tutto su mia suocera

Hits: 9

Ho 31 anni, mi chiamo Bruno e da due sono sposato con Milena, una bella ragazza di 28 anni, alta, mora, con un paio di tette grosse e sode ed un culo da favola. Mi considero fortunato ad avere una moglie così bella e sexy, di grande inclinazione al piacere, che a letto non si nega mai e non si risparmia. Da questo punto di vista non è facile comprendere come mai, con una moglie così, che soddisfa al meglio tutte le voglie di un uomo, si sia potuta scatenare in me una irrefrenabile passione per un’altra donna, nientemeno sua madre Elvira, che di anni ne ha 53.
Penso che, all’origine di tutto, ci siano i turbamenti morbosi che, sin da ragazzo, ho avvertito per le donne mature e la mia passione addirittura feticistica per i piedi femminili. Difatti, sin dalla prima volta che ho conosciuto mia suocera, la sera delle presentazioni ufficiali, sono subito stato affascinato dalla sua bellezza di donna matura e dal suo corpo opulento, per nulla intaccato dagli anni.
E ciò che attirò più di ogni altra cosa la mia attenzione furono per l’appunto un paio di decoltè dal tacco altissimo che mettevano in risalto i suoi polpacci sodi, le sue gambe tornite ed il suo culo grosso, ed un braccialetto d’oro alla caviglia sinistra che mi induceva a guardare con insistenza i suoi bellissimi piedi.
Tutto ciò ebbe l’effetto di produrre un mix erotico talmente esplosivo da portarmi ad avere una fortissima erezione che, in quel momento, cercai in qualche modo di celare per non fare una figuraccia davanti a tutti i miei nuovi parenti, ma che, date le più che discrete dimensioni del mio affare, non passò di certo inosservata a Milena, la quale volle fare del sesso subito dopo la fine della festa.
Per i nostri incontri amorosi usavamo la casa che era stata dei miei nonni materni, che di lì a poco sarebbe stata la nostra casa da sposati; quando la raggiungemmo, eravamo arrapati come due animali: Milena, perchè pensava che la mia fortissima erezione di poco prima fosse dovuta alla voglia sfrenata che avevo di lei dopo tre giorni di astinenza, io perchè avevo ancora impressa nella mente la visione di sua madre, del suo bellissimo corpo e dei suoi adorabilissimi piedi, tutti da accarezzare, baciare, leccare.
Fummo subito nudi, afferrai Milena per i capelli, la spinsi sul letto a pancia in giù e la montai da dietro sbattendole il mio cazzo duro all’inverosimile tutto dentro fino alle palle con un colpo secco e deciso, che la fece trasalire lasciandola senza fiato. Iniziai a fotterla con una foga mai avuta prima, con la testa tutta rivolta a mia suocera, e Milena, che nel frattempo si era ripresa dalla sorpresa, mi incitava a sbatterla usando frasi volgari che funzionarono da ulteriore propellente per quella straordinaria scopata.
Dopo un bel pò decisi di cambiare posizione, quindi afferrai di nuovo Milena per i capelli rivoltandola di schiena sul letto, le sollevai le gambe tenendola per le caviglie, le infilai nuovamente il cazzo in figa con un colpo deciso ed iniziai a stantuffarla di brutto, leccandole le piante dei piedi e succhiandole le dita ad una ad una.
Milena orgasmò ripetutamente continuando a lanciare urla e frasi oscene; poi, prima di sborrare, decisi di togliermi l’ultimo sfizio. Estrassi il cazzo dalla figa ormai fradicia, glielo piantai tra i piedi e mi feci fare una meravigliosa sega, che mi portò ad avere un orgasmo talmente violento e copioso da inondarle tutto il corpo di sborra tiepida, che la porca non perse tempo a spalmarsi sulle grosse tette e sul bel viso voglioso.
Alla fine di quella grandiosa cavalcata ci abbandonammo stremati sul letto l’una nelle braccia dell’altro e Milena mi espresse la sua grande soddisfazione per la foia che avevo dimostrato nel chiavarla:
“Amore, con tutta la voglia che hai, capisco la tua impazienza … ma presto ci sposeremo e potrai avermi come e quando vorrai!”
