violenza alle foci del Niger

Il mio lavoro di responsabile di produzione petrolifera mi portava a girare da un capo all’altro del mondo passando dalle zone più impervie e pericolose ad altre più tranquille e per il terzo anno consecutivo mi trovavo nel continente africano passando dalla Libia al Mali per poi finire in Nigeria esattamente alla foce del fiume Niger.
Come tutti gli anni nel mese di Maggio arrivava la telefonata di mister Ripley il responsabile dell’ ufficio estero il quale mi riproponeva il rinnovo del contratto, con il solito aumento di Euro ed incentivi proporzionati alla produzione annuale e siccome gli era giunta anche la voce dei miei malumori per la lontananza della famiglia, aveva gettato nel piatto anche il ricongiungimento familiare mettendo una villetta a nostra disposizione a Port Harcourt città della zona del delta
La proposta del boss inglese mi lascio spiazzato e sorpreso pertanto accettai subito senza esitazioni, alla sera chiamai l’Italia ed al telefono rispose mia moglie Alessandra senza lasciarla parlare la misi al corrente delle novita, Alessandra ne fu subito entusiasta anche se fece presente i problemi legati alla scuola di Serena e alla pianificazione logistica del tutto.
Sta di fatto che alla chiusura dell’anno scolastico, Alessandra, e mia figlia Serena s’imbarcarono a Fiumicino con destinazione la capitale nigeriana di Abuja
Il volo durava 6 ore pertanto diedi l’incarico di sorveglianza e gestione al mio secondo e dopo un viaggio di quattro dalla base petrolifera ore mi recai al Nnamdi Azikiwe International airport, arrivai all’aerostazione verso le tre del pomeriggio e mi misi in attesa del volo Alitalia AZ324.
Il volo arrivò con un leggero ritardo ma quando vidi comparire dal gate degli arrivi loro due mi si apri il cuore, ci stringemmo felici l’uno all’altro ci baciammo e dopo l’interminabile abbraccio salimmo sull’auto aziendale per affrontare il viaggio di ritorno verso Port Harcourt
Tutto era già predisposto, a casa ci attendevano Aliu il tuttofare e Melissa la domestica, e per la sera ci sarebbe stata una piccola festa in loro onore, e alcuni amici con le famiglie si sarebbero aggregati a noi per dare il benvenuto a Serena ed Alessandra.
La serata trascorse in allegria si mangiò si bevve e si parlo anche del brutto momento in cui si trovava il governo per via delle bande armate che risiedevano nella jungla e il cui scopo era quello di fare allontanare gli stranieri per prendere possesso dei pozzi petroliferi.
Fu una notte incredibile forse il caldo africano in concomitanza con la voglia di sesso che covava dentro me……possedetti Alessandra per tre volte venendogli dentro la pancia come un ragazzino delle superiori la possedetti in tutti i modi sia con delicatezza che con cattiveria facendola godere e urlare dal piacere svegliando probabilmente durante la foga sessuale sia i domestici che nostra figlia Serena.
Passarono le settimane mia figlia se la passava, andava alla piscina esclusiva per i dipendenti della compagnia e aveva fatto amicizia con i figli dei miei colleghi, anche mia moglie era felice e riviveva una seconda giovinezza era splendente ogni tanto la guardavo ai bordi della piscina e non potevo fare a meno di ammirare le sue forme un seno piccolo ma delizioso, due gambe lunghe marmoree, un ventre piatto e una cascata di capelli biondi incorniciavano un ovale perfetto in poche parole era quella che si può definire una gran bella figa nonostante i suoi 39 anni.
La mattina del 25 luglio decidemmo di passarlo al lago Okrika distante da casa nostra una ventina di miglia, la ricorrenza dello sposalizio del lago offriva lo spunto di vedere una delle classiche usanze tribali dove le vergini del villaggio venivano offerte ai nuovi guerrieri seguendo una stranissima usanza…..dove le giovani ragazze si gettassero nel lago si cospargevano il corpo con colori brillanti poi con balli e feste venivano date in spose ai giovani della Tribù Yoruba dove il più delle volte le ragazze perdevano la verginità per opera di questi baldi giovani cosi i genitori della ragazza potevano consolidare il rapporto di matrimonio.
Partimmo verso le otto di mattina con la jeep assieme ad altre due famiglie, non conoscendo la strada mi misi in coda alla carovana, durante il tragitto senti che la gomma sinistra tendeva a sbandare pertanto decisi di fermarmi e mi accorsi che era forata , le altre auto si fermarono offrendo la loro assistenza, ma ritenni che non ci fosse bisogno d’aiuto perciò chiesi delucidazioni per raggiungere il lago e dissi loro di continuare che poi li avremmo raggiunti in un secondo tempo.
La strada sebbene asfaltata costeggiava la foresta ed ebbi la sensazione di essere osservato, fu una sensazione che divenne certezza quando vidi spuntare da dietro alle colonie di arbusti quattro individui di colore armati di fucile kalasnikov con violenza afferrarono mia moglie e le mia figlia e colpirono me sulla testa con il calcio del fucile.
