una festa piccante

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Premetto che i fatti raccontati qui di seguito sono fatti realmente accaduti e descrivono esattamente quello che mi è successo nel corso delle mie relazioni.
E’ sabato sera, una festa privata in una villa sui colli di una città del nordest. Un centinaio di invitati, musica e free drink. Non so di chi fosse la festa ma la mia ragazza riceveva sempre molti inviti, forse qualcuno sperava ci andasse sola ma lei raramente andava alle feste senza di me.
Quando arrivammo la festa era già cominciata da un pezzo, era quasi l’una di notte. Eravamo stati in giro a bere per i bar del centro e poi avevamo deciso di raggiungere degli amici.
La villa era una casa per le vacanze estive di qualche ricco figlio di papà della zona, arredata molto bene sui toni del bianco, sembrava più una casa di mare che una casa sui colli. Appena arrivati Chiara cominciò subito a salutare tutti come era suo solito fare. Io invece mi defilai e andai in cerca di qualcosa da bere di bello forte. Avevo intenzione di divertirmi quella sera. La musica non era un granché ma la gente pareva comunque gradire od era troppo alticcia per riconoscere la bella musica da quella da tamarro. Girai un po’ a zonzo per la festa, bicchiere in una mano e sigaretta nell’altra finché ritrovai Chiara, intenta a farsi corteggiare ingenuamente da qualche povero illuso che credeva di portarmela via. Chiara era un bella preda in effetti. Alta 1,70 , 4° di seno naturale, capello biondo un pò corto, un bel culo pieno e sodo e un viso,come lo definivo io, da pompini ma sotto sotto era una brava ragazza, io ero solo il secondo ( o per lo meno credevo di esserlo) che le era passato sopra e con me si era aperta a qualsiasi tipo di esplorazione nella vita sessuale di una coppia normale. No, niente cose strane, ma le solite cose che fa una coppia di 28enni assieme da parecchi anni.
Mi avvicinai a Chiara e con una scusa la portai via dall’idiota a cui la stava facendo annusare. Le sussurrai qualcosa nell’orecchio e lei si accodò subito a me. Girammo per la villa in cerca di un luogo un po’ appartato. I bagni erano ovviamente occupati, le camere chiuse a chiave, forse occupate da qualcuno o forse intelligentemente chiuse prima dell’inizio della festa. Alla fine optammo per controllare la taverna e giù da una scala trovammo ll locale adibito a caldaia. Bingo!
Entrammo e non vi era nessuno. La luce non funzionava ma da una finestrella posta in alto quasi all’altezza del soffitto entrava un barlume di luce che illuminava a malapena la sagoma della caldaia.
Io e Chiara cominciammo a baciarci e a toccarci. Lei indossava un vestitino corto azzurro e bianco con una fantasia di fiori e un completino blu, che era uno dei miei preferiti e che strada facendo raggiungendo la festa avevo già potuto vedere quando Chiara decise quasi di denudarsi del tutto in auto. In vino veritas. Avevo ancora le mani che erano intente a slacciarle il reggiseno quando la porta si spalancò, una testa di una ragazza guardò dentro e richiuse subito la porta sghignazzando. Capimmo subito che il posto non era dei migliori, visto che non vi era la chiave nella serratura per poterci chiudere dentro. Chiunque avesse aperto la porta ci avrebbe trovato in atteggiamenti alquanto sconci. Non era proprio il caso di fare figuracce visto anche il genere di invitati altolocati che