ventesimo compleanno

Il mio ventesimo compleanno fu incredibile, questo grazie a mie due care amiche che vollero dedicarmi una giornata straordinaria.
Enza e Francesca avevano stuzzicato la mia curiosità con piccoli accenni ad una sorpresa indimenticabile, “Vedrai Anna, sapremo sorprenderti, l’importante e che tu ti fidi di noi”. La cosa destava in me qualche preoccupazione visto che, le mie amiche, erano famose per i loro eccessi, inoltre, per loro, avevo rinunciato a stare con il mio ragazzo che, sicuramente, mi avrebbe regalato una grande scopata.
Arrivate in albergo, fummo alloggiate in una grande stanza dominata da un lettone circolare che la impegnava completamente. Il tempo di sistemare le nostre cose, scendere a cena e bere qualche bicchierino di vodka, che mi trascinarono, letteralmente, nella nostra stanza. Entrando, non accesero la luce, ma aprirono completamente le tende, così da sfruttare la luce proveniente dall’insegna dell’albergo. Mi furono subito addosso, Enza prese a sbottonarmi la gonna per poi sfilarmela, Francesca sollevò la maglietta ed il reggiseno con un solo movimento e subito prese a succhiarmi i capezzoli già eccitati. Io non sono lesbica anzi, preferisco sentirmi penetrata con forza in profondità, tuttavia, forse per la vodka, attirai con foga, le sue labbra sui miei seni allungandomi quel tanto da infilarle la mano negli slip. Era bagnatissima e mugolò al mio tocco delicato, Enza intanto si era denudata prima di sedersi tra le mie gambe, prese a leccarmi la figa ed io allargai le gambe per far penetrare di più la sua lingua. Mi sollevarono entrambe e fui distesa sul letto a gambe divaricate, i loro capelli coprivano i loro volti, ma le loro lingue di raccontavano le loro azioni; una succhiava avidamente il mio clitoride eretto, l’altra stuzzicava con la lingua il mio buchetto anale; era incredibile, cercavo di allargare il più possibile le gambe per facilitarle ma, inaspettatamente, si fermarono alzandosi e lasciandomi sola sul letto. Le guardavo stravolta dal desiderio, desiderandole come l’assetato desidera l’acqua; le vedi aprire la porta della stanza per far entrare un gruppo di uomini di ogni aspetto e razza; “Ragazze”, esclamai coprendomi le nudità, loro però, mi raggiunsero sul letto per riprendere il loro gioco fra le mie gambe, solo Enza mi guardò, umida dei miei umori per dirmi: “E’ il tuo regalo, goditelo tutto” , quindi si alzarono per rivestirsi ed uscire.
Gli uomini intanto si erano quasi tutti denudati ed io mi trovai circondata da ben sette cazzi già duri, solo uno, quello più vecchio, era ancora in disparte seduto sulla poltrona ad ammirare lo spettacolo che iniziava. Il primo infatti aveva stretto con forza il mio capezzolo fra le sue dita, provai dolore, ma anche un forte brivido d’eccitazione; “alla troia piace”, disse quello ed invitò gli altri a farsi avanti. Fui stretta da mani ruvide che mi frugavano ovunque, spostandomi ed aprendomi come una bambola, vidi un cazzo avvicinare le mie labbra che si aprirono quasi da sole, mi senti sollevare per una gamba ad allargare la mia fica ed il mio culo insieme, dita callose penetrarono i miei buchi con violenza, ma tutto quello che provavo era una voglia sempre maggiore che mi fece gridare loro;“di più brutti impotenti, di più, è questo che sapete fare?”