vacanza in Jamaica. parte 2

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Stanotte ho dormito pochissimo per l’agitazione e per l’eccitazione che quella donna mi ha lasciato addosso ieri sera, alle sette del mattino ho fatto un controllo generale della mia piccola imbarcazione, ho preparato un pranzo al sacco per me e per i clienti ed ora, che sono le nove, li sto aspettando al molo.
Oggi il caldo è soffocante; ho addosso solo un paio di pantaloncini di tela che porto senza nulla sotto e delle infradito in corda come si usa di consueto fra i locali; null’altro, del resto la mia carnagione mulatta mi protegge da eventuali scottature, sono abituato a rimanere a dorso nudo durante tutto il giorno, oggi però, non so perché, ma se potessi mi libererei anche della pelle: sono nervoso !!!
Eccoli li scorgo in lontananza, mi si avvicinano e mi salutano.
Lui mi sembra simpatico e cordiale è un bell’uomo con un buon fisico: deve avere qualche anno più di lei, indossa un tipico costume europeo a pantaloncino variopinto ed una semplice maglietta nera.
Lei, invece, ancora una volta mi stupisce, mi chiedo infatti, con che coraggio abbia percorso la strada che separa la sua camera dal molo: ha i capelli raccolti e porta un paio di grandi occhiali da sole che sono la parte più consistente del suo abbigliamento costituito da uno striminzito bikini di color nero quasi del tutto trasparente: il reggiseno a triangolo è talmente piccolo che contiene a stento i suoi seni comunque del tutto esposti visto la consistenza impalpabile dell’indumento; sotto, invece, porta un mini perizoma che le copre a stento il pube depilato e che sparisce letteralmente fra il solco delle natiche nella parte posteriore.
Si potrebbe dire che è nuda se non fosse per un pareo, anch’esso semitrasparente, che si è annodata in vita; rimane il fatto che chi guarda da vicino vede tutto ed io durante il tragitto, per forza di cose, le sarò vicinissimo.
Dopo dei brevissimi convenevoli di circostanza salgo in barca ed aiuto i miei ospiti a salire; prima lei e dopo lui.
Io mi posiziono a poppa per poter governare la barca attraverso il timone che è un tutt’uno con il blocco motore, il compagno di Donatella si posiziona invece a prua, mentre lei si accomoda nel mezzo esattamente nella panchetta di fronte a me, dandomi la schiena.
Prima di partire do loro alcune brevi informazioni: il viaggio per raggiungere l’isoletta dove intendo portarli durerà all’incirca un’ora, per cinquanta minuti procederemo a motore, mentre nell’ultimo tratto del percorso dovrò remare, per non danneggiare l’elica sulla barriera corallina e per poter attraccare in piena sicurezza; durante il tragitto attraverseremo anche una splendida baia dall’acqua cristallina, l’ideale per un bagno ristoratore.
Spiego tutto, cercando di tenere un tono estremamente professionale; Donatella ed il compagno sembrano entusiasti e smaniano per salpare.
Partiamo ed in meno di un quarto d’ora siamo già lontani dalla costa, immersi in un mare azzurro intenso che oggi, fortunatamente, è piatto come una tavola, la giornata è tersa ed il vento molto basso.
I miei occhi sono fissi sullo splendido culetto di Donatella e non posso fare placare la mia imponente erezione; le immagini delle cose che le farei mi scorrono davanti come in un film alla televisione; una televisione che non posso spegnere.
Donatella ad un certo punto mentre stiamo viaggiando si gira e mi dice sorridendo maliziosa: “Daniel penserai che sono un po’ sfacciata ad indossare un costume come questo che è quasi del tutto trasparente, però siccome me l’ha regalato il mio compagno e ci teneva a vedermelo indossare, ho pensato che se non lo mettevo oggi che si va in una spiaggia isolata non avrei avuto più occasione di metterlo; poi tu mi hai già vista nuda quindi …”
Mi sale un groppo alla gola e penso a cosa risponderle.
Il compagno l’ha sentita e quindi probabilmente sa quello che ho combinato ieri con Donatella, in ogni caso qualcosa devo dire non posso certo rimanere zitto, sembrerei estremamente scortese: “Non ti devi preoccupare, il costume ti sta benissimo e poi sul posto dove stiamo andando ci sono pochissime persone, anzi è probabile che non incontrerete nessuno per tutto il giorno, per cui potrai indossare il tuo bikini senza imbarazzi”.
