una dea tra le carte

Sono ancora qui a scrivere delle mie avventure sessuali. Mi dispiace che il precedente racconto con le due ragazze non abbia riscontrato i gusti di chi legge, ma tengo sempre a sottolineare che sono cose che mi sono successe, quindi perchè romanzarle? veniamo a noi. era ormai un anno che vivevo in questa nuova regione, avevo ancora la ragazza al paesello ma ritornavo ogni 15 giorni circa. Qui mi ero ambientato bene e anche dal lato donne non andava assolutamente male. Faccio un lavoro che mi consente di conoscerne tantissime senza l’impatto di andare a chiedere come ti chiami o altre banalità del genere. Costruisco e gestisco locali, il miglior lavoro del mondo da questo lato. Anche se dove lavoravo non era male, molte lavorazioni che mi servivano, per rapidità e per conoscenza le facevo svolgere nella mia regione. Rapporti consolidati e amicizie mi facilitavano la ricerca e il far costruire quello che mi serviva come mi serviva. Un amico con una litografia vicino alla mia casa natale mi forniva gran parte dei lavori di cui necessitavo. Proprio in uno dei miei giretti su a ritirare uno dei lavori mi ha fatto vivere una splendida avventura. Ero entrato da pochi secondi in quella litografia, passavo davanti ai veri uffici salutando tutti, conoscevo tutti. Passando davanti al penultimo o ultimo ufficio rimango folgorato: vedo una ragazza veramente molto bella, sul biondino, una magliettina chiara scollatissima che lasciava intravedere un seno non grande ma ben alto e sostenuto. Mi incanto davanti a quella porta. Lei sembrava assorta completamente sul lavoro che stava svolgendo. Era estate e un caldo veramente tosto invadeva quegli uffici ricavati all’interno dei capannoni. La osservo, si alza e prende delle cartelle sul mobile alle sue spalle. Riesco a vedere tutto il corpo finalmente: non altissima, forse 1.60, un corpicino disegnato, una minigonna bellissima, caviglie fine e un culetto…..mmmmhhhhhh. Vado nei capannoni in cerca di Giorgio, mio amico e uno dei due titolari dell’attività. Come mi vede,parla prima che io apra bocca:” E tu cosa ci fai qui? I tuoi lavori sono pronti stasera, forse domattina, sei in anticipo”. effettivamente io ero passato solo per assicurarmi che l’indomani mattina, visto che dovevo rientrare nella regione in cui lavoravo non ci fossero contrattempi di sorta, ma in quel momento non me ne fregava nulla.” Buono Giorgio, non mi interessa, fa per domani senza problemi. Adesso però dimmi chi è quella fighetta che è nell’ultimo ufficio, non l’avevo mai vista”. Giorgio mi guarda, ci pensa un secondo, sorride” Ah, Mara. Effettivamente è la nuova impiegata della contabilità, è con noi da un paio di mesi, ma togliti quel sorriso ebete, è serio, piccola, non arriva a 19 anni e non ci sta”. Non ci sta? ” Ok, ti comunico che oggi pomeriggio non viene al lavoro!” gli rispondo immediatamente. E lui” se ce la fai ti faccio il 35% di sconto sul lavoro, è un bocconcino troppo duro anche per un bastardo come te”.
Accidenti, mi sa che mi sono messo in una posizione non male, ma tanto da perdere non ho nulla quindi……
Mi fiondo nel suo ufficio, e senza grandi pretese di successo lascio andare un” Ciao, io sono Marco e tu oggi pranzi con me”. Lei alza gli occhi come a fulminarmi e risponde solamente” e perchè dovrei?” Ok, già che non mi ci ha mandato è un buon inizio. ” per mille motivi, il principale è che è una bellissima giornata che non si può vivere dentro un capannone, che tu sei troppo bella, che non ho voglia di pranzare da solo, che la vita è una sola e bisogna viverla in pieno e per finire che se mi dici di no mi suicido”. Si lascia andare a un sorriso divertito, ma mi dice che ha mille cose da fare e che non si può allontanare. Bene faccio io, Giorgio ha già concesso la mezza giornata libera, quindi non hai altre scuse valide. Mi biascica che lei è una ragazza seria e che è fidanzata da quando era piccola e anche fedele. OK, ma io non ti ho chiesto di sposarti, solo un pranzo, altre scuse inutili? Se l’era finite. Era oramai mezzogiorno e dicendomi che ero tutto matto ha acconsentito, chiarendo bene ” un pranzo e non metterti idee in testa”. Ci mancherebbe, tra me e me, idee in testa? Nessuna, hahahaahahah
All’epoca avevo una bellissima Porsche, cabriolet, che non fa il monaco ma che diciamo aiuta moltissimo. Infatti quando è uscita e l’ho invitata a salire ci è rimasta un pò cosi, forse non se l’aspettava. Sono partito e ho preso la strada per il mare, Sottomarina per la precisione. Lei ha iniziato a parlare un pò, iniziando piano piano a lasciarsi andare, ma i miei occhi oltre che sulla strada erano strabici sulle sui gambe, bellissime e liscie, sulla magliettina che con il leggero vento che procurava la macchina aperta in corsa, si muoveva elegante sui sui seni lasciando intravvedere che sotto non portava nulla. La pelle liscisissima appena abbronzata e le sue labbra che parlavano, di qunto coperte dai capelli che danzavano. Ho visto anche un piccolo angolino del suo perizoma bianco, che la mini troppo corta nel sedersi in macchina non copriva, faceva appena capolino.
