violenza subita e non voluta

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Ciao ragazzi, mi devo confessare come mi sono trasformato da maschio a checca, anche se in parte non è colpa mia, ma dei eventi fuori dal normale. Dovete sapere che
abito da solo in un miniappartamento a Roma, e per vivere faccio il stripman nei vari locali della capitale, ho 24 anni, alto 1,85, capelli lunghi e castani chiari, ho
fisico assai appropriato per il lavoro che svolgo, e faccio palestra, sauna e lampada per abbronzarmi e mantenere il corpo con adeguata muscolatura. Purtroppo per
esigenza di lavoro devo effettuare anche della depilazione prima dello spettacolo, ed eliminare i peli superflui delle sopracciglia e ascelle, le gambe, petto, il
pube, ad eccezione gli addominali e chiappe ben proporzionate fra loro, sode e rotondeggianti che non presenta peli, come si capisce che sono una preda appetibile nei
locali dove mi esibisco per certe donne su cui sfogare le loro esigenze sessuali, che con un extra mi portano a letto.
Era la prima volta della mia vita da maschio attivo per donne, ora maschio passivo, non attivo, ma completamente passivo per maschi arrapati, in poche parole lo prendo
solo nel culo e basta. Purtroppo prima del fattaccio non ero gay, mi sentivo etero, in quando mi sono sempre piaciute le donne fino al giorno fatidico che cambiò
completamente la mia vita sessuale, subì una violenza senza controllo da portarmi verso il sesso maschile e abbandonare completamente quello femminile. Eppure non ci
volevo credere che è successo proprio a me, un strip-man e puttaniere che diventa completamente troia alla mercede dei maschi, in quel momento non l’ho cercato io, il
cazzo di un uomo, anche se la cosa in parte mi fa vergognare con me stesso. Prima di intraprendere la carriera dello strip-man ero un poco perplesso, in quando sentivo
strane storie che si narravano sui strip-man e al riguardo il fatto che alcuni si prostituivano con maschi e femmine, oppure facevano sesso per carriera o fra loro
quando erano in camerino. Dopo due anni che facevo quella vita non avevo mai fronteggiato nessuna situazioni di omosessualità, anche se devo ammettere che qualcuno ci
ha provato: all’inizio dei primi mesi e andato tutto liscio fino al giorno che il manager mi propose una bella parte da protagonista in un tour di vari locali
italiani, ma dovevo andare al letto con lui, subito gli risposi no, e lui non se lo prese e scelse un altro senza battere ciglio, e la cosa si chiuse lì, mentre
conobbi molte donne che venivano a letto pagando. Purtroppo in quell’ambiente se volevi soldi e carriera dovevi mollare il culo o qualcosa altro sennò sei tagliato
fuori, anche se lo seppi dopo che il manager si ripassò quasi tutta la scuderia con varie promesse campate in aria, e come supponevo alcuni non solo facevano sesso fra
di loro, ma si facevano corteggiare e rimorchiare con estrema facilità da entrambi i sessi.
Tutto il fattaccio venne nel giorno di Ferragosto di tre anni fa sulle scogliere del Conero nei promontori del medio Adriatico. Era le quattro di mattina presto che
lasciavo la mia Città per raggiungere le Marche, e precisamente nei pendici settentrionali del Conero che sorge la città di Ancona, e su quelle meridionali i paesi di
Sirolo e di Numana, purtroppo per me infausto da maschio attivo divenni passivo, non per il mio culo che resse molto bene ai cazzi, ma il continuo di prendere tanti
cazzi in quel giorno da ricercare altri cazzi da soddisfare. In quella zona delle Marche lo seppi dai miei colleghi che raccontavano: cose meravigliose e specialmente
le zone meridionali del promontorio che erano ben nascoste dalle rocce e si poteva prendere il sole integrale senza essere disturbato dalle forze dell’ordine, anche se
quei figli di puttana mi nascosero che era anche un ritrovo non solo di nudisti, ma dei pervertiti e soprattutto dai gay, alla ricerca di culi e cazzi. Quella mattina
arrivai quasi le sette e parcheggiai bene l’auto, mi sfilo la maglietta e pantaloni da rimanere a petto nudo con solo il boxer senza i slip ed una sacca mi avvio per
trovare accuratamente il posto a prendere il sole integrale: fuori dalla portata dei sguardi dei bagnanti e nudisti per caso, e con la speranza di trovare oltre le
rocce anche dei piccoli sprazzi sabbiosi per stare tranquillo, oltre a questo, riesco a salire su quei pendii verso le alte rocce. In alto guardo intorno e noto una
minuscola spiaggia isolata e deserta, abbastanza lontano dalla strada seminascosto da cespugli e rocce che separata da una stretta striscia di terreno cespuglioso:
soddisfatto mi piace il posto, e ideale per prendere la prima volta il sole integrale. Appena giungo alla striscia di sabbia e circondata da rocce e frasche, e con una
certa soddisfazione di conquista poso la sacca, e poi respiro a pieni polmoni accompagnando con un sbadiglio di stanchezza, in quel momento orgoglioso di aver
raggiunto la meta mi gratto il petto: mi sa che si sta realmente bene in questa oasi di pace. Felice estraggo dalla sacca l’asciugamano da mare e una bottiglia di
acqua che bevo un paio di sorsi, quindi rimetto la bottiglia nella sacca e stendo l’asciugamano sulla sabbia e il costume per eventuale emergenza. Non faccio neanche
il tempo di levarmi i boxer per stendermi al sole, che improvvisamente intercetto un’ombra da farmi trasalire, guardo indietro e con sorpresa: c’era un uomo dai
capelli scuri e lunghi, sui trentacinque anni, completamente peloso e nudo, aveva per le mani un arnese mostruoso di circa 30 cm, dritto, nodoso e con una cappella
molto grossa, e senza tralasciare due palle enormi ben nascoste dai folti peli pubici che al suo confronto il mio faceva solo ridere, non per la lunghezza, ma la
grossezza misera che tenevo.