“Indossare il bikini per tutto il giorno ??” mi dice Donatella lanciandomi un’occhiata incredula ed accarezzando una spalla al compagno “Non se ne parla nemmeno, io e il mio uomo facciamo questa gita per prendere il sole in libertà, in verità non vedo l’ora di rimanere completante nuda !!”.
Deglutisco e le rispondo: “Come preferisci”.
Passano alcuni minuti di viaggio; Donatela ed il suo uomo parlano fra loro a bassa voce, ammirano il panorama, scattano qualche foto; tutto procede tranquillo.
Donatella, durante il tragitto, mi chiede se conosco un posto carino per fare il bagno in mare prima di arrivare nell’isoletta; le rispondo che, dieci minuti prima di arrivare all’isoletta, attraverseremo la baia di cui le avevo parlato prima di partire, lì spegnerò il motore e proseguirò il tragitto usando i remi: quella baia è fantastica per fare il bagno.
Altri dieci minuti di navigazione e arriviamo sul posto che avevo indicato a Donatella, è meraviglioso, l’acqua è di una trasparenza unica ed il fondale è basso e sabbioso, un vero paradiso.
“Che posto stupendo !!” esclama Donatella, anche il suo compagno mi fa i complimenti per la scelta del luogo.
“Ok” dico ad entrambi “potete fare il bagno tranquillamente, la zona è sicura e non ci sono correnti forti, troverete l’acqua anche particolarmente calda, fate con comodo io vi aspetto in barca”.
Avrei anche io voglia di fare il bagno la giornata è assolutamente invitante, ma lasciare la privacy ai clienti è una regola fondamentale.
Prima di scendere in acqua Donatella mi chiede: “Senti Daniel ci sono problemi se facciamo il bagno nudi !!”.
“Hemm … no, credo di no, di qui raramente passa qualcuno” le rispondo vistosamente imbarazzato.
“Bene !!” dice il suo compagno che in un secondo si libera di maglietta e costume e si tuffa in mare.
Poi è il turno di Donatella che con assoluta naturalezza si slaccia prima il reggiseno, liberando il suo seno tonico e armonioso, poi scioglie il pareo ed infine si sfila il perizoma.
La visione del suo corpo nudo mi provoca una nuova e prorompente erezione, non è tanto il fatto di vederla nuda che mi eccita, visto che è da stamattina che intravedo le sue grazie sotto lo striminzito costume trasparente, quanto il fatto che si sia spogliata i fronte a me.
“Wow Daniel !!! Che effetto ti faccio …. Sembrerebbe quasi che io sia la prima donna nuda che hai visto” mi dice maliziosa.
Tento di giustificarmi: “Scusami io non ..”.
“Ma figurati, scherzo è una cosa naturale ..” mi dice lanciando il perizoma a miei piedi; poi prima di tuffarsi anche lei in mare mi ammonisce: “Mi raccomando !! So che hai una passione per l’intimo, però quelle mutandine sono le uniche che ho portato con me oggi, quindi non sborrarci sopra per favore”.
La guardo con gli occhi sgranati, lei mi sorride e aggiunge: “però se vuoi puoi annusarle ..” un secondo dopo si tuffa in acqua ed in poche bracciate raggiunge il marito.
Mi ritrovo solo in barca, con la mente svuotata di ogni cosa, osservo l’indumento che Donatella mi ha lasciato in custodia per più di un minuto; sono tentato di seguire il suo consiglio, ma c’è una vocina nella testa che mi dice di non farlo.
Chi se ne frega !!! raccolgo il tanga di Donatella lo porto vicino al viso ed annuso il suo inebriante odore, sento il profumo caldo del suo sesso ed immagino la mia lingua esplorarlo in ogni più recondito anfratto, la mia mente corre veloce ed involontariamente la mia mano tocca il mio membro eretto da sopra i pantaloncini.
Sto pensando che se mi liberassi di questa tortura i miei ospiti potrebbero non accorgersene e forse allenterei la tensione di questa giornata, sto per infilare la mano dentro i pantaloni, quando da lontano sento Donatella che mi grida: “Ti ho visto !!!”.