Il mio lavoro precedente nella provincia di Padova ( lavoravo in discoteca da una vita) mi aveva lasciato delle rendite di posizione. Avevo amici con negozi, ristoranti e mille altre attività. Avevo anche uno dei primi cellulari, un motorola e da quello ho chiamato un amico ristoratore, facendomi lasciare un tavolo sulla terrazza riva al mare. Siamo arrivati e lei è rimasta ancora più stupita trovandosi in quella posizione a pranzo. Posizione sicuramente privilegiata. Abbiamo chiaccherato per un paio di ore, e ho scoperto che lei aveva il fidanzato praticamente da sempre, dai 13 anni a seguire. Chre lui era un calciatore, ma non uno famoso, ma di quelli semiamatoriali, di 1° o 2° categoria, ma prendeva il suo sport talmente sul serio da avere una disciplina ferrea. Sabato a letto prestissimo e niente sesso, domenica defaticante, dieta rigorosa e tante altre pallosissime rotture del genere. E lei, bellissima fighettina, parlava più con affetto che con amore di questo ragazzo. Mi racconta anche che vive da sola da un bel pò, a casa sua, visto che il padre ha lasciato lei e la madre poco dopo la sua nascita e la madre ha lasciato lei da qualche mese per seguire il suo nuovo amore. Finiamo di pranzare e finiamo anche la bottiglia di bollicine che avevo ordinato la invito a prendere il sole, tanto la giornata era nostra. Lei mi fa notare che non era organizzata per qualcosa del genere, che non ha ne costume ne altro. Ok, io invece che da sempre sono organizzato, ho un borsone con due o tre asciugamani in macchina e se è per il costume le offro due soluzioni: attendere che apra un negozio e gliene regalo uno, ma avremmo buttato un’ora buona di sole, o salire in macchina e acconsentire di andare verso Porto Caleri, zona che conosco bene e nella quale ci sono tantissimi luoghi da “infratto” lungo mare. All’epoca non era ancora zona nudisti semiriconosciuta ma si praticava già qualcosa di simile, anche se si stava attenti. Ci pensa qualche secondo e alla fine acconsente, vada per Porto Caleri. Ci arriviamo veramente in pochi minuti, è li vicino e lasciata la macchina prendo il borsone e ci avviamo verso la spiaggia con lei che camminando mi prende lievemente la mano. Faccio finta di nulla, non mi voglio montare la testa. 4/500 metri e raggiungo un luogo che conosco bene. Una piccola porzione di spiaggia, con alberi alle spalle, mare davanti e una dignitosa visibilità tutto attorno che ci avrebbe consentito di coprirci se si fossero avvicinati sguardi indiscreti o peggio la polizia. Stendo gli asciugamani e mi sfilo pantaloni e maglietta, rimando in boxer, non vado oltre. Lei si siede vicino a me e rimane ancora coperta, rimane in silenzio a guardare il mare. “Chissà cosa pensi di me in questo momento” esordisce. ” Cosa vuoi che pensi? Che sei bellissima, che è un peccato che sei vestitissima, che non ti mangio anche se…………” lascio cadere la frase con un leggero sorriso. Mi guarda e mi accarezza la fronte e una guancia con una dolcezza infinita, guardandomi fisso negli occhi. Mi accarezza ancora il viso e io rimango con il mio sguardo perso nel suo, senza muovere un solo muscolo del corpo. Il suo sorriso leggerissimo diventa un qualcosa di caldo interrotto solo da queste parole” che ne dici di un bagno?” Annuisco e faccio segno di si. Si alza, toglie la maglietta lasciando liberi i suoi bellissimi seni che avevo solo immaginato ma non cosi perfetti. Scende la gonna, e anche il tanga era molto più piccolo di quello che pensavo. Le sfioro con lo sguardo il sederino, mitico, alto, sodo. Si ferma un secondo, si guarda attorno e tornando sui miei occhi mi mima un bacio e lascia cadere anche quello lanciandosi inuna corsa leggera verso quei 7/8 metri che ci separavano dall’acqua, non senza avermi lasciato il tempo di intravvedere una pisellina depilata con solo una strisciettina di peletti in mezzo. Mi alzo, lascio andare i boxer e mi fiondo in acqua. La guardo immergersi con il sederino che rimaneva a filo acqua e riuscire. Giochiamo qualche minuto, qualche sfioratina, distratta, non