tanta pioggia ma…

Beh, questo ho proprio voglia di raccontarla, visto che mi ha lasciato un buon ricordo e mi ha fatto passare una mattinata non male.
Quest’inverno, come di abitudine, la domenica mattina verso le 8.00 parto con la mia macchina per andare alla ricerca di nuovi luoghi lungo i quali fare le mie corsette. Era una normale mattinata invernale, abbastanza rigida ma non freddissima e a parte un po’ di foschia nulla lasciava prevedere quello che sarebbe successo di li a un’oretta. vado alle pendici di una montagnetta ( siamo lungo la dorsale appenninica) e trovato uno spazio dove parcheggiare, mi avventuro lungo un sentiero. Salgo per un buon paio di km lungo il ripido sentiero. Indosso solo dei delle scarpette da trekking, dei pantaloncini tecnici ( di quelli che si indossano senza intimo sotto) una maglietta tecnica e una giacca a vento ultra leggera sopra. Salgo ancora un po’ di centinaia di metri e il sentiero si ricongiunge con un altro sempre in salita. Dal altro sentiero scorgo la figura di una ragazza anch’essa impegnata in questa difficile salita. Mi affianca, un rapido !ciao, buongiorno” e continuiamo la nostra salita senza parlare, il fiato serviva ad altro. Saliamo e nel mentre il cielo in pochissimi minuti si fa nerissimo e minaccioso. Nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo e inizia a scaricare una quantità di acqua sulle nostre teste da far paura. Una rapida occhiata salendo ancora e cercando un riparo che non c’è e scorgo una stalla. Di corsa, con questa ragazza che mi segue la raggiungiamo e troviamo la porta accostata ma aperta. Dentro di corsa, inzuppati e completamente infreddoliti, roba da rischiare l’ipotermia. Mi do una rapida occhiata in giro, guardo la ragazza e noto labbra scure e un tremore completo sul suo corpo. Guardo ancora, vedo dei box con due cavalli dentro, ce ne sono altri due vuoti e puliti. Cerco di pensare velocemente, il freddo iniziava a prendere possesso anche del mio corpo. vedo una porta, cerco di aprirla, era la fureria con i finimenti dei cavalli e……….eureka, tre o quattro coperte e anche una piccola stufetta a legna. Lascio li la ragazza che mi incita a fare qualcosa, mi dice che sta congelando. Esco, recupero della paglia e la getto a terra, metto una coperta sopra. Mi tolgo gli abiti zuppi e le ordino di fare lo stesso. Lei obbietta ma dopo un “cazzo, spogliati” capisce e si spoglia. Cerco dei pezzettini di legna e un po’ di paglia sotto e accendo la stufetta. Faccio stendere lei sulla coperta, ne prendo una seconda e stendendomi anch’io, copro i nostri corpi ghiacciati abbracciandola da dietro. Sono passati diversi minuti, con le che dandomi le spalle era completamente addosso a me, tremante e tolto qualche secondo in cui mi toglievo per mettere legnetti sulla stufa che oramai si era accesa, tornavo sotto l’improvvisato giaciglio. iniziando a riscaldarmi il mio pensiero andava sulla figura della ragazza mentre si spogliava. Avrà avuto un 22/24 anni ( io ne ho 39), molto molto graziosa, un seno direi piacevole e un corpo ben fatto. Anche lei iniziava a prendere temperatura ed è stato in quel mentre che il mio cazzo, appoggiato a quelle natiche che si stavano riscaldando, ha dato segni di vita iniziando a diventare turgido. Ho avuto un attimo di imbarazzo in cui mi è venuto spontaneo cercare di scostarmi, ma la lei in questione si è riavvicinata. Ero immobile, impietrito. Lei piano piano, lentissima ha iniziato a muovere un pochino le natiche, il mio cazzo si era svegliato completamente e si trovava li in mezzo. Fuori continuava a buttare giù l’infinito. Gira appena la testa e mi dice ” io sono Emanuela” e cosi dicendo sento la sua mano che afferra il mio cazzo e lo porta tra le sue