una riunione di lavoro

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Non c’è nulla di peggio in ufficio delle scadenze a breve termine! Il mio gruppo di lavoro era particolarmente sotto pressione, tra pochi giorni avremmo dovuto presentare uno dei più grossi progetti: c’era da rivederlo interamente! Chiamai la mia collega, e sottoposta collaboratrice, Marinella e l’altro collega, Roberto nella mia stanza, gli dissi della necessità di lavorare fino a tardi per ritoccare le ultime cose del progetto e, come un buon team, fummo tutti d’accordo. Prendemmo la pratica e ci chiudemmo in sala riunioni, quella meno usata del palazzo, facendo scorta di caffè, cibarie varie e sigarette. Lavorammo tutto il pomeriggio, come forsennati, io ogni tanto davo un’occhiata maliziosa a Marinella, con la quale c’era una relazione sessuale (ma lei era veramente innamorata di me, come ho già raccontato in altri episodi…) e il membro mi si induriva, vuoi per l’eccitazione del momento vuoi per l’attrazione perversa che provavo per quella donna meridionale, un pò imbranata, un pò cretinetta e tanto rimbambita dai sentimenti sempre per gli uomini sbagliati. Roberto era un gran lavoratore, sposato con figli, ma ogni tanto gli piaceva l’avventura fugace. Sapeva della nostra relazione, ma era molto discreto. Lavorammo anche dopo cena, il palazzo si vuotò del tutto lasciandoci soli nella stanzetta, illuminata solo da una piantana e noi a lavorare con i rispettivi pc. Verso mezzanotte, finalmente finimmo quasi il lavoro ed eravamo tutti soddisfatti…stanchi, distrutti ma felici. Mangiammo del cibo avanzato e bevemmo un bel pò di birre, sino a stordirci. Anche Marinella, di solito un pò sfigata e timida, era su di giri…ne approfittai per toccarle il culo e le tette, per scherzo, davanti anche a Roberto che si eccitò vistosamente, e lei si incazzò quasi sul serio “dai, Andrea, che cazzo fai…come ti permetti…ora ci manca che mi chiedete pure dei pompini per premio…mica sono il vostro giocattolo…” A queste parole io e Roberto ci scaldammo, ci avvicinammo a Marinella inizando a giocare pesante, toccandola e accarezzandola sul seno, sul culo, baciandola sul collo. lei si incazzò di più, ma senza tanto furore “dai ragazzi, che cazzo fate…lasciatemi perdere…che volete fare…chiamo aiuto ehhh!?…finitela maiali…” io e Roberto eravamo ancora più eccitati da questa finta reazione, se avesse voluto avrebbe gridato seriamente e sarebbe uscita dalla stanza! Gli misi una mano sotto la gonna e le palpai la fica dicendole “Marinella, non fare la stronza…Roberto sa tutto di noi due…e ora ti vogliamo scopare in due…se mi vuoi bene devi farlo per me, capisci? per il mio amore…vedrai che ti piacerà!” Marinella arrossì in volto, le tremò la voce “ma Andrea…che vuoi fare, veramente…mi volete violentare??” Roberto stette in silenzio ma la guardò arrapato, toccandosi il pacco gonfio, mi avvicinai e la baciai con forza sulla bocca, le succhiai la lingua premendo col pacco sul suo pube. Le alzai la gonna infilando la mano nelle candide mutandine di pizzo, e presi a masturbarla lentamente…Marinella diventò viola, cercò di divincolarsi ma Roberto intervenne e anche lui prese a baciarla sul collo, sulle orecchie, a toccarle il seno aprendogli la camicetta bianca da sfigata e sganciandogli il reggiseno…le piccole tette si appuntirono sui capezzoli, la puttanona si stava comunque eccitando nonostante le proteste!! La collega, infatti, cercò sempre di ribellarsi alle nostre insistenze, ma in realtà non fece nulla di decisivo per sottrarsi allo stupro “volontario”. Mi slacciai i pantaloni e li calai insieme alle mutande, tirai fuori il mio bel cazzo e lo feci prendere a forza da Marinella, che iniziò a masturbarmi automaticamente…la feci sedere su una sedia di fronte a me “…dai Mary, non fare la cretina…ora ci fai godere e vedrai che ti scopiamo come non hai mai provato…dai, succhiaci i cazzi, forza…” con tono deciso le infilai il pisello in bocca, lei non replicò se non con uno sguardo da sfigata e repressa, anche Roberto si avvicinò col cazzo in mano e si mise a fianco a me, offrendolo alla collega. Girai la testa di Marinella verso quel bel membro e la costrinsi a ingoiarlo, suscitando i gemiti di Roberto “cazzo che bocca…Andrea avevi proprio ragione…che bella bocca ha la collega terrona…senti come succhia!!” In effetti Marinella iniziò un pompino incredibile al collega, succhiandogli tutto il pisellone, sino alle palle e masturbandolo con le sue delicate e curate manine da impiegata. Poi si rivoltò verso il mio uccello e con uno sguardo d’amore lo ingoiò tutto e mi fece un bel bocchino, e di nuovo lo riprese in bocca a Roberto. L’aria nella stanza era pesantissima, sapeva di sesso e alcool, c’era un caldo umido notevole! Ci togliemmo le giacche, rimanemmo in camicia e cravatta sbottonati, ma ci levammo i pantaloni e le scarpe, tipo film porno! Alzammo Marinella e senza complimenti la buttammo sul tavolo di vetro, pieno di