Tor

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Mi raccomando, c’è una cosa importante nelle ultime righe, grazie. Le bolle di sapone si sollevavano, scintillando alla luce del sole.
Un sorriso si aprì sul mio viso, mentre scostavo con la mano una ciocca di folti capelli neri.
Abbassai lo sguardo, vedendo gli occhi marrone caldo del mio nuovo cane, un labrador color panna, appena portato a casa dal canile.
Non avevo mai avuto un cane, e ero al contempo emozionata e spaventata da questa nuova sfida.
L’avevo portato in campagna, a correre nei campi inseguendo le anatre tra gli alti steli nel piccolo laghetto.
Ma ormai stava tramontando, l’orizzonte si colorava di un rosso tormentato e una leggera brezza mi sfiorò la pelle, facendomi rabbrividire.
Alzai la testa, e d’un tratto, i grossi nuvoloni neri mi parvero un esercito minaccioso, mentre si faceva buio.
In lontananza sentivo ancora l’abbaiare frenetico del cane, e continuando a tremare, iniziai a chiamarlo, pregando che mi desse retta.
“Tor!Tor!-continuai, battendomi leggermente il guinzaglio di pelle rossa sulla coscia- Tor!”
Mi parve di sentire anche un secondo cane, in un latrato violento.
Iniziai a spaventarmi, e urlai più forte, finchè con un brivido di sollievo, vidi la grossa sagoma confusa del cane apparire all’orizzonte.
“Forza Tor, vieni!”lo chiamai, chinandomi a terra.
Ansimando per lo sforzo, si agitò sentendosi il guinzaglio stretto al collo, ma non cercò di scappare e docilmente, si lasciò guidare alla macchina, camminando in un modo un pò…strano.
Nervosa, gli feci qualche carezza frettolosa e sbattei con forza la portiera, allacciandomi la cintura di sicurezza.
Misi in moto, e svoltando la prima curva nella stradina fangosa, alla luce abbagliante dei fari, vidi una cagna nera come la notte, fissarmi con gli occhi verdi, vitrei e…eccitati.
Distolsi lo sguardo a fatica, e guidai fino a casa con il cuore in gola, tranquillizzandomi solo quando richiusi la porta di casa a chiave, dietro di me.
“Forza, Tor, sta buono- lo rimproverai stancamente, mentre mi toglievo il soprabito- hai fame, cucciolone?Va bene, adesso ti preparo qualcosa, eh?”
Accesi la luce in soggiorno, e dopo aver cercato inutilmente di farlo scendere dal divano, misi in forno gli avanzi della sera precedente.
Non volevo altro che stendermi sul letto, stanca per la lunga giornata in ufficio e la corsa in campagna, ma decisi che era meglio farmi una doccia veloce.
Prima però, riempii una ciotola con i croccantini del cane, imprecando per il dolore ai muscoli.
Sbadigliando, tornai in soggiorno, portandomi dietro la ciotola, ma notai qualcosa di strano.
Tor era disteso per terra, invece che sul divano come al solito, e si stava leccando violentemente la zona dell’interno coscia, lamentandosi piano.
Gli andai vicino e gli accarezzai la schiena, ricordandomi di pulirlo il giorno seguente”Su Tor, sarà qualche zecca che ti sei preso in campagna, domani ci penso, ok?”sussurrai.
Mi guardò per un’ istante e si alzò, con la lingua penzoloni.
Intontita dal sonno, mi inginocchiai per posare la ciotola a terra, ma sorpresa e incredula, sentii il peso del cane sulla mia schiena, con le zampe a tenermi inchiodata.
Mi ripresi e arrabbiata, lo colpii sul muso, ignorando il suo ringhio, e cercai di divincolarmi come quando era ancora un cucciolone.
Ma era cresciuto, e molto più forte di me, ma raddrizzandomi, riuscii a sfuggirgli.
“No, Tor, no- strepitai, agitando minacciosamente il dito.
Ero troppo stanca, e dopo aver brontolato un pò, mi chiusi in bagno con passi strascicati.
Mentre lasciavo che l’acqua calda avvolgesse il mio corpo, improvvisamente mi ricordai della cagna nera in campagna e dei ringhi che avevo sentito.
