una estate sul balcone di casa

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L’estate e sempre stata la fonte ispirativa delle mie avventure sessuali, sarà che il caldo favorisce a spogliarsi e mettersi in mostra,sarà che il caldo in qualche modo aiuta ad aumentare gli approcci sessuali, stà di fatto che la maggioranza di quello che sono riuscita a combinare con i signori uomini, e sempre avvenuto durante la stagione piu’ calda dell’anno. questa situazione che vado a raccontarvi, risale addirittura agli inizi degli anni 90 circa, allora le città si svuotavano già a luglio non ad agosto, meno tasse e con ancora La Lira in Tasca,si risparmiava di piu’ e ci si faceva piu’ ferie nel periodo caldo dell’anno. Oggi invece e assai il contrario… poche ferie tante tasse e sopratutto L’euro che ci stà rovinando la vita non poco. come dicevo, era estate quando in una Milano assai già deserta in metà/Fine Luglio, mi trovai senza soldi e senza lavoro a passare le ferie in Città. forse e stata una benedizione per quello che mi accadde dopo, ma all’inizio la vidi come l’ennesima sfiga della mia povera vita. sempre a cercare di raddrizzare non solo cazzi, ma anche le mille cose che mi andavano storte. sono sempre stata sfortunatain tutto,anche se qualcuno la fuori,continua a ripetermi che la sfortuna o sfiga chiamatela come vi pare, non esiste. faceva caldo a quel tempo, anche se non come in questi ultimi anni. il mio quartiere già allora popolato da molti extracomunitari,egiziani per la maggioranza ma anche africani,albanesi,senegalesi e anche qualche congolese, erano gli unici ad essere rimasti ad abitare una zona ormai deserta. sembrava che mezzo quartiere se ne fosse andato in vacanza anticipatamente lasciando qui’ solo appunto, chi come mè e questi stranieri, non potevano avventurarsi nè al mare, ne in montagna o da qualsiasi altra parte,accontentandosi di magari,prendere il sole sul proprio terrazzo o balcone di casa. ed è cio’ che facevo ogni santo giorno, essendo anche abbastanza pigra per natura,e abitando in un’appartamento non grandissimo, le cose da fare per mè erano assai poche. cosi’ mi svegliavo la mattina, mi sistemavo e come fossi in spiaggia o in balneazione, mi dedicavo alla tintarella sul mio balcone, al secondo piano della mia palazzina. ben sapendo che il mio vicinato, era composto per lo piu’ da extracomunitari ne aprofittavo per mettermi sempre in bella mostra. avevo un lettino da spiaggia che avevo aperto sul balcone con un asciugamano buttato sopra per assorbirne il sudore, mi mettevo un bel bikini a due pezzi nero che faceva risaltare le mie belle forme, mi cospargevo di olio solare, capelli sciolti e occhiali da sole a specchio,mi sdraiavo a pancia sotto per ore sotto il sole del mattino che mi scaldava, lasciandomi ben ammirare dai maschi di colore che spalancavano le finestre già alle 8:00 di mattina per ammirarmi in tutto il mio splendore. avevo, e ho ancora oggi, una ringhiera a sbarre di ferro, quindi completamente visibile da ogni lato del balcone.in piu’ essendo in un’abitazione circondata da palazzi vicini l’un l’altro, ero in bella vista da tutto il vicinato. questo ogni mattina e ogni pomeriggio come ho appena accennato. il fatto che non mi aspettavo, successe un pomeriggio dopo l’ora di pranzo. quando come sempre mi distesi sul mio lettino a prendere il sole del primo pomeriggio sul balcone. ad ammirarmi mentre stavo li’ al sole con il mio bel culo in mostra, le coscie lucide liscie e sode dall’olio e la mia pelle bianca latte, non erano solo extracomunitari, anche qualche signore di mezza età, magari rimasto a casa per lavoro o per altri motivi personali. mi ammiravano dietro le finestre ne ero sicura, masturbandosi ogni giorno guardandomi. era questo che piu’ mi eccitava della situazione, sapevo che molti si segavano ammirandomi, e questo pensiero eccitava pure mè. tanto che a volte, dovevo voltarmi contro il muro per non far vedere il mio cazzo duro dentro al mini slip a tanga del bikini che avevo addosso. quel pomeriggio come dicevo, iniziarono