“Cazzo, che figura di merda !!!” penso mentre, istantaneamente, lascio cadere le mutandine di lei sul fondo della barca.
Da lontano vedo Donatella ed il suo uomo abbracciati insieme, anche lui deve aver assistito alla scena patetica anche se non sembra per nulla indispettito; mi maledico cento volte per quello che ho fatto.
“Vieni in acqua con noi, è stupenda” mi dice Donatella ad alta voce mentre si avvicina alla barca nuotando.
“Ma veramente io di solito … non …”.
“Cosa fai di solito ?? rimani in barca a masturbarti sulle mutandine delle turiste ??? Dai sciocco vieni in acqua con noi, è troppo bella ..” poi mi squadra nella zona pelvica e aggiunge “poi secondo me un bel bagno potrebbe calmarti i bollenti spiriti …”.
Non le lascio aggiungere un’altra parola ed in un secondo mi tuffo in acqua, ovviamente io non mi spoglio e tengo addosso i miei pantaloncini.
Io e Donatella nuotiamo verso il suo compagno rimasto lontano dalla barca ed appena lo raggiungiamo lei lo abbraccia e gli sussurra qualcosa all’orecchio, lui scoppia a ridere divertito.
Io faccio finta di niente, sperando di non essermi già messo nei casini.
Nuotiamo tutti insieme facciamo gli scemi, ci facciamo gli scherzi.
Donatella nuota fra me ed il marito, scherza ed ogni tanto cerca di affondare prima lui e dopo me; mentre gioca si appoggia sorniona alla mia schiena, puntando le mani sulle mie forti spalle nel vano tentativo di spingermi sotto.
Il contatto del suo seno sulla mia schiena mi fa trasalire, sento il suo corpo scivolare sul mio; continuiamo a scherzare per alcuni minuti ed ogni tanto, più o meno sbadatamente, lei mi tocca.
Ad un certo punto per “sfuggire” al compagno appoggia “sbadatamente” il sedere al mio sesso ed io, istintivamente, le cingo i fianchi con le mani.
“Wow” mi dice Donatella facendomi l’occhiolino “Mi sa che il bagno sta sortendo l’effetto contrario !!”.
“E’ ora di andare adesso” dico con tono da comandante di vascello “altrimenti rischiamo di trovare bassa marea”.
“Agli ordini capitano !!” mi dice Donatella che non si è bevuta per nulla il mio tentativo di salvataggio.
Risaliamo in barca, si procede a remi, io questa volta siedo a prua per remare dando la schiena alla direzione di marcia; il compagno di Donatella prende il mio posto di prima e lei siede nel mezzo di fronte a me, dando le spalle al suo uomo.
Afferro saldamente i remi e comincio a darci dentro, facendo finta di non aver nemmeno notato che né Donatella, né il suo compagno non si sono rimessi il costume.
Il mio cazzo, invece, l’ha notato e come e pulsa violentemente da sotto i pantaloncini bagnati.
Donatella mi squadra con occhi di desiderio dall’alato al basso: effettivamente posso capire che il mio corpo bagnato con ogni muscolo in tensione per lo sforzo di remare e con il sesso spavaldamente eretto, possa sortire in lei un certa attrazione fisica.
Ma porca miseria, dietro di lei c’è lui e la situazione comincia a diventare drammatica; ho il cazzo che sta per esplodere e non posso più far finta di nulla.
“Secondo me ti fa un male cane” mi dice Donatella.
“Cosa ??” le chiedo.
“Tu potrai fare anche finta di niente, ma il tuo cazzo non ne può proprio più di stare dentro quei pantaloncini stretti; a proposito mi pare di capire che prima ti volessi masturbare, non credo ci sia nulla di male sai, perché non lo fai”.
Io continuo a remare e non preferisco verbo.
“Mi piacerebbe molto guardarti finché lo fai e credo anzi che potrei farlo anche io di fronte a te se la cosa non ti infastidisce; sarei anche già nuda”.
Adesso sento veramente l’esigenza fisica di liberarmi dei pantaloni, ma nonostante tutto le rispondo con una scusa patetica: “Non posso farlo, vedi adesso sto remando ho entrambe le mani occupate; poi non so … c’è anche il tuo uomo e io sono in imbarazzo” le confesso alla fine.