A quella intrusione mi fece allarmare, in quando ero in un luogo isolato per chiedere aiuto, anche se a occhio e croce si capisce subito che lui non era lì per
praticare nudismo integrale e ambientale, e poi mi rovinava la mia privacy. Purtroppo non sapevo che in quel luogo invece si pratica anche nudismo per solo gay che
cercano sesso e non il sole, mentre in quei secondi non capivo il vero pericolo che correvo, anche la mia ingenuità e senza riflettere non prestai molta la sua
pericolosa presenza, in quando anch’io non scherzo, anzi per non dargli la soddisfazione che ho paura di lui continuavo a calare tranquillamente il boxer da scoprire
le mie chiappe, in quando ognuno è libero di stare nudo, ma in quel momento non mi preoccupava che mi succedesse qualcosa di molto grave. La cosa non mi allarmo molto,
era soltanto il suo modo volgare di guardarmi il culo quasi scoperto e leccarsi le labbra, mentre maneggiava la sua nerchia sempre più dura, in quel momento mi dava
molto fastidio, anche se pensai che forse sarà i soliti guardoni della zona che si fanno le pugnette e poi scappano. Ma sbagliai di grosso, in quando lui continuava
nel maneggiare quel grosso palo duro da venirmi incontro senza mai staccare la mano sul cazzo, imbarazzato da quell’insistenza maniacale e prima che potessi capire
subito le sue cattive intenzioni da trovarmelo quasi di fronte a me, e senza aspettarmelo a tradimento mi prese per un braccio piegando indietro la schiena con forte
resistenza, io, purtroppo senza aspettarmelo dovetti soggiogare la sua forza bruta che venni trascinato verso una parete rocciosa, ed in un attimo mi ritrovai con i
boxer calati sotto le chiappe e sbattuto a pancia in giù su un spuntone roccioso che sporgeva a pendio, mi passa la mano sul culo poi le colpì per due tre quattro
volte. Colpiva con la mano aperta, per ammorbidire le chiappe e allargare il buco ad ogni resistenza da parte mia. Poi tutto si ferma, ancora in piedi dietro di me, e
ben afferrato per i miei fianchi aveva appoggiato la sua cappella mostruosa sul mio buchetto da creare un varco, riuscivo a sentire tutto, il cazzo, le palle, fino a
pigiare il suo bacino con movimenti rotatori e con più forza contro il mio culo. “Brutta lurida baldracca, è giunta la tua ora. Adesso lo prenderai nel culo e prega
che il tuo sfintere possa reggere l’impeto del mio cazzo!!!”, urlava. Io tentavo di liberarmi e senza controllo agitavo le chiappe per non farmi rompere il culo,
invece lui si piega su di me e premeva con forza contro la roccia. Aggrappato ai miei fianchi e prima che potessi tentare di girarmi per reagire sentii una forte fitta
lancinante che partiva dal buco delle mie chiappe e finire sulla testa da comprimere dal dolore il cervello, le mie urla da cane scannato a calde lacrime tanto che
persi i sensi per qualche secondo o minuti, chissà di più non ricordo: in qualche modo il figlio di puttana mi aveva sfondato lo sfintere anale, senza batter ciglio.
Quando mi ripresi ero con i miei boxer infilato sulla testa e completamente nudo e appoggiato con le mani ad una roccia a novanta gradi con il mio culo bene in vista,
a pecora lo prendevo in culo da uno sconosciuto su quel costone, ma lui, impassibile, stava stantuffando in un impeto di collera il mio povero culo. In quell’istante
sentivo strizzare i miei capezzoli e bombardare il culo da quel cazzo tosto tanto da percepire le sue palle dure rimbalzare sullo spacco delle chiappe, ero concentrato
sul dolore dei capezzoli da dimenticare completamente il buco del culo, in quei secondi non sapevo cosa mi faceva più male se il culo o i capezzoli, e cominciai ancora
ad urlare dal dolore con le lacrime agli occhi, mentre le mie urla vengono soffocate dalla stoffa dei boxer lui continua la fottuta per circa dieci minuti buoni e
speravo che finisse, in quando il manganello di carne mi dava solo fastidio nel sentirlo nelle mie viscere, ma sbagliai di grosso. Ero ricurvo e avvinghiato a quella
roccia, mentre subivo violenza da un maschio, anche se il mio povero culo non lo sentivo più per quando era largo e sfasciato da un piolo da 30, ormai era diventato
un piacere da provocarmi dei mugugni e rantoli di godimento, il maschione peloso continuava senza mai interrompere la fottuta da sfondarmi completamente l’orchestrina,
ed io con rigagnoli di bava e sudore che colavano dai lati della mia bocca semichiusa, stavo ricevendo ritmicamente nel culo il grosso bastone nodoso. Quel ritmo
inculatorio, anche se il dolore iniziale era tremendo, e con il passare dei minuti divenne soave da farmi uscire dei lamenti di piacere, era facile a dirsi che in quel
momento non godevo, ma sinceramente essere stuprato in quel costone da uno sconosciuto impegnato negli affondi finali con forti accelerazioni dando anche ritmi
inculatori da farmi eccitare completamente e goderne in silenzio da gustarmi quel bel cazzo grosso tanto grosso e duro da sparire completamente nel mio retto, non
immaginavo di assorbire un grosso fallo che si era ben adattato a fondo nello sfintere, ed io, a muover le anche come una troia in calore da dimenarle e sculettare con
una certa esagerazione fino a sentirlo completamente a fondo, anche se lui mi teneva le gambe ben larghe da farmelo sentire tutto dentro al budello, ma quando se ne
rese conto che godevo veramente nel prenderlo nel culo, il porco ci dava dentro di brutto. Ormai ero perdutamente perso dal troppo godimento, mentre i miei capezzoli
erano rossi e turgidi come quelli di una cagna in calore, sembravo di non averne mai abbastanza di quel grosso stantuffo.