Dopo pochi mesi ci sposammo, la nostra vita coniugale andava benissimo ed il sesso ci gratificava a pieno; ma il desiderio di mia suocera non mi abbandonava, anche se mi andavo convincendo che quello era destinato a rimanere un sogno irrealizzabile.
Un bel giorno Milena rimase incinta e ciò, se da un lato mi rendeva l’uomo più felice del mondo, dall’altro mi metteva di fronte alla scomodissima realtà di dover sospendere o limitare fortemente per forza di cose le nostre acrobazie sessuali. Dopo solo un mese di forzata astinenza ero già disperato per la situazione in cui mi trovavo, senza una valvola di sfogo alla passione segreta ed impossibile per mia suocera.
Cosa fare? Farmi un amante? Mai al mondo, amavo troppo Milena. Andare con una prostituta? Non se parlava proprio, troppo squallido. Farmi seghe? Non me le facevo da quando avevo 18 anni, ho sempre preferito il sesso vero. Non mi rimaneva che tornare a coltivare la mia passione segreta e tentare l’impossibile per arrivare a mia suocera.
Era un’impresa quasi disperata, ma qualcosa di miracoloso accadde e debbo ringraziare il torrido luglio dell’anno scorso e, mi dispiace dirlo, la prematura scomparsa di mio suocero che lasciò Milena orfana e, cosa più importante, mia suocera vedova e priva di quelle attenzioni che una donna ancora così bella e desiderabile meritano.
Fu in un tragica fatalità, intervenuta un giorno di maggio dello scorso anno, che mio suocero perse la vita in un incidente stradale gettando tutti nello sconforto, specialmente mia moglie che era molto legata al padre. Due mesi più tardi decidemmo di andare a passare qualche settimana di ferie nella loro casa al mare sia perchè in città c’era troppa afa, cosa non buona per Milena nelle sue condizioni, sia perchè in questo modo potevamo distrarci tutti e non pensare di continuo alla tragedia che era accaduta.
Eravamo, dunque, nel mese di luglio ed io, non so come, ero arrivato al quarto mese di astinenza sessuale. Avevo le palle talmente dure e gonfie che sembravano due palline da tennis ed il cazzo mi faceva un male cane tutte le volte che avevo un’erezione, cosa che accadeva di sovente, dato che mia suocera era lì con noi, spesso in costume da bagno, e potevo così ammirare continuamente il suo meraviglioso corpo, le sue splendide gambe ed i suoi generosissimi seni. Essendo al mare poi, lei calzava sempre degli infradito colorati che mi offrivano l’opportunità di ammirare i suoi adorabilissimi piedi così ben curati e resi ancor più sexy da quel braccialetto d’oro che portava alla caviglia sinistra.
Era troppo, stavo scoppiando, non potevo più resistere, ma nonostante tutto non riuscivo a darmi da fare, perchè avevo paura di sbagliare qualche mossa. Ancora una volta fui aiutato dal destino. Una sera Milena ebbe un malore dovuto all’eccessivo caldo di quei giorni e fummo costretti a portarla al pronto soccorso. Dopo le cure del caso a base di flebo, di vitamine ed altri integratori di sali minerali, i medici ci consentirono di riportarla a casa prescrivendole dei sedativi che le potevano consentire di calmare il suo stato di agitazione (si era molto spaventata all’idea di perdere il bambino) e di riposare tranquillamente per tutta la notte fino al mattino successivo. Appena arrivati a casa, infatti, le demmo i sedativi e Milena crollò in un sonno talmente profondo che durò ininterrotto fino all’indomani mattina tardi.
Quella notte per me fu tremenda, non riuscivo a dormire sia per lo spavento che mi ero preso, sia per il caldo pazzesco, sia per le mie soventi e dolorosissime erezioni. In piena notte decisi di andare in bagno a fare una doccia gelata che potesse in qualche modo alleviare tutte le mie sofferenze.
