sull’autobus con mia sorella Lucia

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L’altro giorno ero in autobus con mia sorella e ho avuto un’esperienza indimenticabile. Io mi chiamo Marco, ho 21 anni e sono uno studente di ingegneria a Milano. Mia sorella Lucia, ha 29 anni, fisico non più asciutto come quello di una studentessa del liceo ma con le curve al punto giusto (bel culo abbondante e una terza piena di reggiseno). I nostri sono di origine meridionale per cui siamo entrambi di carnagione scura, capelli ricci e occhi scuri. Lei mi attizza da sempre, sin da quando ho iniziato ad avere le prime pulsioni sessuali: la prima sega l’ho fatta pensando a lei e quando, in cameretta insieme, la vedevo svestirsi e rivestirsi davanti a me.
Siamo a luglio e qui a Milano fa un gran caldo asfissiante, così mia sorella gira spesso per casa con shorts e cannottiere che nascondono ben poco o con micro gonne che mi lasciano intravedere le sue mutandine o i suoi tanga (che io modestamente conosco a memoria). Sabato scorso mi ha chiesto di accompagnarla al mercato e così, anche per riposarmi un po’ tra un’esame (non dato) e l’altro, ho deciso di accompagnarla. Il mercato del sabato non è esattamente sotto casa nostra, per cui prendiamo un autobus per raggiungere il posto. Quel sabato mattina mia sorella indossava un micro vestitino leggero di seta, dalle fantasie floreali blue e verdi, che le metteva in bella vista un bel decoltè abbondante. All’andata l’autobus era abbastanza vuoto, così ci siam seduti uno di fronte all’altro e dopo pochi minuti avevo subito intravisto (non solo io, dati gli sguardi arrapati dei compagni di viaggio che avevo intorno) le mutandine rosa che indossava. A furia di accavallare le gambe, avevo capito infatti che quel giorno indossava il tanga rosa, col fiocchetto rosso sul davanti. Quel tanga lo conoscevo bene, mi aveva fatto passare tanti momenti indimenticabili in lavanderia, dove amavo sniffare le mutandine di mia sorella o di mia madre e tirarmi dei gran segoni con happy end. Devo ammettere che quella mattina qualche accavallamento di gambe sono anche riuscito a filmarlo, facendo finta di smanettare al cellurare, ho aggiunto un altro paio di video alla mia vasta collezione di video e foto rubate alle mutandine di mia sorella. Dopo una ventina di minuti, siamo giunti a destinazione e siamo arrivati al mercato. Io indossavo dei pantaloncini corti con sotto dei box e alzandomi in piedi per scendere dall’autobus, non mi fu facile nascondere l’erezione. Fatta la spesa, parlando del più e del meno, comprese le ultime avventure d’amore di mia sorella, ci siamo nuovamente recati alla fermata del bus per tornare a casa. Questa volta l’autobus bus era strapieno, era infatti mezzogiorno e tutte le massaie con i propri mariti si accalcavano per tornare a casa dal mercato. Io e mia sorella siamo riusciti in qualche modo a inbucarci, ma eravamo veramente a pressione. Mia sorella davanti cercava di farsi spazio e riuscì in qualche modo a raggiungere un angolo, su di un lato dall’autobus e a mettersi, rivolta verso il finestrino, con le spalle rivolte all’interno dell’autobus. Io la seguivo e finì per appiccicarmi dietro di lei. La gente continuava a salire a ritmi forsennati e così mi ritrovai totalmente schiacciato su di lei, con la mia zona pubica appoggiata sul suo fondoschiena. La sensazione che provai è indescrivibile. Dato che indossava un vestitino di seta, sembrava di essere direttamente a contatto con la sua pelle. Il mio cazzo non ci mise molto a diventare enorme e duro come una spada, pronto a trafiggere qualsiasi cosa. Già prima che il bus partisse, avevo quindi il mio cazzo enorme appoggiato tra le chiappe di mia sorella. Lucia non se ne rese conto subito, ci volle una frenata brusca perchè se ne rendesse pienamente conto. Dopo aver sentito a pieno il mio cazzo duro schiacciato sul suo culo, infatti si voltò di scatto e mi lanciò un’occhiataccia interrogativa, esclamando solo “Marco??!”