i primi fatti che poi portarono al racconto centrale di questa faccenda. iniziarono ad un certo punto, ad arrivarmi sul telefonino che avevo sempre con mè, degli strani sms. il primo che ricordo ancora come lo avessi appena letto ieri, faceva piu’ o meno cosi’: “Ciao, Sei Una Gran Figona e ti scoperei a sangue quel Culetto da Troia che hai.” ovviamente non si firmava e il numero era nascosto. sicchè non potevo ne rispondergli, ne eventualmente richiamarlo per scoprire chi fosse. leggendo L’sms, mi fece indurire ancora di piu’ il cazzo che nascosi alla buona, mi guardai intorno, tutte le finestre dei palazzi difronte al mio avevano le persiane abbassate,anche se sapevo che dietro qualcuno sempre mi spiava senza farsi notare. non vidi nessuno tranne i soliti extracomunitari del palazzo fronte che salutai con la manina smaltata. ricevetti il saluto di risposta da parte loro come spesso accadeva. erano simpatici tutto sommato, erano in Cinque in quell’appartamento se non avevo contato male. tutti ragazzotti mulatti alti magri e da quanto stavano li’ a guardarmi per ore, direi anche molto vogliosi di scopare. tornai ad appoggiare la testa sulla sdraio quando un’altro sms desto’ la mia attenzione. questo diceva: ” Mi piacerebbe spalmarti l’olio su quella bella schiena” era evidente che chi mi messaggiava, mi stava spiando. anche se ancora una volta non potevo ne rispondergli, ne vederlo. la cosa continuo’ anche nei giorni sucessivi, durando il tutto un paio di giorni o trè al massimo. fino a chè un pomeriggio al solito messaggio di sms dal maiale, questa volta il numero mi era apparso. finalmente gli risposi chiedendo chi fosse con un’altro sms.. la sua risposta non tardo’ ad arrivare: ” Un Vicino che ti ammira da tempo e che vorrebbe conoscerti meglio”. gli chiesi se sapeva dove abitavo e a che piano, rispose di si’… gli dissi che se voleva poteva anche venire ora a spalmarmi l’olio solare, ne avevo proprio un gran bisogno. L’uomo evidentemente Già eccitato ai massimi livelli, prese al volo la mia risposta e mi disse che sarebbe venuto da mè a breve. aspettai invano perchè fino all’ora di ritirarmi in casa nessuno piu’ si fece sentire. delusa per quella mancata conoscenza rientrai quando il sole ormai stava calando. lasciai la branda fuori, rientrai in casa chiudendo le finestre. stavo quasi per entrare in doccia per darmi una lavata, dato che avevo sudato parecchio quel pomeriggio a prendere il sole, suonarono alla porta. senza nemmeno pensare a coprirmi andai ad aprire cosi’ com’ero. sapevo che il mio palazzo era deserto e quindi,a chi unque poteva essere, non mi fregava farmi vedere in bikini senza quasi nulla addosso. ero sudata, i capelli lunghi sciolti e scompigliati, tracce di olio solare Ancora addosso sul corpo. aperta la porta, mi trovai davanti un’uomo tra i Cinquanta e Sessant’anni, con addosso una canottiera bianca senza maniche, quelle con le bretelle vecchio stampo. non so se avete presente, pantaloncini corti a boxer, ciabattone da mare,capelli brizzolati, un po’ di pancetta, viso liscio senza barba ne baffi, che mi sorrise apertamente con un “Ciao bella Troia. ” anche se non lo avevo ne mai visto, ne mai sentito riconobbi subito il tizio degli sms. ” Ciao” ho subito risposto… e cosi’ sei tu il misterioso ammiratore. lo feci entrare richiudendo la porta dietro di noi, lo feci accomodare in salotto sul divano. stavo per docciarmi, sai ho sudato parecchio oggi sul balcone. la risposta dell’uomo mi eccito’ non poco devo ammetterlo… “Ti preferisco cosi’ come sei, sudata con l’olio solare addosso.. e quel culo che parla da solo… ” vidi che aveva già il cazzo bello duro dentro ai boxer, e decisi di non lo farlo aspettare, gli abbassai i boxer rivelando un cazzo bello duro e lungo che presi in mano e masturbai lentamente piano piano senza farlo venire. senza dire una parola di piu’ ci baciammo sulla bocca con le nostre lingue che si attorcigliavano una nella bocca dell’altro. mi strinse forte a se’… chissà da quanto non scopava mi dissi. aveva una voglia