Come arrivai al bagno e provai la maniglia mi accorsi che la porta era chiusa e dallo scroscio d’acqua proveniente dalla doccia dedussi che mia suocera mi aveva preceduto; stavo per rientrare in camera da letto quando la porta del bagno si aprì ed uscì Elvira a piedi nudi ed avvolta da un’asciugamani nemmeno troppo grande che le fasciava il corpo a partire dalle ascelle fino a poco sopra le ginocchia. Quando mi vide, prese a venirmi incontro dicendo che il bagno era libero e che potevo usarlo anch’io; ma ad ogni suo passo il mini asciugamani che la ricopriva si apriva lasciando intravedere l’interno delle cosce ed anche i peli della sua figa.
A quella vista ebbi un’altra erezione pazzesca che, essendo in boxer, non potei certo celare e che non passò inosservata a mia suocera, la quale si arrestò a pochi passi da me ed iniziò a guardarmi con aria compiaciuta e per nulla irritata. Io ero tremendamente imbarazzato, non sapevo cosa fare ed istintivamente portai le mani al cazzo per cercare di coprirmi, manco fossi nudo, ma mia suocera mi bloccò ed in maniera molto serafica disse:
“Bruno, non devi essere imbarazzato. E’ colpa mia se ti sei eccitato, e poi, nelle tue condizioni, è normale che ciò accada. Dimmi, da quanto tempo non fai sesso con Milena?”.
Ed io balbettando:
“Ddda qqquatttro mmesi”.
“Visto?”, disse lei continuando a fissare il mio cazzo che non ne voleva sapere di andare giù, “è più che normale….piuttosto non è normale che ancora non hai trovato il modo di sopperire a questa carenza … eppure sei così attraente, hai un bel fisico atletico, e sei anche molto ben dotato da quello che posso vedere….”.
Mentre diceva così mi accarezzava il torace nudo tastando i pettorali per poi scendere verso gli addominali e ancora più giù fino ad arrivare al cazzo che brandì al di sopra dei boxer per saggiarne la consistenza; una volta afferratolo emise un ‘oohhh’ di meraviglia esclamando: “Bruno, ma come ce l’hai duro!…. non credo che tu possa resistere ancora molto in queste condizioni, figlio mio ….”.
Respiravo a fatica, non avevo superato la sorpresa e non riuscivo a spiccicare parola. Allora lei, sempre più sfacciata:
“Uuuhhhmmmm ….. ma ti rendi conto quanta agitazione metti ad una donna che è in astinenza da tanto tempo? …..”.
Continuava a impugnare il mio cazzo e lo guardava con grande avidità. A questo punto trovai la forza di dirle:
“Vedi, mamma … io non mi sono permesso di dirti niente, per il rispetto che ti porto …. tu lo sai che non mi sei indifferente, anzi….”.
E allora lei, sospirando profondamente:
“Ma non possiamo mica crepare di voglia ….. guarda, non facciamo nulla di male …. mica posso vedere il marito di mia figlia soffrire in questo modo …. ed io stessa non posso mica continuare a guardare questo coso che si impenna sempre di più….”.
Non credevo alle mie orecchie, restai di sale, ma lei con grande disinvoltura avvicinò il suo viso al mio e, senza darmi l’opportunità di reagire, mi baciò in bocca appassionatamente avvinghiandosi alla mia lingua che prese a succhiare avidamente. Io, dopo qualche attimo di spaesamento, risposi con altrettanta foga a quel bacio, ormai ero partito e nessuna cosa al mondo sarebbe riuscita a fermarmi.
Sollevai mia suocera prendendola in braccio come un Tarzan con la sua Jane e la condussi verso la sua stanza pronto a sbatterla sul letto e scoparmela con tutta l’energia accumulata in quei quattro mesi di forzata astinenza.
Una volta giunti in camera però Elvira mi fermò e disse:
“Non avere fretta Bruno, sei troppo carico ed in questo modo rischi di venire subito…. rilassati e lascia fare a me”.
Io obbedii, ero proprio curioso di vedere cosa era capace di fare, ero curioso di sapere se era vero quello che dice sempre il mio amico Marco, e cioè che le donne mature sono le più porche di tutte, per cui mi calmai e lasciai a lei l’iniziativa. Debbo dire che fu la scelta giusta e che il mio amico aveva proprio ragione, perchè mia suocera dimostrò in quella circostanza di essere veramente esperta, oltre che una gran troia.