affollavano il party. Accendetti la pila del telefono per guardarmi intorno e notammo che la caldaia era posta al centro della stanza e mettendoci dall’altro lato nessuno ci avrebbe visto, nemmeno se fossero entrati con una torcia. Strusciammo quindi tra la caldaia ed il muro e ci posizionammo lontano da occhi indiscreti. Finii di slacciarle il reggiseno, glielo tolsi e lo appoggiai alla caldaia, le leccai un po’ i capezzoli mentre le infilavo una mano nelle mutande. Aveva già la fighetta bagnata ma andai subito dove sapevo le piaceva le infilassi le dita dopo essermele leccate un pochino ovvero nel culo. Gli sfiorai il buchino e infilai appena il dito medio solo di un centimetro dentro. Giusto per farle sentire la mia presenza. Il vestito, intanto, le era finito sopra la pancia ed era rimasta nuda, visto che nel mentre era riuscita pure a levarsi le mutande facendomi lasciare sempre il mio dito attaccato al suo culo. Sandali con il tacco, vestito tirato su e due tette da regina ma tutto ciò riuscivo solo ad immaginarmelo visto che era quasi tutto buio. Dopo qualche minuto la porta si spalancò di nuovo e un po’ di luce confermò quello che riuscivo solo ad immaginare a riguardo del look della mia ragazza. Dopo pochi istanti la porta si richiuse ma qualcun altro era rimasto dentro alla stanza con noi. Chiara subito si ricompose e senza far rumore si tirò giù il vestito per coprirsi e si rimise le spalline del vestito per coprire il seno. Io le tolsi il dito dal culo e mi richiusi il pantaloni che avevo appena aperto. Eravamo in perfetto silenzio cercando di capire chi avesse disturbato la nostra intimità. Sentimmo solo una voce di donna e di uomo, qualcuno che si baciava, ansimava, sussurrava qualche parola all’orecchio, ridacchiava, ma non riuscivamo a vedere niente visto che la caldaia ci copriva la visuale. Poi sentimmo una zip che si abbassava, una voce di donna che diceva “ho voglia, ho voglia dai” e poi il risucchio della bocca e gli ansimi di lui non lasciarono più spazio all’immaginazione. Entrambi ci sporgemmo per guardare chi fossero i due e nel mentre rimisi una mano sulla figa di Chiara approfittando del fatto che le sue mutande erano ancora appese ad una manopola della caldaia. Non era nostra intenzione fare i voyeur ma non avevamo avuto scelta. Subito dopo però lo show fu interrotto quando la porta si apri di nuovo e qualcuno esplose in una fragorosa risata probabilmente vedendo la scena di lei inginocchiata davanti a lui. Per fortuna ripiombammo tutti nell’oscurità con lei che imprecava per la figura di me°da e lui che la supplicava di rimanere. Fu a quel punto che Chiara mi spiazzò. Usci fuori da dietro la caldaia e disse “Ciao ragazzi!”. I due fecero un salto dalla paura allora io accesi la pila per farci vedere. Loro si ricomposero subito coprendo un pò le loro parti intime. Chiara continuò “tranquilli non vi guardiamo e potete stare qua se volete, ma c’eravamo noi prima di voi, quindi se per voi non è un problema potete mettervi qui dietro assieme a noi così nessuno ci vedrà e poi qui è tutto buio, nessuno vede nessuno”. Io nel mentre notai una scopa in un angolo e usci da dietro la caldaia salutando i due e alla loro risposta affermativa sul fatto di rimanere posizionai il manico della scopa tra uno scalino del vano caldaia e la maniglia della porta….adesso era impossibile aprirla dall’esterno. Averci pensato prima.