matta di mè e si notava ad occhio nudo. lo accontentai, nemmeno una volta mi sono sottratta alle sue grosse mani che mi palparono su ogni lato del corpo, scivolando per l’olio ancora addosso. mi abbassai con la testa sul suo ventre, infilandomi tutto il suo cazzo in gola e iniziando a succhiarlo con voglia e passione. l’uomo evidentemente troppo eccitato mi lascio’ andare un fiotto di sperma caldo che mi riempi’ la gola in un solo colpo. non si dovrebbe fare, ma ingoiai invece che sputarlo fuori. ingoiai davanti a lui, tirando su’ la testa e facendogli ammirare il mio pomo d’adamo che deglutiva tutta la sua broda calda. pensai avesse finito e cercai di rialzargli i boxer per farlo andar via. ma l’uomo mi ha prontamente bloccata il braccio dicendomi ” non ho finito… questo era solo un’assaggino.” Mi ha presa e fatta mettere a Novanta contro il tavolo del salotto. ho un tavolo rotondo vecchio modello proprio vicino alle finestrone del balcone. l’uomo ha spalancato le finestre e ha detto mentre mi puntava la sua grossa cappella dritta trà le chiappe dopo avermi scostato da un lato il lembo del tanga: “Dai che adesso li facciamo segare davvero”. riferendosi ovviamente agli extracomunitari che erano sul balcone difronte. erano fuori sul loro balcone che si prendevano il primo fresco della sera fumando e parlando tra di loro nella loro lingua. eccitata dalla situazione, non obiettai e lasciai fare tutto all’uomo come fosse lui il padrone di casa. mi prese da dietro per i fianchi e lentamente senza fretta spinse tra le mie natiche ancora oliate il suo bel cazzo duro, che entro’ poco a poco senza nessuna fatica fino alle sue palle pelose. chiusi gli occhi e mi lasciai andare ad un sospiro di piacere,mentre l’uomo iniziava a stantuffarmi dentro e fuori prendendo velocità facendomi impazzire ad ogni spinta. non ci volle molto perchè i mulatti ci notassero, si zittirono all’improvviso mettendosi bene comodi a guardarsi lo spettacolo che gli offrivamo. l’uomo mi fece mettere con una gamba alzata su una sedia li vicino, in modo da penetrarmi piu’ agevolmente, la gamba era ovviamente quella destra facendo cosi’ anche a chi guardava da fuori, ammirare meglio il suo cazzo che faceva il suo dovere dentro e fuori dalle mie chiappe unte di olio solare. sospirai ansimai e godei insieme al mio amante occasionale come una vaccona. fino all’esplosione della sua sborra calda dentro al mio culo ormai bello slabbrato e largo, che termino’ la dolce e bella scopata. tolto il cazzo gocciolante di sperma dal mio culetto, l’uomo sorridendo chiuse le finestre sussurrando,”spettacolo finito”. fu’ davvero unico. lasciai andare l’uomo con la promessa che tornasse magari il giorno dopo a fare il bis. mi infilai subito in doccia mi lavai e in doccia sborrai anchio masturbandomi ripensando a quello che era appena successo. mi chiesi come l’avrebbero presa i ragazzi mulatti adesso che avevano visto quello spettacolo. la mattina dopo, come al solito verso le 10:00 spalancai le finestre con il sole già alto che scaldava Milano,mi sistemai con il solito Bikini Nero, e mi sdraiai sulla solita Branda a prendere altra abbronzatura. mandai un sms all’uomo per chiedergli se poteva venire a spalmarmi un po’ della sua crema abbronzante… mi rispose poco dopo che per quel giorno aveva impegni e non poteva farmi visita. ma che sarebbe venuto il giorno dopo, di preparare il culetto ad altre sbrodolate bollenti. che maiale quel tizio.. mi piaceva proprio. nemmeno gli avevo chiesto in che parte abitasse del quartiere per potermi vedere da casa sua. ad ogni modo un po’ delusa, mi spalmai l’olio solare e mi rimisi quasi addormentata sulla branda cullata dal silenzio del quartiere deserto. gli uccelli che cinguettavano, il rumore lontano di un motorino o qualche auto… il passaggio di qualche aereo in cielo… e il bussare ad una porta. credetti di essermelo sognato, e mi voltai a pancia sopra chiudendo gli occhi sotto le lenti a specchio degli occhiali da sole. di nuovo un “Toc Toc Toc” mi risveglio’ del tutto. mi alzai di fretta e