fogli, pratiche e documenti…gli alzammo la gonna del tailleur, le abbassammo le mutandine e a turno le leccammo la fica voracemente, come due lupi affamati…Le infilammo la lingua nella figa calda e profumata, Marinella era eccitatissima, nonostante continuasse a protestare “…oddio nooo, che fate razza di stronzi…ne approfittate, siete in due…non voglio, nooo” ma stava ferma sul tavolo a farsi fare tutto! La masturbammo in profondità, suscitando i suoi mugolii, le infilammo le dita in culo facendola gemere di dolore…nel frattempo ci masturbavamo per tenerci l’erezione al massimo. Mi alzai dietro di Marinella, le puntai la cappella enorme sulla figa e spinsi violentemente il cazzo dentro, facendola sobbalzare in avanti “aaaahhhh….nooo…Andrea…amore mio che fai…dio mio che dolore…smetti ti prego..noooo” ma io iniziai a scoparla con ferocia, volevo possederla lì e subito insieme al mio collega Roberto, la troia! La tenni ferma per i fianchi e la stuprai bene, con le sue finte proteste in sottofondo, ma sentivo la fica esplodere di piacere e di umori ad ogni colpo di uccello che gli scuoteva il ventre. Guardavo Roberto e ci sorridevamo, lui si masturbava veloce a quella scena, poi si avvicinò di lato a Marinella e tirandola dolcemente per i capelli la costrinse a prenderlo in bocca. Lei iniziò a succhiarlo e masturbarlo voracemente, per distrarsi dalla mia scopata, Roberto gemeva di piacere “…ammazza che troia sta collega…senti come succhia…” e la scopò in bocca con gusto, facendole uscire la bava dagli angoli delle labbra. Quando fui sazio, mi sfilai dalla fica e invitai Roberto a entrare, li si piantò dietro il culone della collega e si sputò sulla cappella per poi schiantarla dentro con veemenza. Marinella protestò “ahiaaaa….Robertoooo, mi stai violentando…nooo, amore mio diglielo di smettere, che mi fai fare…” ed io incurante delle sue urla ” Tesoro, stai zitta e goditi la scopata…pensa a godere, che non ti ricapitano più due uomini, c’hai 41 anni…godi e zitta!” e mi avvicinai a lei costringendola a mia volta a uno splendido bocchino di questa sfigata di donna! Marinella mi spompinò con amore, lo sentivo, lubrificando il cazzo con tanta saliva e colpi di lingua sulla cappella, come sapeva fare lei…Io e Roberto eravamo eccitati come bestie, ci guardammo complici, poi lui iniziò a sputare saliva sul buco del culo di Marinella, spingendolo dentro con le dita, poi si sfilò dalla fregna e si mise a leccarlo, lubrificandolo a dovere. La collega intuì quello che le sarebbe successo e provò ad alzarsi ma io la tenni giù per la testa, soffocandola con il grosso pisellone…lei mugolò qualcosa ma Roberto fu veloce a entrargli nel culo, di schianto, spingendo il cazzo lentamente ma deciso. Vidi gli occhi della povera Marinella spalancarsi dal dolore, la faccia stupita e sofferente, ma le chiusi la bocca con il cazzo e poi con un bacio “dai amore mio, fallo per me…fatti inculare…dai che non fa male…ti prego zitta…” vidi Roberto godere come un porco, entrare e uscire a ritmo dal grosso e flaccido culo di Marinella, tenendola per i fianchi, e dopo svariati colpi si bloccò sgranando gli occhi e urlando “oddioooo….marinella…sborrooooo” e gli diede una raffica di inculate spaventose, lei alzò furiosa la testa dal mio cazzo “nooooo Roberto, nooo, aspettaa….” ma Roberto svuotò i coglioni interamente dentro lo sfintere della donna, mugolando e sbattendola ancora, poi sfilò il grosso pisello e si masturbò sopra le bianche chiappe, lasciano gocciolare dello sperma sopra. Io volli fare lo stesso,mi sfilai il cazzo dalla bocca e subito mi misi dietro il bel culone e approfittando della lubrificazione dello sperma del mio collega, trapanai Marinella senza pietà! La inculai per perecchi minuti, lei era stravolta dal dolore, strappava dei documenti con le mani, respirava a fatica sotto i miei colpi, il suo culo era caldo e accogliente, molto stretto, fino a che mi inarcai urlando il mio piacere e stringendomi a lei “aaaahhh amore mio godo godo godo…ti sborro dentro siiiii….” e le spruzzai tutto lo sperma che avevo nel retto, godendo come un maiale! Non contento, sfilai il cazzo mezzo duro e me lo feci pulire con la bocca, Marinella schifata lo fece anche bene, succhiando le ultime gocce di sperma. Io e Roberto ci accasciammo sulle morbide poltrone in pelle, con i piselli a penzoloni sporchi di sborra e umori, e anche Marinella si abbandonò seminuda su una poltrona, bagnandola sotto il culo del nostro sperma che fuoriusciva dall’ano, con la bocca impastata dai pompini. La guardammo con aria di sfida, come i lupi con la preda, la volevamo violentare di nuovo ma ormai era tardi. Lei pianse qualche lacrima, ma in realtà ci confessò sottovoce di aver avuto vari orgasmi…non era stato male. Ci pulimmo nei bagni aziendali, ci rivestimmo e, felici del lavoro e del dopo-lavoro, andammo a casa. La pecorella si era fatta sbranare! Alla prossima riunione…

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