Ma la cosa che mi meraviglia molto era che io, lo incitavo a fottermi il culo a piene lacrime di godimento, mentre un rumore di rami spezzati allarma per qualche
secondo il mio brutale stallone da rallentare il ritmo, e poi capisco dalla forte ripresa della fottuta che quella intrusione non mostra nessuna pericolo, anzi il
porco mostra a quei spettatori causali e in bella vista il suo bel culo muscoloso e peloso che continua con indifferenza a stantuffare forsennatamente in mezzo ai miei
mugolii fino a sentire il suo cazzo ingrossarsi paurosamente all’interno del mio buco. Non passa un secondo che da lì a poco sentii dei forti mugolii ed un’ondata
infinita di sperma che mi riscalda ulteriormente il budello irritato e riempirmi completamente di sborra lo sfintere. “Ahhh ti sto infarcendo la budella, mignottona
mia..!!!!” Urlava e bestemmiava, mentre dava il colpo di reni finale dentro al mio retto spanato. Non mi diede neanche il tempo di goderne che già lui si ritrasse e me
lo sfila completamente dal culo lasciando il buco del culo tutto aperto. Io, mi ritrovai oscenamente a chiappe allargate sul costone, con le cosce aperte dove dei
flussi di liquido spermatico cadevano giù dalle gambe, mentre il culo era spinto in fuori come pronto a ricevere altri cazzi. Senza aspettarmelo mi sfila dalla testa i
boxer che li getta verso le siepi, mentre ricevo da lui una pacca forte sulla chiappa dicendo: “Brutta zoccola, facevi la ritrosa a prenderlo nel culo, e dillo che
adesso ti piace il cazzo, toh troia godi che te l’ho spanato ben bene, e stasera vedrai checca che farai godere altri cazzi di passaggio…!!!!” Nel frattempo la scena
e il turpiloquio mi avevano fatto diventare il cazzo duro ed umidiccio e senza quasi accorgermene avevo cominciato a menarmelo sempre più forsennatamente. Proprio nel
momento in cui avevo le mani zuppe della mia sborra calda, intravidi alcune gocce di sperma colare lungo la roccia. Ad un certo punto il porcone tolse il suo cazzo dal
mio culo che avidamente si pulì velocemente ogni residua traccia di liquido seminale sulle mie chiappe, e soddisfatto come apparso scompare.
Ero molto stanco da quella fottuta, tutto il retto indolenzito per la violenza subita, e poi non avevo la voglia ne la forza di andarmene in quel posto, anche se
volevo non potevo, in quando il culo mi faceva un male boia da non riuscire a camminare. Non era neanche mezzogiorno e non avevo fatto ancora un bagno, ma purtroppo i
miei pensieri vengono distratti dai gemiti e dei sospiri. Incuriosito mi voltai, e quello che vidi mi fece rimanere a bocca aperta: mi scordai completamente di avere
dei spettatori involontari e non pensavo che c’erano 3 ragazzi in piedi completamente nudi sulla ventina ad aspettare il loro turno, alti e ben cazzuti, con cazzi di
almeno 20 cm ciascuno, due di loro avevano i capelli neri, uno raso e l’altro lunghi ed il terzo biondo raso, mentre mi guardavano continuavano a massaggiare i grossi
cazzi in erezione, ed io in quel momento mi sentivo molto troia. Mi rialzai a stento con una mano appoggiata sulla roccia e l’altra su una chiappa, li osservai con
malizia dove il mio sguardo cadde su quelle bistecche di carne che hanno sotto le gambe, mentre i nostri sguardi s’incrociano e con una certa malizia, anzi da vacca
allargo la chiappa facendo vedere la mia fessura slabbrata e completamente zuppa di sborra, non lascio scappare quella situazione da lanciare uno sguardo da troia
accompagnata con una slinguata alle labbra e facendo cenno di approfittare, anche se passa circa mezzo minuto e presi dalla sprovvista del mio atteggiamento da zoccola
nessuno fece niente. Fu il ragazzo biondo a prendere l’iniziativa: si avvicina completamente nudo davanti a me tenendo per le mani i miei boxer che aveva appena
raccolto, e con un sorriso accattivante disse: “Non vedi l’ora di prendere altri cazzi, vero?? Brutto finocchio!!” Non aspetta da me nessuna risposta o consenso, e
senza preamboli m’infila di nuovo i miei boxer in testa, e rimettermi alla stessa posizione di prima che con un colpo solo me lo ficca senza difficoltà tutta la sua
mazza nel culo. Mentre gli altri due osservano la scena e continuano a massaggiarselo sempre più eccitati.