andai verso la mia porta, ancora con delle nocche bussarono “Toc Toc Toc”. pensai all’uomo, magari si era liberato e era venuto a farmi fare un’altra bella scopata mattutina. aperta la porta, mi son trovata davanti trè dei ragazzotti mulatti del palazzo di fronte. maglietta a maniche corte e pantaloni lunghi leggeri, scarpe da tennis ai piedi e sorriso da ebeti sul viso. erano Cinque, ne mancavano altri due, che evidentemente erano rimasti in casa loro mandando questi ad aprocciarmi. ero in Bikini e i ragazzi mi ammirarono subito tenendomi gli occhi addosso. “Ciao Bela… tu fa entra che facciamo amore”. parlavano strano e anche storto l’italiano, ma almeno ci si capiva. senza aspettare che gli rispondessi due di loro già mi avevano messo le mani addosso palpandomi le coscie unte di olio e le chiappe. eccitati evidentemente da quello che avevano visto la sera prima con l’uomo, erano venuti a chiedere la loro parte. li feci entrare senza problemi dicendogli, “Entrate cari.. accomodatevi pure”. la cosa che distingue certi uomini da altri e la fretta. cè chi fa tutto di fretta e senza preliminari, cè invece chi preferisce eccitare la donna facendola prima impazzire di desiderio, e solo dopo sfondarla come atto finale. questi erano per la prima opzione… frettolosi come se dovessero andare chissà dove, si sono subito abbassati i pantaloni mostrandomi dei bei cazzoni neri e duri ma non eccessivamente grossi. mi stavo per sedere sul divano e prenderglieli in mano,quando due di loro mi hanno presa subito per le braccia trascinandomi fuori sul balcone. “Hei ma che fate… siete matti?” ho detto, Loro non hanno aperto bocca, mi hanno fatta stendere a pancia sotto sulla branda dove prendevo il sole, mentre dall’altra parte del palazzo gli altri due mulatti rimasti a casa loro si stavano godendo lo spettacolo parlottando a bassa voce. uno di quei trè che avevo li vicino, nudo completamente e senza problemi di pudore o di finire nei guai, si butto’ su di mè da dietro scostandomi da un lato la stoffa del tanga aprendomi bene le natiche scivolose dall’olio solare, infatti fece anche fatica a tenermele aperte. punto’ il suo cazzo nero dritto trà le mie chiappe spingendo lentamente dentro. gli altri due erano li vicino, ma si limitarono a guardare o assistere al loro amico che si stava dando da fare su di mè. nudo era solo quello che stava cercando di aprirmi il culo sulla branda. roba da matti, se qualcuno ci avesse visti saremmo finiti tutti in questura con una bella denunciona di atti osceni in luogo pubblico. sperai che nessuno nei dintorni magari passando sotto in strada, ci vedesse. il cazzo nero del mulatto entro’ dentro scivolandomi tutto fino alle palle. ho sospirato ad occhi chiusi con gli occhiali a speccio ancora sul naso e i lunghi capelli buttati da un lato sciolti sulla schiena, mentre il maiale inizio’ a stantuffarmi su’ e giu’ facendomi anche urlare dal piacere. cercavo di mordermi le labbra, ma era troppo bello per non far sentire il mio piacere a tutti. iniziai a godere ansimando e sospirando sempre piu’ forte, mentre il porco si dava da fare sul mio culo. il sole del mattino scottava ormai, e stavo già sudando molto, gli altri due dal balcone nel palazzo difronte facevano gesti che non capivo agli altri due li’ vicino a mè. mentre quello nudo mi sfondava il culo con il suo bel cazzo duro. nel silenzio dei dintorni si poteva addirittura sentire il “Cik Ciak” che facevano le sue palle sbattendo contro le mie chiappe sudate e unte d’olio. cosa impossibile se il quartiere fosse stato in piena attività, con le macchine e i rumori di ogni giorno di una città che lavora. nel deserto dell’estate, tutto intorno era silenzioso e surreale. era incredibile pensai, a raccontarlo nessuno ci avrebbe creduto. roba da Film, eppure era cio’ che stava realmente accadendo, venivo scopata sul mio balcone di casa, alle 10 del mattino da un mulatto nudo sulla branda in bella vista da tutti. a raccontarla non ci si crederebbe continuavo a pensare, mentre godevo come una vacca colpo dopo colpo. il