Infatti mi spinse sul letto e con un gesto repentino mi sfilò i boxer mettendo a nudo il mio cazzo duro all’inverosimile, che lei potè così finalmente ammirare in tutta la sua grandezza. Dopo essersi sfilata l’asciugamani che la ricopriva, Elvira si inginocchiò a bordo del letto, afferrò i miei piedi ed iniziò a succhiarmi le dita ad una ad una provocandomi intensi brividi di piacere che mi percorsero tutto il corpo fino ad arrivare al cervello. Io, che sono un feticista del piede, avevo sempre riservato questo trattamento alle mie partners ricevendo sempre grande apprezzamento, ma mai nessuna donna aveva fatto altrettanto con me, per cui questa novità non fece altro che aumentare la mia eccitazione e non vedevo l’ora di poter finalmente scopare.
Ma le sorprese non erano finite; infatti, dopo poco, mia suocera smise di dedicarsi ai miei piedi, mi fece sollevare in alto le gambe, mi allargò le chiappe con tutte e due le mani ed iniziò a leccarmi il buco del culo facendo saettare la lingua tutto intorno all’orifizio anale. Non paga di ciò decise di riservare le sue attenzioni alle mie palle gonfie che prese a leccarmi e succhiarmi con grande avidità. Stavo svenendo dal piacere, il cazzo pulsava che era una bellezza e presi a menarmelo ma Elvira mi fermò bruscamente dicendo:
“Fermo stupido, che così sborri… lascia fare a me, ti ho detto”.
Ero in sua completa balia per cui decisi di lasciar perdere e di obbedire, abbandonai le braccia sul letto e chiusi gli occhi. Dopo qualche minuto di quello svenevole trattamento Elvira mi fece abbassare le gambe, saltò sul letto, mi afferrò il cazzo alla radice stringendomelo forte ed iniziò a spompinarmi con grande foga.
Ora era giunto anche per lei il momento di godere per cui, mentre continuava a spompinarmi, assunse la posizione del 69 offrendomi la sua figa già fradicia e grondante di umori che io non persi tempo a leccare, così come il suo clitoride talmente gonfio e duro da sembrare un piccolo cazzo in erezione. Aveva anche lei molta fame arretrata per cui, grazie al mio trattamento, non ci mise molto a venire, ma ciò non poteva di certo esserle sufficiente; infatti smontò dalla mia faccia, afferrò ancora una volta il mio cazzo reso bello scivoloso dal suo precedente pompino, gli diede sette/otto menate rabbiose e vi montò sopra impalandosi con grande facilità ed iniziando una furiosa cavalcata che la portò ben presto ad avere un’altro squassante orgasmo.
Avevo sognato per quasi un anno di fare sesso con mia suocera, avevo tanto agognato di raggiungere quella meta, ma ora che ci ero finalmente giunto sentivo che qualcosa non andava: non ero, infatti, per nulla soddisfatto di come stavano procedendo le cose perchè non ero io che stavo scopandomi Elvira, bensì lei che stava scopando me, e questo non mi dava quel gusto che invece mi aspettavo di provare. Cavolo! il maschio ero io ed a letto è il maschio che deve comandare! Decisi di riappropriarmi del mio ruolo. Come Elvira smontò dal mio cazzo, la afferrai per i capelli, la attirai verso di me, la baciai ficcandole la lingua in bocca di prepotenza e le dissi:
“Adesso basta fare la padrona, ti sei divertita già abbastanza per i miei gusti, ora tocca a me condurre il gioco”.
Mia suocera rimase talmente sorpresa da questo mio brusco cambiamento d’atteggiamento che non osò opporsi per cui, quando le ordinai di mettersi a pecorina, obbedì prontamente offrendomi così la vista del suo meraviglioso culo largo e sodo, alla qual cosa mi infoiai ancor di più e, senza perder tempo, glielo ficcai tutto dentro iniziando a sbatterla con un ritmo forsennato.