I due, un po’ alticci, come del resto anche noi, perché chiunque in una situazione simile e non in un club per scambisti se ne sarebbe andato subito, invece entrarono dietro la caldaia con noi presentandosi e salutandoci chiaramente imbarazzati. I due che si chiamavano Federica e Alessandro, si posizionarono sul lato chiuso del corridoio composto dalla caldaia e dal muro e noi dalla parte dove si poteva entrare in quella che adesso era diventata un alcova per 2 coppie arrapate ed in vena di trasgredire. Con la luce della pila li illuminai meglio. Lei era mora, capello lungo riccio, gonna e canotta nera, abbastanza giovane e abbastanza alta, forse per via dei tacchi, nel complesso davvero non male e lui, che avevo già visto in giro, un bel ragazzo moro ma più grande di me di almeno dieci anni, il classico casanova separato a caccia di ragazzine pensai. Spensi la luce del telefono e cominciammo a ridere ed a scherzare tutti e quattro. La situazione era un po’ surreale. Per trovare un po’ di intimità ad una festa eravamo dovuti scendere in una cantina e dividerci 3 metri quadri in 4 quando fuori c’erano ettari ed ettari di boschi. Dopo le prime battute per rompere un po’ l’imbarazzo, specie delle due ragazze, ricominciammo a fare quello che avevamo lasciato in sospeso. Chiara si ritirò su il vestito e mi apri i pantaloni. Mi eccitava da matti saperla nuda a fianco a due sconosciuti che non potevano assolutamente vederla per via del buio pesto che regnava in quella cantina e infatti il mio cazzo gli si indurì subito tra le mani appena me lo toccò. L’altra ragazza invece credo avesse ripreso a fare quello che aveva lasciato prima a giudicare dai rumori che provenivano dalla sua bocca. Chiara smise di segarmi e scese anche lei a darsi da fare con la bocca ma in maniera più delicata e silenziosa rispetto alla sua nuova amica. Era davvero piacevole sentire qualcun’altra darsi così da fare a fianco a noi e allo stesso tempo ricevere lo stesso trattamento dell’altro, avrei potuto pensare fosse anche lei a divertirsi col mio cazzo ma ero invece sicuro fosse Chiara….peccato. Tutto fantastico per i primi 2 minuti finché qualcosa ruppe quella situazione così eccitante. Qualche stronzo al piano sopra probabilmente aveva aperto l’acqua calda del bagno e la spia del boiler in fianco alla caldaia si accese illuminando tutti noi di una intensa luce rossa. Le due ragazze smisero subito di fare quello che stavano facendo e si tolsero il cazzo dalla bocca e i nostri sguardi si incrociarono reciprocamente. Chiara guardò lui e io guardai Federica: entrambe avevano l’espressione di chi era stato sorpreso con le mani nella marmellata. Poi le due ragazze si guardarono ed esplosero a ridere guardandosi e confrontando con gli occhi i due cazzi. Per fortuna eravamo entrambi normodotati, nessuno vinse la gara del ce l’ho più lungo io e non scatenammo nessuna gelosia tra le due. Chiara quindi, complice l’alcool che aveva in corpo e tenendomi sempre il cazzo con una mano tirò fuori la lingua e mi lecco la parte bassa del glande guardando l’altra lei con la faccia un po’ sbarazzina e quasi di sfida, l’altra rispose invece mettendoselo tutto in bocca e ridendo appena se lo tolse. Notai di sottecchi che anche l’altra aveva due belle tettine ma non riuscì a vedere altro a causa della gonna tirata sulla pancia che mi copriva la visuale in basso. Dopo poco entrambe si alzarono, cominciavano ad accusare qualche crampo alle gambe visto che stare accovacciate, per quanto allenate fossero, non era una posizione molto comoda. Per terra era abbastanza polveroso ed evidentemente non volevano sporcarsi le ginocchia. “Che belle tette che ha la tua fidanzata” mi disse Federica, “posso toccargliele?”. Io per nulla infastidito risposi “chiedi a lei sono sue”. A quel punto Chiara, tenendomi sempre per il cazzo si giro e offri il suo seno a Federica dicendole “eccole qua tesoro!”