. Io mi ritrassi momentaneamente e feci segno con la testa verso la folla per farle capire che non era colpa mia. La folla in effetti mi rischiacciò velocemente verso lei di e il mio cazzo duro, sotto i pantalocini leggeri, era già sul suo culo. Mi stavo eccitando un sacco e approfittavo delle frenate e delle vibrazioni per sfregare la mia grossa verga sul suo culo morbido e accogliente. Ad un certo punto mia sorella, forse troppo imbarazzata per quello che stava succedendo, mise una mano a protezione del suo culo con il palmo rivolto in fuori. Questo non fece altro che peggiorare la situazione, infatti ora il mio cazzo enorme era appiccicato direttamente al palmo della sua mano e lì si sfregava vigorosamente. Sembrava come se mia sorella mi stesse facendo una sega. Intanto io stavo ansimando, mi trattenevo con tutte le mie forse dal venire. Iniziai a sentire dopo un po’ però che anche lei anzimava. Forse la maialina si stava eccitando e in effetti dopo un po’ la sua mano inizio a chiudersi leggermente, così che più che a riparo del suo culo sembrava quasi messa lì ad impugnarmi la verga. Sentivo i suoi mugoliii e mi indurivo sempre di più sotto le mutande, mia sorella a sua volta stringeva sempre di più il mio cazzo, ormai ce l’aveva in pugno attraverso i miei pantaloncini e girata di spalle, simulando di tenermelo a bada, mi stava invece segando! Faceva su e giù con la mano e ansimava come una porca. Io ero in paradiso. Ero sicuro che nessuno ci stesse vedendo a causa della troppa gente che avevamo intorno ed ero quasi deciso a infilarle una mano sotto la gonna. Non sapevo se farlo o meno, alla fine, pochi minuti prima di arrivare alla fermata sotto casa, presi il coraggio a due mani, infilai la mano destra sotto la sua gonna, le scostai le mutandine e iniziai ad accarezzarle con l’indice la figa e col pollice il buco del culo. La maiala non reagì, stava ferma a farsi sditalinare in un autobus strapieno, da suo fratello. Forse il fatto di darmi le spalle faceva stare la porcona con la coscienza a posto. Io infoiato com’ero, non esitai a spingerle il pollice nel buco del culo e a fare su e giù freneticamente. Lei ansimava sempre più forte e solo il rumore forte dell’autoubus (accentuato dal fatto che per il caldo i finestrini erano aperti) copriva la maiala in piena goduria. Io continuavo a fare su e giù con entrambe le dita e sentivo che la sua figa era ormai un lago di umori. Non potevo credere di essere lì a sditalinare in pubblico mia sorella che intanto godeva come una pazza e pensavo che avremmo potuto farlo tanti pomeriggi tranquilli in cameretta, senza correre quel rischio! Eravamo ormai prossimi alla fermata, mi toccò tirar fuori il pollice che aveva fatto su e giù freneticamente nel suo forellino anale e l’indice dalla sua vagina. Lei mollò la presa del mio grosso cazzo e con la testa abbassata si avviò verso la porta di uscita dell’autobus. Anch’io avviandomi verso l’sucita, con un cazzo enorme, mi annusai le dita che sentivano degli umori di mia sorella Lucia. Nel percorso dalla fermata al portone di casa, mia sorella andò dritta davanti a me senza voltarsi mai una volta e arrivata al portone, si girò, mi guardò e scoppiò in una grossa risata! Così feci io guardandola..
Per altri racconti come questo, visitate: amoreinfamiglia.blogspot.it

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