mulatto sembrava resistente, faceva le flessioni su di mè sdraiata a pancia sotto con lui che si teneva a braccia sulla branda facendo su’ e giu’ dal mio bel culo bianco e unto. vedendo che iniziavo ad urlare troppo mi tappo’ la bocca infilandomi la lingua dentro. risposi al suo bacio con altrettanta passione. mi resi conto solo poi, di non avergli fatto usare nemmeno un preservativo. al tempo me ne fregavo di queste cose, pensavo solo ad essere la piu’ vacca e troia di tutte. pensavo che tutti gli uomini meritavano di svuotarsi dentro di mè come segno d’amore nei miei confronti. oggi capisco che ho fatto cazzate tremende, e che potevano portarmi anche gravi conseguenze. finalmente una spruzzata lunga dentro mi ha lavata l’intestino riempendomi il culo di sperma bollente. solo dopo il mulatto stanco a fatica e riuscito a risollevarsi aiutato dagli altri due togliendosi da mè. io rimasi li sdraiata, non avevo forza nemmeno per sollevare la testa, sentii i trè rivestirsi e uscire dalla porta di casa ridacchiando e parlando nella loro lingua. io con il culo in aria ancora grondante di sperma, rimasi li’ non so per quanto, mentre guardai gli altri due ragazzi mulatti del palazzo di fronte, darsi il cinque e tornarsene dentro chiudendo le finestre. quando sono finalmente riuscita a trovare le forze per alzarmi mi sono messa l’asciugamano sporco di sperma attorno alla vita coprendomi, e sono subito rientrata in casa. non riuscivo a credere a cio’ che mi era appena successo. la sera prima l’uomo, adesso i mulatti del palazzo difronte, in meno di due giorni ero già stata sfondata due volte in poche ore da due uomini diversi. la cosa iniziava a piacermi molto. in questa Faccenda Mamma non centra, o meglio non ne è protagonista come e successo nelle altre avventure. anche se ovviamente quel pomeriggio le telefonai subito per raccontarle cosa mi era successo in quei due giorni benedetti. ovviamente Mamma si arrabbio’ con mè, preoccupandosi che mi sarei presa una bella denuncia dalle forze dell’ordine. anche a spiegargli che il quartiere si era completamente svuotato, e che a parte questi extracomunitari non c’era anima viva, era tempo perso. Mamma e sempre stata assai apprensiva nei miei confronti, per ogni cretinata lei ne ha sempre fatto una tragedia o un dramma inutile. evitai conoscendola, di dirgli che avevo ingoiato la sperma dell’uomo la sera prima, e che a nessuno avevo fatto usare il preservativo. gli spiegai invece quanto avevo goduto e quanto mi era piaciuto. come al solito Mamma sorvolava sui dettagli per rimproverarmi e dirmi di non rifarlo piu’. ma puoi dire ad una Vacca Troia, golosa di cazzo di non farlo piu’??? erano parole buttate al vento con mè ovviamente. infatti promisi solo di tenerla aggiornata se succedeva qualcos’altro. ma non le promisi che non lo avrei piu’ rifatto. quello stesso pomeriggio inoltrato sembro’ passare abbastanza lentamente, ero come al solito sulla branda a prendere il sole sul balcone quando ad un tratto ricevetti un sms dall’uomo che mi aveva scopata il giorno prima. eccitato come un maiale, mi riempi’ in poche righe di insulti dicendomi che ero una Schifosissima vacca lurida Troia sfondata. ovviamente vi riporto le frasi scritte nel suo sms, che non era un messaggio di insulti, ma di complimenti. non so come, ma l’uomo aveva visto tutta la scena. iniziai a pensare… ma non mi aveva detto che quella mattina aveva da fare una cosa importante? messaggiandoci un po’, ho poi scoperto che era stato proprio il porco a mandarmi i trè mulatti del palazzo difronte. raccontandogli chissà cosa su di mè e convincendoli a fare cio’ che voleva lui. non mi arrabbiai per quel gesto anzi, la cosa mi prendeva sempre piu’… non sapevo da dove fosse sbucato quell’uomo cosi’ maiale, ne dove abitasse di preciso, non era poi cosi’ importante, la cosa che mi eccitava era che mi stava facendo diventare, un’estate noiosa e calda in Città, in Un’estate bollente e piena di sesso. per questo motivo già dovevo fargli un monumento. l’uomo mi anticipo’,svelando ormai le carte che entro poco avrei ricevuto altre visite… non mi disse nulla perchè non voleva rovinarmi la sorpresa. la cosa si faceva sempre piu’ interessante, almeno adesso sapevo chi aveva mandato i mulatti, anche se non capivo perchè farmi scopare da uno solo e non da tutti e cinque. rimasi li’ a godermi eccitata piu’ che mai il sole del pomeriggio. chiedendomi quale altro strano personaggio mi avrebbe mandato il porco degli sms. lo scoprii poco dopo, quando alla mia porta bussarono ancora. nessuno usava il campanello cosa assai strana. mi alzai dalla branda e sempre senza coprirmi in Bikini nero e con addosso l’olio solare bella unta come un’Oliva in salamoia, andai ad aprire. anche questa volta, posso dire che la sorpresa fu assicurata. il maiale aveva trovato o assoldato questa volta, altri due neri extracomunitari che non avevo mai visto. dovevano essere dell’africa o giu’ di li’ dato che avevano la pelle nera come il catrame e lucida come se avessero avuto l’olio addosso. alti e magri, questi due chiesero subito di entrare, dicendo senza mistero che li mandava un certo uomo Bianco, ma senza farne il nome. questi due parlavano meglio dei mulatti l’italiano e ci si capiva meglio. li fece entrare in casa chiudendo la porta, mi aspettavo che come i precedenti mi portassero sul balcone di nuovo a sfondarmi tutta sulla brandina. invece mi bloccarono subito mentre stavo per uscire di nuovo sul balcone. in camera… mi hanno detto trascinandomi quasi con la forza ma sempre senza farmi male ovviamente. i patti erano che dovevo stare al gioco, qualsiasi persona l’uomo mi mandasse, io dovevo fare tutto cio’ che mi chiedeva senza fiatare. cosi’ feci, li portai in camera da letto sul lettone matrimoniale a due piazze, i due neri si spogliarono nudi mostrandomi dei cazzi da far paura. questi erano davvero grossi e lunghi. altro che quelli dei ragazzi mulatti del palazzo difronte… ci mettemmo comodi sul letto iniziando a fare conoscenza. mi lasciai palpare e baciare da ogni parte dalle loro bocche nere e toccare dalle loro mani Grosse. provai dei brividi mentre le loro mani nere mi ripassavano il corpo nudo e unto. presi in mano i loro bei cazzi, a stento sono riuscita a tenerli in pugno tanto eran grossi. uno alla volta li ho imboccati succhiandoli per bene. che sensazione meravigliosa provai, avevo già preso altri cazzi neri grossi simili, ma ogni volta era come la prima volta, me li gustai davvero leccandoli da cima a fondo su tutta l’asta. il cordless era a pochi passi da mè e il mio cellulare era sul comodino accanto al letto. Come aveva fatto L’uomo a trovare questi due ho pensato, chissà dove li avrà trovati e che gli avrà detto per convincerli a venire da mè. ero curiosa lo ammetto,il quartiere e vero, era pieno di questi extracomunitari neri e bastava poco per convincerli a scopare, dato che loro si sà, sesso al di fuori del loro paese ne fanno assai poco se non si portano le loro donne. questo mi chiedevo, mentre succhiavo i loro pali neri duri e lunghi. ad un tratto uno di loro ha detto: ” uomo Bianco ha detto di prendere telefono e chiamare Tua Mamma…” L’uomo ti ha detto cosa? ho chiesto io un po’ preoccupata. come faceva il porco a sapere di Mia Mamma??? che mi conoscesse o conoscesse lei? intanto che facevo questi pensieri, il nero mi ha messo in mano il cordless e mi intimo’ di chiamare Mamma. “Cosi’ ha detto Uomo bianco, cosi’ tu fare”. non volevo chiamare Mamma, ben sapendo che già mi aveva sgridata il giorno prima. preferivo tenerla fuori stavolta dalla faccenda. meno lei sapeva, meglio era per tutti. ma sembrava non avessi scelta, cosi’ presi con una mano il cordless composi il numero e la chiamai. intanto che aspettavo rispondesse, i due neri mi hanno messa sdraiata sul letto a pancia sotto togliendomi di dosso anche in modo abbastanza rude gli slip del Bikini, ma lasciandomi il pezzo sopra del reggiseno. mi allargarono le gambe e le chiappe con le loro grosse mani nere, facendomi ancora una volta provare i brividi lungo la schiena. proprio mentre Mamma rispose. “Pronto???….” fece Lei, “Ciao Mamm…” non feci in tempo a finire la frase perchè uno dei due me lo stava già spingendo dentro facendomi anche un po’ male all’inizio. sono riuscita a dire solo poche parole che già sentivo le natiche aprirsi all’entrata di quel palo nero che mi stava allargando il buchetto del culo. non sono riuscita a fare un discorso sensato, perchè mi stavo godendo la penetrazione del grosso cazzo, e Mamma deve averlo subito capito all’istante, perchè anche lei si blocco’ e non fiato’ piu’ dopo le prime parole… resto’ ad ascoltarmi ansimare mentre il nero iniziava a stantuffarmelo dentro e fuori facendo le solite flessioni su di mè,come aveva fatto il mulatto il giorno prima sulla branda in balcone. “Mam….” ho provato a dire, ma mi uscivano solo sospiri e ansimi di goduria mentre il nero ci stava dando dentro aumentando il ritmo e il suo amico mi teneva il suo cazzo in bocca togliendomi il respiro. come potevo parlarle in quel modo? il nero che mi teneva il cazzo in bocca a quel punto, mi ha strappato il telefono di mano, ha preso lui la parola: ” Non ti Preoccupare Signora… Senti come Gode…”. Non so cosa Abbia risposto Mamma, e sopratutto se rispose, dato che il nero chiuse la chiamata dopo avermi messo il telefono vicino alla bocca mentre ansimavo come una vacca con il suo cazzo in bocca e l’altro che mi trapanava il culo. a turno in varie posizioni mi hanno sfondata le chiappe slabbrandomi per bene il buco e facendomi impazzire di piacere sudando e godendo alla grande. se cè una cosa vera sui maschi di colore, e che sono davvero grandi scopatori, su questo punto non si discute. saranno anche volgari, un po’ troppo rudi e anche stronzi nel trattarti, ma che scopano come pochi sanno fare non si discute proprio. le finestre della camera da letto erano tutte e due bene aperte, anche se le persiane erano per metà abbassate, e vedere dentro era improbabile da fuori. mentre ero li’ che me la godevo, squillo’ il mio cellulare, rispose il nero che aveva parlato con Mia Mamma, era l’uomo degli sms… gli chiese se mi stavano aprendo il culo, il nero rispose di si’ e che come da lui chiesto, avevo chiamato Mia Mamma. il nero obbedendo all’uomo Bianco, mise il cellulare vicino la mia bocca mentre ansimavo e godevo come una vaccona. lascio’ il telefono aperto in modo che l’uomo sentisse tutto quello che accadeva nella camera da letto. fino all’apoteosi, quando i due neri dopo avermi aperto per bene il culo e sfondata a dovere, mi hanno riempita di sperma bianco e caldo sia in culo che in bocca allagandomi tutta. solo allora ho preso in mano il cellulare sporcandolo di sperma, sentendo la voce del maiale che mi chiedeva se mi avevano riepita per bene e se Mamma era stata contenta della telefonata. riuscii a rispondergli solo con un lungo sospiro prima che il Porco ridendosela riattaccasse. i due neri in pochi minuti invece si sono rivestiti e senza tanti complimenti se ne sono andati subito. lasciandomi ancora una volta piena di sperma gocciolante e sfinita sul lettone dalle lenzuola ormai fradice di sudore sperma e olio solare. non ho mai saputo chi fosse quell’uomo cosi’ porco e sopratutto come facesse a conoscermi cosi’ bene. so solo che mi ha regalato settimane di grandi godute e grandi scopate in quell’estate sola in Città. come era arrivato, da un giorno all’altro è sparito nel nulla. il suo numero quando tentai di chiamarlo, risultava sempre spento o non raggiungibile. il mese di agosto lo passai abbastanza normalmente, facendo ancora un po di scopate con i mulatti del palazzo difronte, che avevano ormai preso l’abitudine di farmi delle brevi visite a casa ogni santo giorno, sfondandomi a turno. anche con gli altri due che il primo giorno non avevo avuto l’onore di conoscere. tutto questo prima che a ferragosto proprio tutti andassero fuori almeno per un paio di giorni, lasciandomi completamente sola prima del rietro totale di tutta Milano. cosi’ finirono le abbronzature e le scopate al sole sul balcone.

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