallico, mi ballonzola insistente nella mente.
Sono sempre stato un uomo tranquillo e fedele, ma la troietta inizia ad andarmi decisamente a sangue.
Percorriamo senza fermarci la zona docce intime e succhia capezzoli, sfioriamo il reparto coadiuvanti (che, con tutte quelle confezioni multicolori, sembra essere il duty free dell’aeroporto), costeggiamo parecchi metri di vagine ed ani artificiali (un uomo con in mano un culo di plastica sta facendo evidentemente le prove, infilando e sfilando a ripetizione il suo dito medio nell’orifizio) e, voltato un angolo, ci ritroviamo in una foresta equatoriale di cazzi, di tutti i colori e le dimensioni, la maggior parte dei quali fuori dalle confezioni.
– Eccoci arrivati, signore… la più ampia scelta di falli e vibratori di tutta la città… dunque… dunque… vediamo cosa le posso mostrare per far felice sua moglie… –
La maiala (ormai manca poco che le sbavi appresso) s’intrufola tra i cazzi in silicone, li afferra e li sposta, li soppesa e li valuta, assolutamente a suo agio fra quelle verghe svettanti, e ne viene fuori con uno di dimensioni abnormi.
– Guardi questo… lo abbiamo tirato fuori ieri dalla confezione in modo che i clienti possano toccare con mano… –
E lei lo tocca, cazzo se lo tocca. E lo tocca anche sapientemente.
Sono convinto che sia fuori dalla confezione perché la mignottella lo ha ampiamente collaudato, infilandoselo nei vari orifizi.
Le sue dita vi scivolano sopra, lo sfiorano, lo lambiscono, quasi lo venerano, apparentemente con gesti professionali e sicuri.
– Questo è uno stupendo giocattolo, modellato sulle sembianze di un famosissimo attore porno mulatto… è dipinto a mano e di ragguardevoli dimensioni… venticinque centimetri, per l’esattezza… all’interno è rigido… coperto da uno strato di silicone… a sua volta ricoperto da una sottile membrana in gomma… per riprodurre nel modo più realistico le emozioni offerte da un vero cazz…
mi scusi… pene… –
Ha il volto imporporato e quelle sue mani, un inno alla libidine violenta, che coccolano e accarezzano quel cazzone mulatto, mi fanno intuire come la professionalità della puttanella sia andata a farsi fottere.
L’articolo è arrapante, indiscutibilmente, ma non credo che Eleni lo apprezzerebbe in modo particolare: onestamente non ce la vedo a gambe spalancate, infoiata come una biscia di palude, con quel palo marrone infilato nella…
– Ehm… signorina… non vorrei deluderla… ma io penserei più ad un qualcosa di… –
– Trasgressivo signore ?… è giusto… i dieci anni di matrimonio non si festeggiano tutti i giorni… venga… venga… –
Venga.
Se mi rivolge quest’invito un’altra volta, me lo tiro fuori e vengo veramente, schizzandole di bianco quei dannati ed attillati jeans.
Non faccio in tempo a dirle che non cerco nulla di trasgressivo, che lei riparte di corsa tra le corsie, impugnando però saldamente il pisello mulatto in lattice, e confermando la mia impressione che con quell’attrezzo la troietta ci si spassa di frequente.
Svoltiamo un paio di angoli, superiamo un vecchietto che, con la lingua di fuori, sta sfogliando una rivista porno, e arriviamo di volata quasi in fondo al negozio.
Gli scaffali sono pieni di grandi cartoni colorati, con le foto di uomini e donne nude che fanno bella mostra di sé.
La maiala cerca un qualcosa con lo sguardo, stringendo il fallo mulatto con entrambe le mani, in una parvenza di masturbazione.
Il desiderio di tirarmelo fuori è più forte che mai, di metterglielo tra le mani e d’invitarla a fare una sega ad un cazzo vero e sbrodolante, di dimensioni normali e di colore chiaro; e di metterci pure la bocca se non le costa troppa fatica, in modo da rendere il tutto assolutamente indimenticabile.
Ormai ho una dolorosissima erezione, e la voglia di trombarmi la porcona raggiunge pericolosissime vette.
Con la punta del pisellone mulatto lei mi indica una scatola.
– Ecco, signore… le presento Roger… –
– Chi ?? –
– Ma Roger, signore… il bambolo gonfiabile più venduto in assoluto… lo gonfia con la pompa e… voilà… bicipiti, tricipiti, pettorali, addominali… un dio greco vero e proprio… e poi… –
Ora la troietta ansima come un mantice, le tette le vanno in su e giù, mentre le mani accarezzano languidamente il cazzone di lattice.
– Ehm… e poi?? ..
Sospiro di beatitudine.
– E poi… è dotato di un caz… di un fallo gigante, duro come l’acciaio… e che sua moglie troverà irresistibile… divino… e magari… volendo… anche lei potrebbe trovare piacevole da… –
E no !!
Ora basta !!
Ci manca solo che porto a casa qual coso e che, per far divertire Eleni, mi faccia inculare da un’ammasso di muscoli di gomma.
La puttanella sta ormai godendo apertamente, si sditalinerebbe come una furia se solo potesse, di certo immaginando di essere sfondata davanti e dietro da quello stronzo di Roger…
– Senti un pò, troiet… ehm… signorina… credo che per oggi mi accontenterò di un baby doll… un innocente baby doll… penso che per mia moglie sia sufficiente… –
La zoccoletta ci mette un attimo a connettere, cerca di ricomporsi e di darsi un contegno.
– Certo, signore… un bel baby doll è la cosa che ci vuole… si accomodi qui accanto… –
La seguo, quasi impedito nei movimenti dal cazzo che protesta e vorrebbe fuoriuscire dai pantaloni, e che sogna ormai apertamente di andare ad infilarsi in quelle due chiappette strette…
– Grazie per gli orecchini e per la cena, caro… è stato un magnifico anniversario di matrimonio… –
Siamo rientrati a casa e finalmente ho la notte davanti per fare l’amore con Eleni.
– A dire il vero ho anche un’altra sorpresa per te… tieni, amore… –
Eleni prende l’anonimo pacchetto con curiosità, non sapendo cosa aspettarsi.
– Dai… aprilo… –
E così lei scarta il baby doll, guardandolo con occhi divertiti.
– E questo dove l’hai mai preso ? Immagino tu voglia che l’indossi subito… –
– Bè… l’ho comprato… in un… sexy shop… per festeggiare in modo diverso… –
– In un sexy shop ? Che bella idea… mi piace… anche se… –
– Che c’è, Eleni ? Credi che abbia esagerato ? Ho cercato di trovare un qualcosa di non troppo… –
– No, no, caro. Non è questo il punto… credevo però che, una volta in un sexy shop, avresti potuto comprare… che so… adesso dico per dire… un anello fallico… o magari uno sviluppatore del pene… o un vibratore… sai… il mio sogno sarebbe stato il giocattolo erotico che ha comprato una mia collega… si chiama Roger… ora ti spiego di cosa si tratta… sono certa che piacerebbe da morire anche a te… –

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