Ero ormai in preda ad un tale stato di delirio sessuale che non riuscivo più a controllare le mie azioni per cui iniziai a picchiare Elvira sul culo con grande forza e, più la picchiavo più mi eccitavo, e più mi eccitavo più la chiavavo forte, e più la chiavavo forte più lei godeva, e più lei godeva più mi incitava a fotterla senza pietà, usando frasi volgari che non avrei sospettato di sentirle pronunciare. Infatti iniziò col dire:
“Dai stronzo, sbattimi forte, fammelo sentire tutto fino all’utero, spaccami la fregna, sono la tua cagna in calore, brutto porco che non sei altro!”.
Ed io di rimando:
“Sì, brutta zoccola fottuta, ti spacco la fregna e, quando avrò finito con quella, mi darai anche il culo che ho una voglia pazzesca di rompertelo, vecchia troia”.
A questa mia richiesta mi sarei aspettato un suo deciso rifiuto invece Elvira prontamente assentì dicendo:
“Oh sì Bruno, non ti preoccupare, rompimi il culo, è da tanto che aspettavo che qualcuno me lo facesse… mio marito non ha mai voluto, ma io l’ho sempre desiderato”.
A questa affermazione non ci vidi più, estrassi il cazzo dalla sua figa madida di umori, le aprii le chiappe, le sputai sul buco del culo, puntai la cappella sullo sfintere e spinsi con decisione strappandole un grido di dolore che ben presto si trasformò in un urlo di intenso piacere quando raggiunse l’ennesimo orgasmo di quella fantastica notte di sesso.
Non mi rimaneva che soddisfare l’ultimo dei miei desideri, vale a dire quello di dedicarmi ai suoi adorabilissimi piedi, la vista ed il ricordo dei quali tante erezioni mi avevano provocato sin dalla prima volta che l’avevo conosciuta. Così, le sfilai il cazzo dal culo, la stesi di schiena sul letto, le sollevai le gambe portandomi i suoi piedi al viso e presi a succhiarle le dita ad una ad una come lei aveva fatto con me all’inizio della nostra scopata. Anche Elvira dimostrò di gradire molto il trattamento, infatti, mugolava di piacere ad ogni mia succhiata e, mentre si sgrillettava furiosamente in preda all’eccitazione, disse:
“Mi stai facendo impazzire Bruno, è bellissimo, ti prego, risbattimelo in culo che voglio avere un altro orgasmo”.
Non mi feci pregare, la penetrai ed iniziai a fotterla senza mai smettere di succhiarle le dita dei piedi per cui questa azione combinata la portò ben presto ad esplodere in un’altro violentissimo orgasmo.
Per quella notte poteva bastare così per cui decisi che era giunto il momento di scaricare finalmente le mie palle e volli farlo nella maniera che più mi piaceva, vale a dire tramite l’immancabile sega coi piedi che mia suocera eseguì in maniera davvero magistrale. Quando mi accorsi che stavo per venire, interruppi il lavoro che Elvira stava facendo, mi alzai in piedi sul letto, la afferrai per i capelli, le puntai il cazzo in faccia e, dopo una decina di menate furiose, le eruttai in pieno viso una quantità incredibile di sborra che la colpì violentemente facendola trasalire.
Avevamo entrambi soddisfatto le nostre voglie, eravamo spossati ma appagati per cui non ci rimaneva altro da fare che addormentarci nei nostri rispettivi letti consapevoli, però, che non sarebbe certo finita lì. Infatti a quella notte di sesso ne fecero seguito molte altre, e tutte all’insegna della goduria più sfrenata, e ciò durò fino a quando Milena partorì regalandoci una bellissima bimba, Gaia, che assorbì interamente le attenzioni di Elvira.
Finita la gravidanza di mia moglie, la vita familiare riprese il suo funzionamento normale, Milena riscoprì una voglia sessuale moltiplicata, la nonna dedicava la sua giornata alla nipotina; insomma gli incontri tra me e mia suocera si interruppero, ma il desiderio di lei non scomparve dalle mie fantasie. Solo che, aspettando momenti più favorevoli, mi dovevo accontentare di scambiare con lei occhiate furtive e, quando capitava, di allungarle le mani per qualche sapida manata sul culo. E anche lei, strizzandomi quando poteva i coglioni, alimentava in me la speranza che prima o poi saremmo tornati a fottere come due dannati.

Commenti [20]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *