sverginata in figa e culo da prete e preside

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In queste giornate calienti amo stare a bordo piscina prendendo il sole solo con un filo sottilissimo che mi copre il mio culetto
Mi vengono in mente tutte le miei esperienze sessuali la mia prima volta.
I miei primi 3 anni di scuole superiori disastrosi, la classica bruttina, portavo l’apparecchio per i denti mi sentivo impacciata capelli sempre con la coda vestivo solo con pantaloni o gonne lunghe. Durante l’estate dei miei 18 anni finalmente tolsi la macchinetta per i denti sorriso radioso. Decisi di lavorare sui miei punti critici per migliorare il mio aspetto che dire primo giorno di scuola, sciolsi i capelli, minigonna con maglietta stretta senza reggiseno, sorriso radioso, ingresso in aula sculettando. Effetto sui ragazzi da urlo ma non sulle miei compagne iniziavano già ad invidiarmi.
Il mio compagno più bello Marco che durante gli anni passati non mi aveva mai guardato mi saluto mi bacio ci sedemmo nello stesso banco. Marco mi fece molti comprimenti, mi toccava da tutte le parte soprattutto le tette, pensate di vedere, una terza senza reggiseno con un maglietta stretta e sotto il capezzolo tutto duro.Anche il resto dei miei compagni quelli più smaliziati avevano iniziato a palparmi ogni occasione era buona per toccare il culo, le tette io ovviamente lasciavo fare mi piaceva. Quando andavo in bagno trovavo sempre il perizoma e la mia figa bagnata .Alcune volte andavo nel bagno mi appoggiavo alla porta e mi toccavo le tette le stringevo poi scivolavo con la mano giù fino alla figa la strofinavo un pò mi toccavo il clitoride e prima con un dito poi due e tre dita mi facevo un ditalino fino al orgasmo toglievo le dita e me le leccavo con tutta la goduria possibile. Durante l’intervallo Marco e Andrea, Giovanni avevano preso l’abitudine di chiudere la porta dell’aula e passavamo tutto il tempo insieme io li sponpinavano (Marco aveva una cazzo da urlo 25 cm )loro intanto mi palpavano le tette, mi entravano in figa con le loro dite vogliose mi leccavano tutti i miei umori che scivolavano sempre giù dalle gambe, mi riempivano la bocca di sborra. Tutto questo mi piaceva ma volevo anche sentire i loro cazzi nella mia figa ma erano privi d’esperienze non osavano andare oltre e sverginarmi. Anche se io li provocavo in tutti i modi tante volte mi masturbavo da sola sdraiata sopra la cattedra.
Verso la fine dell’anno venne un sostituto di religione. Era un prete sui 30 anni carino ma alle prime armi durante la sua lezione era la rivoluzione. Marco quel giorno aveva una gran voglia così durante la lezione del Don Franco inizio a toccarmi le tette io portavo una camicia bianca strettissima e molto aperta lui inizio a infilarmi le mani sotto la camicia, io gli toccavo il suo cazzo durissimo Marco prese il suo dito e me lo mise sotto la minigonna portata con le autoreggenti e inizio a farmi il ditalino. Il prete non diceva niente ma continuava a guardarci non mi toglieva gli occhi di dosso.
La lezione fini dopo circa due ore, io venni convocata dal preside cera anche Don Franco che mi accusava di essere il diavolo come tutti le donne dalla prima Eva. Raccontava al preside un uomo sui 50 anni di bella presenza cosa avevamo fatto durante la sua lezione. Il preside Giovanni con mia sorpresa chiese a Don Franco mi faccia vedere cosa facevano e costrinse il prete a toccarmi prima il seno da fuori mi toccava quasi con timore schifato ma poi quando Giovanni disse la tocchi dentro la camicia senti la mano del prete sopra il capezzolo mi desiderava e quando arrivo a toccarmi la figa, senti che ero fradicia di voglia lui non si fece dire più niente dal preside mi infilo un dito in figa intanto imprecava contro noi donne tutte puttane ma tu sei fantastica mi diceva intanto che mi toccava anche le tette: sotto i suoi pantaloni scuri il cazzo era in erezione io lo toccai tolsi i pantaloni e mi trovai un bel cazzo di tutto rispetto. Lo presi in bocca intanto che lui mi teneva i cappelli e mi diceva quanto sei bella. A quel punto vidi il preside alzarsi e venire dalla nostra parte mi prese il volto e disse fammi toccare questa mailona figa che ama i cazzi. I miei umori colavano su tutte le gambe mi misero sulla cattedra e mi allagarono le gambe iniziarono a leccarmi le cosce e poi Don Franco si concentro sulla mia figa intanto che il preside mi toccava mi succhiava il seno. Io ero in preda dal delirio gridavo che volevo essere sverginata volevo sentire il cazzo. Loro si meravigliarono che ero ancora vergine io volevo i cazzi in figa e nel culo. Un occasione stupenda la prima volta con due uomini.