“Del mio compagno non ti devi proprio preoccupare, lui adora farmi fare la puttana di fronte agli altri uomini: lo eccita da impazzire; per l’latro problema, invece, credo che potrei aiutarti io, magari cominciando con il toglierti quei pantaloncini bagnati, Ti va ??” mi chiede sorridendo.
“Va bene” è l’unico monosillabo che mi esce di bocca; Donatella, quindi, mi si avvicina, slaccia il bottone dei pantaloncini ed abbassa la lampo; poi afferra l’indumento ai fianchi e spinge verso il basso per sfilarlo; io inarco la schiena e sollevo il sedere per facilitarla nell’operazione.
Un istante dopo il mio cazzo nero svetta possente di fronte al viso di lei.
“Wow Daniel ce l’hai enorme !!; allora è proprio vero quello che dicono dei jamaicani”.
Ho perso ogni difesa e con sincerità le dico: “sei tu che mi hai eccitato così tanto”.
“Aspetta di vedere cosa faccio adesso” mi dice Donatella con voce eccitata; poi spalanca le gambe di fronte a me, esibendomi il suo sesso depilato aperto in modo indecente.
Si inumidisce, quindi, le dita di una mano e le infila dentro di lei cominciando a darsi piacere, mentre con l’altra mano si accarezza il seno stuzzicando i capezzoli umidi e turgidi.
Io continuo a remare, sto attraversando la barriera corallina ed il mare si è leggermente agitato, fermarmi ora sarebbe pericoloso, ma in questo momento vorrei possederla, infilandone dentro il mio cazzo ripetutamente fino a farla urlare di piacere, vorrei scoparla lì dov’è di fronte al suo compagno senza remore e senza pudori, ma la realtà è diversa, ha dei limiti invalicabili e l’unica cosa che riesco a chiederle piuttosto timidamente è questa: “Toccami voglio venire”.
Donatella mi guarda, fingendo di essere pensierosa, poi sorridendo mi risponde: “Bhè devo dire che effettivamente il tuo cazzo è molto invitante, ma non so se il mio compagno ha intenzione di permettermi di toccarti; gli piace che io mi mostri, ma toccare .. non so …”.
“E dai … Fai una sega a quel poveretto e fallo venire, sono due giorni che lo torturi!!” la interrompe il compagno.
Certo, nella testa di lui, si tratta di un atto di misericordia nei confronti di un poveraccio che sa essere vittima della malizia di Donatella, ma in questo momento io considero l’uomo che ho di fronte un vero amico.
“Hmm … bene, allora visto che sono stata autorizzata; eseguo !!” risponde Donatella, cingendo il mio cazzo dritto con la mano che pian piano comincia a far scorrere su e giù.
E’ veramente molto brava, sa come si fa godere un uomo, scorre la mano lungo la mia asta per poi soffermarsi sul glande stringendone con delicatezza la base, il movimento è lento, ritmico e costante, contemporaneamente con l’altra mano non smette di dare piacere a se stessa.
“Hmm il tuo cazzo nero e veramente strepitoso Daniel, ora te lo inumidisco per bene” mi dice queste parole e poi avvicina la bocca a meno di un centimetro dal mio sesso; spero vivamente che ora me lo succhi ed inarco la schiena per farglielo capire; ma lei si ferma, mi guarda maliziosa dritto negli occhi e mi fa segno di no con un dito: “Ho detto che te lo inumidivo non che te lo succhiavo”, poi senza aggiungere nulla sputa sul mio sesso un’abbondante quantità di saliva che lo rende assolutamente scivoloso.
Credo che questa donna voglia realmente farmi impazzire, riprende il movimento con la mano e a questo punto il mio unico desiderio è che mi faccia finire e glielo comunico. “Non ti fermare, non ti fermare, voglio riempirti le mani di piacere, voglio goderti addosso”.
“Pensi che sia una puttana Daniel” mi chiede Donatella mentre mi masturba sempre più forte “Il mio uomo ne è convinto e la cosa lo eccita e tu cosa pensi di me ??”.
“Io penso che tu sia una vera ….” Le mie parole mi si chiudono in gola, quando sento un forte urto sulla chiglia della barca.
“Attenzione !!” grido a miei ospiti “tenetevi forte abbiamo urtato qualcosa”.