gambe. Sento la fighetta, che si muove, dapprima semi secca e in poco tempo bagnandosi. Mi viene spontaneo, le bacio il collo, la schiena, le tocco i capezzoli trovandoli duri. il movimento si fa più insistente, e la fighetta sempre più bagnata. Sento dei brividi sulla sua pelle, la accarezzo. Lei si gira verso di me. ” se non ci fossi stato tu, non credo me la sarei cavata”. Mi fa l’occhiolino, mi bacia. Un bel bacio, carico di gratitudine e libidine. Mi bacia il collo, il petto e scende. Anche se era non caldissimo ( ma l’effetto stufetta iniziava a farsi sentire, lei scende sempre più giù, seguita dalla coperta. ” E a questo pisellone cosa facciamo?” pronuncia afferrandolo con la mano. Non mi lascia il tempo di rispondere, fa un sorriso e se lo infila tutto in bocca. Inizia un pompino da sballo, in cui la lingua di alternava alla bocca, le mani alla lingua e via cosi. Alzava lo sguardo felice di vedere i miei occhi brillare. La faccio girare a 69 e la ricambio con piacere. Aveva una fighetta completamente depilata, piccola e sensibile. Sono bastati pochi minuti di lingua e dita per farla arrivare a un intenso orgasmo che mi ha riempito la bocca dei suoi umori mentre un dito intriso si stampava sul suo buchetto posteriore: mi piacciono i culi e ci stavo provando. riprendo a leccarle la figa mentre provo a spingerle il dito in culo. Non doveva essere la prima volta per lei, pur stretto dava segni di cedimento rapidi e i suoi colpetti in su mi hanno fatto capire che gradiva. sento la sua mano masturbarmi e la sua bocca scendere sulle palle e poi………..più giù. Mi piacciono le ragazze intraprendenti. Sento la sua lingua passare sopra al mio buchetto, sempre più vivace, ma la posizione non era delle migliori. Con un solo gesto do una spinta e ci ritroviamo a 69 di lato. Adesso sento la sua lingua per bene e lecco felice la sua figa. Spingo il mio dito sul suo culo e lo sento sprofondare, seguito, inesorabile dal suo dito che si impossesso del mio. cerco di farle riprendere il cazzo in bocca, lo fa. Le lecco la figa sempre più esaltato, passando da uno a due dita nel suo culo e sentendola sempre più eccitata nel violare il mio. Arrivo al limite, non so come la pensa, cerco di levarmi ma non ce la faccio: lei lo inghiotte completamente e arrivando all’orgasmo a sua volta, si prende tutti gli schizzi in gola, non lasciandone nemmeno una goccia. Continua a leccarmi il cazzo. Lui accenna un piccolo cedimento ma si riprende quasi subito. Si gira e saltandomi sopra lo afferra e lo accompagna nella sua figa iniziando un movimento bellissimo. Si auto scopa meravigliosamente, su e giù e avanti e indietro. E’ bellissima. Ogni tanto si abbassa e mi bacia, per riprendere subito eretta. Scivola fuori, lei lo riafferra, mi guarda, immobile per qualche secondo. Si solleva, passa la cappella sulla figa e poi lo porta sul culo. ” Si troietta, voglio quel tuo culo, si, dai”. Non ho freni, e lei gradisce a sorrisini il sentirsi chiamare troia. guardo il mio cazzo scomparire all’interno di quel culo. mi sollevo e mi metto praticamente seduto con lei sopra, Inizio io a scoparle il culo, mentre le nostre bocche si cercavano. la sua figa che strusciava sul mio pube. Le vengo dentro al culo, sentendola rantolare a sua volta. se lo fa scivolare fuori e lo ripulisce tutto. Sembrava nata per stare con il cazzo in bocca. Ci abbracciamo e rimaniamo li una mezz’ora inebetiti. Intanto la pioggia era cessata e i nostri pochi abiti si stavano asciugando completamente. Ci siamo salutati caldamente, ripromettendoci che ci saremmo rivisti. Sono passati quasi 7 mesi da quella mattina e Emanuela è diventata la mia piacevolissima e unica troietta.

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