Mi ritrovai di nuovo a pecora, appoggiato con le mani sulla roccia, e il mio culo ben riempito di ciccia con un colpo secco da lasciarlo tutto dentro al budello; io
troia gemetti da quella brusca fottuta, ma non urlai, godevo a farmi aprire il culo da quel bel ragazzo. “Dai spaccagli il culo a questa checca!!”, disse uno di loro.
“Siii, faglielo uscire da quella bocca da pompinara!!”, gli fece eco l’altro ragazzo. Per tutta risposta io, mi godevo quei 20 e passa centimetri di cazzo in un colpo
solo, lanciai un sussulto di godimento mentre gli altri due esultavano nel vedere il loro amico a dare delle grandi spinte, ogni volta che me lo metteva sentivo le sue
palle sbattere in mezzo alle chiappe. All’inizio ho perso la verginità per merito del maschione sconosciuto e la cosa non mi dispiaceva troppo, anche se ero
traumatizzato da quella fottuta, invece con loro non mi sentivo per niente a disagio, anzi al buchetto provavo ancora dolore dal cazzo precedente, anche se nonostante
il mio culo fosse completamente sfasciato non mi dispiaceva di essere di nuovo posseduto, ormai, non vedevo l’ora di essere fottuto da altri cazzi duri, e in
quell’istante mi sentivo molto troia davanti a loro, e il mio cazzo anche fosse molto più piccolo dei loro, non mi curavo in quando per loro avevo solo la fica, non il
cazzo, cioè il mio buco del culo. Purtroppo incominciai a prenderci gusto al cazzo e provare una sensazione piacevole che non avevo mai provato con una donna, mentre
gli urli di dolore prima di essere sverginato e poi trasformati in godimento e diventata una routine a prenderlo nel culo che molto presto mugolavo di piacere. I
ragazzi se ne accorsero della mia troiaccine da fare dei commenti: “Questo finocchio di merda comincia già a prenderci gusto ai cazzi: è una vera troia da monta!!!”
“Si, e una troia!!”, mentre loro parlottavano il biondo aumenta la velocità e subito dopo mi venne in culo con un grugnito animalesco, mi sentii immediatamente il culo
bagnato di sborra, tanta sborra, mentre il montone di turno sfila la sua minchia dal mio culo e disse: “Avanti al prossimo, che sta troia non aspetta altro che un bel
cazzo duro!!!” Uno era già pronto non se lo fece ripetere due volte, si avvicina dicendomi: “Eccomi troia, che ti sbraco il buco!!!” “Vola basso giovanotto, che ci ha
pensato il maschione di prima con il salame da trenta da sbracarmi tutta la fica!!!”, dissi con sarcasmo. “Si… la fica?, ma quella di tua madre brutta zoccola!!!”,
chiusero i due che guardavano la fottuta del loro amico.
Questa volta non sentivo nessun fastidio in quanto il mio culo si era allargato sotto le possenti spinte del primo maschio e poi del secondo, mentre il terzo mi
penetrava più lentamente del suo amico, ma sempre con spinte forti, ed io cominciai a mugolare dal piacere. Non riuscivo a trattenermi, ero davvero una troia in
calore; gli altri mi prendevano in giro per questo, ma io non ci facevo caso. “Ehi ragazzi, non reggo più sta troia, adesso sborro in questo lercio culo!!”, tolse il
suo cazzo dal mio culo e subito dopo sentii che la schiena in alcuni punti diventava più calda, capii subito che mi aveva sborrato sulla schiena con uno, due, tre,
quattro, addirittura cinque schizzi che mi rimasero addosso in quanto la mia schiena era orizzontale. “Ecco, ti ho lavato la schiena con la mia sborra, troia!”, disse
ridendo il ragazzo e io dissi istintivamente: “Grazie cazzone!!!” “Ma questo è una vera troia, non è ancora soddisfatto dai nostri cazzi!!!” disse il biondo. “Non
preoccuparti, adesso questa troia me la lavoro io e le faccio il culo a pezzi!”, disse ridendo il terzo, che si avvicinava per incularmi. “Sta giù troia che ho
accumulato un carico enorme di sborra, mentre aspettavo gli amici finissero la fottuta!!!”, detto questo mi leva i boxer dalla testa e si posiziona da infilare il suo
cazzo nel mio buco del culo, ormai completamente spanato, anche se nel fottermi aveva messo le sue mani sopra le mie e io preso dalla foga cominciai a morsicarle
dicendo: “Dai maschione, non essere da meno degli altri maschioni cazzuti!!!” “Stai zitto troia, che ti faccio vedere io che pasta sono fatto!!!”, rispose togliendo le
mani dalle mie e mettendole sulla mia testa, tirandomi i miei capelli lunghi come le briglie dei cavalli. Le sue spinte furono tante, più di quelle degli altri due
messi insieme; sembrava non dovesse finire più, alla fine disse: “Ecco troia, incassa il mio carico!!!”, e mi sborra in culo: fu incredibile, mi sentii il culo pieno
di sborra fino all’orlo, sicuramente quando avrebbe tolto il suo cazzo tutta quella sborra mi sarebbe colata lungo le gambe. Infatti andò così, appena il maschione
tolse il cazzo dal mio culo, se lo pulì sulle mie chiappe e la sborra uscì fuori colandomi dalle gambe. Io mi sentii a pezzi e completamente sdraiato, a pancia in giù
abbracciato su quella roccia, con i piedi ancora appoggiati a terra. Dopo un minuto li sentivo parlare con certi commenti piccanti: “Al finocchietto, gli ha piaciuto i
nostri cazzi?”, disse il biondo. “Già, una vera troia, si vede che ci ha preso gusto ai cazzi!”, disse il ragazzo con i capelli corti. “Però il frocione aveva un culo
veramente spanato!!!”,disse l’altro, quello con i capelli lunghi. “Bee, vorrei vederti a te al suo posto, sa beccato una bistecca da trenta senza fiatare, mentre i
nostri cazzi la fatto solo ridere?!”, concluse il biondino. “Adesso direi che ce ne possiamo anche andare, non vedo l’ora di fare un paio di tuffi al mare!!!” Io ero
sempre eccitato, ma anche un po’ inquieto, ebbi solo il tempo di guardare brevemente indietro che si allontanavano, lasciandomi nudo, sporco, sverginato da 4 cazzi,
pieno di sborra e col culo in fiamme.