Don Franco durante il suo seminario aveva avuto esperienze di omosessualità era stato costretto a inculare un suo superiore quindi sapeva come rompermi il culo. Inizio a leccarmi il culo mi infilo il dito prima uno e poi due. Nel frattempo Giovanni mi leccava la figa, mi mise a game larghe sopra la cattedra si avvicino e mi infilo il suo cazzo nella figa. Intanto che mi leccava e succhiava le tette e i capezzoli. Sentivo la voglia dei due uomini eri eccitassimo mi gridavano quanto ero maila puttana io godevo ancora di più a sentirmi dire tutte queste parole. Giovanni con il suo cazzo ormai mi aveva sverginato ma continuava mi dava dei colpi sempre più forti mi diceva senti quanto ho voglia della tua figa. Io continuavo ad avere orgasmi uno dietro l’altro ero in estasi. Stava per venire sentivo il suo cazzo durissimo gonfio che usciva ed entrava lo tolse mi misi con la bocca pronta per prendere ogni goccia della sua sborra aveva un sapore dolciastro mi chiedevo cosa avessi mangiato per essere così buono. Quando ogni goccia entro nella mia bocca io mi leccai le labbra e con molta avidità presi il suo cazzo in bocca per sentire il sapore dei nostri orgasmi insieme. Intanto il prete lavorava con il mio culetto era eccitassimo anche lui mi diede una pacca sul sedere e mi disse preparati sentirai dolore. Mi mise in piedi con le gambe larghe e le braccia che appoggiavano alla cattedra e con un colpo deciso mi entro nel culo. Lancia un urlo, lasciami un attimo mi fa male. Lui resto fermo per un attimo. Io nel frattempo mi ero abituata a questa sensazione e fui io a muovermi per prima. Quando mi senti che anch’io stavo godendo lui mi disse io ti sborro nel cullo bella troia. E si scateno godevo godevo intanto Giovanni gli era venuto di nuovo il cazzo duro a vedere la scena del mio secondo sverginamento.Quando ebbe finito Giovanni si avvicino a me mi bacio in bocca e disse ho ancora voglia ti voglio incullare. Io ero stanca ma avevo ancora una gran voglia di prendere il cazzo. Don Franco aveva voglia non aveva mai scopato con una donna e io ero sicuramente un occasione stupenda. Così questa volta avevo il cazzo di Don Franco in figa e quello di Giovanni nel culo ma il bello che si erano resi conto che ero una gran maila da prendere cazzi che potevo prendere tutti e due in contemporanea. Così prima mi entro nel culo e poi in figa che sensazione stupenda da una parte la paura di essere sfasciata e dal altra sentimi avvolta dai due uomini vogliosi sentirmi porca. Prima si mosse il prete mi sputo nella figa e mi entro con vigore continuava a sbattermi e dirmi quanto ero bella bagnata maila mi tolse il cazzo prima di sborrare in figa lo presi di nuovo in bocca e ancora senti il sapore dei nostri orgasmi. Giovanni era eccitatissimo mi sculacciava il sedere mi sputo nel buchino del culo mi diede un colpo secco ed entro era aperta non senti nessun dolore ma solo piacere. I suoi colpi erano sempre più forti mi sentivo quasi il cazzo nella pancia mi sborro nel culo. Eravamo esausti tutti e tre, loro prima di vestirmi vollero vedere meglio il mio corpo così io mi misi in pose erotiche mi toccarono e mi dissero mi sa che ci divertiremmo ancora insieme. Io ero soddisfatta mi sentivo la figa e il culo comprettamente aperti la figa pulsava e ed era ancora bagnata ero contenta tanto che il giorno dopo presi appuntamento per prendere la pillola. Per i restanti tre mese che mancavano alla fine della scuola alla mattina passavo dal ufficio del preside per farmi scopare da lui. Di pomeriggio finite le lezioni andavo dal prete alcune volte anche….(prossimo capitolo). Mi sentivo una gattina in calore, due o tre volte alla settimana mi facevo scopare da tutti e due insieme. Intanto io ero migliorata ero diventata ancora più bella più sicura di me più donna. Mi accorgevo che anche fuori dalla scuola gli uomini mi guardavano. Marco e i suoi amici continuavano al solito palpatine, ditalini e sborrate in bocca.
Fino alla festa del ultimo giorno di scuola prima della vacanze estive.

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