Capisco subito che il fondo della braca ha grattato su uno scoglio; mi sono distratto e nell’avvicinarmi alla spiaggia dell’isoletta ci sono passato un po’ troppo vicino.
Niente di grave fortunatamente, ma le manovre necessarie per l’attracco sull’isoala richiedono perizia e concentrazione, quindi a malincuore ho dovuto interrompere Donatella e ricacciare il mio orgasmo ormai prossimo da dove stava arrivando, la cosa mi fa quasi male, ma la sicurezza viene prima di tutto.
Chiedo a Donatella ed al suo compagno di stare seduti e di reggersi saldamente al bordo della barca; di lì in poi non ci sono più problemi ed in meno di cinque minuti la mia barchetta è tirata in secca sulla spiaggia dell’isola che dovevamo raggiungere.
La sabbia di un bianco abbagliante è costeggiata da rocce e palme che offrono riparo dal sole; nei paraggi, come previsto non c’è anima viva, conosco il posto da molti anni, ma ogni volta che ci metto piede rimango sempre incantato: tanto è difficile raggiungerlo, tanto la vista, una volta arrivati, ripaga le difficoltà affrontate.
Aiuto Donatella ed il compagno a scendere, siamo tutti nudi e l’idea è veramente quella di essere scesi in un paradiso terrestre.
Loro chiaramente rimangono entusiasti e appena scesi dedicano del tempo all’esplorazione del posto.
Capisco che, giustamente, io sono passato in secondo piano, non credo che in effetti il mio piacere sia una loro priorità ed infondo, quello che stavo per fare avrebbe potuto crearmi dei problemi.
Una volta che si sono ambientati, decido, quindi, di comportarmi esattamente come faccio con tutti gli altri turisti che accompagno nell’isola, ossia decido di lasciarli soli per il resto del giorno e di venirli a riprendere ad un’ora concordata.
“Donatella ora io scarico le provviste per voi, poi mi allontanerò per lasciarvi la vostra intimità e ritornerò a prendervi all’ora che voi vorrete, consultatevi e fatemi sapere” le dico, fingendo di trascurare il fatto che sono nudo di fronte a lei e con il sesso eretto.
Donatella mi guarda e scoppia in una fragorosa risata: “Ma dove vuoi andare con quel coso” poi, cercando di parlare mentre ride, prosegue: “scusami ma veramente io non me la sento di mandarti in giro con quel cannone carico. Ti avevo promesso che ti avrei fatto venire e mi sento in dovere di mantenere la promessa”.
Le rispondo: “Si lo so però ..”.
“Ho una proposta da farti” mi interrompe lei “potresti masturbati di fronte a me finché il mio uomo mi scopa; ho voglia di cazzo e prendere dentro quello del mio uomo mentre tu giochi con il tuo, penso proprio che mi farebbe impazzire; ti va di fare questa cosa per me ??”
Io non sono mai stato un guardone, non ho mai spiato nessuno. Masturbarmi guardando due miei clienti che fanno l’amore non è mai stato nei miei programmi, ma in questo momento il mio cazzo mi suggerisce di cambiare opinione e di accettare la proposta: ormai sono in balia di Donatella: potrebbe chiedermi qualsiasi cosa.
“Va bene” le rispondo e non aggiungo altro.
“Perfetto mi dice lei” poi si rivolge al suo uomo e gli dice: “Daniel ha accettato di rimanere con noi mentre facciamo l’amore ed io non vedo l’ora di vedere il suo bel cazzo zampillare di piacere”.
“Sei una vera puttanella tesoro, mi fai morire quando fai queste cose”.
Capisco di essere la distrazione di un momento tra loro due, un gioco divertente e passeggero, in una situazione normale mi sentirei usato ma in questa circostanza ho voglia di giocare con Donatella per cui accetto di buon grado che sia lei a condurre il gioco.
Donatella si rivolge, quindi, ad entrambi e dopo essersi inginocchiata su un asciugamano che ha posato a terra ci invita: “Dai ragazzi venite qui, spalmatemi un po’ di olio solare”.
Passa il tubetto d’olio prima al compagno e dopo a me, mi riempio le mani di prodotto e comincio a massaggiarla.