Rimasi in piedi un po’ traballante e nudo per un paio di minuti, mentre ripensavo all’accaduto, non so come in quell’istante mi apparse davanti a me un giovanotto con
un bel costume rosso: avrà avuto circa 30 anni, biondino con capello un po’ lungo e un bel tipo niente male, che in un’altra situazione avrei volentieri abbordato, ma
purtroppo il culo mi faceva male boia da scaricarlo subito. Non mi aspettavo invece la sua reazione del mio rifiuto, era piuttosto incazzato e nervoso, molto
probabilmente lo avevo offeso, anche se non si capiva quello che diceva: forse Albanese o Slavo, cercai di spiegargli il più chiaramente possibili che non potevo farmi
fottere da lui in quando mi faceva male troppo il culo. Senza aspettarmelo altri tre giovanotti con costumi e stessa età mi circondavano senza darmi tregua e non
sapevo chi fossero e cosa vogliono da me, anzi non capivo per niente la loro lingua. Il primo che conobbi cominciò a parlare nella loro lingua, io pensavo che gli
stesse spiegando che non potevo accontentarlo, ma ben presto mi resi conto che non era proprio così; i tre infatti mi guardavano e ridevano toccandosi le patte ben
gonfie dei costumi! Preoccupato feci per andarmene, ma uno di loro velocemente mi solleva e mi riporta sul masso urlandomi: “Brutto frocio italiano, ai dato il culo a
quelle persone e a noi ci tratti male, che fai ci guardi con disprezzo e non ci dai il culo, in quando sei razzista, noi abbiamo voglia di sfogare i nostri cazzi duri,
le donne ci snobbano e siamo stufi delle seghe… eeeh puttana, capisci? Ora noi ti sfondiamo di nuovo il tuo culo e ci dai anche la bocca, e se fai il bravo noi non ti
facciamo nulla, anzi ci divertiamo con te frocio Italiano, anzi ti vogliamo farti il culo già rotto da altri cazzi!!!” Chiude con un Italiano sdentato, mentre si
preparano a fottermi il culo come un branco di lupi affamati che guarda una pecorella, ed io invece tremavo dalla paura e non sapevo cosa fare! “Brutto frocio di merda
rimettiti in quel masso e allarga per bene le chiappe, che si fotte!!!” Io ubbidii silenzioso! Rimettendomi al solito posto, mentre qualcuno cominciava a leccarmi i
capezzoli altri il buco del culo, mi mordevano e leccavano, sentivo le loro mani ansiose che mi entravano tra le chiappe sforzando duramente l’ano del tutto sfondato.
Nonostante le mie paure iniziali di essere pestato a morte, anche se devo ammettere che sentirmi leccare e mordere in quel modo con quella foga animalesca mi
cominciava a piacermi, il dolore dei loro morsi sui capezzoli mi piaceva, sentire le loro lingue ruvide nell’ano e le mani che mi aprivano con una forza brutale le
chiappe, non so che dire: essere trattato come una troia, mi eccitava e il mio cazzo si era indurito, mi ero eccitato nell’essere violentato di nuovo.