Mi ritrovai in una tenda lercia assieme ai miei familiari fortunatamente a loro per il momento non era ancora stato fatto nulla, ma la sensazione di calma durò poco, infatti si presento davanti a me un soldato che con arroganza chiese chi ero e cosa facevo li, alla mia risposta chi fossi mi colpi con un pugno in faccia, mia moglie e le mia figlia urlarono e reagirono contro di lui, la mossa sicuramente non fu la più azzeccata, arrabbiato più che mai, trascinò me e loro fuori dalla tenda ,Serena piangeva mentre due soldati trascinarono Alessandra per i capelli in mezzo al piazzale loro erano molto attratti dalla carnagione chiara di mia moglie e dai suoi lunghi capelli uno di loro si chino e tentò di baciare Alessandra, lei cerco di schivare il bacio,con esito negativo.
L’ufficiale si avvicino ad Alessandra l’accarezzò, lei lo guardo con aria impaurita poi rivolto ai suoi subalterni ordino che mia moglie fosse riportata nella tenda e capi che Alessandra stava per essere violentata dall’ufficiale, nel frattempo mi trascinarono davanti Serena, due soldati la sollevarono da terra e con rudezza le tolsero i bermuda lanciandoli verso un gruppetto di spettatori eccitati da quello che stavano vedendo, un soldato le strappò le mutandine di cotone per poi annusarle all’altezza del cavallo e rise sguaiatamente….poi rivolto ai suoi commilitoni disse, “mi piace l’odore di questa fighetta, me la voglio scopare” mentre un terzo individuo le toglieva la maglietta e le strappava il piccolo reggiseno mettendo in mostra le candide tettine uno di loro le si avvicino e le baciò con violenza i virginei capezzoli.
Come lupi affamati la violentarono, prima uno, poi due, tre, quattro uomini le furono sopra rigirandola come una bambola di pezza la violentarono, entrarono dentro la sua pancia con furia e i loro luridi cazzi riversarono dentro lei una quantità enorme di sperma con il rischio di trasmetterle malattie e lasciarla incinta.
Serena urlava e piangeva a squarciagola….“Papà digli che la smettano mi stanno facendo male mi stanno rompendo tutta… vi prego per favore, nooooooo!!!!” l’urlo diventò straziante quando l’incularono vidi le loro verghe infilarsi in profondità nel sedere di mia figlia la violenza fu cosi atroce che Serena svenne dal dolore mia moglie si coprì gli occhi con le mani per non vedere la scempio in atto.
Mi trascinarono nella tenda assieme a mia moglie, l’ultima visione di Serena fu quella di vederla a terra con le gambe divaricate e un rivolo di sperma che le fuoriusciva dalla figa e con un militare che la fotografava in pose oscene, l’ufficiale si avvicinò a me e controllò che fossi legato bene poi si avvicinò ad Alessandra e le disse in inglese perfetto “tu mi devi fare godere troietta” se vuoi salvare la vita tua e dei tuoi famigliari, poi con inaspettata delicatezza le sbottonò la camicetta mise alla luce il reggiseno ed avvicinò la sua bocca al seno le sposto verso l’alto il bianco indumento con i denti poi succhio il capezzolo e le fece un succhiotto sulla coppa sinistra.
Alessandra cerco di fare finta di nulla ma quando l’ufficiale le sollevò la gonna in jeans e cominciò a leccargli le gambe sia all’interno che all’ esterno delle cosce avvicinando il volto alla giuntura delle gambe, senti un gemito quasi impercettibile poi con una mossa decisa l’ufficiale scosto di lato le bianche mutandine, con colpetti precisi e calcolati colpi fra le labbra della figa di mia moglie alla ricerca del clitoride senti distintamente dire “si!!” la cosa mi fece rabbia il solo pensiero di nostra figlia violentata e sodomizzata da decine di uomini mi tornò alla mente.
Ora la situazione era calda l’ufficiale le aveva abbassato le mutandine e la sua faccia era immersa fra le sue gambe la lingua lavorava fra le pieghe del suo sesso e i piccoli gemiti si erano trasformati in gemiti continui veri e propri, poi come fine naturale delle cose le monto sopra, vidi la sua nera verga immergersi dentro la pancia di mia moglie, ed iniziare il balletto del su e giù, e mentre la scopava la baciava le infilava la lingua in bocca, le strizzava i seni, la riempiva di succhiotti e la mordeva facendola urlare.
Dopo una ventina di minuti di gemiti e urla Alessandra in inglese disse all’ufficiale “per favore non venirmi dentro” ma lui rise e di tutta risposta le riempì la pancia di sperma il suo”nooooo” si strozzo in gola, la guardò si rivestì, chiamo il suo sergente e gli sussurro e vostra, i sottufficiali la violentarono, la sodomizzarono e la fotografarono in pose oscene per poi vendere le foto ai mercanti del porno della zona, il tutto in mia presenza.
Dopo un oretta sentì il tatatatata delle mitragliette, un reparto di soldati regolari era venuto in nostro soccorso avvisato dai nostri amici e uno dopo l’altro i rivoltosi furono uccisi ma il capo riuscì fuggire portandosi dietro Alessandra.
Sono passati già quattro mesi io e Serena stiamo aspettando il suo ritorno che diventa sempre più difficile
Le ultime informazioni parlano di lei incinta e sembra che il capo del gruppo la tenga prigioniera per uso personale e adoperata a volte come divertimento e puttana per altri ufficiali anche se le ultime voci dicono che si sia adattata a questa vita…. noi aspettiamo sempre il suo ritorno.

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