La tocco ovunque, senza alcuna remora, ed il suo uomo fa altrettanto, le accarezzo, le spalle, le gambe, il ventre i seni e mi riempio le mani e gli occhi del suo bel culetto; poi quando lei guardandomi maliziosa mi dice: “Hai paura a toccarla, guarda che non morde mica”, azzardo e le passo una mano anche sulla fighetta depilata che trovo umida di piacere
Lei si gode il tocco delle quattro mani che stanno lentamente e suadentemente esplorando ogni anfratto del suo corpo; io ed il compagno la tocchiamo quasi fino a portarla all’orgasmo.
Ad un tratto mentre sia io che il suo uomo la stiamo, toccando afferra i nostri sessi contemporaneamente e comincia a masturbarci entrambi; la cosa dura per un po’ ed un istante prima che le riempia la mano di piacere mi dice: “Daniel ora allontanati un po’ e guardami mentre mi faccio scopare dal mio uomo; godremo uno della vista dell’altra”.
Obbedisco a malincuore, staccandomi da lei; ogni muscolo del mio corpo è teso, il mio petto è lucido di sudore ed il mio membro è eretto allo spasmo, mi allontano di due passi e con la mano destra cingo la mia asta cominciando a masturbarmi lentamente di fronte a lei.
L’uomo di Donatella si stende sopra l’asciugamano, il suo sesso è turgido di umori ed eretto; lei lo guarda vogliosa e gli sussurra: “Hai un cazzo stupendo amore e adesso vengo a prendermelo”.
Poi si mette a cavalcioni sopra di lui ed afferra con la mano il suo sesso da dietro la schiena, lo punta sulla sua morbida fessura già completamente bagnata e si spinge all’indietro con tutto il corpo; in un secondo lui le è dentro e lei emette un forte gemito di piacere.
Lui comincia a spingere ritmicamente dentro di lei che asseconda i suoi movimenti: “Così amore scopami, scopami di fronte a Daniel …”.
“Sì prendilo, prendilo tutto …. Facciamo vedere al nostro amico quanto troietta sei, fagli vedere quanta voglia di cazzo hai” le dice lui mentre la penetra irruentemente.
Io la guardo rapito mentre la mia mano scorre sul mio sesso sempre più velocemente.
“Ti piaccio Daniel, ti piace vedere come me lo faccio sbattere dentro ??”.
“Sì” le rispondo con un filo di voce, avvicinandomi di un passo verso di lei.
“Pensi che io abbia fatto abbastanza la puttana oggi per meritarmi di vedere il tuo cazzo zampillare di caldo sperma ?? Dimmi cosa vorresti farmi, ti prego dimmelo”.
La guardo rapito dall’orgasmo ormai prossimo “Vorrei ficcartelo in bocca e riempirti la faccia di sborra calda, vorrei venirti addosso ovunque”.
“Haaa” la sento gemere di piacere sotto le potenti sferzate del compagno, eccitata per quello che sente fra le gambe e per quello che le sto dicendo; mi avvicino ancora a lei e le posiziono il cazzo a pochi centimetri dal viso.
“Davvero ?? vorresti che te lo succhiassi, vorresti sentire la mia lingua attorno al tuo glande”.
“Sì lo vorrei” le rispondo mentre mi masturbo sopra il suo viso, dopo essermi avvicinato ancora.
A questo punto succede, lei inaspettatamente allunga la lingua verso il mio sesso e lecca per un istante il mio glande, poi si ritira e strizzandomi l’occhio mi dice: “Ti è piaciuto ??”.
Il mio cervello smette di ragionare in questo preciso momento e perdo ogni controllo: con una mano le punto il membro lucido di umori sulla labbra e con l’altra le cigno la nuca spingendola verso di me. “Prendimelo in bocca puttana !! Succhialo, succhialo tutto fino a farmi venire” le dico mentre lei con gli occhi spalancati di stupore si ritrova la bocca completamente riempita dal mio sesso.
A questo punto può succedere di tutto, probabilmente ho appena dato un calcio in culo a tutta la mia vita, ma non me ne frega niente; ora voglio godere nella bocca di lei, il resto viene molto dopo.
Mi aspetto che Donatella mi respinga perché non ho rispettato i patti, mi aspetto di perdere il posto di lavoro, mi aspetto che il suo uomo abbia una reazione violenta.