Ma stavolta contemporaneamente con quattro maschi Slavi o Albanesi tanto sono uguali, ormai non era più violenza, non avrei voluto smettere per nulla al mondo! Uno mi
dette il cazzo da leccare che per me era la prima volta e lo ingoiai in un sol boccone, mi attaccai a quella proboscide di carne che sapeva di piscio senza ritegno con
tutte e due le mani come una troia navigata, mentre lo agitavo la mia lingua lo insalivava e leccava, mentre loro si accorsero che ormai ero eccitato e del tutto
partito. “Sei proprio una zoccolona, su dai troia lecca il cazzo e godi!!!” Essendo inesperto al pompino non mi aspettavo che un altro cazzo mi entrasse in bocca,
“cazzo due in gola mi sembra troppo esagerato, uno che non ha mai fatto i pompini…!?”, purtroppo dovetti cedere ai due che mi fottevano letteralmente la bocca, e poi
non avevo nessun modo di ribellarmi in quando uno mi teneva fermò le mani in modo che gli atri due potessero agire in tutta tranquillità, l’altro invece mi inculava
frettolosamente come un cane, anzi sentivo i due cazzi in gola, e contemporaneamente le loro cappelle toccarsi e strusciarsi sulla mia lingua assieme le loro palle
sbattermi sul mento, avevo gli urti di vomito da quanto si spingevano dentro la bocca allargata a dismisura, ma non potevo muovermi in quando l’altro intanto ha
sborrato e subito rimpiazzato da infilare tutta la sua mazza dura nel culo agitandola su e giù e io sempre più eccitato! Davo spazio ai cazzi. Non passa un mezz’ora
buona che già vengo strattonato verso uno di loro che stava sdraiato a terra di schiena e mi fece impalare brutalmente su quel piolo duro che lui teneva nelle mani, e
poi vengo infilato in un sol colpo 20 cm buoni di carne durissima e mentre mi fotteva violentemente due mi entrarono in bocca con i loro cazzi contemporaneamente,
mentre l’altro prese a mordermi violentemente i capezzoli. Quello sotto spingeva talmente forte che io non dovevo altro che star fermo per spompinarmi gli altri due in
gola! Il mio cazzo era durissimo e il movimento dell’inculata me lo agitava talmente bene che sembrava che qualcuno mi segasse. Con una spinta violenta quello che mi
inculava mi sborra nel culo con un lungo gemito. Alzandosi mi butta sulla sabbia e io rimasi qualche istante immobile col culo all’aria, mentre dall’ano mi colava la sua sborra, sentivo i grumi scendermi dal culo fino alle palle per poi perdersi sui peli del mio cazzo. Quello che mi aveva inculato mi porta il cazzo alla bocca dolente ancora del doppio pompino bis per farsi ripulire: “Pulisci troia, tutto e lecca bene anche la cappella!!!”, mi ordina. Io obbedii infilandomi tutto il cazzo ormai moscio in bocca leccandolo golosamente! Anche se non contento si fece leccare pure l’ano, voleva che con la mia linguetta entrassi nel suo buco del culo e che poi gli leccassi anche per tutta la sua lunghezza, non so come ero eccitatissimo di essere la loro troia, avrei fatto tutto ciò che mi avrebbero chiesto, o meglio lo feci…!
Mentre facevo il mio lavoretto di pulitura, gli altri due mi fecero sollevare l’ ano: mentre uno dei 4 giovanotti mi teneva fermo per le anche gli altri due mi
incularono assieme, due cazzi, due cazzi di buone dimensioni che mi entravano contemporaneamente nel culo; non ero certo vergine nel culo, ma quel giorno sicuramente
me lo ruppero ben bene! Mi sentivo allargato a dismisura, un dolore fortissimo per tutto il mio culo, era insopportabile urlai che smettessero cercavo di divincolarmi
da quell’ inculata disumana ma bloccato da uno dei 4 slavi per le anche non potevo fare nulla; mi pressa completamente la testa in mezzo a quelle chiappe per soffocare
le mie urla di dolore! Comunque devo dire che dopo un po’ che i due incuranti delle mie proteste continuavano a incularmi, mentre il dolore si affievolì e l’ idea che
due cazzi erano dentro al mio culo, che due cazzi godevano assieme del mio ano mi fece sentire la piû troia delle puttane! Ai due doveva piacere perché riuscirono
subito a trovare un buon ritmo, sentivo nel culo un movimento ritmico su e giù deciso e continuo sembrava di avere in corpo il cazzo di un cavallo, ero così pieno di
cazzo! Che godevo da spararmi una bella sega, mentre gli altri due gelosi e arrapati dalla scena mi tappano di nuovo la bocca con due cazzi. Mi trovo infilzato come
una porchetta allo spiedo che passarono credo, 20 minuti buoni di doppia inculata e spompinata, dopo stufi e pieni di sborra mi fecero inginocchiare a terra e si
disposero tutti e 4 quattro attorno al mio viso; io leccavo tutto ciò che mi veniva proposto, le mie mani accarezzavano le loro palle ancora piene di buon sperma, i
loro cazzi duri pronti a scoppiare! Una sborrata mi colpi su gli occhi e io dovetti tenerli chiusi per non essere accecato! Gli altri tre mi coprirono il viso di
sborra, pensate 4 sborrate di 4 ragazzi che chi sa da quanto non godevano sul viso! Avevo una maschera di sborra in faccia! I 4 avevano goduto del mio corpo in ogni
modo, allargandomi bocca e culo a dismisura, sborrandomi litri di sperma di viso violentando in ogni modo il mio corpo e io ero lî steso con la faccia piena di sperma
col cazzo ancora duro per l’eccitazione! Mentre con una mano mi ripulivo il viso di sperma ingoiandolo golosamente con una mano mi segaii il cazzo ormai dolorante
dall’eccitazione dopo poco trovai anche io il mio piacere fisico! Mi alzai dolorante e sporco pensando che era finita ma sbagliai i 4 si erano goduti il mio piccolo
spettacolo e volevano darmi il loro regalo finale! Mi ributtarono sul masso e dissero: “Sei proprio un troiane che ti piace troppo il cazzo, dillo che sei un porco
eh?”, e un’ altro: “Ora porco ti puliamo noi, e non ti preoccupare…” Disteso sul masso due di loro cominciarono a pisciarmi addosso sulle spalle, non avevo mai
subito un’ umiliazione del genere, eppure mi piaceva, mentre anche gli altri due mi pisciarono sul culo! Io pensai bene di aprirmi al massimo le chiappe per non
sprecare il piscio, anche vengo da loro rigirato per subire le ultime schizzi di piscio sul viso e bocca, mentre mi sentivo troia da cercare altro piscio per la mia
gola golosa! in viso con gli occhi chiusi e la bocca aperta da cui usciva la lingua bevevo tutto il loro piscio; quando finirono e con le mani cercai altro piscio non
trovai più nessuno erano scappati non so forse e tardi, oppure qualcosa li ha disturbati per scappare in quel modo, e lasciarmi da solo.