sapevamo chi avrebbe fatto la prima mossa o semplicemente nessuno dei due voleva farla per …….non so bene perchè. Gli sfioro un seno nuotando, lei la mia schiena, due bracciate con i corpi che si avvicinano e la mia mano che cade distrattamente sui suoi glutei. Le afferro una caviglia, piano e la tiro verso di me, lei per divincolarsi cade con una mano sul mio coso, la ritrae. siamo vicinissimi, in piedi nell’acqua, uno frionte all’altra. le metto le mani sui fianchi, sorridiamo come ebeti. I nostri corpi sono pieni di goccioline di acqua e risplendono al riflesso del sole. La tiro delicatamente verso di me e non oppone resistenza. Le nostre labbra si uniscono con le mie braccia che adesso la abbracciano completamente e il mio sesso che ben sveglio urta il suo. Muove il bacino senza staccarsi dalle mie labbra. Le accarezzo la schiena e poi scendendo afferro i suoi glutei tirandola stretta verso di me e aprendoli piano. sento le sue braccia sul mio collo e il mio membro che si è fatto strada tra le sue cosce strusciare sulla sua pisellina. eravano su poco più di un metro di acqua. Ci baciavamo come ragazzini alla prima esperienza ( beh, io avevo già i miei trenta suonati e lei effettivamente 19 quasi). Aggrappata a me si è sollevata e mettendo le sue gambe sulla mia vita danzava con il bacino sul mio membro con le onde che le solleticavano quella parte sensibile del corpo. Un paio di volte si è anche puntato sulla sua fessurina entrando di pochissimo con lei che aumentava il piacere di un bacio infinito. Siamo riemersi, con lei che mi guardava sorridente. Stesi su uno degli asciugamani, con lei messa di schiena e con le gambe aperte mi tende le braccia a invitarmi con uno sguardo candido bellissimo. Mi stendo sopra di lei e i nostri sessi si uniscono. Le scivolo dentro baciandola, facilitato dagli umori della sua eccitazione, con appena un po di difficoltà per il fatto che aveva una passerina strettissima. Mi bacia, la bacio, iniziamo a danzare. Sento le sue gambe sollevarsi re premere sui miei glutei, Capisco che per lei sta per arrivare il momento: qualche altra penetrazione fino in fondo e la sento sgtritolarmi i fianchi con le gambe e buttare la testa indietro. Ha provato un orgasmo lunghissimo che ha intriso il mio membro di suoi umori, mi bacia ancora stavolta le guardo gli occhi. Lucidissimi, sorridenti e innocenti. Mi sfilo e la faccio girare, la metto a pecorina, rientro nella sua passerina e ricomincio la mia danza. Le afferro i capezzoli e li strizzo, non con forza ma quel tanto da vedere i brividi sulla sua pelle. La sento iniziare a spingere indietro, credo stia nuovamente venendo, avvicino un dito pieno di saliva al suo culetto e lo accarezzo. Si ferma un attimo e io riesco solo a dirgli ” sssshhhhh, tranquilla, rilassati”. Gli apro i glutei e appoggio il pollice sul buchetto, accellero e la porto a un secondo orgasmo spingendole in quel mentre il pollice nel sederino. Si inarca di schiena spingendo indietro,stavolta sento proprio gli umori della sua pisella avvolgere il mio membro. Sento che sto per venire anch’io, o adesso o mai più. Lo sfilo e lo avvicino al suo bellissimo sederino. Lei lascia andare un no no, non l’ho mai fatto li, che sa di invito. Ancora pieno dei suoi umori e lasciata saliva con il dito inizio a spingere dolcemente. Lei abbassa la testa e inarca la sciena, sento la punta del membro entrare, mi fermo. Lei non si muove, spingo ancora, lo sento infilarsi in quel dolce e stretto canale che ho desiderato dal primo momento. lo tiro fuori e ricomimncio, lei mi da un colpo deciso indietro e mi gira come una scossa: vengo all’improvviso, riempiendole il sederino con piacere. Si lascia andare con me che la seguo da sopra e che non lo sfilo. Rimaniamo cosi il tempo che il mio lui si ritrae, lei si gira e ricopminciamo a baciarci, stavolta con passione e amore. La sera a casa sua abbiamo continuato, quasi per tutta la notte. Alla mattina eravamo già a concordare come rivederci.

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