Aspetto, tutto questo, ma in realtà l’unica cosa che sento è la sua bocca sul mio sesso, la sua calda lingua che mi avvolge e che lentamente ma inesorabilmente comincia a succhiare.
Donatella comincia a muovere la testa avanti ed indietro ed il suo uomo che, si è accorto di tutto, non smette di scoparla.
“Sì così, continua, continua !! Fammi godere con la bocca” la incito mentre con entrambe le mani le cingo la testa.
Lei, insperatamente, continua ed io godo dell’immenso piacere della sua calda bocca, cominciando ora a muovermi dentro di lei.
Ad un tratto lei fa scivolare fori dalla sua bocca il mio cazzo e mi dice: “Bastardo non vedevi l’ora che ti succhiassi il cazzo vero ?? Ed io da brava troia quale sono te lo succhio, anzi ora ti lecco ovunque mentre il mio uomo mi sbatte”.
Donatella, quindi, fa scorrere la lingua lungo la mia asta ripetutamente e mi porta quasi a raggiungere l’orgasmo, poi si ferma e mentre mi masturba con una mano prende a leccare i miei testicoli, cospargendoli completamente di saliva, io sono del tutto estasiato e rapito dalla sua lingua e sto per raggiungere uno strepitoso orgasmo.
Donatella si stacca da me per un secondo e mi dice: “Ora mi sborri in faccia anche perché penso proprio che tu non possa resistere a questo”.
Un istante dopo la sento allargarmi le gambe e spingere la testa sotto di me; la sua lingua scorre alla base dei miei testicoli e poi si spinge ancora più in giù finché improvvisamente la sento roteare la lingua calda e veloce attorno al mio orifizio sul quale spinge con decisione.
Resisto per meno di un secondo, sento il mio orgasmo salire dalla base al glande; ho appena il tempo di portare la punta del pene sopra la fronte di lei quando un caldo e denso fiotto di sperma schizza fuori veloce prendendola in pieno viso.
“Sì così prendilo tutto, prendilo tutto puttana !!!” le grido contro in modo quasi selvaggio mentre la afferro per i capelli e le svuoto addosso ogni cosa che ho dentro.
Il mio sperma le ricopre letteralmente il viso e lei lo accoglie a bocca aperta, una parte le scende lungo il collo e sul seno, sporcandola ovunque.
Solo ora mi rendo conto di cosa ho fatto; sono sconvolto, è successo esattamente quello che non doveva succedere: ho perso la testa ed ho fatto qualcosa che forse lei voleva che io non facessi, sono nei guai !!
Mi allontano di un passo e la osservo mentre il marito la sta ancora penetrando con ritmo sempre maggiore.
“Sei una puttana, un troietta viziosa” le dice il marito ormai prossimo anche lui a raggiungere il massimo del piacere, “guarda cosa ti sei fatta fare”.
“Sì !!” dice Donatella “mi sono riempita la bocca del cazzo di un altro uomo ed ho goduto come una pazza a succhiarlo, sono la tua troia, sono la tua troia e adesso voglio che mi vieni dentro” poi aggiunge “Sai tesoro, gli ho anche leccato il culo !!!”
E’ a quel punto che sento il compagno di Donatella emettere un violento gemito di piacere mentre anche lei raggiunge l’ennesimo e prolungato orgasmo; entrambi hanno goduto in un modo assurdo, lui le viene dentro, riempiendo fino all’orlo il suo fiore lucido e caldo.
Io li guardo, ad un passo dai loro corpi, accasciati l’uno sull’altro; Donatella e sporca del mio seme e non ha nemmeno tentato di ripulirsi, non so cosa succederà ed il mio volto tradisce sgomento.
Donatella mi guarda negli occhi, mi capisce, stenta a riprendersi vinta dall’orgasmo appena avuto che le ha tolto il fiato ma, riesce lo stesso a dirmi: “Non ti devi preoccupare; quello che è successo l’abbiamo voluto tutti”.
Non le rispondo perché non saprei cosa dirle ma mi stendo accanto a lei che non aggiunge una parola di più.
Siamo tutti sconvolti da quello che è accaduto, il sole scalda i nostri corpi mentre rimaniamo in silenzio a meditare su quanto accaduto, presto il torpore ci prende e cadiamo tutti e tre in un sonno profondo.

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