Proprio mentre mi stavo riprendendomi dalla fottuta e ritornare all’auto e andarmene subito da quel posto, non so come sentii anche io dei movimenti strani che
proviene dai cespugli, ma non riuscivo a capire di chi si trattasse ed inoltre stordito come sono non mi facilitava certamente le cose!, in quando ero completamente
stanco. Passarono alcuni minuti quando vidi un bonazzo di fronte a me: alto almeno un metro e ottantacinque, capelli castano scuro e due luminosi occhi verdi. “Ti va
di far divertire il mio cazzo, frocetto?”, mi chiese a bruciapelo, muovendo la mano sinistra sul mio cazzo, che in breve tempo divenne più duro del marmo. Non mi
aspettavo neanche che infilasse la sua lingua in bocca, in un bacio possessivo che mai nessun uomo ma baciato; intanto con la sinistra continuava a masturbarmi, e poi
non so perché si ferma, mi spinge giù con le mani sulle spalle, ma lo capito subito, in quando lo facevo io alle donne: non mi feci pregare da prendere la sua enorme
verga in bocca, assaporando il suo presperma. Sentivo quel salsicciotto indurirsi nel mio cavo orale da gustarmelo per bene, ero eccitato tantissimo. Succhiavo con
goduria il suo bel cazzo e lui pareva esserne più che felice, considerando i suoi mugolii di piacere un vero godimento. Continua così per un quarto d’ora, mentre
leccavo voglioso tutta la sua verga, succhiandogli anche le palle, spinto dalla libidine più sfrenata. Improvvisamente tolse di botto il mio ciuccio che per poco mi
mettevo ad urlare come un neonato, mi ferma e mi urla di girarmi e stare sul masso. Ero terrorizzato, ma ero sicuro che mettersi contro di lui serviva a ben poco. Non
mi diete il tempo di posizionarmi che già cominciava a leccarmi il culo che ancora gronda di sborra, il porco godeva nel leccarmi fino ad allargare con le dita il mio
sfintere: il dolore non lo percepivo per niente, in quando era del tutto slargato dai cazzi precedenti, avevo soltanto paura di lui nei suoi modi bruschi e violenti da
potermi farmi male, anche se come troia non volevo che la smettesse, ma lui non era d’accordo. Inaspettatamente, e senza alcun preavviso, mi sbatte il suo cazzo in
culo che per poco entrava pure le sue palle. Il bonazzo soddisfatto e imperterrito, mi sodomizzava senza pietà. “Sei niente male porcone, hai un culo veramente
spanato, ho trovato pochissima resistenza!, già, sei una vera troia, si vede che sei abituato a prendere cazzi!, ora accetta anche il mio cazzo e godetelo!!”,
sbraitava proprio quando io cominciavo a mettere da parte la paura per godere. Di tanto in tanto mi dava, anche, degli schiaffi sulle chiappe, infilando la verga
sempre più in fondo. Con un urlo animalesco, venne dentro il mio ano, riempiendomi di tutto il suo succo nel mio sfintere già allagato da altri cazzi. “Resta fermo,
frocio di merda!!”, mi disse mentre estraeva il suo cazzo. Non capii che cosa volesse fare, ma sentii dei passi dove un altro ragazzo si para davanti a me. “Che bel
culo da troia, che ti ritrovi!!”, disse questo già nudo e in tiro. Senza tanti preamboli mi incula: il suo cazzo era un po’ più sottile del bono, ed io riuscivo a
godere come una vacca, e sentire anche la sensazione della parete dell’ano che si scostava da mandarmi in estasi, mentre proseguiva senza mostrar pietà, divertito ed infoiato.