. Vidi, allora, degli sguardi che, in altri momenti, mi avrebbero impaurito, ma ora mi limitai a leccarmi le labbra voluttuosamente. Uno di loro, un nero dal cazzo lungo, mi divaricò le gambe alzandomi le ginocchia al petto, ebbi appena coscienza di come ero aperta che mi penetrò per intero in fica in un colpo solo; lo sentivo muoversi con forza dentro di me, ma intanto un ragazzo glabro e panciuto mi scopava in bocca urlandomi “Prendi troia, ingoialo tutto”, spingendolo dentro fino alle palle, io respiravo male ma ero dominata da sensazioni che non avevo mai provato che m’impedivano ogni reazione; ero la loro schiava, il loro giocattolo sessuale su cui sfogare sogni mai provati. Fecero togliere il nero per sollevarmi sopra uno che si era sdraiato, mi alzarono con le dita nel culo per farmi impalare su di un cazzo peloso, il ragazzo rientrò nella mia bocca guidando il movimento con i miei capelli, un tizio muscoloso si mise alle mie spalle, appoggiare la punta del cazzo al mio ano e penetrarlo fu un solo movimento, provai dolore, ma era anche un piacere assurdo che mi travolgeva; il ciccione era arrivato sulla mia faccia e si tolse per far spazio ad un altro molto basso che mi fece appoggiare la bocca sul suo buco del culo, “pulisci tutto puttana” ed io leccai senza vergogna anzi, provai ad entrargli nel culo con la lingua sentendolo aprirsi sotto la mia bocca. Ero riempita in ogni orifizio, quei cazzi mi allargavano tutta mentre le loro mani mi strizzavano natiche e tette lasciando segni rossi sempre più larghi. Li sentivo alternarsi dentro di me man mano che arrivavano, mi riempivano di sperma che, ormai, mi colava dalla bocca, dal culo e dalla fica. Due mi scopavano avanti e dietro, uno in bocca, due nelle mani e l’altro mordeva con foga i mie capezzoli mentre si masturbava, arrivarono quasi all’unisono, coprendomi di liquido caldo e cremoso che presi a spargere sul mio corpo come fosse una crema solare, tanto, da renderlo lucido. Pensavo fosse la fine, ma, invece, il vecchio si avvicinò a me, sfilò un vecchio boxer bianco che nascondeva un serpente grosso quanto un braccio. In mezzo ad una rada peluria biancastra si ergeva una mazza larga quanto un braccio anche se, per fortuna, non altrettanto lunga. Fu l’unico momento di spavento reale della serata ma lui doveva saperlo perché mi disse:” non preoccuparti, sei così bagnata che scivolerà da solo”. Fece cenno di tenermi sollevata mentre lui si sdraiava sotto di me, così, gli altri, mi tenevano per le gambe allargate mentre, lentamente, mi adagiavano su quel cazzo esagerato. Vedevo quella cappella, larga come un pugno, farsi strada nella mia fica e, per quanto fossi piena di sperma, urlai di dolore quanto mi penetrò, ma i suoi amici non mi lasciarono anzi, mi appoggiarono sempre più fino a farlo entrare tutto; ero letteralmente aperta in due, ma, intanto, brividi di piacere cominciarono ad irradiarsi dalla mia fichetta allargata a tutto il mio essere e, così, presi a muovermi prima lentamente, poi con maggior vigore, in breve cavalcavo quel cazzo come una pazza, gridando ed allargandomi spontaneamente le chiappe invitandoli a riempire anche il mio culo. Fu il nero a penetrarmi , ed io sentivo il loro cazzi incontrarsi dentro di me tra fica e culo riempiendomi come non lo ero mai stata. Arrivarono presto entrambi e si spostarono da me lasciandomi, sfinita, sul letto, con braccia e gambe aperte come in croce, li vidi tutti intorno con i loro cazzi ormai mosci, ma avevano uno strano sorriso che non presagiva nulla di buono, a breve, infatti, presero a pisciarmi addosso tutti insieme, mirando, per lo più, al viso e alle tette; era incredibile, ma provavo piacere anche per quello. Li vidi andar via e, dopo poco, rientrarono le mie amiche, non dissero nulla ma si sdraiarono, nude, accanto a me che ancora fremevo su quel letto bagnato di piscio e sperma epresero a baciarmi con una dolcezza incredibile, leccando via i grumi di sperma che avevo sul corpo. Presi le loro teste nelle mani e diedi ad entrambe un lungo bacio che mi riaccese tutta ma, questa, è un’altra storia…

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