. Federica tolse le mani dal cazzo del suo fidanzato o nuova conquista che fosse e incominciò a toccarle le tette con entrambe le mani. Chiara non perse nemmeno lei l’occasione e cominciò a fare lo stesso sulle tette dell’altra finché si allungò e cominciò a baciare in bocca Federica. Era la prima volta che vedevo la mia ragazza baciare un altra ragazza e non mi aveva mai confidato una fantasia del genere prima di allora. Io e l’altro ci guardammo sempre nella penombra della luce rossa della spia del boiler e ci avvicinammo alle due saffiche. Io misi subito le mani tra le cosce di Chiara ma un altra mano la stava già toccando, ripiegai indietro tra le sue calde natiche cercando di rimetterle il dito dove sapevo le piaceva tanto. Gli ansimi riempivano la cantina e l’eccitazione stava salendo alle stelle. Io allora mi inginocchiai e infilai la testa in mezzo al culo della mia compagna. Con la lingua le cominciai a leccare il buchetto e ogni tanto scendevo più in basso dove le dita dell’altra si impegnavano a masturbarla. Finalmente il boiler si spense e rimanemmo di nuovo nell’oscurita quasi totale. Poco dopo ne approfittai per fare quello che qualunque uomo avrebbe fatto al posto mio e quindi allungai le mani che tenevo sul culo di Chiara e cercai le gambe di Federica per andarle a toccare la figa e palparle un po’ il culo. Occhio non vede, cuore non duole pensai. Ma con mia grossa sorpresa Federica non era più in piedi e nemmeno davanti a Chiara perché le toccai la testa dove invece credevo di trovare il suo culo. La sua testa ondeggiava su e giù impegnata nel suo solito lavoro di bocca e quindi mi si gelò per un momento il sangue. Di chi erano dunque le dita che stavano indugiando dentro a quella che ormai era la mia ragazza da oltre 6 anni? La risposta la ricevetti grazie a chi continuava ad usare l’acqua calda e costringeva il boiler a scaldare acqua ed ad accendersi. Di nuovo quindi luce rossa, di nuovo tutto in vista. Federica teneva ancora il cazzo in bocca al suo compagno ma era Chiara che glielo teneva con una mano e lui per ricambiare del “favore” le teneva una mano sulla figa mentre limonava con quella che credevo fosse solo una mia proprietà privata. Io rimasi un po’ sbalordito ma allo stesso tempo un fremito mi passò per la schiena. Ero un po’ incazzato, geloso e un po’ contento della situazione. Contento perché anch’io potevo fare lo stesso con l’altra ragazza e incazzato perché un altro stava toccando quello che reputavo essere solo mio. Chiara si accorse che la luce si era accesa e subito mollò la presa. “ah scusa” disse con un sorriso malizioso “credevo fosse il tuo!”. Il fidanzato di Federica invece, per niente preoccupato di farsi vedere da me, continuava a infilarle qualche dito dentro la patatina mentre guardava Federica succhiarglielo. Chiara sempre in piedi, guardandomi e aprendo un po’ di più le gambe mi disse con una voce e un faccino innocente “ ti da fastidio se lui mi tocca un pò? sai nel buio pensavo fosse tua la mano e mi piaceva” Pensai che l’alcool doveva sortire davvero degli effetti miracolosi alle ragazze per renderle così troie alla prima occasione. Io non sapevo cosa rispondere, un pò mi dispiaceva ma forse di più la cosa mi piaceva. “No” le dissi “ma immagino non dispiaccia nemmeno a te se faccio lo stesso anche io?”