Quel tardo pomeriggio beccai almeno una decina di uomini cazzuti, uno dopo l’altro spuntavano come funghi, forse attirati dall’odore di cagna che prontamente vennero nel mio culo, purtroppo quei maschiacci mi allargano le chiappe in un modo senza uguali. Dopo quell’orgia megagalattica e quando questi terminarono, mi costrinsero a sedermi sulla sabbia ed uno per uno mi rivennero in un buco profondo, stavolta, però, in bocca. Alcuni spermi erano veramente dolci e saporiti, altri agri e disgustosi. Quando tutto parve finire, tornarono da me e dovetti fare una pompa a tutti loro, chi leccandogli solamente l’asta, a chi succhiando anche i coglioni. Passò così un’altra ora quasi all’imbrunire della serata, e quando sembrarono soddisfatti, fui gettato per terra. Tutti se ne andarono tranne due che erano fratelli gemelli. Infatti questi avevano deciso di incularmi insieme: per loro sfortuna avevo il culo già allenato che s’allarga sproporzionato intorno ai loro cazzi duri, mentre per oltre venti minuti sentivo i due cazzoni entrare ed uscire da me e le loro parole come troia, frocione, puttana e culorotto, non fecero altro che eccitarmi ancora di più. Ebbi solo il tempo di guardare brevemente i due maschiacci negli occhi che già scompaiano nel sentiero, lasciandomi nudo, sporco, sverginato a più riprese dai cazzi, pieno di sborra e col culo in fiamme. Rimasi in piedi nudo per un po’ mentre ripensavo all’accaduto e soprattutto se riuscivo a raggiungere l’auto sano e salvo. Arrivai a petto nudo con solo il boxer alla mia macchina, e con tutta la fretta di lasciare al più presto quel posto con la speranza di ritornare vivo a Roma, ero già dentro per partire, non faccio neanche il tempo di mettere in moto che vedo un poliziotto sulla quarantina, abbronzato, alto all’incirca 1.80 fisico normale, secondo me lo stronzo ma multato, in quando vedo un foglio appiccicato sul parabrezza; abbasso il finestrino per ricevere delle spiegazioni e lui invece senza darmi il tempo di rispondere: “Allora che vuoi brutta checca?, non ti cala la multa o non ti cala tutti i cazzi che ti sei beccato stasera, o vuoi un bis dal sottoscritto!!!”, sono rimasto senza parole nonostante notassi la sua mano che maneggiava un bel bozzo duro che sfoggiava nei pantaloni, e si vedeva che il porco se sparato qualche sega, in quando una macchia di sborra evidenzia sulla patta dei suoi pantaloni, qualcosa e secondo me un bel qualcosa di molto duro cela in quel tessuto. Purtroppo davanti a quella prepotenza e non sapendo che dire: iniziai a tirare fuori la lingua, leccarmi le labbra e a farla vibrare imitando una succhiata di cazzo, anche se nell’attimo ebbi paura dalle sue cattive intenzioni da rispondere: “Mica te la sarai presa sul serio?”, lui mi guarda seriamente. “Adesso brutto frocio, cala dalla macchina e mi fai una bella pompa!!” Il suo tono autoritario mi incuteva quasi timore però sono sceso lo stesso, lui inizia a sbottonare i pantaloni ed io quasi svengo: aveva i pantaloni e gli slip alle caviglie due gambe affusolate e muscolose al punto giusto abbronzate e si menava una bella nerchia dura e tozza sui 25 cm e una bella cappella scura, non ho capito più niente mi sono messo in ginocchio e ho cominciato a succhiarglielo con ingordigia prima la punta poi piano piano tutto il resto con difficoltà e poi sono passato ai coglioni, cosa che ho imparato da altri uomini, l’ho succhiato con bramosia tanto che lui ad un certo momento e senza replica. “Non sei niente male a bocca, ma purtroppo finocchietto di devo farti il culo!!!”, non gli diedi retta, ero troppo infoiato da continuare a succhiare e risucchiare insalivando a più non posso quell’asta enorme, mentre in quell’attimo mi prende la testa e mi ferma, mi rialza di peso e mi sbatte sul cofano della mia auto. “Troia, cala quel dannato boxer!, che ho voglia di fotterti il culo!!”, disse con tono autoritario.
Scesi lentamente i boxer da scoprire in parte le chiappe, mentre lui inizia a toccarmi le chiappe del culo! e quasi con irruenza allarga le chiappe per osservare il
solco del buco, il resto è successo tutto in un attimo, ha appoggiato la cappella nello spacco del culo e con un solo colpo me l’ha infilato, inizialmente emetto dei
lamenti dolorosi e poi goderecci, anche se devo essere sincero piano piano è diventato un vero piacere; è durato un attimo perché poi mentre mi sbatteva, nel vero
senso della parola, le sue palle contro il mio culo, ho iniziato a gemere come una gran vacca. Molto probabilmente non se l’aspettava perché ha iniziato a gemere anche
lui e a sbattermi sempre più velocemente e poi e poi ha gridato, ha tirato fuori il manganello di carne dura mi ha rigirato e messo inginocchio di fronte a lui, mi ha
colpito con un getto di sborra calda, tanta ma proprio tanta da farmi la maschera di sperma!, anche se di colpo mi ha allontanato per sistemarsi l’arnese, ha chiuso
nei suoi pantaloni d’ordinanza e prima di andarsene mi ammonisce: “Mi raccomando checca, paghi la multa, e non dire: a nessuno quello che successo in questo posto di
merda, sennò so cazzi tua… frocio!!”, disse con voce minacciosa nei miei confronti. Io conclusi: non ti preoccupare maschione, non e’ successo nulla che non potessi
tranquillamente gestire il mio corpo da troia. Diciamo solo che c’è stato uno scambio di vedute tra maschi, e che per convincerlo che si sbagliava di grosso nei miei
confronti ho usato un metodo non proprio ortodosso. Sono sicuro che comunque deve essergli rimasto ben impresso; sì, gli tirai un sasso sulla testa da fargli cadere il
berretto, che lo ricorderà per un bel po’ di tempo. Il porco rimase di cacca, in quando non si aspettava quella mossa, e approfittando che lui raccoglieva il berretto,
avviai subito l’auto per andarmene definitamente in quel luogo di perdizione e ritornare a casa.
Da quel giorno anche io faccio parte della scuderia, vengo trombato dal manager da farmi fare sempre la prima donna ad ogni spettacolo. Purtroppo nel palcoscenico sono un maschio a tutti effetti dove faccio ammattire tutte le donne, e nei camerini mi trasformo donna, anzi troia da farmi sbattere chi ha il cazzo duro e in contemporanea il solo ricordo di quella violenza subita; non vorrei essere un ipocrita, ma mi eccitai da morire, anzi mi auguro di ritornare in quei posti e che si ripeta con uno e più maschi e farmi ritornare quello che sono… troia.

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