Quasi strabuzzai gli occhi, quando capii che forse Tor la stava montando quando l’ho chiamato.
E probabilmente, era rimasto eccitato e prima, in soggiorno aveva cercato di…
Con un gesto stizzito, richiusi l’acqua, e strattonai l’asciugamano, cercando di sfogare la mia rabbia.
Tor aveva cercato…insomma, aveva provato di montarmi!
Io, la sua padrona!
Pesantemente, riscesi le scale per attivare l’antifurto e spegnere la luce.
Tor dormiva sul divano, finalmente tranquillo, ma andandogli vicino, sentii riassalirmi tutto la rabbia e decisi che lo avrei addestrato, facendomi obbedire.
Sicura, lo strattonai cercando di farlo scendere, e stavolta ignorai i suoi ringhi e sibili.
“Giù, ehi, giù”ordinai.
Inaspettatamente, scese con un balzo e sorrisi, vittoriosa.
Poi lo sentii annusarmi e saltarmi addosso, piegandomi con il suo peso.
Strillai, perdendo l’equilibrio e l’asciugamano si aprì, cadendo a terra.
Nel panico, cercai di levare le sue zampe dalla mia vita, ma più strattonavo, più mi stringeva, artigliandomi con le unghie.
Continuai a lottare con tutte le mie forze finché sentii un forte bruciore e terrorizzata, vidi le gocce di sangue scorrere sulla pelle della pancia, uscendo dai graffi.
Allora desistetti e rialzai la testa, reggendomi con le braccia, abbassata proprio come una…cagna.
Oddio!
Iniziai a spaventarmi, e cercando di avere un tono deciso e autorevole, continuai a dire”Tor, no, no,No!Tor!”Urlai.
Lo colpii alla cieca, quando gli ansiti e i sibili del cane s’interrupero, e sentii i suoi denti premere vicino al collo.
Strinsi gli occhi, nel panico, cercando di rimanere immobile.
“Tor, no,no-sussurrai, mentre le lacrime iniziavano a scorrere sul viso, il cuore impazzito-no, no”
Si appoggiò alla mia schiena, ansimando, le zampe posteriori strette alle mie gambe, e iniziò a sbattere rapidamente il bacino contro il mio sedere.
Con dei singhiozzi, mi arresi, stando ferma sotto di lui docilmente, continuando a piangere e strillare, quando si attenuava il dolore dei graffi.
Il suo peso mi buttava in avanti, ogni volta che spingeva freneticamente il cazzo contro di me, a quattro zampe.
Ero terrorizzata, ma anche profondamente umiliata e giurai a me stessa di riportarlo in canile, sentendo di odiarlo, appena fosse finito quello…schifo.
Continuavo a gemere dal dolore sotto i colpi di quel cazzo che percepivo caldo e pulsante contro di me, sperando che non succedesse nulla, che non mi…montasse davvero.
E poi, come nei peggiori incubi, entrò in me.
Lanciai un urlo raccapricciante, sentendolo farsi strada dentro, completamente asciutta.
“Ah, ah, no, oddio….”continuai a sussurrare, lasciando che i capelli mi ricoprissero il viso.
Con movimenti rapidi, il cane continuava a montarmi, guaendo e graffiandomi, eccitato.
Rimasi immobile, mentre un dolore insopportabile mi torturava nella fica.
Dopo un tempo che mi parve infinito sentii finalmente il suo sperma inondarmi, riempendomi.
E finalmente, scese da me, cercando di staccarsi.
Incurante di tutto, incurante dei ringhi furiosi del cane e le sue zampate, mi raggomitolai sul pavimento, ancora costretta a stargli attaccata, in attesa che il nodo si sgonfiasse.
E piansi.
Ciao a tutti, io sono una ragazza e ultimamente sono rimasta molto affascinata dalla zoofilia.
Questo racconto è inventato ma confesso che vorrei provare questa esperienza, ma non so nulla.
Perciò chi potesse darmi una mano,sia perchè è informato o perché ha già avuto esperienze di questo tipo, può scrivermi 

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