. Cosi senza neppure aspettare la sua risposta mi abbassai e infilai una mano tra le gambe di Federica. Lei si girò solamente a guardare chi le stava dietro e non disse nulla. Aveva la figa che grondava umori e a giudicare dai mugolii credo non vedesse l’ora che qualcuno la facesse un pò godere. Le infilai un dito dentro, poi due e feci stare anche il terzo. Forse ce ne passavano altri due ma non volevo esagerare, del resto non avevo ancora molta confidenza con lei. Chiara nel mentre aveva ripreso a segare Ale aiutando con la mano la Federica nel suo lavoro di bocca, mentre lui, oltre a sgrillettarla le toccava con un mano anche le tette e si avvicinava alla bocca di Chiara con la sua. Sapevo che sarebbe stata questione di pochi minuti perchè Chiara prendesse in mano il lavoro di Federica ma questo non accadde perchè Ale prese il viso di Federica e lo spinse verso la patatina di Chiara ordinandole di leccargliela. Chiara per niente intimidita aprì le gambe ancora di più e fece accomodare la lingua della Fede. Io avevo sempre le dita dentro di lei e con l’altra mano mi facevo delle gran seghe osservando la scena. Non sapevo quanto avrei potuto resistere ancora, pareva di essere dentro un film porno di Salieri. Chiara mi sbalordì ancor di più quando chiuse le gambe, si girò di 180 gradi riapriì le gambe e si sporse in avanti quasi a 90 mettendo a nostra disposizione figa e culo per farseli leccare. Federica si rituffò in mezzo ma poco dopo anche Ale volle partecipare e si inginocchiò anche lui tra le natiche di Chiara. Io ero appoggiato alla caldaia, basito ed arrapato allo stesso tempo che la guardavo ma Federica, ormai inoccupata, venne da me e mi cacciò la lingua in bocca e mi afferrò il cazzo. Aveva il gusto della patatina che avevo leccato per anni e ritrovarlo nella bocca di un altra era davvero molto strano. Mi alzai in piedi e Federica cominciò con il suo hobby preferito, credo fosse proprio la sua specialità vista l’enfasi che ci metteva. Ero ancora incredulo mentre guardavo uno tra le chiappe della mia ragazza e una che mi sbocchinava di fronte a lei. Nemmeno in sogno poteva essere vero. Chiara però appena si accorse che Federica aveva preso il suo posto non parve gradire molto e si raddrizzò subito lasciando la lingua di Ale a mezz’aria. Chiara si girò, mi guardò con uno sguardo molto cattivo e dopo aver aiutato Ale ad alzarsi si inginocchiò di fronte a lui e guardandomi negli occhi se lo mise in bocca molto lentamente. Io ero al limite, stavo per venire, ma per fortuna l’alcool mi aiutava a ritardare la cosa ma onde evitare di far figuracce me lo tolsi dalla bocca di Federica. Non mi sembrava bello venirle in bocca senza nemmeno pagarle una cena in qualche ristorante giapponese. Chiara allora me lo afferrò stringindomelo davvero forte quasi a farmi male e mi tirò a lei. Mi guardò e mi disse “erano anni che lo aspettavo” e cominciò a prenderli in bocca a turno. Si avvicinò anche Federica a noi, rimanendo inginocchiata a guardare Chiara che sbocchinava di quà e di là finchè la spia si spense e ripiombammo tutti nel buio. Non capivo più quale bocca me lo toccasse, chi me lo toccava, la stanza era pervasa da mugolii e ansimi e io mi abbassai, per prendere una piccola pausa. Misi una mano tra le gambe di Chiara e una tra quelle di Federica ora che erano entrambe vicine tra di loro e cominciai a sgrillettarle assieme. Tenere due patatine tra le mani era un sogno che si avverrava anche per me. Non s,o quanto avrei resistito ancora con tutto quel ben di dio tra le mani. Per fortuna dopo poco Chiara e Federica si alzarono, i legamenti delle loro ginocchia erano al limite della sopportazione. Si spostarono, c’erano mani dappertutto, mani che mi toccavano il cazzo, che mi accarezzavano, non capivo più chi fosse chi a toccarmi, a baciarmi, speravo solo che non ci fosse anche il fidanzato di Federica in mezzo. Riconobbi le tette di Chiara, visto che erano quelle più grandi, ma un altra mano le toccò, erano mani grandi, non di donna, così ne misi una più giù e ne trovai un altra. Ormai Chiara era ostaggio delle mani di Ale, cercava di mettergliele ovunque, io allora ne misi una dietro e dopo essermelo leccato infilai un dito nel culo di Chiara sentendo chiaramente che un altro dito, o forse più, si muovevano dentro alla sua figa. Il cazzo mi stava esplodendo per l’eccitazione. Presi la testa di Chiara, gliela girai all’indietro e cominciai a limonarla sussurrandole all’orecchio “ ti piace così? eh? troia che non sei altro? ti piace??” e lei ansimando e godendo urlò un siiiiiiii che rimbombò per tutta la cantina venendo e tremando per una decina di interminaibili secondi e ritraendosi dalle nostre mani che l’avevano fatta esplodere di piacere. Di nuovo luce. Federica intanto era avvinghiata dietro al suo ragazzo. Io la presi per mano e la portai davanti, ora toccava a lei gustarsi due cazzi e così fece infatti. Finchè prendeva in bocca quello di Ale io glielo sbattevo sulle guance e a giudicare dai gridolini la cosa la faceva impazzire. Chiara nel mentre ci osservava, inginocchiata con le spalle contro il muro con una mano tra le gambe. Io però ero davvero arrivato al limite, lo tolsi dalla bocca di Federica che tentava inutilmente di farcene entrare due e arrivai giusto in tempo da Chiara che lo aspettava già a bocca aperta. Dopo un secondo le venni in bocca e gliela riempì del tutto, tant’è che dovette girarsi e sputare tutto per non soffocare. Anche Ale, nemmeno fossimo stati sincronizzati, venne subito dopo di me ma Federica non ne perse una goccia invece e degluti rumorosamente tanto da farci scoppiare a ridere tutti quanti. Eravamo davvero esausti ma eravamo venuti tutti tranne Federica…Io quindi guardai Chiara e le dissi “vediamo se sei capace di farla venire….io e Ale intanto vi guardiamo”. Chiara all’inizio era un pò reticente e disse “no no, non l’ho mai fatto, non voglio, non mi piace” e tutti insistemmo finchè Federica prese l’iniziativa e gliela mise quasi in faccia visto che Chiara era ancora accovacciata contro il muro. Chiara non si spostò, anzi, e subito sposto le sue mani sul culo della sua nuova prima esperienza lesbica. Nel mentre io e Ale cominciammo a toccarle a turno le tette. Lei si girò e mi mise la lingua in bocca, pareva indiavolata e finalmente dopo qualche minuto anche lei venne inarcando la schiena e tenendo schiacciata la testa di Chiara sulla sua figa. Chiara, che stava quasi soffocando, si spostò, si asciugò la bocca con il dorso della mano e disse “mmhmm bello far venire una donna!” e alzandosi mi venne a baciare in bocca. Wow. Calò un pò di silenzio. Federica pareva avesse corso una maratona, sudata, vestita solo con i sandali, appoggiata alla caldaia con la testa buttata un pò all’indietro, completamente sfatta e nuda. Ale si stava ricomponendo e rivestendo. Pure io cominciai a cercare la mia t-shirt che era volata via già dopo pochi minuti mentre Chiara invece, pareva essere a suo agio rimanere ancora nuda davanti a noi, davvero non la riconoscevo più, forse il nostro rapporto aveva bisogno di una sveglia dalla solita routine e la cosa non mi dispiaceva assolutamente. Finalmente potevamo divertirci e scoprire nuovi lati di noi. Nuovi lati B sicuramente. Poco dopo anche le due si ricomposero e uscimmo a fatica dalla nostra alcova. Ci salutammo prima di aprire la porta, due baci, spostammo la scopa, aprimmo e uno alla volta senza farci notare da nessuno uscimmo fuori. La festa era quasi finita, gli ultimi irriducibili pieni di alcool e non solo, erano ancora in pista. Io e Chiara a passi lunghi, visto anche che sembrava uscissimo da due giorni di rave party, ci dirigemmo verso la macchina e partimmo a gran velocità. Chiara si buttò sul sedile, distrutta, notai che era senza mutande, le aveva lasciate appese alla caldaia probabilmente ma io ero troppo stanco per fare ancora qualche pensiero strano. Non rivedemmo più Ale e Federica, purtroppo ma cominciammo a frequentare altri posti, dove non bisognava nascondersi in polverose cantine per avere un pò di intimità. Ma questo ve lo racconterò un’altra volta. ciao

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